{"id":223,"date":"2011-12-28T20:53:43","date_gmt":"2011-12-28T19:53:43","guid":{"rendered":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/cosa-ho-imparato-nel-2011-riguardo-al-web\/"},"modified":"2011-12-28T20:53:43","modified_gmt":"2011-12-28T19:53:43","slug":"cosa-ho-imparato-nel-2011-riguardo-al-web","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/cosa-ho-imparato-nel-2011-riguardo-al-web\/","title":{"rendered":"Cosa ho imparato nel 2011 riguardo al web"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2011\/12\/n42.png\" border=\"0\" align=\"left\" \/><\/p>\n<h3>Soccorso emotivo<\/h3>\n<p>Nel 2011 ho imparato che l&#8217;emozione \u00e8 il centro di ogni decisione che prendiamo. Dalla moda alle web form, dal coniuge ai sign up dei siti, le emozioni danno forma il nostro comportamento, una volta che la logica ha determinato quali opzioni dobbiamo considerare sono le emozioni che danno forma al nostra comportamento determinando la scelta definitiva. Facciamo quello che ci sembra giusto, seguiamo il nostro istinto. Imparando a conoscere l&#8217;emozione possiamo sviluppare delle osservazioni interessanti sul comportamento dell&#8217;utente e progettare cos\u00ec delle interfacce migliori.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/aarronwalter.com\">Aarron Walter<\/a>, User Experience Design Lead, MailChimp<\/p>\n<h3>Le app che ridefiniscono il web<\/h3>\n<p>La cosa pi\u00f9 importante che ho imparato riguardo al web design and development nel 2011 \u00e8 che il \u201cweb\u201d \u00e8 sempre pi\u00f9 API e servizi piuttosto che siti, app e pagine rese nei browser web. Prendete ad esempio Instagram: \u00e8 uno dei servizi pi\u00f9 popolari sul \u201cweb\u201d e l&#8217;intera esperienza \u00e8 controllata non da pagine HTML ma da una app per iPhone. Twitter e Facebook sono almeno tanto popolari, se non di pi\u00f9, via app native per le varie piattaforme (iOS, Android, Mac, Windows, etc.) di quanto non lo siano nel web basato sul browser. In qualit\u00e0 di \u201cweb designer\u201d dobbiamo cominciare a capire che il nostro lavoro non \u00e8 pi\u00f9 solo quello di produrre siti, app e pagine create in HTML, CSS e JavaScript. Dobbiamo espandere la nostra definizione di quello che \u00e8 il \u201cweb\u201d. Il \u201cweb\u201d \u00e8 sempre meno una piattaforma: \u00e8 un servizio con clienti su pi\u00f9 piattaforme. Wired Magazine l&#8217;ha definita la \u201cmorte\u201d del web, ma io la chiamo evoluzione.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/ngenworks.com\/\">Jeff Croft<\/a>, Chief Designerd, nGen Works<\/p>\n<h3>Hai percorso una lunga strada, baby<\/h3>\n<p>Nel 2011 ho imparato a lasciar perdere gli ideali.<\/p>\n<p>E&#8217; un periodo davvero eccitante per creare cose sul web. I miglioramenti di quest&#8217;anno nei browser, negli standard e nel pensare in maniera intelligente ci hanno finalmente fornito gli strumenti per cominciare a progettare il web. Non siamo pi\u00f9 costretti a pensare al web come ad una riproduzione digitale di pagine fisiche ma piuttosto a considerarlo finalmente come una cosa a s\u00e9 stante.<\/p>\n<p>Questi avanzamenti recenti possono sembrare travolgenti: HTML5! CSS3! Responsive Web Design! Mobile! Web Fonts! Grids! E&#8217; diventato impossibile rimanere aggiornati su tutto e questo \u00e8 il motivo per cui ho deciso di lasciar perdere e di concentrarmi a incorporare incrementalmente questi nuovi modi di pensare nel mio lavoro giorno per giorno, man mano che li capisco e, contemporaneamente, cercando di non preoccuparmi che tutto sia perfetto o di risolvere i problemi in maniera \u201ccorretta\u201d.<\/p>\n<p>Il web \u00e8 in continuo mutamento, pieno di pecche ed imperfezioni e sperimentazioni. Questo \u00e8 il motivo per cui l&#8217;amiamo.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/simplebits.com\/\">Dan Cederholm<\/a>, Founder, SimpleBits<\/p>\n<h3>Misurare per migliorare<\/h3>\n<p>La cosa pi\u00f9 importante che ho imparato, una rivelazione per me, viene da una presentazione di Kelly Goto a Webvisions. Ecco di cosa si tratta: ci sono modi per modellare e misurare la bont\u00e0 di un design che possiamo quantificare mentre osserviamo gli utenti utilizzare tali design.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"www.usabilityworks.net\">Dana Chisnell<\/a>, Consulting Researcher, UsabilityWorks<\/p>\n<h3>Tutto ruota attorno agli utenti<\/h3>\n<p>Nel 2011, i produttori di browser hanno abbracciato il messaggio cruciale che la comunit\u00e0 degli standard web ha promosso per anni. Con gli aggiornamenti dei browser frequenti e silenziosi che stanno diventando la norma e con i browser che appaio su un numero sempre maggiore di dispositivi, i designer e i developer devono rinunciare all&#8217;idea di avere il controllo accurato della user experience ed invece devono lavorare per assicurarsi che un sito si adatti facilmente a qualsiasi circostanza. La domanda per il 2012 \u00e8: come possiamo aiutare in maniera ottimale i nostri utenti a capire il cambiamento nelle esperienze che faranno mentre noi ci adattiamo a costruire un unico sito responsive?<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/obiwankimberly.com\/\">Kimberly Blessing<\/a>, Senior Software Architect, Comcast Interactive Media<\/p>\n<h3>Rispettare la complessit\u00e0<\/h3>\n<p>Se c&#8217;\u00e8 un&#8217;idea che mi ha seguito durante tutto l&#8217;anno, dalla politica all&#8217;arte, dal lavoro all&#8217;amicizia, \u00e8 questa: &#8220;E&#8217; pi\u00f9 complicato di cos\u00ec &#8220;.<\/p>\n<p>E&#8217; sicuramente importante avere la semplicit\u00e0 come obiettivo in special modo per evitare di rendere le cose difficili da usare o da capire. Ma se vogliamo rendere le cose che sono utilmente semplici senza essere tronche o semplicistiche, dobbiamo riconoscere e rispettare la complessit\u00e0, sia dei problemi di design che affrontiamo sia nel modo in cui lavoriamo.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/twitter.com\/#\/kissane\">Erin Kissane<\/a>, Editor del magazine Contents, Content Strategist in Brain Traffic<\/p>\n<h3>Periodo esaltante<\/h3>\n<p>Il 2011 ha mostrato chiaramente che siamo in una fase in accelerazione dello sviluppo web, con grandi cambiamenti in atto su diversi fronti. Il markup, i CSS, il supporto dei browser, i tipi di dispositivi di uso comune, i metodi di design: \u00e8 tutto in rapido cambiamento, con molte sfide ed opportunit\u00e0. E&#8217; un periodo esaltante!<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/meyerweb.com\/\">Eric Meyer<\/a>, Co-founder, An Event Apart<\/p>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Ci siamo dentro insieme<\/h2>\n<h3>Tutto ruota attorno alla comunit\u00e0<\/h3>\n<p>Ho scoperto e sto ancora scoprendo quanto sia fantastica, preziosa ed affettuosa la nostra comunit\u00e0 web, e quanto io sia fortunato a farne parte.