{"id":157,"date":"2011-04-26T11:14:48","date_gmt":"2011-04-26T09:14:48","guid":{"rendered":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/contenuto-orbitale\/"},"modified":"2011-04-26T11:14:48","modified_gmt":"2011-04-26T09:14:48","slug":"contenuto-orbitale","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/contenuto-orbitale\/","title":{"rendered":"Contenuto orbitale"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2011\/04\/n27img2.jpg\" border=\"0\" align=\"left\" \/>Ci troviamo all&#8217;apice di una riorganizzazione completa del modo in cui interagiamo con il contenuto online e penso che dovreste essere molto pi\u00f9 elettrizzati di quello che siete adesso. Le bookmarklet app come <a href=\"http:\/\/www.instapaper.com\">Instapaper<\/a>, <a href=\"http:\/\/svpply.com\/\">Svpply<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.readability.com\">Readability<\/a> ci stanno portando verso un futuro in cui il contenuto non sar\u00e0 pi\u00f9 radicato nei siti web, ma fluttuer\u00e0 in orbite attorno agli utenti. Questa trasformazione della nostra relazione con il contenuto ci costringer\u00e0 a ripensare ai modelli esistenti di reputazione, distribuzione e monetizzazione. Tutto per il meglio.<\/p>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Il contenuto oggi<\/h2>\n<p>Oggi la maggior parte del contenuto \u00e8 bloccato: ha radici fermamente piantate in uno dei molti siti o applicazioni del web. Dal momento che il contenuto \u00e8 radicato, siamo costretti a passare del tempo prezioso a registrare la sua posizione, sperando di ritornarci: mettiamo i siti web tra i preferiti, salviamo tra i preferiti alcuni tweet, creiamo elenchi in file di testo.<\/p>\n<p>In questo sistema, i siti sono il centro gravitazionale e noi, gli utenti, gli orbitiamo intorno, cercando una connessione ogni volta che vogliamo interagire con il contenuto. Questo sistema va bene, per\u00f2, man mano che gli utenti passano pi\u00f9 tempo su dispositivi orientati al consumo come gli iPad ed i telefoni cellulari, vengono fatte nuove richieste al contenuto.<\/p>\n<p>I siti web hanno risposto rapidamente a queste nuove esigenze. Il movimento delle <a href=\"http:\/\/www.w3.org\/TR\/css3-mediaqueries\/\">media queries<\/a> e del <a href=\"articoli\/17-numero-7-8-giugno-2010\/71-web-design-reattivo\">responsive design<\/a> ha fatto s\u00ec che i designer siano in grado di creare l&#8217;experience di un sito adatta a qualunque dispositivo su cui esso venga visualizzato. La flessibilit\u00e0 del sito a questo macro-livello \u00e8 importante, ma il vero balzo in avanti ci sar\u00e0 quando renderemo possibile la stessa flessibilit\u00e0 ad un micro-livello: quello dei singoli pezzi di contenuto.<\/p>\n<p>Gli editori sono in grado di rendere il proprio contenuto flessibile da pi\u00f9 di dieci anni. Gli <span class=\"caps\">RSS<\/span> rendono semplice condividere i feed del contenuto con gli abbonati, risparmiandogli il disturbo di tornare continuamente sul sito per controllare la presenza di nuovo contenuto. Recentemente, una serie di bookmarklet app hanno lentamente trasferito dall&#8217;editore all&#8217;utente la responsabilit\u00e0 di rendere il contenuto flessibile. A guidare la carica di queste app \u00e8 <a href=\"http:\/\/www.instapaper.com\">Instapaper<\/a>, che ha ottenuto molti elogi nel fare quell&#8217;operazione chiamata \u201ccontent shifting\u201d [\u201cspostamento del contenuto\u201d, <em>ndt<\/em>]<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Content shifting<\/h2>\n<blockquote>\n<p>\u2026Sono sicuro che le persone vogliono spostare il contenuto dai dispositivi orientati alla scoperta del contenuto (come i laptop, le radio satellitari, etc.) verso i dispositivi orientati al consumo del contenuto (tablet, sonos, etc.). E sono sicuro che nei prossimi anni tutto questo sar\u00e0 sempre pi\u00f9 facile.