{"id":283,"date":"2012-07-06T17:19:22","date_gmt":"2012-07-06T15:19:22","guid":{"rendered":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/facilitare-buona-progettazione\/"},"modified":"2012-07-06T17:19:22","modified_gmt":"2012-07-06T15:19:22","slug":"facilitare-buona-progettazione","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/facilitare-buona-progettazione\/","title":{"rendered":"Facilitare una buona progettazione"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2012\/07\/n55aweb.png\" border=\"0\" width=\"220\" style=\"float: left;\" \/>Sia che lavoriate alla creazione di siti come parte di una design agency o come freelancer o con un team interno, non progettate nel vuoto, ma lavorate con delle persone. Per collaborare e sviluppare una conoscenza condivisa degli obiettivi e degli incarichi ci sono le riunioni. Non importa che tipo di processo utilizzate (<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Waterfall_model\">waterfall<\/a>, <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Agile_development\">agile<\/a>, o \u201cimprovvisazione jazz\u201d): non potete arrivare al lancio del sito senza aver fatto almeno qualche riunione. In qualunque processo di progettazione, riunirsi previene i fallimenti di progetto dovuti ad aspettative non realistiche, a risorse limitate e a definizioni diverse del problema o della soluzione.<\/p>\n<p>I professionisti del web design al giorno d&#8217;oggi mettono in pratica un qualunque mix di abilit\u00e0 di graphic design, architettura dell&#8217;informazione, user interface design, test di usabilit\u00e0, user research e sviluppo front-end o back-end. Il valore del moderno professionista del web design non sta tuttavia in queste discipline, ma nell&#8217;abilit\u00e0 di combinarle per risolvere problemi reali, specialmente in un gruppo. Il lavoro di gruppo efficace richiede riunioni strategiche, strutturate. Una buona facilitazione fornisce tale struttura.<\/p>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Come appare la facilitazione di qualit\u00e0?<\/h2>\n<p>Immaginate una riunione di progettazione pi\u00f9 soddisfacente e collaborativa a cui abbiate mai partecipato. Le ore sono trascorse rapidamente e sono state produttive. Le barriere politiche e mentali si sono sciolte e al loro posto sono apparse idee innovative o soluzioni realistiche a problemi complessi. Per molti illuminanti momenti il team ha lavorato come se fosse una persona sola: la conversazione o l&#8217;attivit\u00e0 \u00e8 stata sia divertente che produttiva e avete lasciato la stanza sentendovi intelligenti e rafforzati. Durante tale meeting, \u00e8 molto probabile che qualcuno fosse un facilitatore, sia che fosse stato decisone o che fosse per caso. Se non riuscite ad identificare il facilitatore, ci sono buone chance che lo foste voi stessi.<\/p>\n<p>Agli osservatori non allenati, sembra che l&#8217;ottimo facilitatore faccia trucchi da Jedi con la mente: una capacit\u00e0 che abbiamo tutti desiderato avere durante un meeting problematico. Immaginatevi se fosse sufficiente muovere la mano per ottenere il consenso della controparte in disaccordo. I progetti (e la vita) sarebbero molto pi\u00f9 semplici. La maggior parte di noi l&#8217;ha visto accadere nelle riunioni: senza aggressivit\u00e0 o liti e apparentemente con poco sforzo, uno Jedi delle riunioni guida la discussione in uno spazio produttivo e benefico. Alcune persone nella stanza gestiscono il processo e fanno evolvere le controversie per reinquadrare la conoscenza attorno ad un obiettivo comune. Ad esempio:<\/p>\n<ul>\n<li>Ad un kickoff meeting per un progetto di redesign web, un membro del team si fissa sul mettere dozzine di pulsanti Like di Facebook in ogni pagina, cos\u00ec che gli utenti possano \u201cmettere un like a tutte le cose\u201d. Il content strategist conduce un <a href=\"http:\/\/www.designingsocialinterfaces.com\/patterns.wiki\/index.php?title=Social_Mania_Game\">gioco competitivo basato sul team<\/a> in cui dei gruppi di lavoro creano e forniscono dei prodotti digitali immaginari che si allineano l&#8217;interazione sociale al contenuto che interessa agli utenti. Nella discussione che segue, i social media diventano content strategy piuttosto che una feature. Attacco dei pulsanti Like evitato.