{"id":255,"date":"2012-04-11T09:57:55","date_gmt":"2012-04-11T07:57:55","guid":{"rendered":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/distanza-artistica\/"},"modified":"2012-04-11T09:57:55","modified_gmt":"2012-04-11T07:57:55","slug":"distanza-artistica","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/distanza-artistica\/","title":{"rendered":"Distanza Artistica"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2012\/04\/distanza.jpg\" border=\"0\" width=\"271\" height=\"203\" align=\"left\" \/>Come web designer, dobbiamo confrontarci spesso con la discussione in cui si sostiene che il lavoro che facciamo non sia \u201cveramente arte\u201d dal momento che i vincoli all&#8217;interno dei quali lavoriamo pi\u00f9 frequentemente sono etichettati come \u201ccommerciali\u201d. Tuttavia, le soluzioni che creiamo, perlomeno quello che hanno successo, sono quasi sempre basate sui principi base dell&#8217;arte e del design che ci sono stati insegnati a scuola (sia che abbiate o meno seguito un corso sul design di base o sulla teoria del colore).<\/p>\n<p>Preferirei non definire l&#8217;\u201carte\u201d. In effetti, preferirei non definire alcun tipo di \u201cdesign\u201d, sia che riguardi il web o qualunque altra cosa. Ma vorrei condividere alcune tecniche che ho appreso alla scuola d&#8217;arte e che utilizzo anche adesso per aiutare a migliorare i design dei miei siti web quando non ho un altro paio di occhi sotto mano che mi dicano che sto sbagliando prospettiva e che faccio pena nel disegnare per le donne.<\/p>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Ma prima&#8230; Una storiella che d\u00e0 il contesto<\/h2>\n<p>Ricordo molto bene il giorno in cui il mio professore mi tocc\u00f2 con un dito sulla spalla e mi chiese di fare un passo indietro dal dipinto a olio su cui stavo lavorando meticolosamente da settimane. La tela misurava quattro piedi per sei e l&#8217;immagine che stava lentamente emergendo era un collage <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Trompe-l'\u0153il\">trompe l\u2019oeil<\/a> ancorato ad un falcone realistico quanto una foto. Questo dipinto mi fece guadagnare il soprannome non ufficiale di \u201cThe Bird Guy\u201d durante gli ultimi due anni da studente prima della laurea.<\/p>\n<p>Il mio professore fece ancora alcuni passi indietro. Lo seguii. Sette piedi di cemento mi separavano dal mio capolavoro. Per alcuni silenziosi momenti, stemmo l\u00e0 in piedi, fissando il mio lavoro.<\/p>\n<p>Ruppe il silenzio chiedendo: \u201cHai mai sentito l&#8217;espressione \u2018distanza artistica\u2019?\u201d Scossi la testa. Fece un sospiro e poi spieg\u00f2 che gli artisti hanno la tendenza a stare troppo vicini alle loro creazioni e le risultanti prossimit\u00e0 fisica ed emotiva si combinano per formare un blocco mentale che impedisce all&#8217;artista di vedere i difetti nel suo lavoro.<\/p>\n<p>Stava in piedi con me mentre studiavo con attenzione ogni pennellata sul mio dipinto. Potevo avvertire la tensione nel mio corpo dissiparsi al passare dei minuti. Il solo allontanarmi dal cavalletto era sufficiente per rilassarmi e quello che vedevo davanti a me era geniale. Ero nel mezzo delle mie personali congratulazioni a me stesso quando ho visto quello che il mio professore aveva visto: l&#8217;anatomia del volto del mio bellissimo falco era spostata di pochissimo. \u201cMerda!\u201d Un sorriso soddisfatto apparve sul volto del mio professore mentre si spostava verso il prossimo studente.<\/p>\n<p>Ho appreso una lezione incommensurabilmente importante quel giorno e per gli scorsi 22 anni, ho applicato quella lezione in tutto il mio lavoro personale e professionale.