<\/p>\n<p>\u2014<a href=\"http:\/\/www.avc.com\/a_vc\/2011\/01\/content-shifting.html\">Fred Wilson<\/a><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Il content shifting permette agli utenti di prendere un pezzo di contenuto che hanno trovato in un certo contesto e renderlo disponibile in un altro contesto. Forse il pi\u00f9 popolare content shifter \u00e8 Instapaper, che permette agli utenti di trasferire facilmente gli articoli interessanti che trovano sul web. Con un click al bookmarklet \u201cRead Later\u201d l&#8217;articolo desiderato sar\u00e0 spostato dal browser web dell&#8217;utente al suo dispositivo mobile.<\/p>\n<p>Chiamare Instapaper \u201ccontent shifter\u201d \u00e8 un po&#8217; riduttivo: pone troppa attenzione sullo spostamento ma non abbastanza su quello che deve accadere prima che il contenuto venga spostato. Prima che il contenuto possa essere spostato, deve essere correttamente identificato, sradicato dalla sua sorgente e collegato ad un utente. Questo processo, che io chiamo \u201ccontent liberation\u201d [\u201cliberazione del contenuto\u201d, <em>ndt<\/em>], \u00e8 il terreno comune tra Instapaper, Svpply, Readability, <a href=\"http:\/\/zootool.com\/\">Zootool<\/a> e altre bookmarklet app. Il content shifting, per quanto potente, \u00e8 solo l&#8217;inizio di ci\u00f2 che si pu\u00f2 fare quando il contenuto viene liberato.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Content liberation<\/h2>\n<p>La liberazione del contenuto \u00e8 un processo in due parti che risulta in un pezzo di contenuto sradicato dal proprio contesto originale e legato poi ad un utente. Funziona cos\u00ec:<\/p>\n<ol>\n<li><em>Distillazione<\/em>: innanzitutto, il contenuto semplificato fino alla sua pura essenza. Tale essenzialit\u00e0 pu\u00f2 essere un articolo, un tweet, una ricetta, perfino un&#8217;intera pagina web. Quel che conta \u00e8 che vi trovate solo la sostanza e niente fronzoli. Tuttavia, il contenuto distillato non \u00e8 privo di attribuzione di propriet\u00e0: il contenuto non dimentica mai da dove \u00e8 stato preso e lo stesso vale per voi.<\/li>\n<li><em>Associazione<\/em>: dopo la distillazione, il contenuto puro \u00e8 libero di muoversi ma ha bisogno di una nuova casa, che gli viene trovata collegando quel contenuto ad un utente. L&#8217;approccio tipico consiste nell&#8217;avere un account per ogni utente o una cartelletta sul desktop in cui mettere il contenuto.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il risultato di questo processo \u00e8 una copia carbone nella forma pi\u00f9 pura del contenuto originale. Questa copia liberata \u00e8 legata ad un utente ed il suo destino \u00e8 ora nelle mani di quest&#8217;ultimo. Se il sito originale toglie quel contenuto o lo modifica, la copia liberata rimane invariata. Man mano che gli utenti creano delle collezioni di questo contenuto liberato, vengono create le fondamenta sulle quali le app possono creare le proprie community ed implementare le proprie fuzionalit\u00e0.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Collezioni di contenuto<\/h2>\n<p>Le collezioni di contenuto stanno diventando un tipo di dati sempre pi\u00f9 essenziale. Aprono la porta agli sviluppatori per la creazione di app fatte su misura sui bisogni specifici degli utenti. Svpply, ad esempio, permette agli utenti di creare delle collezioni dei prodotti che amano. Ora, quando vado per vetrine, le vetrine sono tutte allestite dai miei amici e dai <a href=\"http:\/\/dizionari.corriere.it\/dizionario_inglese\/Inglese\/T\/tastemaker.shtml\">\u201ctaste-maker\u201d<\/a> che stimo.<\/p>\n<p>Ci sono molti tipi di dati sul web, ma solo per pochi di questi esistono delle app pensate per aiutarci a collezionarli. Mi aspetto che ci\u00f2 cambi rapidamente: appariranno delle nuove app che sbloccheranno il potenziale di ricette, tablature per chitarra, font, consigli di viaggio e altro ancora, permettendo agli utenti di organizzarli in collezioni. Costruire queste collezioni di contenuto sar\u00e0 cruciale nel prossimo futuro. Consideratevi avvertiti.