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/authenticjobs.com\">Cameron Moll<\/a>, Founder, Authentic Jobs<\/p>\n<h3>Noi che siamo web designer<\/h3>\n<p>Ho scritto <a href=\"http:\/\/jontangerine.com\/log\/2011\/09\/we-who-are-web-designers\">We, Who are Web Designers<\/a> per me stesso, ma l&#8217;ho pubblicato nella speranza che possa essere d&#8217;aiuto anche ad altre persone. L&#8217;ho scritto per celebrare tutto quello che tengo in gran considerazione delle persone che mi stanno attorno. L&#8217;ho scritto come un modo per dire perch\u00e9 penso che la nostra professione sia solo un po&#8217; eccezionale nel suo comportamento. Condividiamo molto di pi\u00f9 e gratuitamente rispetto a qualsiasi altra professione che conosco, rendiamo pubbliche le nostre lezioni, tecniche, errori, successi e strumenti acquisiti con molti sforzi. Sono diventato un web designer per questo e ho condiviso alcune cose che ho imparato proprio per questo. Quello che ho imparato ancora nel 2011 \u00e8 che non sono solo nel considerare questa caratteristica preziosa e da proteggere. Ho imparato che la nostra generosit\u00e0, il nostro entusiasmo, la fiducia e, soprattutto, il coraggio di collaborare e non competere, \u00e8 una \u201cbest practice\u201d che varrebbe la pensa esportare alle altre professioni, man mano che queste vengono coinvolte nello sviluppo del web. Ho realizzato che anche alcuni dei miei colleghi la pensano cos\u00ec e sono stato sommerso dalle loro risposte. E&#8217; stata una boccata d&#8217;aria fresca, come un piatto di zuppa caldo in una giornata fredda e triste, e mi ha ricordato di fermarmi di tanto in tanto e ringraziare le straordinarie persone che vedo ogni giorno attraverso lo schermo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/jontangerine.com\/\">Jon Tan<\/a>, Designer, Analog<\/p>\n<h3>Pi\u00f9 grande della somma delle sue parti<\/h3>\n<p>E&#8217; facile dimenticare che un design eccellente \u00e8 qualcosa di pi\u00f9 di un font scelto con perizia, di icone ben fatte, di palette di colori armoniose e di un sistema di griglie perfette al pixel. Questi sono semplicemente alcuni degli ingredienti che supportano un design grandioso. Durante quest&#8217;anno, ho condotto pi\u00f9 sessioni di lavoro, ho fatto pi\u00f9 discussioni, ho semplificato pi\u00f9 wireframes, ho editato pi\u00f9 documenti collaborativi su Google, ho risposto a pi\u00f9 post su Basecamp, ho scritto pi\u00f9 storie e passato meno tempo in Photoshop e Illustrator di quanto io abbia mai fatto finora. Per questo sono un designer migliore.<\/p>\n<p>Mi viene continuamente ricordato che il design migliore connette le persone.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/danielmall.com\/\">Dan Mall<\/a>, Design Director, Big Spaceship<\/p>\n<h3>Missione compiuta?<\/h3>\n<p>Circa un anno fa, pi\u00f9 o meno quando stavo smettendo di fare freelancing, mi ricordo che pensavo \u201cNe vale davvero la pensa?\u201d I designer stavano spostando il cielo e la terra, cercando di intaccare il modo in cui le grandi aziende vedono il design. Il design era (secondo me) sotto-stimato e non ha mai ottenuto il rispetto che gli \u00e8 dovuto. Sembrava che le persone pensassero che fosse una perdita di tempo, sembravano pensare che gi\u00e0 avere qualcosa che funzionasse fosse sufficiente.<\/p>\n<p>Oggi, tutto \u00e8 cambiato. Le aziende grandi e piccole stanno assumendo designer come non mai. Pur sapendo che ho un lavoro a tempo pieno, le persone si mettono ancora in contatto con me per chiedermi se conosco qualche designer che \u00e8 in cerca di lavoro. Ultimamente la mia risposta \u00e8 sempre stata insoddisfacente, poich\u00e9 la maggior parte dei freelancer che conosco ha ottenuto un lavoro.<\/p>\n<p>La maggior parte dei siti web e delle app che vengono lanciate oggi sono tutte progettate con cura. Le persone hanno realizzato che il design non \u00e8 solo qualcosa che metti nel prodotto prima di consegnarlo, ma \u00e8 qualcosa di cui tenere conto fin dal primo giorno.<\/p>\n<p>Quindi&#8230; Missione compiuta? Possiamo smettere di spingere il design eccellente? No. Abbiamo cambiato il mondo, ma non possiamo cominciare a trascurarlo proprio adesso. Dobbiamo ricordare loro ogni singolo giorno il valore del design e, ancora pi\u00f9 importante, dobbiamo preparare la nuova generazione di designer a seguire il nostro esempio.<\/p>\n<p>Prendetevi del tempo per scrivere di pi\u00f9 sul vostro blog, per rispondere alle email dagli studenti che fanno domande sul design, assicuratevi che le persone sappiano di potersi rivolgere a voi e che volete aiutarli.<\/p>\n<p>Non vi far\u00e0 diventare ricchi, ma alla fine, se fate questo per soldi dovreste riconsiderare la vostra professione.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/maxvoltar.com\/\">Tim Van Damme<\/a>, Designer<\/p>\n<h3>Renderlo vero<\/h3>\n<p>La cosa pi\u00f9 importante che ho imparato \u00e8 che il web design \u00e8 vero design e le persone al di fuori del nostro settore lo comprendono.<\/p>\n<p>Brooklyn Beta era pieno di speaker da tutti i settori dell&#8217;educazione, della sanit\u00e0 e dei servizi alla persona che chiedevano il nostro aiuto per rendere migliore il nostro mondo.<\/p>\n<p>Alcune persone sentono ancora il <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Grammatical_modifier\">modificatore<\/a> \u201cweb\u201d e pensano ad \u201camatore\u201d, ma \u00e8 chiaro che molte persone ci riconoscono come professionisti del web.<\/p>\n<p>Man mano che veniamo riconosciuti tali, ricordiamoci le nostre radici da imbroglioni auto-didatti, ma contemporaneamente lavoriamo duramente per mantenere vive le tradizioni del design ed onorare quelle che ci hanno spianato la strada per soluzioni di design che oggi diamo per scontate.<\/p>\n<p>Mostriamo al mondo com&#8217;\u00e8 il futuro progettato e, gi\u00e0 che ci siamo, mostriamo al mondo l&#8217;aspetto di una comunit\u00e0 di professionisti.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/typekit.com\">Tim Brown<\/a>, Type Manager, Adobe Typekit<\/p>\n<h3>Tutti insieme adesso<\/h3>\n<p>E&#8217; importante abbracciare la propria passione, definire i propri obiettivi, manter fede alle proprie promesse ed impegnarsi in azioni che supportino questi ideali. Durante questo viaggio, mettetevi in connessione con persone che vi sostengano, creative e divertenti, ed insieme create il web, vivete il web e siate il web, perch\u00e9 questo \u00e8 quello che il web \u00e8 in realt\u00e0: persone che collaborano ed insieme imparano.