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Storia<\/h2>\n<p>I miei sforzi per identificare il concetto di \u201cdistanza artistica\u201d all&#8217;interno dei libri di testo si sono rivelati vani. Tuttavia non \u00e8 per niente un nuovo concetto: in una forma o in un&#8217;altra la si insegna in tutte le scuole d&#8217;arte nel mondo. Sentirete docenti pi\u00f9 o meno in tutti i musei dire ai loro gruppi di fare un passo indietro dal lavoro per \u201cvederlo\u201d veramente. (A meno che non sia un <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Vermeer\">Vermeer<\/a>).<\/p>\n<p>La domanda allora \u00e8: quando \u00e8 stato proposto questo concetto per la prima volta?<\/p>\n<p>Aristotele introdusse l&#8217;idea dell&#8217;estetica nella sua importante opera <cite>Poetica<\/cite>, nella quale discusse i vari componenti metafisici del dramma.<\/p>\n<p>La distanza artistica, cos\u00ec come descritta dal mio professore, \u00e8 in realt\u00e0 una combinazione di due concetti paralleli basati sulle riflessioni di Aristotele.<\/p>\n<p>Poco dopo l&#8217;inizio del 20\u00b0 secolo, lo psicologo e filosofo Edward Bullough scrisse un saggio innovativo intitolato <cite>\u2018Psychical Distance\u2019 as a Factor in Art and as an Aesthetic Principle<\/cite><sup><a href=\"#note1\">1<\/a><\/sup>. Il suo trattato apparve per la prima volta nel 1912 nel <cite>British Journal of Psychology<\/cite>.<\/p>\n<p>Bulloough descrisse diversi \u201ctipi\u201d di distanza che variano da quella spaziale a quella temporale a quella fisica. Il punto cruciale della questione pu\u00f2 essere riassunto dalle sue stesse parole:<\/p>\n<blockquote>\n<p>La distanza non implica una relazione impersonale, puramente interessata intellettualmente di tale tipo: descrive una relazione personale spesso altamente colorata emotivamente ma di un carattere peculiare. La sua peculiarit\u00e0 sta nel fatto che quel carattere personale della relazione \u00e8 stato, per cos\u00ec dire, filtrato. \u00c8 stato ripulito dal suo interesse pratico, di natura concreta, senza tuttavia perdere cos\u00ec la sua costituzione originale.\u2014Bullough<\/p>\n<\/blockquote>\n<p>La teoria di Bullough ha a che fare in primo luogo con lavori d&#8217;arte che potete vedere isolatamente sul muro di una galleria, ad esempio, e ha l&#8217;intento di descrivere in che modo interpretare l&#8217;esperienza che uno spettatore pu\u00f2 fare vedendo una data opera d&#8217;arte.<\/p>\n<p>Nel 1946, Stephen C. Pepper pubblic\u00f2 un seguito dell&#8217;articolo di Bullough in <cite>The Journal of Aesthetics and Art Criticism<\/cite> intitolato <cite>Emotional Distance in Art.<\/cite><sup><a href=\"#note2\">2<\/a><\/sup>. Pepper sosteneva che, \u201cNon riuscire a raggiungere una sufficiente distanza emotiva distrugge il valore estetico di un&#8217;opera d&#8217;arte.\u201d Le idee radicali di Pepper sulla percezione dell&#8217;arte sono basate su due principi inviolati che affermava dovessero accadere ad uno spettatore per apprezzare in pieno l&#8217;arte. Per prima cosa, lo spettatore deve essere all&#8217;interno del campo percettivo dell&#8217;oggetto fisico. In secondo luogo, la persona che percepisce deve essere aperta alla ricezione di tale stimolo.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Come si applica a voi?<\/h2>\n<p>Dribbble e Forrst sono due esempi di siti di social networking che hanno cercato di risolvere il problema con cui hanno a che fare quotidianamente tutti i creativi indipendenti: l&#8217;isolamento. Entrambe questi siti sono stati progettati per creare uno spazio in cui i creativi indipendenti potessero avere un feedback sul proprio \u201cwork in progress\u201d. La speranza era quella che, accattivati dalla critica, le persone potessero alzare il livello generale del design all&#8217;interno della community. Si pu\u00f2 dibattere sull&#8217;efficacia di entrambe gli sforzi.