<\/li>\n<li>Durante la fase di prototipazione della creazione di una app per iPhone, un membro del team \u00e8 ossessionato dalla tipografia, dal(la mancanza di) colore e da altri elementi grafici del design. L&#8217;architetto dell&#8217;informazione dimostra una sequenza di transizioni dal prototipo al design finale per un numero di progetti tangenzialmente simili. Ossessione dissipata.<\/li>\n<li>Durante la selezione di opzioni per la direzione grafica del design, un cliente \u00e8 convinto che il sito web debba \u201capparire come il mio iPad\u201d. Il creative director porta il gruppo attraverso un&#8217;<a href=\"http:\/\/www.uie.com\/articles\/kj_technique\/\">attivit\u00e0 di freelisting <\/a> in cui il team elenca ogni problema di design che l&#8217;iPad risolve e poi esplora l&#8217;allineamento tra quei problemi e i problemi del progetto. Il cliente associa tecniche specifiche con problemi che si sovrappongono. La convinzione si evolve in introspezione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Questi esempi hanno un pattern comune: iniziano con una dissonanza, solitamente radicata in percezioni differenti di una tecnologia o di una tecnica di design. Poi, attraverso un&#8217;attivit\u00e0 pianificata, progettata specificatamente per esporre ed esplorare tale dissonanza, il gruppo sviluppa un vocabolario pi\u00f9 sofisticato e condiviso attorno al problema. Infine, il gruppo raggiunge la conoscenza attraverso la persuasione, la collaborazione o entrambe. La buona facilitazione \u00e8 una capacit\u00e0 tattica che vi d\u00e0 il potere di orchestrare il processo ed \u00e8 una capacit\u00e0 che tutti possono apprendere.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Le basi della facilitazione per tutte le riunioni<\/h2>\n<p>Pubblicato per la prima volta nel 1976, <cite><a href=\"http:\/\/www.google.com\/products\/catalog?hl=en&amp;q=how+to+make+meetings+work&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;tbm=shop&amp;cid=12067715224682898921&amp;sa=X&amp;ei=mx_ST92xGuf56QHD5ICEAw&amp;ved=0CF8Q8wIwAA\">How to Make Meetings Work<\/a><\/cite> [&#8220;Come far funzionare le riunioni&#8221;, <em>ndr<\/em>] introduce un processo basato sui ruoli, detto \u201cil nuovo metodo d&#8217;interazione\u201c per migliorare tutti i tipi di meeting. Per una riunione di successo qualcuno nella stanza deve assumere uno dei seguenti ruoli:<\/p>\n<ol>\n<li>membro del gruppo (la maggior parte delle persone coinvolte),<\/li>\n<li>leader dell&#8217;azienda<\/li>\n<li>cancelliere<\/li>\n<li>facilitatore.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Un facilitatore ha la giusta combinazione di conoscenza del problema, un libro di giochi di protocolli di meeting per aprire, esplorare e acuire l&#8217;attenzione sul problema e un&#8217;esperienza precedente di guida di un gruppo attraverso tali protocolli. Il facilitatore gioca un ruolo completamente neutrale. Adottando la neutralit\u00e0 e non contribuendo con sue idee n\u00e9 valutando le altre, il facilitatore crea un locus di fiducia.<\/p>\n<p>Ispirati da <cite>How to Make Meetings Work<\/cite>, Sam Kaner e Jenny Lind si sono messi a documentare i valori principali, le strategie organizzative e un insieme variegato di solide metodologie di facilitazione nel loro libro del 2007: cite&gt;<a href=\"http:\/\/www.google.com\/products\/catalog?q=facilitator's+guide+to+participatory+decision+making&amp;hl=en&amp;prmd=imvnsb&amp;bav=on.2,or.r_gc.r_pw.r_cp.r_qf.,cf.osb&amp;biw=1921&amp;bih=983&amp;ion=1&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;tbm=shop&amp;cid=415549119278374942&amp;sa=X&amp;ei=gh_ST_2vBOSj6gGj4dWzAw&amp;ved=0CFoQ8wIwAA\">The Facilitator&#8217;s Guide to Participatory Decision Making<\/a> [&#8220;La guida del facilitatore per il decision making partecipativo, <em>ndr<\/em>]. Il libro sostiene che, affinch\u00e9 le aziende siano efficaci, devono coinvolgere tutti i membri dell&#8217;organizzazione nel processo di decision making.