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/www.jenseninman.com\/\">Leslie Jensen-Inman<\/a>, Maker of Awesomeness<\/p>\n<h3>Parlando della mia ispirazione<\/h3>\n<p>La lezione che tra tutte risalta di quest&#8217;anno per me \u00e8 stata l&#8217;importanza di lavorare con gli altri (e di avere completamente fede nelle persone di talento). La brillantezza che deriva dalle persone che mi stanno attorno \u00e8 una fonte costante di ispirazione: mi guida a circondarmi sempre di pi\u00f9 di quante pi\u00f9 fantastiche e creative persone sia possibile<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/www.moo.com\">Dan Rubin<\/a>, Founder \/ Creative Director, webgraph, Creative Director, MOO<\/p>\n<h3>Lo stiamo costruendo tutti insieme mentre andiamo avanti<\/h3>\n<p>Creare una startup \u00e8 davvero difficile: si devono costantemente fare cose che non si erano mai fatte prima. La lezione pi\u00f9 grande che ho appreso \u00e8 che quasi tutte le startup sono nella stessa posizione: nessuno sa veramente cosa sta facendo e, come risultato, altri fondatori hanno molta voglia di aiutare a capire le cose. Questo \u00e8 il motivo per cui \u00e8 importante essere circondati da altre startup: la cultura della startup \u00e8 <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Pay_it_forward\">pay-it-forward<\/a>, quindi le startup pi\u00f9 mature vi daranno dei consigli aspettandosi che voi facciate lo stesso, un giorno, con le startup pi\u00f9 giovani.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/www.lanyrd.com\">Natalie Downe<\/a>, Co-founder, Lanyrd.com<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>I veri designer consegnano<\/h2>\n<h3>Nazione iterazione<\/h3>\n<p>La cosa pi\u00f9 importante che ho imparato riguardo al web e all&#8217;interaction design nel 2011? Che l&#8217;iterazione \u00e8 sovrana e che la perfezione non dovrebbe mai essere raggiunta: consegnare \u00e8 pi\u00f9 importante che cercare di perfezionare qualcosa all&#8217;infinito dietro le quinte. E&#8217; meglio rilasciare con un core set di feature stabile e poi iterare ed aggiungere man mano che il tempo o gli utenti mostrano una necessit\u00e0. Lanciando un prodotto, un sito web o quello che dovete pubblicare, mettete la pressione sul renderlo migliore rapidamente mentre il tempo passa. Potete puntare alla perfezione, ma non dovreste mai raggiungerla. Pu\u00f2 sempre essere meglio.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/www.weightshift.com\">Naz Hamid<\/a>, Principal, Weightshift<\/p>\n<h3>Conoscete il vostro pubblico<\/h3>\n<p>La cosa pi\u00f9 importante che ho imparato \u00e8 quella di non ignorare il proprio pubblico. Man mano che il vostro sito web diventa conosciuto online, pu\u00f2 passare dall&#8217;essere un piccolo progetto personale ad un grande sito di una community. Come risultato, non riguarda pi\u00f9 solamente voi. E&#8217; saggio tener traccia di quello che piace e non piace ai lettori del vostro progetto. Ad esempio, potete fare dei sondaggi o chiedere direttamente sui social network per avere un feedback dai vostri lettori. E quando fate un cambiamento al layout, potete controllare il vostro web counter per vedere se la percentuale di \u201cbounce rate\u201d va su o gi\u00f9, il che aiuta a capire se c&#8217;\u00e8 un problema oppure no sul sito web.<\/p>\n<p>Chiaramente, \u00e8 impossibile assecondare tutti, tuttavia, si tratta di trovare un equilibrio e di soddisfare il vostro pubblico generale.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/www.Scene360.com\">Adriana de Barros<\/a>, Founder, Scene 360<\/p>\n<h3>Un oggetto in movimento rimane in movimento<\/h3>\n<p>Creare genera movimento. Tutto quello che fate \u00e8 un passo verso il creare qualche altra cosa. Creare il vostro primo prodotto somiglia molto a finire il vostro primo romanzo. Come molti primi romanzi, rimarr\u00e0 a prendere polvere in un angolo mentre voi starete facendo dei lavori sempre migliori. Pi\u00f9 tardi, quando creerete capolavori, saprete sempre che quell&#8217;illeggibile affare che prende polvere o quella traballante web app che nessuno ha mai usato li hanno resi possibili.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/behaviordesign.com\/\">Chris Fahey<\/a>, Co-founder, Behavior<\/p>\n<h3>Ricerca di visioni<\/h3>\n<p>Esplorate, andatevene tra i pi\u00f9 folli angoli nascosti dei modelli di interazione che vorreste vedere.<\/p>\n<p>Prototipateli. Tirateli fuori dalla vostra testa, dalla carta, da Photoshop e trasformateli in applicazioni funzionanti quanto pi\u00f9 velocemente possibile.<\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 decidere alcunch\u00e9 senza toccare.<\/p>\n<p>L&#8217;emozione e la nostalgia generalmente battono la nostra abilit\u00e0 nel capire razionalmente come qualcosa sar\u00e0 in pratica.<\/p>\n<p>Anche se ritornerete al punto di partenza, avrete acceso la totalit\u00e0 delle possibilit\u00e0 della \u201cmappa di Zelda\u201d, per cos\u00ec dire. Capirete il contesto della vostra scelta in un tutto pi\u00f9 grande e il vostro lavoro sar\u00e0 sicuramente pi\u00f9 sicuro se fatto cos\u00ec.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/craigmod.com\">Craig Mod<\/a>, Designer, Flipboard<\/p>\n<h3>Abbiate fede, sudate le piccole cose<\/h3>\n<p>Il 2011 \u00e8 stata una pietra miliare significativa nella mia vita. Oltre ad un nuovo lavoro e ad una nuova casa, ho imparato cose nuove anche nel design. Ecco alcune delle cose nuove e vecchie ma inestimabili cose che ho imparato e che vorrei condividere con voi:<\/p>\n<ul>\n<li>La grid \u00e8 sovrana! Una volta che avrete capito come far scorrere il design sulle linee di un sistema a griglia, non vorrete mai tornare indietro.<\/li>\n<li>Disegnate pi\u00f9 che potete in vettoriale o in qualunque altro formato flessibile. Non si pu\u00f2 mai sapere con quale risoluzione di schermo avrete a che fare.<\/li>\n<li>Rimanete fedeli ad un sistema di design attraverso un mainframe pi\u00f9 grande.<\/li>\n<li>Helvetica e Georgia non sono gli unici font a disposizione: usate altri font che possono dare nuova luce al vostro design. Typekit, Google Fonts&#8230; Andiamo! Non avete scuse.<\/li>\n<li>Gi\u00e0 sentito ma sempre valido: \u201cDio \u00e8 nei dettagli\u201d<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/www.alialithinks.com\">Ali Ali<\/a>, User Experience Designer, Effective UI<\/p>\n<h3>Fissare l&#8217;attenzione<\/h3>\n<p>Nel 2011, era evidente che per essere competitivo come freelance designer in un periodo duro per l&#8217;economia, dovessi concentrarmi su una cosa. Restringendo i miei obiettivi, sono diventato uno specialista nel mio settore, il che mi d\u00e0 pi\u00f9 valore come designer.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/squareflair.com\">Alan Houser<\/a>, Owner, Creative Component<\/p>\n<h3>Il cambiamento fa bene, somaro<\/h3>\n<p>Non sentitevi mai troppo a vostro agio.<\/p>\n<p>Mi \u00e8 stato ricordato proprio questo lavorando ai redesign di Google nel 2011. Sebbene non fossero uno shock totale (era ora), mi hanno comunque fatto sentire completamente fuori posto.<\/p>\n<p>Questo \u00e8, in parte, dovuto al fatto che Google sia centrale per muoversi oggi come lo era una volta la U.S. Interstate Highway System. E quando si fa un cambiamento, questo impatta, in maniera cruciale, il modo in cui navighiamo.