<\/p>\n<p>Sebbene sono sicuro che qualcuno non sar\u00e0 d&#8217;accordo, questi siti hanno provato che davvero pochi \u201cprofessionisti\u201d hanno la capacit\u00e0 o il coraggio per fornire un&#8217;analisi ben strutturata del lavoro di qualcun altro (sia che la valutazione fosse sollecitata sia che non lo fosse). La mia opinione non ha proprio niente a che fare con il sito web, quanto piuttosto con i professionisti del settore: incapacit\u00e0 di sfidare, o paura di sfidare, lo status quo. Troppo spesso l&#8217;onest\u00e0 va incontro al ridicolo, alla vergogna o a vera e propria rabbia da parte di persone che si nascondono dietro ai media elettronici. Come comunit\u00e0, se il nostro obiettivo \u00e8 di continuare ad alzare il livello del design, abbiamo bisogno di trovare un posto in cui le discussioni obiettive siano benvenute, non disprezzate o affogate nell&#8217;ossequiosit\u00e0. Mi piacerebbe vedere discussioni di design base andare oltre il trend superficiale delle tecnologie web emergenti.<\/p>\n<p>La mia opinione si basa su due cose: fatti e osservazioni.<\/p>\n<p>Fatto: quando Dan Cederholm lanci\u00f2 Dribbble, annunci\u00f2 che l&#8217;intento era quello di creare un posto che avrebbe aumentato il livello del design nel settore mettendo insieme i migliori talenti del web design per aiutare i professionisti isolati a migliorare il loro lavoro \u201cin fieri\u201d attraverso discussioni (critiche).<\/p>\n<p>Osservazione: sono stato un membro di Dribbble per circa due anni e l&#8217;ho visto crescere dai suoi timidi inizi attraverso piccole controversie fino al momento in cui \u00e8 diventato uno showcase online. Dribbble ha provato che il livello di talento nel settore \u00e8 impressionante e io seguo personalmnete un certo numero di designer ed illustratori il cui talento merita assolutamente ammirazione. Tuttavia, se passate cinque minuti sfogliando le pagine del sito, troverete migliaia e migliaia di commenti superficiali, ma molti pochi thread con un feedback prezioso. Novantanove risposte su cento si inseriscono nelle categorie \u201cbellissimo\u201d o \u201cwow\u201d, indipendentemente da quanto il pezzo sia effettivamente disegnato bene o dimostri abilit\u00e0 tecnica o sia concettualmente forte. \u00c8 molto bello da vedersi, ma non \u00e8 lo strumento di apprendimento che credevo intendesse essere. E la domanda \u00e8: perch\u00e9?<\/p>\n<p>Tutti vogliono sentire un cliente o un collega esclamare \u201cwow\u201d, \u201cbellissimo\u201d o \u201cfichissimo\u201d quando mostrano un lavoro. Ma le lodi non richieste sono inutili oltre l&#8217;immediata gratificazione dell&#8217;ego. Non insegnano alcunch\u00e9. Le lodi sdolcinate su Twitter, Dribbble, o qualunque altro social network dovrebbero essere vagliate con lo stesso sguardo scrutatore della critica non dettagliata.<\/p>\n<p>Il punto della questione \u00e8 semplice: se potete criticare il vostro stesso lavoro, sarete in grado di offrire una migliore critica costruttiva a qualcun altro. E ancora: pi\u00f9 diventate sicuri e abili nel criticare (voi stessi o altri), pi\u00f9 sarete attrezzati per difendere le vostre decisioni di design quando mostrerete il vostro lavoro al cliente per la prima volta.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Recensione o \u201ccritica costruttiva\u201d<\/h2>\n<p>La recensione non \u00e8 un&#8217;opinione. L&#8217;opinione non deve essere supportata.<\/p>\n<p>La recensione \u00e8 una valutazione dettagliata ed obiettiva. \u00c8 impersonale, \u00e8 onesta. Pu\u00f2 essere delicata come il profumo dell&#8217;erica in un whisky single malt o pu\u00f2 farvi sentire come se siete stati presi a randellate con una <a href=\"http:\/\/www.slugger.com\/\">Louisville Slugger<\/a>. Ma il suo unico scopo \u00e8 quello di darvi un altro punto di vista obiettivo. Voi, come web designer, avete la possibilit\u00e0 di accettare o rifiutare l&#8217;analisi del vostro design: non \u00e8 n\u00e9 giusta n\u00e9 sbagliata, \u00e8 semplicemente un altro punto di vista ragionato.<\/p>\n<p>Una buona recensione \u00e8 la differenza tra dire \u201cFa schifo\u201d e \u201cEcco perch\u00e9 penso che faccia schifo\u201d.