<\/p>\n<p>Tuttavia, la dinamica naturale delle discussioni pi\u00f9 estese o che coinvolgono pi\u00f9 gruppi portano spesso a dei disaccordi imbarazzanti e a dei vicoli ciechi. I solidi metodi di facilitazione vi aiutano a muovervi intorno, sopra o attraverso queste situazioni. Un buon facilitatore \u201csupporta chiunque faccia del proprio meglio per pensare\u201d durante una riunione: costruiscono ed eseguono processi partecipatori. Per farlo con successo, si prestano quattro funzioni durante una collaborazione:<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Incoraggiano la partecipazione<\/strong>: questa \u00e8 semplice, ma \u00e8 pi\u00f9 difficile di quanto sembri. Ci sono persone aggressive e altre miti in ogni riunione ed \u00e8 compito del facilitatore stimolare e bilanciare i contributi di tutti. Un approccio consiste nel far scrivere le proprie idee prima di dirle ad alta voce. Questa tecnica fa in modo che le personalit\u00e0 pi\u00f9 estroverse dominino semplicemente facendo pi\u00f9 rumore e forza i partecipanti a scrivere pi\u00f9 o meno la stessa quantit\u00e0 di contenuto. Un&#8217;altra tecnica \u00e8 quella di cambiare l&#8217;ordine delle persone chiamate ad esporre le proprie idee, assicurandosi di avere un percorso chiaro e non influenzato dai pregiudizi: girate intorno al tavolo in senso orario, poi in senso anti-orario, poi scegliete a caso. Mischiateli.<\/li>\n<li><strong>Create un \u201ccontesto condiviso\u201d ossia, comprendere il problema.<\/strong> Per costruire la conoscenza condivisa, dovete definire cosa significano i diversi concetti per le diverse persone ed essere sicuri che tutti siano d&#8217;accordo sul singolo significato per i concetti chiave. Creare una conoscenza condivisa \u00e8 una delle cose pi\u00f9 difficili che deve fare il facilitatore. Un approccio consiste nel gestire la portata della discussione stabilendo quello di cui andrete o non andrete a parlare nell&#8217;invito alla riunione e reiterando l&#8217;ampiezza della discussione all&#8217;inizio della riunione.<\/li>\n<li><strong>Cercate soluzioni inclusive che <cite>\u201cfunzionino per tutti con una partecipazione nei risultati\u201d<\/cite>.<\/strong> Questo richiede che il gruppo esplori la sfida del design di pi\u00f9 di quello a cui alcuni potrebbero essere abituati, soprattutto la dirigenza senior. (&#8220;Non possiamo semplicemente creare un sito web?&#8221;). Toccate i modi in cui il sito web influenza ogni persona nella stanza e i dipartimenti rappresentati dal progetto. Ci vorr\u00e0 pi\u00f9 tempo adesso, ma vi far\u00e0 risparmiare tempo e mal di testa pi\u00f9 avanti. All&#8217;inizio del processo, assicuratevi che tutti abbiano espresso le proprie idee, il proprio feedback e i propri dubbi e fate in modo che questi dubbi siano chiaramente documentati perch\u00e9 tutti possano vederli. Poi, quando qualcuno continua a insistere sullo stesso punto, \u00e8 semplice indirizzarlo verso la documentazione e dire <em>\u00c8 stato documentato e verr\u00e0 discusso.<\/em><\/li>\n<li><strong>Infine, soluzioni di design basate su responsabilit\u00e0 condivise.<\/strong> Se avete progettato una meravigliosa sessione collaborativa e avete assegnato tutto il lavoro ad una sola parte, avete perso il vostro tempo e quello dei partecipanti. Le buone strategie dipendono dalla partecipazione di tutti quelli che sono coinvolti. Per il web design questo si traduce in alcune semplici best practice. Coinvolge gli sviluppatori nei primi incontri, assicuratevi che gli architetti dell&#8217;informazione facciano parte degli scrum di quality assurance. In generale, siate meno rigidi sull&#8217;approccio al design basato sulla disciplina e offrite l&#8217;opzione di partecipare ogni volta che qualcuno POTREBBE avere qualcosa da aggiungere.<\/li>\n<\/ol>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Basi di facilitazione per le collaborazioni di design<\/h2>\n<p>Essere neutrali e progettare processi partecipatori solidi vi aiuter\u00e0 ad agevolare discussioni efficaci. Questi quattro concetti aggiuntivi sono stati inestimabili nell&#8217;aiuto che mi hanno dato a mettermi in connessione con i clienti negli scenari di meeting unici del processo di web design e application design.<\/p>\n<ol>\n<li><strong>Fornite una guida chiara attraverso una serie di step intesi al raggiungimento di risultati finali su cui si \u00e8 d&#8217;accordo.