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Controllo del contenuto<\/h2>\n<p>Ci sono due questioni imminenti per le collezioni di contenuto liberato: chi deve controllare le collezioni e chi in realt\u00e0 possiede il contenuto che fa parte di tali collezioni? Affronter\u00f2 qui la questione del controllo, ma non temete, affronter\u00f2 presto la questione della propriet\u00e0.<\/p>\n<p>Per quel che riguarda il controllo, prendiamo in considerazione Instapaper. Controllate la collezione di articoli? Non proprio. Se spunta un&#8217;altra applicazione che offre la possibilit\u00e0 di stampare la vostra collezione e rilegare quegli articoli in un libro, dovrete chiedere ad Instapaper il permesso per poterlo fare. Instapaper vi ha aiutato a creare la vostra collezione, diventando in tal modo l&#8217;intermediario tra voi e chiunque altro possa rendere utile la collezione. Se sotto qualche aspetto l&#8217;API di Instapaper non \u00e8 completa (o perfino assente come lo \u00e8 stata fino a poco tempo fa), non c&#8217;\u00e8 niente che possiate fare a riguardo, il che \u00e8 fastidioso quando considerate tutti gli sforzi che mettete nella creazione di collezioni.<\/p>\n<p>Anche con la presenza di una buona <span class=\"caps\">API<\/span>, questo \u00e8 un modo fondamentalmente indiretto ed inefficiente per gestire i contenuti: \u00e8 come circondarsi di un entourage di app e chiunque voglia parlare con voi deve passare prima da loro. Invece di circondarvi di applicazioni, perch\u00e9 non vi circondate di contenuti?<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Contenuto orbitale<\/h2>\n<p>La relazione trasformata con il contenuto \u00e8 quella in cui ogni singolo utente \u00e8 il centro gravitazionale ed i contenuti gli fluttuano attorno in un&#8217;orbita. Questo \u00e8 il \u201ccontenuto orbitale\u201d creato dall&#8217;utente e ha le seguenti due caratteristiche:<\/p>\n<ol>\n<li><em>Liberato<\/em>: il contenuto era stato creato da voi o \u00e8 stato distillato ed associato a voi, cos\u00ec da essere puro e personale.<\/li>\n<li><em>Aperto<\/em>: l&#8217;avete collezionato, quindi lo controllate. Non ci sono app intermediarie tra i piedi. Quando un&#8217;applicazione vuole offrirvi un grande servizio, adesso richiede l&#8217;accesso a <em>voi alla <span class=\"caps\">API<\/span><\/em> invece che alle varie API del vostro entourage. Questo \u00e8 ci\u00f2 che lo rende cos\u00ec utile: il poter essere condiviso con infinite app e poter passare tra i vari contesti in maniera invisibile.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il risultato \u00e8 una collezione di contenuti controllati dall&#8217;utente e che sia libera (come per il parlato), distillata, aperta, personale e, cosa ancor pi\u00f9 importante, utile. Voi fate il lavoro di assemblaggio di una collezione di contenuti da sorgenti differenti e le app hanno il compito di rendere utili tali collezioni. Queste collezioni orbitali spingeranno gli utenti ad essere pi\u00f9 sicuri di s\u00e9 e le applicazioni ad essere pi\u00f9 innovative.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>La vostra <span class=\"caps\">API<\/span><\/h2>\n<p>Nel business model tradizionale, i consumatori scelgono utilizzando i loro dollari. Se qualcosa gli piace, la comprano. Viceversa, non l&#8217;acquistano. Nel modello del contenuto orbitale, gli utenti scelgono con il loro <em>contenuto<\/em>. Se un&#8217;app offre qualcosa di interessante, condivideranno il loro contenuto con questa, altrimenti non lo faranno. Dal momento che il contenuto \u00e8 in orbita attorno agli utenti, questi determinano direttamente chi vi ha accesso. Le applicazioni non chiederanno pi\u00f9 le nostre credenziali per altri servizi, al contrario, ci chiederanno direttamente di prestargli i contenuti che intendono rendere utili.