<\/p>\n<p>Una volta, nel 1926 per la precisione, un impiegato del Bureau of Public Roads, Edwin W. James, se ne usc\u00ec con quello che ora conosciamo come il sistema di numerazione della interstate. Prima di questo, le persone si affidavano ad un sistema di codici basati sul colore per sapere dove si trovavano e dove stavano andando. C&#8217;erano i pali del telefono allineati lungo le highways con strisce di colore inanellate a quei pali, in corrispondenza ai singoli itinerari attraverso il Paese. Con l&#8217;espandersi degli itinerari, i pali del telefono furono dipinti dal basso verso l&#8217;alto, per 15 piedi, perch\u00e9 cercare di distinguere un colore dall&#8217;altro era diventata una distrazione pericolosa e che generava confusione.<\/p>\n<p>E.W. James cambi\u00f2 proprio questo. Decise che tutte le highways in direzione nord\/sud fossero numerate con numeri dispari, mentre quelle in direzione est\/ovest con numeri pari. I numeri aumentano andando verso est e verso nord. Il nuovo sistema aveva il vantaggio di essere non solo espandibile (i numeri sono infiniti, i pali no), ma permetteva anche agli automobilisti di capire dove si trovassero in ogni momento sulla base di un incrocio.<\/p>\n<p>James ha dato alla navigazione stradale una forma, proprio come Google ha dato alla navigazione web una forma. Quando la forma cambia, sia nel 1926 sia nel 2011, le persone si devono adeguare. Cambiare fa bene: ci vuole solo un po&#8217; di tempo per adeguarsi. Non sentitevi mai troppo a vostro agio. Il cambiamento positivo \u00e8 sempre dietro l&#8217;angolo.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/interactiondesign.sva.edu\/\">Liz Danzico<\/a>, Chair, MFA Interaction Design, School of Visual Arts<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Mobile first<\/h2>\n<h3>Il progressive enhancement ama il mobile first<\/h3>\n<p>Quest&#8217;anno ho imparato che \u201cmobile first\u201d non \u00e8 solo parte di una strategia intelligente per servire meglio gli utenti, ma \u00e8 anche un modo pi\u00f9 facile per sviluppare ed \u00e8 perfettamente in linea con la filosofia del progressive enhancement.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/adaptivewebdesign.info\">Aaron Gustafson<\/a>, Author, <cite>Adaptive Web Design: Crafting Rich Experiences withProgressive Enhancement<\/cite><\/p>\n<h3>Capire l&#8217;intenzione<\/h3>\n<p>Nel 2011, mi sono innamorato della complessit\u00e0 delle interfacce mobile. Un piccolo schermo non \u00e8 il segnale di un desiderio di voler far meno. Rimuovere le features dal mobile perch\u00e9 \u201c\u00e8 solo un telefono\u201d \u00e8 come un autore che toglie capitoli perch\u00e9 \u201c\u00e8 solo un&#8217;edizione cartacea\u201d. Si confonde il contesto con l&#8217;intenzione. Le app e i siti mobile devono essere pi\u00f9 di semplici versioni \u201clite\u201d delle rispettive controparti desktop: dovrebbero concettualmente avere lo stesso contenuto e le stesse feature delle altre piattaforme. Il nostro lavoro non consiste nel rimuovere la complessit\u00e0, ma nel rendere le informazioni complesse accessibili: una sfida per un piccolo schermo, ma importante.<\/p>\n<p>Facciamo tutto sui nostri telefoni adesso, qualcuno pi\u00f9 di altri: <a href=\"http:\/\/www.slideshare.net\/OnDevice\/the-mobile-only-internet-generation\">il 25% degli internauti mobile negli USA non usa mai o usa raramente il desktop<\/a>. Per quelle persone, se il contenuto non \u00e8 disponibile su mobile, semplicemente non \u00e8 disponibile affatto. La vera domanda non \u00e8 cosa togliere da una mobile app, ma cosa aggiungere. Questi device pieni di sensori possono fare pi\u00f9 di un desktop e le nostre app e i nostri siti web devono riflettere proprio questo.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"https:\/\/twitter.com\/#!\/globalmoxie\">Josh Clark<\/a>, Author, <cite>Tapworthy: Designing Great iPhone Apps<\/cite><\/p>\n<h3>The need for speed<\/h3>\n<p>Nel 2011, sono diventato dipendente dalla velocit\u00e0. No, non quel tipo di velocit\u00e0. La velocit\u00e0 dell&#8217;iterazione e del rilascio nello sviluppo web. La maggior parte del mio anno l&#8217;ho passata in una <a href=\"http:\/\/www.lukew.com\/ff\/entry.asp?1371\">startup<\/a> che abbiamo progettato per essere veloce fin dal primo giorno. Durante quel periodo, ho appreso il valore del <a href=\"http:\/\/bagcheck.com\/blog\/8-bagchecking-in-the-command-line\">creare una Command Line Interface (CLI) per qualsiasi cosa facessimo<\/a>. Mi sono convertito ai <a href=\"http:\/\/www.javarants.com\/2010\/05\/03\/the-ideal-web-application-templating-system\/\">logic-less templates<\/a>, che separano completamente la logica back-end da quella front-end. E ho passato ore ogni giorno osservando le viste in real-time di quello che le persone facevano sul nostro sito e iterando rapidamente basandomi su quello che vedevo. Il tutto nell&#8217;interesse della velocit\u00e0.<\/p>\n<p>Perch\u00e9? Un&#8217;applicazione web \u00e8 una cosa \u201cviva\u201d e tutte le cose vive cambiano continuamente dalla nascita fino alla morte. Il pi\u00f9 velocemente riescono a rispondere, meglio si adattano al cambiamento. I cambiamenti nella tecnologia, nei comportamenti delle persone e nel business. Preparandovi ad essere veloci per prima cosa vi permette di muovervi con il web invece di rimanere indietro e questa cosa \u00e8 piuttosto importante per me.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/www.lukew.com\">Luke Wroblewski<\/a>, Author, <cite>Mobile First<\/cite><\/p>\n<h3>Il diavolo \u00e8 nei dati<\/h3>\n<p>Quest&#8217;anno ho passato molto tempo ad avere statistiche web mobile accurate. Gli sviluppatori web devono sapere quali browser usano i loro utenti mobile e con che rapporto. Questa informazione \u00e8 molto difficile da ottenere e, anche se l&#8217;avete, nel migliore dei casi \u00e8 incompleta.<\/p>\n<p>Attualmente uso <a href=\"http:\/\/gs.statcounter.com\/\">StatCounter<\/a> come sorgente principale di dati perch\u00e9 sono l&#8217;unica azienda che fornisce statistiche sui browser mobile gratuitamente e che ascolta i suggerimenti saggi delle persone che conoscono il mercato dei browser mobile (che sarei io).<\/p>\n<p>StatCounter \u00e8 afflitto dalla discriminazione dell&#8217;auto-selezione (i siti web devono registrarsi per il servizio per essere conteggiati) e forse anche da una discriminazione Occidentale (si registrano pi\u00f9 siti web dall&#8217;Occidente che dai paesi in via di sviluppo). Quindi si potrebbe dire che le loro statistiche non sono sufficientemente buone.<\/p>\n<p>Tuttavia, sono le uniche disponibili, quindi ho deciso di usarle comunque. A quelli che non sono d&#8217;accordo dico: datemi delle statistiche migliori (o quanto meno differenti). <a href=\"http:\/\/www.netmarketshare.com\/\">NetMarketShare<\/a> ne ha qualcuna ma hanno preso delle decisioni metodologiche con cui non sono d&#8217;accordo e non permettono di esplorare ulteriormente le loro statistiche (a meno che non li si paghi, credo) Al di fuori di queste non ci sono altre sorgenti.