<\/p>\n<p>Ad esempio, ho lasciato le seguenti osservazioni su Dribble per il mio amico e collega Philip Zaengle:<\/p>\n<div class=\"illustration third left\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2012\/04\/1-zaengle.jpg\" border=\"0\" \/>Il logo di Zaengle<\/p>\n<\/div>\n<p>\u201cUn&#8217;osservazione: il riccio finale verso l&#8217;alto del loop \u201ccorp\u201d \u00e8 magnetico fino a distrarre il mio occhio. Sposta la mia linea di osservazione verso l&#8217;alto e mi allontana dal logo invece che mandarmi verso il logo.\u201d<\/p>\n<p>Questo \u00e8 un esempio piuttosto banale ma potete essere brutalmente onesti se sostenete le vostre parole con un&#8217;analisi ponderata. Recensire il lavoro di qualcuno non significa annientarlo o demoralizzare una persona: significa aiutare qualcuno che ha visto oltre i propri occhi e, ricordatevi, la spalle larghe non stanno bene solo ai nuotatori.<\/p>\n<p>Considerate la risposta che ho ricevuto da un non-designer di cui mi fido riguardo il mio primo design pass con gli esempi che ho usato per illustrare questo articolo. <em>\u201cNessuna donna che si interessa di lusso passer\u00e0 del tempo su quel sito.\u201d<\/em> Ho fatto un paio di domande per cercare di capire i suoi pensieri: \u00e8 arrivata la valanga. <em>\u201cI colori sono tutti sbagliati, \u00e8 tutto troppo squadrato, le foto sono troppo piccole, il font \u00e8 troppo piccolo, perch\u00e9 il link a Facebook si trova l\u00ec, la navigazione \u00e8 bruttissima, gli articoli sono troppo lunghi, sembra che l&#8217;abbia disegnato un uomo, hai mai visto il sito di Tiffany? \u00c8 orribile.\u201d<\/em> Le analisi non devono essere perfettamente articolate per ottenere un feedback prezioso. Ma come designer, l&#8217;obiettivo \u00e8 di conoscere il vostro lavoro sufficientemente bene da essere concisi e onesti nelle vostre valutazioni, cos\u00ec come attenti ai punti di vista delle altre persone. Dopo tutto, state creando un prodotto commerciale.<\/p>\n<p>Vi torna che ci sia qualcosa come la \u201clode costruttiva\u201d?<\/p>\n<p>Supponendo che la maggior parte delle persone siano titubanti o impaurite a criticare il lavoro di un collega, provate qualcosa di diverso quando sostenete qualcuno. Non fermatevi a \u201cFantastico!\u201d ma prendetevi del tempo per descrivere in dettaglio perch\u00e9 ritenete che un certo aspetto del lavoro di qualcuno sia superlativo. Spiegate nel dettaglio perch\u00e9 credete che un \u201cwow\u201d sia giustificato. Cosa vi affascina nella palette di colori o nella composizione? Perch\u00e9 vi piace il dettaglio in un&#8217;illustrazione? Potete individuare le richieste del brand o le intenzioni concettuali dell&#8217;artista analizzandone l&#8217;esecuzione? Quali elementi fondamentali della grafica riconoscete? C&#8217;\u00e8 una tecnica che non riuscite ad identificare?<\/p>\n<p>Imparando a descrivere i dettagli in un design che ammirate, potrete anche imparare a riconoscere e descrivere un design che non \u00e8 cos\u00ec \u201cbello\u201d. In alcuni casi, potreste anche trovarvi a rivalutare la vostra prima impressione dopo aver passato del tempo a cercare di spiegare a voi stessi perch\u00e9 avete pensato che un certo pezzo fosse \u201cfantastico\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>La distanza artistica e i pixel<\/h2>\n<p>Ad un certo punto durante qualsiasi lavoro, vogliamo tutti sapere se i nostri design o  illustrazioni o logo vanno bene. Se mostrate regolarmente i vostri design ai vostri colleghi e amici per un feedback, allora, bravi! Consideratevi fortunati ad avere amici che desiderano viziare il vostro ego abbastanza a lungo da fornirvi dei feedback ragionati. Ma cosa succede quando vi trovate completamente soli?<\/p>\n<p>In assenza di una definizione formale, la distanza artistica pu\u00f2 essere meglio descritta come una metodologia per fare \u201cauto-critica\u201d.<\/p>\n<p>Uso queste tecniche per aiutarmi a comprendere e sezionare l&#8217;efficacia del mio lavoro mentre \u00e8 in corso. Queste tecniche funzionano per il web design, l&#8217;illustrazione, la fotografia e qualunque altro mezzo visivo.