<\/p>\n<p>Questa situazione mette sulle spalle delle applicazioni un fardello esaltante: il dover continuare ad innovare per venire incontro alle mutevoli esigenze degli utenti. Se un&#8217;app comincia a perdere colpi, potrete condividere i vostri contenuti con un&#8217;altra app che vi offre la possibilit\u00e0 di fare qualcosa di pi\u00f9. Ad esempio, ho una gran quantit\u00e0 di dati musicali su <a href=\"http:\/\/last.fm\">Last.fm<\/a>, ma invece di motivarli ad innovare, il controllare i miei dati gli permette di ristagnare comodamente. Se potessi condividere i miei dati di Last.fm con <a href=\"http:\/\/pandora.com\">Pandora<\/a> o <a href=\"http:\/\/rdio.com\">Rdio<\/a> o <a href=\"http:\/\/listen.grooveshark.com\">Grooveshark<\/a>, Last.fm dovrebbe apportare delle innovazioni per mantenere la mia attenzione. Se non lo facessero, quelle altre app sarebbero all&#8217;altezza della situazione con la creazione di nuove ed eccitanti funzionalit\u00e0. In ogni caso, gli utenti ne escono vincitori.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Propriet\u00e0 del contenuto<\/h2>\n<p>A questo punto, immagino ci siano un po&#8217; di lettori insoddisfatti tra voi, che non sono felici del fatto che devo ancora affrontare le questioni di copyright associate al contenuto orbitale. Quando del contenuto creato da altri viene liberato, entrano in gioco delle delicate questioni di propriet\u00e0.<\/p>\n<p>Molti editori chiederanno &#8211; domanda legittima e comune &#8211; perch\u00e9 gli utenti dovrebbero avere il diritto di copiare il loro contenuto e di condividerlo in altri contesti. E&#8217; una domanda che cela un dubbio riguardante qualcosa di leggermente diverso: i compensi. Se gli editori venissero pagati 10$ ogni volta che il contenuto viene condiviso e 1$ ogni volta che questo venisse letto sul proprio sito, farebbero qualunque cosa fosse in loro potere per far s\u00ec che il contenuto venisse condiviso. Copiarlo non \u00e8 il problema, il <em>compenso lo \u00e8<\/em>. L&#8217;ambiente web del giorno d&#8217;oggi rende il supporto ai creatori di contenuti niente meno che una battaglia: abbiamo illimitati tool per la condivisione e virtualmente nessuno per il pagamento.<\/p>\n<p>Guardiamo al movimento verso il contenuto orbitante come ad un&#8217;opportunit\u00e0 per ripensare la retribuzione. C&#8217;\u00e8 moltissimo che possiamo fare per modellarlo in qualcosa che arricchisca il web per i creatori di contenuti e per i consumatori di contenuti. La chiave di volta per questo arricchimento mutuale \u00e8 l&#8217;<em>attribuzione<\/em>.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Attribuzione di contenuto e monetizzazione<\/h2>\n<p>L&#8217;attribuzione consiste in metadati di sorgente che vengono legati al contenuto. Non importa quanto lontano vada un pezzo di contenuto, non si dimenticher\u00e0 mai chi l&#8217;ha creato e da dove proviene. A dispetto della sua importanza, l&#8217;attribuzione web \u00e8 gi\u00e0 parecchio confusa. Una breve occhiata ai blog su <a href=\"http:\/\/www.tumblr.com\">Tumblr<\/a> o al flusso di immagini su <a href=\"http:\/\/ffffound.com\">FFFFound!<\/a> vi mostrer\u00e0 quanto \u00e8 difficile risalire alla fonte originaria per la maggior parte del contenuto. Questa mancanza di attribuzione implica che i creatori del contenuto non riceveranno guadagni n\u00e9 in termini finanziari n\u00e9 in termini di reputazione quando altre persone diffonderanno il loro contenuto. Da bravi cittadini del web, dobbiamo essere zelanti nel mantenere la paternit\u00e0 dei contenuti che liberiamo e condividiamo.