<\/p>\n<p>Inoltre, c&#8217;\u00e8 il problema fondamentale di cosa costituisce uno \u201csmartphone\u201d. Praticamente, la definizione attuale ha disperatamente bisogno di un aggiornamento, ma tutte le entit\u00e0 che raccolgono statistiche, anche quelle che ci danno i market share, devono accordarsi su una definizione.<\/p>\n<p>Al momento molti OS dei telefoni come S40 e Brew, che hanno browser decenti (non fantastici), non sono considerati smartphone, mentre altri, come Symbian e Windows Mobile, che hanno browser altrettanto decenti, lo sono. C&#8217;\u00e8 essenzialmente una decisione arbitraria che non ha pi\u00f9 molto senso, specialmente per i web developer<\/p>\n<p>Dobbiamo conoscere tutti i sistemi che sono in grado di far girare un browser decente, sia che siano chiamati \u201csmartphone\u201d o \u201cfeature phone\u201d. Purtroppo, mettere insieme questi dati \u00e8 un lavoro enorme e non sono sicuro di poterlo fare per conto mio. Inoltre, non so minimamente da dove partire.<\/p>\n<p>Quindi, questo \u00e8 quello che ho scoperto quest&#8217;anno. Non particolarmente sexy, ma abbiamo un disperato bisogno di dati.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/quirksmode.org\">Peter-Paul Koch<\/a>, Mobile Platform Strategist<\/p>\n<h3>Posso avere un Amen?<\/h3>\n<p>Il boato che abbiamo sentito in lontananza si \u00e8 rivelato essere una fuga disordinata devastante di dispositivi mobili di tutte le razze. Certo, Luke Wroblewski ne ha parlato per anni, ma per me, il 2011 \u00e8 stato l&#8217;anno in cui \u00e8 diventato chiarissimo che tutte le cose che mettevamo nelle pagine web avrebbe dovuto funzionare su tutti gli schermi e in tutti i browser. E non solo abbastanza bene, ma veramente bene. Naturalmente, questo \u00e8 sempre stato cos\u00ec, ma il fatto \u00e8 che abbiamo chiuso un occhio facendo pagine di 960 pixel di larghezza per una manciata di browser.<\/p>\n<p>La conferenza <a href=\"http:\/\/www.bdconf.com\">The Breaking Development<\/a> a Nashville \u00e8 stata la mia sveglia. Avevo sottostimato di molto la moltitudine e la variet\u00e0 di dispositivi cos\u00ec come le sfide per operare nel modo giusto. E&#8217; stato un pugno nello stomaco ed una chiamata all&#8217;azione. Da quel momento mi sono immersa negli scritti della gang di <a href=\"http:\/\/www.futurefriend.ly\">Future Friendly<\/a> e ho elevato il grido di battaglia \u201cMobile first!\u201d. C&#8217;\u00e8 ancora molto da imparare. Questi sono tempi esaltanti!<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/www.jenville.com\">Jennifer Robbins<\/a>, Senior Interaction Designer and Author; O\u2019Reilly Media<\/p>\n<h3>La grande migrazione verso le app<\/h3>\n<p>Uno dei cambiamenti pi\u00f9 grossi che ho visto nel 2011 \u00e8 che i siti web diventano sempre pi\u00f9 simili alle app.<\/p>\n<p>Prendete ad esempio <a href=\"http:\/\/www.hipster.com\">Hipster.com<\/a>: vi viene dato il benvenuto da una welcome page grafica con una chiara call to action. Poi si viene portati in un&#8217;interfaccia dominata dal contenuto, con dei controlli semplici e minimali. Non \u00e8 una copia della app Hipster, ma prende l&#8217;essenza di quell&#8217;esperienza e la ricrea per il web.<\/p>\n<p>Oppure considerate <a href=\"http:\/\/www.path.com\">Path.com<\/a>, che quasi non ha alcuna esperienza web al momento, eccezion fatta per gli endpoint, che sono presentati in maniera molto concentrata, interattiva e simile a quelli di un&#8217;app. Mentre si potrebbe obiettare che si tratta di una scusa per la creazione di un \u201creale\u201d sito web, c&#8217;\u00e8 qualcosa riguardante questi siti web che somigliano a delle app che mi intriga.<\/p>\n<p>Sono focalizzati. Sono eleganti. Sono visivamente accattivanti. Sono pieni di contenuto. Sono dinamici.<\/p>\n<p>Da fondatore di una startup mobile, non vedo lora di portare queste osservazioni nel 2012 re-immaginando l&#8217;esperienza web di Foodspotting, chiedendomi a cosa possa assomigliare un sito web per Foodspotting pi\u00f9 \u201capp-like\u201d!<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/foodspotting.com\">Alexa Andrzejewski<\/a>, Founder &amp; CEO, Foodspotting<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Ferri del mestiere?<\/h2>\n<h3>IE? Oddio!<\/h3>\n<p>Nel 2011 ho imparato che se non si progetta un&#8217;esperienza ottimale in Internet Explorer nel 2011, non si progetta un&#8217;esperienza proficua nel 2012&#8230; O perlomeno si stanno lasciando met\u00e0 dei profitti sul tavolo. Non importa se siete d&#8217;accordo o entusiasti riguardo a questo fatto. I fatti, in un modo piuttosto interessante, sono ostinatamente indiscriminati.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/andyrutledge.com\/\">Andy Rutledge<\/a>, Author, <cite>Design Professionalism<\/cite>, Publisher, <cite>Design View<\/cite><\/p>\n<h3>Flash forward<\/h3>\n<p>La cosa pi\u00f9 importante che ho appreso riguardo il web e l&#8217;interaction design nel 2011 \u00e8 che le persone che avevano predetto molti anni fa di come il contenuto Flash non sarebbe stato facilmente visibile in futuro non avrebbero potuto avere pi\u00f9 ragione.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/www.mikeindustries.com\/blog\/\">Mike Davidson<\/a>, CEO, Newsvine<\/p>\n<h3>Lava, risciacqua, ripeti<\/h3>\n<p>Continuo a dover imparare la stessa lezione: HTML5 \u00e8 come tutti gli altri fichissimi tool mai inventati: \u00e8 tanto buono quanto le persone che lo usano.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/www.fourthstorymedia.com\/\">Lisa Holton<\/a>, Founder, Fourth Story Media<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Responsive web design: abbiamo solo cominciato<\/h2>\n<h3>Grandi aspettative<\/h3>\n<p>E&#8217; tornata, ed \u00e8 qui per restare, l&#8217;idea che i siti web dovrebbero essere oggetti malleabili in maniera intelligente, adattabili e responsive ad un vasto continuo di usi e dispositivi, molti non previsti dai creatori originali. Il responsive web design sta superando il <a href=\"http:\/\/www.uie.com\/articles\/kano_model\/\">modello Kano<\/a> con un salto volante, passando da \u2008generatore di entusiasmo\u201d ad \u201caspettativa di base\u201d con gli utenti ed i clienti che cominciano ad aspettarselo pronto fin dal primo giorno, non inserito alla fine. La domanda esplosiva di un universo in continua espansione di dispositivi di computing mobili e leggeri pu\u00f2 aver guidato la crescita di app proprietarie, ma ha anche guidato la domanda per il responsive web. Il web rimane la base: il modo provato e sicuro per porsi di fronte al pi\u00f9 vasto pubblico possibile ed il tessuto connettivo che tiene insieme diverse forme di accesso allo stesso servizio. Ci potr\u00e0 essere \u201cuna app per quello\u201d, ma ci sar\u00e0 sempre un web per tutto. Una forma mentale responsive vi prepara all&#8217;eccellenza nella realt\u00e0.