<\/strong>\n<p>Selezionate l&#8217;attivit\u00e0 migliore per il problema che avete tra le mani. La buona notizia \u00e8 che c&#8217;\u00e8 stato un rinascimento di fantastiche risorse che vi aiuteranno a creare tale libro delle attivit\u00e0. Libri come <a href=\"http:\/\/www.google.com\/products\/catalog?hl=en&amp;q=gamestorming&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;tbm=shop&amp;cid=16543394914321932617&amp;sa=X&amp;ei=OyHST-OdKoak6gGOwdizAw&amp;ved=0CFwQ8wIwAA\">Gamestorming<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.google.com\/products\/catalog?hl=en&amp;q=visual+meetings&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;tbm=shop&amp;cid=1240815547429848827&amp;sa=X&amp;ei=JyHST_3WE-TZ6gHUys2CAw&amp;ved=0CH8Q8wIwAA\">Visual Meetings<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.google.com\/products\/catalog?hl=en&amp;q=back+of+the+napkin&amp;um=1&amp;ie=UTF-8&amp;tbm=shop&amp;cid=8067553830025676138&amp;sa=X&amp;ei=SyHST4fcIof96gHlwtCCDg&amp;ved=0CHkQ8wIwAQ\">Back of the Napkin<\/a> e <a href=\"business model generation\">Business Model Generation<\/a> forniscono delle attivit\u00e0 collaborative preconfezionate e coinvolgenti per il design e altro, create sulle idee che si trovano nella teoria dei giochi e sulla facilitazione alla realizzazione di schizzi. Queste risorse vi aiuteranno ad allineare le attivit\u00e0 alle parti specifiche del vostro processo di web design, sia che siate all&#8217;inizio, a met\u00e0 o alla fine. Organizzano anche attivit\u00e0 basate su vincoli aggiuntivi come il tempo, i materiali, l&#8217;ambiente e il numero di persone coinvolte nel processo. Con un po&#8217; di post-it e una lavagna bianca, potete ottenere praticamente quel che volete.<\/p>\n<\/li>\n<li><strong>Seguite sempre questo percorso: permettete la divergenza di opinioni, permettete che i partecipanti esplorino quelle opinioni senza vincoli e poi fate in modo che le idee convergano.<\/strong>\n<p><em>Divergenza-Esplorazione-Convergenza<\/em> \u00e8 un pattern semplice ma potente, prominente in tutta la letteratura sui meeting e sulla facilitazione. Per meeting, workshop e discussioni pi\u00f9 produttive seguite sempre quella sequenza.<\/p>\n<p>Vi siete mai trovati in un kickoff meeting in cui qualcuno ha detto \u201c\u00c8 un&#8217;idea terribile!\u201d nei primi cinque minuti? Ci si sente imbarazzati e ostili perch\u00e9 qualcuno \u00e8 saltato subito alla fine del pattern (convergenza) prima che abbiate avuto la possibilit\u00e0 di divergere ed esplorare. Progettando l&#8217;interazione del kickoff per abbracciare la diversit\u00e0 all&#8217;inizio del meeting, create fiducia. Tale fiducia da in modo che le persone vogliano partecipare. Fintanto che il seguente processo di assegnazione delle priorit\u00e0 \u00e8 trasparente, le persone si sentiranno ascoltate E parte del risultato.<\/p>\n<p>In superficie, l&#8217;obiettivo della riunione di <a href=\"http:\/\/italianalistapart.com\/articoli\/24-numero-12-13-agosto-2010\/94-kickoff-meeting-che-spaccano\">kickoff<\/a> sembra semplice: dobbiamo essere d&#8217;accordo su quello che faremo e non faremo per un particolare progetto o sprint. Ma anche per il pi\u00f9 semplice redesign di un sito web con un piccolo team cliente potrebbe esserci nella stanza una mezza dozzina di versioni del \u201ccosa\u201d. Pertanto, \u00e8 necessario sollecitare ciascuna versione di quello che ci si aspetta proprio all&#8217;inizio della riunione. Stabilito il livello di diversit\u00e0 nelle aspettative, ricordatevi, come facilitatore, che non state giudicando queste aspettative a questo punto. Una volta che le aspettative sono sul tavolo, esplorate i meriti di ciascuna. Poi, fornite delle metodologie per assegnare delle priorit\u00e0 e, se appropriate, eliminate le opzioni.<\/p>\n<p>\u201cThe bookend\u201d \u00e8 una grande tecnica che uso per tirare fuori le aspettative. All&#8217;inizio di una riunione, fate al gruppo una domanda sulle loro aspettative per la riunione. \u201cScrivete questo: cosa volete che emerga nelle prossime due ore?\u201d Fateglielo mettere da parte per dopo. Prima di andarvene, date a chiunque non abbia visto soddisfatte le proprie aspettative durante la riunione una possibilit\u00e0 per esprimere i propri dubbi. Raccogliete tali aspettative, documentatele in un posto condiviso e tornateci nelle future collaborazioni o nei seguenti progetti di lavoro.