<\/p>\n<h3>Alzatevi!<\/h3>\n<p>Alzatevi, camminate nella stanza e osservate il vostro design. Cosa vedete? Riuscite a leggere la call to action? C&#8217;\u00e8 un percorso visivo evidente che l&#8217;utente pu\u00f2 seguire attraverso gli elementi obbligatori? Riuscite a vedere i pulsanti? Il layout ha senso visivamente? \u00c8 troppo pieno? O troppo vuoto? Avvicinatevi e chiedetevi queste cose una seconda volta.<\/p>\n<p>Creare un distanza spaziale tra voi e il vostro design vi aiuter\u00e0 a chiarire tutte le domande che vi siete posti prima e molte altre. La distanza spaziale vi far\u00e0 concentrare sulle questioni importanti del layout piuttosto che ossessionarvi con intricati pattern che avete disegnato per l&#8217;header del contenuto.<\/p>\n<div class=\"illustration full left\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2012\/04\/2-spacial-distance.jpg\" border=\"0\" \/> Rivedete il vostro design guardandolo dalla parte opposta della stanza.<\/p>\n<\/div>\n<h3>Giratelo<\/h3>\n<p>Un semplice trucco che gli illustratori usano per identificare problemi di forma e di prospettiva nel proprio lavoro \u00e8 di capovolgere il proprio lavoro. Spostando il piano di un oggetto (o voi stessi), forzate il vostro cervello a riprogrammarsi temporaneamente per comprendere la composizione visiva. Le aree con dei problemi spunteranno come un funghi dopo un&#8217;acquazzone.<\/p>\n<p>Potete facilmente applicare questa stessa tecnica al design per il web usando i vostri strumenti di editing grafico per ruotare di 180 gradi il vostro design sullo schermo.<\/p>\n<div class=\"illustration half left\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2012\/04\/3-ad-flip.png\" border=\"0\" \/>Girate sotto-sopra il vostro design.<\/p>\n<\/div>\n<p>Una volta che avete il vostro design sotto-sopra, cominciate a farvi delle domande. La composizione di base funziona ancora? Gli elementi richiesti sono evidenti?<\/p>\n<p>Dove si trova l&#8217;enfasi in questo design? Basandovi su quello che vedete, quali sono i punti focali primari?<\/p>\n<h3>Convertitelo<\/h3>\n<p>Avete perfezionato la palette di colori per giorni, forse anche settimane. Ma funziona?<\/p>\n<p>Convertite il design in scala di grigi: niente rivela l&#8217;efficacia delle vostre scelte di colore meglio che rimuovere l&#8217;attaccamento emotivo dal colore stesso.<\/p>\n<p>Se il vostro design funziona in bianco e nero o in scala di grigi, funziona. Punto. La scala di grigi vi mostrer\u00e0 quanto sono rappresentate bene le chiavi visive (pulsanti, titoli, etc.) nel vostro layout.<\/p>\n<div class=\"illustration half left\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2012\/04\/4-ad-grey.png\" border=\"0\" \/>Sbarazzatevi della palette di colori e guardate come funziona il vostro design.<\/p>\n<\/div>\n<p>Convertendo il design in scala di grigi, potrete vedere chiaramente quali elementi della pagina sono stati disegnati per essere punti focali.<\/p>\n<p>In questo esempio, l&#8217;intero header, inclusi il logo e la navigazione, erano stati disegnati per essere visualizzati con meno contrasto rispetto alle immagini, ai titoli degli articoli e ai soffietti editoriali. Ogni sforzo \u00e8 stato fatto per attirare l&#8217;utente nella pagina usando fotografie come agganci visivi.<\/p>\n<div class=\"illustration half left\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2012\/04\/5-ad-invert.png\" border=\"0\" \/>Dopo aver convertito il vostro design in scala di grigi, invertitelo.<\/p>\n<\/div>\n<p>Potete anche spingervi oltre ed invertire la scala di grigi selezionando l&#8217;inversione nel menu \u201cdisplay mode\u201d della pagina. Fate diventare bianchi i neri e neri i bianchi e osservate il vostro design da una prospettiva completamente nuova.<\/p>\n<p>Di nuovo, cosa risalta?