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/stuntbox.com\">David Sleight<\/a>, Principal, Stuntbox LLC<\/p>\n<h3>Non smettere mai di imparare<\/h3>\n<p>Per noi, il 2011 ha riguardato interamente il responsive web design. A differenza di molti trend di design, tecniche per il codice o approcci al workflow, il responsive design ha un impatto positivo immediato sugli utenti. Questo lo mette davvero a parte come qualcosa di pi\u00f9 di un semplice trend o di una qualsiasi tecnica. E&#8217; adesso un fondamentale principio del web design.<\/p>\n<p>Con questo, c&#8217;\u00e8 molto adesso da esplorare, scoprire e padroneggiare. Abbiamo trovato nuovi modi per gestire le immagini, le pubblicit\u00e0 ed il caricamento condizionale all&#8217;interno delle nostre pagine. Abbiamo imparato che qualsiasi cosa promossa via email risulter\u00e0 in un&#8217;alta proporzione di risposte via telefono o tablet. Abbiamo dovuto imparare che il mezzo non stabilisce l&#8217;intenzione.<\/p>\n<p>Abbiamo principalmente imparato quanto noi come industria non sappiamo. E quanto dobbiamo ancora imparare. E&#8217; piuttosto eccitante.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/edgeofmyseat.com\/\">Drew McLellan<\/a>, Director &amp; Senior Developer, edgeofmyseat.com<\/p>\n<h3>Non riguarda la griglia<\/h3>\n<p>La lezione migliore del 2011? Ho trovato il pezzo mancante per capire il responsive web design stando seduta nella hall di An Event Apart Boston tra Ethan Marcotte ed Andy Clarke.<\/p>\n<p>Avevo gi\u00e0 abbracciato l&#8217;idea del responsive design ma combattevo la mia personale lotta per capire come realizzarlo. Scrivere i CSS era piuttosto semplice, ma capire cosa farci non lo era. Potevo immaginare come avrei voluto che le colonne si restringessero o aumentassero, passare da poche a tante. Ma non riuscivo a capire che cosa significasse per il design in generale. Cosa succedeva alle cose che stavano all&#8217;interno di quelle colonne? Non riuscivo a capire come progettare quello che succedeva al contenuto quando cambiava la dimensione dello schermo.<\/p>\n<p>Avere l&#8217;occasione di sbirciare i prototipi a cui Ethan ed Andy stavano entrambe lavorando mi svel\u00f2 il mistero. Potevo vedere come riguarda il contenuto e non la griglia. La chiave sta nel capire come i bit di contenuto passano da una forma all&#8217;altra, prima di determinare il layout generale della pagina, e nel pensare a come il contenuto dovrebbe essere disposto su una pagina per ogni dimensione, senza alcun riguardo per una libreria di codice per un layout predefinito. Con questa visione ero in grado di tornare a casa e progettare un sito responsive di cui andare fiera.<\/p>\n<p>Il 2011 \u00e8 stato l&#8217;anno in cui siamo tutti passati dal pensare \u201cquesto HTML5 sembra davvero fichissimo\u201d a \u201cforse lo user\u00f2 dopo\u201d e \u201cci sono delle nuove idee in giro che dovrei assolutamente guardare\u201d a \u201cdobbiamo assolutamente aggiornare il nostro processo nel mettere il mobile first, ripensare al contenuto, progettare in maniera responsive, usare della vera tipografia e togliere tutta questa roba vecchia. E dobbiamo fare in fretta!\u201d<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/5by5.tv\/webahead\">Jen Simmons<\/a>, Designer and Host, The Web Ahead<\/p>\n<h3>Creare con l&#8217;accessibilit\u00e0, ftw<\/h3>\n<p>Nel 2011, ho avuto di pi\u00f9 a che fare con il video e ogni progetto \u00e8 stato un esempio di quanto facile, pi\u00f9 economico e pi\u00f9 semplice sia considerare l&#8217;accessibilit\u00e0 fin dall&#8217;inizio di un progetto invece che ad uno stadio pi\u00f9 avanzato. Ad esempio, un progetto stava aggiungendo accessibilit\u00e0 ad un video esistente. A causa del modo in cui il video era stato progettato, lo sforzo richiesto ed il risultato finale era tutt&#8217;altro che ottimale. Contrariamente, per un altro progetto video abbiamo pensato fin da subito all&#8217;accessibilit\u00e0 e pertanto abbiamo avuto come benefici cose come: considerare la posizione delle caption per le inquadrature, integrare la maggior parte delle informazioni visive importanti all&#8217;interno dello script audio principale e pianificare altre descrizioni audio cos\u00ec da poter usare lo stesso file di caption per la versione descritta dall&#8217;audio. (Si vedano le <a href=\"http:\/\/www.w3.org\/2008\/06\/video-notes\">W3C Multimedia Accessibility FAQ<\/a> and <a href=\"http:\/\/www.w3.org\/WAI\/WCAG20\/quickref\/#media-equiv\">WCAG Guideline 1.2.<\/a>)<\/p>\n<p>Ho imparato quale sia il supporto per l&#8217;accessibilit\u00e0 nei tool di video editing e ho desiderato che ce ne fosse di pi\u00f9: mi avrebbe fatto risparmiare tempo e sforzi. Molti designer e developer con cui ho parlato nel 2011 chiedono un miglior supporto dell&#8217;accessibilit\u00e0 nei tool che utilizzano per creare la user experience dei siti web e delle app. (Vedi <a href=\"http:\/\/www.w3.org\/WAI\/intro\/atag.php\">ATAG 2.0<\/a>)<\/p>\n<p>Mi sono entusiasmato riguardo la potenziale accessibilit\u00e0 delle tecnologie che ho continuato a sviluppare nel 2011: ad esempio, ho integrato i media che supporteranno il captioning, la grafica accessibile con canvas e i design dinamici utilizzando <a href=\"http:\/\/www.w3.org\/WAI\/intro\/aria.php\">WAI-ARIA<\/a>. Sono ottimista: nel 2012 ci saranno pi\u00f9 considerazioni di accessibilit\u00e0 nel web design e nello sviluppo web e daranno una spinta all&#8217;innovazione da cui tutti trarranno beneficio.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/www.w3.org\/WAI\/\">Shawn Henry<\/a>, Accessibility Evangelist<\/p>\n<h3>Volere la botte piena e la moglie ubriaca<\/h3>\n<p>Da una prospettiva puramente di business, nulla nel 2011 ha influenzato il modo in cui vendiamo i servizi digitali pi\u00f9 dell&#8217;avvento e dell&#8217;adozione del responsive design. Il mobile design \u00e8 sempre stato un po&#8217; un enigma per molte persone con cui parliamo. Pensano di aver bisogno di app dedicate, di stili specifici per il mobile e di contenuto apposito. Tutto questo. Tuttavia, hanno budget solo per un sito web. Quando gli presentiamo il concetto del responsive design, i loro occhi si accendono come quelli di un bambino la mattina di Natale. \u201cSignifica che si pu\u00f2 usare la stessa base di codice ed il nostro contenuto si riformatter\u00e0 magicamente a seconda del dispositivo o dell&#8217;orientamento? Wow!\u201d Ha fatto cambiare la conversazione da \u201cPossiamo permetterci Happy Cog?\u201d a \u201cPossiamo NON permetterci Happy Cog?\u201d<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/www.happycog.com\/\">Greg Hoy<\/a>, President, Eastern Operations, Happy Cog<\/p>\n<h3>Il contesto \u00e8 sovrano<\/h3>\n<p>La cosa pi\u00f9 importante che mi ha insegnato il 2011 riguardo al web design \u00e8 che il contesto fisico di utilizzo non pu\u00f2 pi\u00f9 essere presunto dalla piattaforma, pu\u00f2 solo esserlo il contesto intenzionale. Durante i due anni precedenti, siamo caduti nell&#8217;abitudine di presumere che mobile volesse dire in movimento, desktop denotasse una scrivania e tablet una toilet. Ma le linee dei luoghi di utilizzo all&#8217;unisono con i modi di utilizzo stanno man mano diventando meno nitide. Quest&#8217;anno ho imparato a vedere i dispositivi come agnostici rispetto ai luoghi e ad associarli invece al loro scopo: voglio controllare (mobile), voglio gestire (desktop), voglio immergermi (tablet). Questo spostamento dai contesti oggettivi verso i contesti soggettivi dar\u00e0 nuova forma al modo in cui progettiamo le esperienze sui vari device, per supportare meglio gli obiettivi dell&#8217;utente ed infine mimare gli strumenti analogici che sono parte integrante dei nostri spazi fisici.