<\/p>\n<p>Se riusciamo a far rimanere saldamente al suo posto l&#8217;attribuzione, le collezioni di contenuti ed il contenuto orbitale offriranno agli editori nuove opportunit\u00e0 in termini di guadagno sia finanziario sia di fama. Tradizionalmente, i proprietari di sito monetizzano il proprio contenuto generando traffico, per avere quanti pi\u00f9 occhi possibili sulle pubblicit\u00e0 presenti sul sito. L&#8217;attribuzione stretta del contenuto ci permette di dare un&#8217;interessante svolta a questo modello. Possiamo spingere la nozione di visitatori a tutti quelli che vedranno i nostri contenuti in qualunque contesto purch\u00e9 sia chiaro che noi siamo i suoi creatori. Se l&#8217;attribuzione viaggia con il contenuto, perch\u00e9 non pu\u00f2 farlo la monetizzazione? I feed <span class=\"caps\">RSS<\/span> costituiscono un precedente per gli ads, in quanto seguono il contenuto in qualunque altro contesto. Possiamo spingere questo modello ancora oltre, abilitando degli ads che viaggino con i singoli pezzi di contenuto e permettendo ai creatori di contenuto di venir ricompensati sia che quel contenuto venga visualizzato sul loro sito sia che appaia in qualunque altro posto sul web.<\/p>\n<p>Il contenuto orbitale attribuito pu\u00f2 essere un canale per la comunicazione tra il creatore di contenuto ed i vari consumatori del contenuto. Nella mia azienda, <a href=\"http:\/\/fictivekin.com\">Fictive Kin<\/a>, siamo ossessionati da \u201c<a href=\"http:\/\/blog.thesearethings.com\/2010\/05\/world-famous\">Haters Gonna Hate<\/a>&#8220;, una gif animata creata da <a href=\"http:\/\/thesearethings.com\">These Are Things<\/a>. Quella gif \u00e8 presto diventata un <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Fenomeno_di_Internet\">meme in internet<\/a> ed \u00e8 stata vista da milioni di persone, molte delle quali l&#8217;hanno salvata e ri-bloggata. Pi\u00f9 avanti, These are Things realizz\u00f2 delle <a href=\"http:\/\/blog.thesearethings.com\/2010\/06\/haters-gonna-hate\">t-shirt e stampe<\/a> di haters gonna hate per capitalizzare sul successo della loro creazione. Con il contenuto orbitale e l&#8217;attribuzione stretta, sarebbe stato semplice dargli la possibilit\u00e0 di fare pubblicit\u00e0 alle stampe e alle magliette a chiunque avesse collezionato la loro gif originale e fargli sapere che c&#8217;erano nuovi modi per dimostrare la loro passione.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Le applicazioni del contenuto<\/h2>\n<p>Le cose che ci piacciono ci descrivono tanto quanto le persone che conosciamo. La liberazione del contenuto, il contenuto orbitale e l&#8217;attribuzione stanno permettendo lo sviluppo di applicazioni che vengono create sopra ai nostri contenuti e ai nostri interessi invece che sui grafi sociali. Possiamo guardare a Instapaper, Svpply e ad altre bookmarklet app come ai promotori di questo movimento.<\/p>\n<p>Queste app iniziali suggeriscono alcuni possibili percorsi futuri, ma dovremmo tenere a mente che il contenuto orbitale \u00e8 ancora una terra inesplorata e noi siamo liberi di plasmarla a nostro piacimento. Se ci portiamo avanti, possiamo creare un web nel quale i creatori di contenuti verranno ricompensati adeguatamente e verr\u00e0 dato un potere senza precedenti ai fruitori di contenuti e le applicazioni web saranno obbligate a rinnovarsi continuamente e a migliorarsi costantemente. Non male!<\/p>\n<p>Illustrazioni: {carlok}<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le bookmarklet app come Instapaper e Readability ci stanno facendo andare verso un futuro in cui il contenuto non sar\u00e0 pi\u00f9 bloccato nei siti web, ma sar\u00e0 libero di orbitare attorno agli utenti. Ci stiamo arrivando. Il content shifting del contenuto fa s\u00ec che gli utenti possano spostare il contenuto da un contesto (ad es., il vostro sito web) ad un altro (ad es., Instapaper). Prima che il contenuto possa essere spostato, deve essere identificato correttamente, sradicato dalla sua sorgente e vincolato ad un utente. Ma il content shifting, per quanto potente, \u00e8 solo all&#8217;inizio. 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