<\/p>\n<h3>Sguardi passeggeri<\/h3>\n<p>Passate ore, settimane o mesi a sistemare i dettagli del vostro design prima di metterlo su carta o in pixel. Dal momento in cui avete cliccato per la prima volta il pulsante del mouse, vi siete impegnati al massimo per una \u201csoluzione\u201d che credete soddisfi i requisiti di progetto e di brand. Il legame emotivo \u00e8 gi\u00e0 forte. Come lo rompete?<\/p>\n<p>Fate uscire il design dalla vostra testa e create il layout iniziale. Aggiungete tanti o pochi dettagli, come desiderate, e poi dimenticatevene. Tornate al design qualche giorno o qualche settimana pi\u00f9 tardi. Aprite un .jpg e lasciatelo sullo schermo tutto il giorno (per uno o pi\u00f9 giorni) mentre fate esercizi, mentre svolgete il lavoro amministrativo o mentre entrate e uscite dall&#8217;ufficio. Lasciate che il design attiri la vostra attenzione per alcuni momenti e lasciatelo sedimentare nel vostro subconscio. Saprete quando ritornarci.<\/p>\n<p>Non ci sono dubbi che qualcuno dir\u00e0 \u201cNessuno ha tempo di lasciar riposare un design per giorni o settimane! Ci sono delle scadenze da rispettare!\u201d Se non state creando nel tempo necessario per permettere a un design di \u201cprendere forma\u201d nel vostro cervello, state imbrogliando voi stessi e il vostro cliente. Il design su misura richiede tempo di \u201ctesta\u201d e avete bisogno di crearvi quel tempo nel vostro processo. E, s\u00ec, il tempo passato a pensare \u00e8 tempo che potete fatturare.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Conclusioni<\/h2>\n<p>Ci vuole una certa impostazione mentale per riuscire ad allontanarsi a sufficienza dalle proprie opere per fare auto-critica o anche solo per ascoltare qualcuno che ci dica come migliorare il nostro lavoro senza prenderla sul personale. La verit\u00e0 \u00e8 che la maggior parte delle persone non ci riesce.<\/p>\n<p>Se vi appassiona ci\u00f2 che create, \u00e8 virtualmente impossibile dissociarsi completamente dal proprio lavoro. Tuttavia, la vostra abilit\u00e0 nel raggiungere la \u201cdistanza artistica\u201d, ossia nel raggiungere un posto che vi permetta di contemplare l&#8217;oggetto (il design) nel suo insieme, vi permetter\u00e0 di migliorare il vostro lavoro in maniera incommensurabile ed infine di liberarvi dagli impedimenti di un ego immaturo.<\/p>\n<p>Fate in modo che il vostro lavoro brilli di luce propria.<\/p>\n<h3>Lavori citati<\/h3>\n<p id=\"note1\">[1] Bullough, Edward. \u201c\u2018Psychical Distance&#8217; as a Factor in Art and as an Aesthetic Principle.\u201d British Journal of Psychology Vol. 5. No. 2 (June 1912): 87-117.<\/p>\n<p id=\"note2\">[2] Pepper, Stephen C. \u201cEmotional Distance in Art.\u201d The Journal of Aesthetics and Art Criticism Vol. 4, No. 4 (June 1946): 235-239.<\/p>\n<p>Illustrazioni: {carlok}<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Essere super-cool non \u00e8 facile, n\u00e9 tanto meno \u00e8 facile essere autocritici. 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Vediamo come far risplendere il nostro lavoro lasciandoci andare e come acquisire la capacit\u00e0 di raggiungere la distanza artistica.<\/p>\n","protected":false},"author":818,"featured_media":7000652,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","categories":[262,258,63],"tags":[],"coauthors":[358],"class_list":["post-255","article","type-article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-creativita","category-graphic-design","category-numero-48-11-aprile-2012"],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article\/255","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article"}],"about":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/818"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=255"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7000652"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=255"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=255"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=255"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=255"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}