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/whitneyhess.com\/blog\/\">Whitney Hess<\/a>, UX Designer<\/p>\n<h3>Camminiamo cos\u00ec<\/h3>\n<p>Perdiamo l&#8217;equilibro e poi lo ritroviamo. Perdiamo l&#8217;equilibrio poi lo ritroviamo. Quando si cammina, si prende continuamente ed intenzionalmente la decisione di barattare la stabilit\u00e0 per avanzare. Si alza un piede e si sposta il peso sull&#8217;altro.<\/p>\n<p>Il 2011 \u00e8 stato per me un anno di dubbi, cambiamento e rinnovamento, tutto in nome del baratto della stabilit\u00e0 per l&#8217;avanzamento. Molte persone hanno condiviso il senso di incertezza dell&#8217;economia, ma ogni esperienza \u00e8 peculiare, quindi la render\u00f2 personale.<\/p>\n<p>Quest&#8217;anno ho accettato la terribile sfida dello scrivere un libro. Mentre cominciavo a delineare i miei obiettivi e le mie tesi, ho cominciato a dubitare dell&#8217;esperienza che davo per scontata, ma ho trovato nella nostra comunit\u00e0 discorsi, rassicurazioni e supporto. Ora che si avvicina la data di pubblicazione, so di pi\u00f9 rispetto a quando ho intrapreso il percorso di scrittura. Ho risposte migliori, ma molte pi\u00f9 domande!<\/p>\n<p>L&#8217;angosciante supremazia delle domande rispetto alle risposte minaccia anche il modo in cui gestisco altre sfide riguardanti la comunicazione. Nuovi approcci ai problemi che una volta combattevo come nemici familiari hanno spodestato qualsiasi parvenza di metodo e l&#8217;hanno sostituita con momenti altalenanti tra dubbio e chiarezza.<\/p>\n<p>Il responsive design e l&#8217;adaptive content mettono alla prova il modo con cui ho gestito e creato il contenuto per molto tempo, ma mi deliziano con nuove possibilit\u00e0! La localizzazione ed altri metadati hanno cominciato a presentare dei dilemmi etici, ma mi elettrizzano le possibilit\u00e0 del contesto! Non ho avvertito questo senso dell&#8217;ignoto per molti anni, ma sono davvero eccitata all&#8217;idea di stare in bilico su un precipizio insieme ad altre persone che stanno creando il web moderno.<\/p>\n<p>E questo \u00e8 quello che prendo dal 2011. Come molte persone attraverso svariati settori, ho perso tutta la mia tranquillit\u00e0 e la mia coerenza tecnica, ma la mia fedelt\u00e0 all&#8217;esperienza passata era pura Sindrome di Stoccolma. Mi sto ancora togliendo le catene, ma sono incredibilmente entusiasta per quello che verr\u00e0 dopo. Dopo, per me, c&#8217;\u00e8 il progresso.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/www.appropriateinc.com\">Margot Bloomstein<\/a>, Principal of Appropriate, Inc., Author, <cite>Content Strategy at Work<\/cite> (2012)<\/p>\n<h3>Il cambiamento \u00e8 l&#8217;unica costante<\/h3>\n<p>Chi avrebbe mai pensato che avremmo guardato indietro ai giorni in cui dovevamo scendere a compromessi con IE6 come ad un periodo pi\u00f9 semplice, quando pochi stili condizionali ed alcuni hack erano sufficienti a risolvere i nostri problemi? Adesso abbiamo molti telefoni e molti tablet, ciascuno con i propri misteriosi cavilli e vincoli e nessun modo ragionevole con cui fare test su tutti quanti. La Guerra per gli Standard Web \u00e8 stata pi\u00f9 o meno vinta sui desktop, ma non \u00e8 realistico portare quella battaglia nel mondo mobile. Quello che ho imparato nel 2011 \u00e8 che l&#8217;interaction design, come il resto dell&#8217;universo, si muove in maniera naturale verso uno stato di massima entropia. Battetevi per una buona causa, ma siate sempre pronti ad imparare qualcosa di nuovo.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/gigawattdesign.com\">Adam Parks<\/a>, Design Director, BRIC Arts | Media | Bklyn<\/p>\n<h3>Tirare gi\u00f9 i muri dei cubicoli<\/h3>\n<p>In questo nuovo e coraggioso mondo multi-device in cui tutti noi stiamo creando, sono convinto pi\u00f9 che mai che i designer e gli sviluppatori debbano lavorare pi\u00f9 a stretto contatto gli uni con gli altri. Ho passato la maggior parte dell&#8217;anno lavorando ad un grande progetto di responsive design, in cui la tradizionale divisione tra \u201cteam di design\u201d e \u201cteam di sviluppo\u201d non esisteva. Abbiamo realizzato che i nostri rispettivi strumenti, una app di design da una parte, HTML\/CSS dall&#8217;altra, non potevano progettare oltre al desktop senza l&#8217;aiuto gli uni degli altri. Partire da un mockup, testare le idee con dei prototipi, rimettere gli elementi in Photoshop per ulteriori rifiniture: questo tipo di lavoro \u201cavanti e indietro\u201d ha funzionato incredibilmente bene per noi e non vedo l&#8217;ora di portare questo approccio collaborativo nei miei lavori futuri.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/ethanmarcotte.com\/\">Ethan Marcotte<\/a>, Independent Designer, Developer, and Ragamuffin<\/p>\n<h3>Sfida all&#8217;interno dei vincoli<\/h3>\n<p>Fino ad un certo punto, il 2011 ha cambiato il mio modo di pensare durante la progettazione per il web, a causa dell&#8217;emergente mobile web. Mentre progetto, cerco di tenere a mente che \u00e8 possibile una versione mobile del mio design. A seconda del tipo di sito\/progetto e di alcuni altri parametri, mi capita di dovermi spingermi tanto in l\u00e0 da creare un vero e proprio responsive design. Quando si presenta questa opzione, devo adattare molto il mio solito modello di pensiero, perch\u00e9 tendo a dimenticare i confini e le limitazioni per un po&#8217; quando mi trovo nel mezzo del mio processo creativo, dal momento che questo mi ha portato ai miei design pi\u00f9 creativi e di successo. Alcuni criteri di base sono semplici da tenere sempre a mente, anche durante il mio processo, ma gli ostacoli pi\u00f9 piccoli rimangono una sfida CSS che cercher\u00f2 di risolvere pi\u00f9 avanti durante la progettazione. In questo modo mi costringo a pensare in maniera pi\u00f9 creativa durante il processo di stesura del codice e provo anche a spingere un po&#8217; in l\u00e0 i miei limiti. Con un design completamente responsive, ho bisogno di tenere presente questi confini e limiti durante il processo e cos\u00ec diventa pi\u00f9 arduo il mio solito modo di progettare a cui sono abituata. La sfida consiste ovviamente nel trovare il giusto equilibrio tra il mantenere delle limitazioni di base sempre presenti in testa mentre mi sto dando ancora abbastanza libert\u00e0 per provare a creare un design unico. Il fatto che possiamo anche aggiungere un livello di animazione ai nostri design \u00e8 un altro fatto che gioca un ruolo in questo modo diverso di pensare.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/veerle.duoh.com\">Veerle Pieters<\/a>, Graphic \/ Web Designer<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>L&#8217;elefante ha lasciato l&#8217;edificio<\/h2>\n<h3>La cosa pi\u00f9 grande<\/h3>\n<p>Il 2011 \u00e8 stato un anno di maturit\u00e0 per il web. Finalmente, le cose che di solito potevamo solo sognare, si potevano fare con meno sforzo e pi\u00f9 eleganza. C&#8217;\u00e8 stata una grande innovazione quest&#8217;anno: il \u201cresponsive design\u201d ha cambiato il mio processo di design e ha tirato fuori il lavoro pi\u00f9 creativo che ho visto fare dai miei colleghi negli anni.<\/p>\n<p>Nonostante tutta questa maturit\u00e0, pi\u00f9 di qualunque altra cosa, quest&#8217;anno mi ha insegnato che il contenuto \u00e8, e sempre sar\u00e0, sovrano. I nuovi metodi per risolvere i problemi sono graziosi, ma il contenuto sar\u00e0 sempre l&#8217;ingrediente pi\u00f9 importante sul web.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/exquisite.cc\">No\u00ebl Jackson<\/a>, Designer and Founder, Exquisite<\/p>\n<h3>Non accettarlo pi\u00f9<\/h3>\n<p>Una gran cosa da portare via dal 2011 \u00e8 stata quella di poter finalmente puntare i piedi con i miei clienti e smettere di progettare senza del contenuto. Leggere, metabolizzare e capire gli obiettivi di ciascun pezzo di contenuto cambia completamente il modo in cui si lavora come designer. La progettazione con del contenuto segnaposto adesso sembra un enorme passo indietro.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/www.youknowwhodesign.com\">Sarah Parmenter<\/a>, User Interface Designer<\/p>\n<h3>Create una volta, pubblicate ovunque<\/h3>\n<p>Ascoltare Luke Wroblewski (Mobile First), Jeremy Keith (HTML5 for Web Designers) ed Ethan Marcotte (Responsive Design) parlare al primo An Event Apart Seattle 2011 \u00e8 stato un momento di svolta per me. La content strategy improvvisamente \u00e8 passata da \u201cdovresti fare cos\u00ec\u201d ad un imperativo categorico. Con l&#8217;avvento di HTML5 e del responsive design, cos\u00ec come del regime mondiale del mobile (finalmente qui!), il contenuto ha preso il suo palco centrale: come prepareremo il nostro contenuto per distribuirlo su pi\u00f9 piattaforme senza doverlo ricreare ogni volta? La risposta, ovviamente, \u00e8 di strutturare il nostro contenuto cos\u00ec che possiamo crearlo una volta e poi pubblicarlo ovunque. Per fare ci\u00f2, dobbiamo trovare nuovi modi di collaborare tra le varie discipline e questo \u00e8 quello che far\u00f2 nel 2012!<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/www.braintraffic.com\">Kristina Halvorson<\/a>, Founder, Brain Traffic<\/p>\n<h3>C-EHM-MESS<\/h3>\n<p>Quello che mi ha fatto impazzire di gioia quest&#8217;anno \u00e8 stato quando ho realizzato che i problemi che abbiamo con il mobile e i problemi che abbiamo con i content management systems sono <strong>lo stesso problema<\/strong>. E&#8217; stato chiaro per me per un po&#8217; che dovevamo fornire delle interfacce e dei workflow migliori ai creatori di contenuto: se vogliamo pubblicare del buon contenuto dobbiamo dare alle persone gli strumenti per farlo. Quello che non avevo realizzato fino a quest&#8217;anno \u00e8 che fare questo risolve anche molti problemi del mobile.<\/p>\n<p>Se vogliamo avere successo nel pubblicare il contenuto in un milione di differenti nuovi dispositivi e formati e piattaforme, abbiamo bisogno di interfacce che ci aiutino a guidare i creatori di contenuto nello scrivere e strutturare il proprio contenuto per il riutilizzo. Quando parliamo di mobile, ci concentriamo spesso sulle interazioni, sul design e sul codice front-end, ma quello che ho realizzato quest&#8217;anno \u00e8 che la soluzione a molti problemi con il mobile sta molto pi\u00f9 in basso nello stack, nel CMS.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/karenmcgrane.com\/\">Karen McGrane<\/a>, Managing Partner, Bond Art + Science<\/p>\n<h3>Cos&#8217;\u00e8 un libro?<\/h3>\n<p>Il 2011 \u00e8 stato l&#8217;anno in cui, dopo molte resistenze, ho cominciato a leggere sul mio iPhone. Non mi piaceva l&#8217;idea di dover eliminare il lavoro di un designer per poter leggere con il font regolamentare dell&#8217;app iBook o Kindle. Mi mancavano le bellissime copertine che adornavano il mio comodino. Ero preoccupata per quello che stavo facendo agli scrittori: una grande preoccupazione dal momento che sono una di loro. Il risultato \u00e8 stato incredibilmente positivo dalla prospettiva dell&#8217;utente. Per prima cosa, posso dire che il mio consumo \u00e8 salto a vette altissime. Ho cominciato a leggere prima quattro o cinque libri al mese, per arrivare fino a sei. Ho imparato di pi\u00f9: dal momento che era cos\u00ec comodo, ho cominciato a cercare termini e frasi che non capivo o di cui volevo sapere di pi\u00f9 su Google. E alla fine ho supportato gli scrittori: ho scaricato Kindle Singles e ho pubblicato da sola degli ebook di persone che non avevano mai visto, e che mai vedranno, proposte a sei cifre. Ma la mia sfida per noi, per tutti noi, consiste nel rendere ancora migliore questa esperienza. Come possiamo usare questa tecnologia per far leggere le persone, per pagare in maniera giusta gli scrittori, per dare ai designer un nuovo posto in cui giocare? Come possiamo ottenere ancora di pi\u00f9 dalle parole che leggiamo? Non vedo l&#8217;ora di vedere alcune risposte nel 2012.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"http:\/\/www.gelatobaby.com\">Alissa Walker<\/a>, Writer<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Continuiamo cos\u00ec<\/h2>\n<h3>Riguarda tutto l&#8217;esperienza<\/h3>\n<p>La cosa pi\u00f9 importante che ho (re)imparato quest&#8217;anno \u00e8 che le esperienze migliori nella vita non sono affatto progettate. Ho passato meno tempo sui blog e su Twitter e pi\u00f9 tempo guardando l&#8217;alba in posti bellissimi. Sono stato meno ossessionato dai gadget e dai tool e di pi\u00f9 dal trovare il vino giusto per un buon pasto. Mi sono ricordato che amo il mio lavoro di pi\u00f9 quando non \u00e8 anche la mia vita. Tutte queste cose mi rendono pi\u00f9 paziente, pi\u00f9 ottimista e pi\u00f9 ispirato&#8230; Il che mi pu\u00f2 solo rendere migliore in quello che faccio.<\/p>\n<p>\u2013<a href=\"https:\/\/twitter.com\/#!\/kimgoodwin\">Kim Goodwin<\/a>, Author, <cite>Designing for the Digital Age<\/cite><\/p>\n<p>Illustrazioni: {carlok}<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Avvicinandoci alla fine dell&#8217;anno, abbiamo chiesto ad alcuni lettori di citeA List Apart\/cite di dirci cosa hanno imparato riguardo al web nel 2011. Tutte insieme le loro risposte riassumono le gioie e le sfide di questo posto magico che chiamiamo internet. Dobbiamo continuare a provare, abbracciare il cambiamento e sfidare la complessit\u00e0 per mantenere alta la qualit\u00e0. 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