<\/p>\n<\/li>\n<li><strong>Date una rappresentazione in tempo reale di quello che accade durante il meeting dove le persone possano vederla.<\/strong>\n<p>Una persona (non il facilitatore) deve prendere appunti durante il meeting. Dimenticatevi di trovare una persona che prende appunti e cancellerete tutti i dettagliati insight ottenuti durante la riunione. In aggiunta a ci\u00f2, un facilitatore dovrebbe fornire una rappresentazione visiva della discussione, in un formato che tutte le persone presenti possano farci riferimento rapidamente e facilmente.<\/p>\n<p>Ci sono molti modi per fare ci\u00f2. Usate un cavalletto con della carta grande e con il retro adesivo. Quando iniziate un argomento, etichettate la parte alta del foglio con quell&#8217;argomento e numeratelo (cominciando dal numero uno) con un bel pennarello Sharpie a punta grossa. Una volta che il team ha riempito il foglio con le idee, toglietelo, appiccicatelo al muro e cominciate un nuovo pezzo, etichettato con il numero due. Alla fine della riunione, togliete dal muro tutti i fogli, arrotolateli e trascriveteli come schema delle questioni principali che sono state sollevate. La persona che prende appunti ha la trascrizione, ma questa \u00e8 la narrazione estesa della discussione e un buon modo per ricordare ai colleghi degli insight chiave a cui si \u00e8 giunti durante la discussione.<\/p>\n<p>In qualit\u00e0 di facilitatore, siate efficaci quando dovete parafrasare l&#8217;essenza delle idee che si sono sollevate. Quando qualcuno fa un&#8217;osservazione importante (per il progetto per loro stessi), prendetevi il tempo di riprendere verbalmente la loro osservazione con un numero di parole molto ridotto. Chiedete \u201c\u00c8 questo che intendi?\u201d Se vi rispondono di s\u00ec, trascrivete l&#8217;idea in grande su uno di quegli enormi fogli sul cavalletto. Continuate a catturare queste mini discussioni con nuove idee in maniera pi\u00f9 veloce.<\/p>\n<p>Inoltre, questo \u00e8 un metodo potente per correggere la direzione di un meeting che ha perso la rotta. Se a una discussione manca la direzione, alzatevi con discrezione, avvicinatevi a un cavalletto (o a una lavagna bianca) e cominciate a catturare l&#8217;essenza di quello che le persone stanno dicendo. Quando i colleghi chiedono \u201cCosa diavolo stai facendo?\u201d Rispondete semplicemente: \u201cMi aiuta a seguire la discussione.\u201d Ho introdotto questa tecnica imboscata per prendere appunti alle persone dei team sia dell&#8217;agenzia sia delle aziende per cui lavoriamo. Ho sentito storie di persone che si alzano e applaudono quando qualcuno comincia a catturare la conversazione in maniera visibile. Le persone sono molto pi\u00f9 attente a quello che dicono quando lo si scrive ed \u00e8 un buon modo per canalizzare l&#8217;attenzione,<\/p>\n<\/li>\n<li><strong>Tenete presente che tutti nella stanza, indipendentemente da quel che dicono, credono che l&#8217;azione che caldeggiano sia equivalente al fare la cosa giusta.<\/strong>\n<p>Sono innumerevoli le volte in cui ho facilitato dei meeting in cui qualcuno, dal nulla, ha detto la cosa pi\u00f9 ridicola che si potrebbe mai immaginare. \u201cSapete, mi piace quell&#8217;immagine in bianco e nero. Facciamo tutto in bianco e nero. Tutto, dappertutto.\u201d<\/p>\n<p>Dopo aver soppresso la rabbia o le risate, cerco sempre di ricordarmi questo: abbiamo tutti prospettive diverse sul processo in cui siamo coinvolti. Ma chiunque si prenda il tempo di contribuire crede davvero che la sua idea far\u00e0 andare meglio le cose. Potrebbe essere fuori luogo, disinformato, anche pazzo, ma \u00e8 pi\u00f9 importante per voi come facilitatori capire perch\u00e9 quell&#8217;idea sia venuta in mente e in che modo si relaziona al valore che sperano di aggiungere al progetto. Pi\u00f9 capite questi valori nel modo in cui li percepiscono i singoli partecipanti, pi\u00f9 sar\u00e0 semplice progettare una project strategy che non solo sar\u00e0 adottata, ma anche supportata.<\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Luke, usa la forza.<\/h2>\n<p>Il web design ben fatto \u00e8 percepito dagli utenti e dai clienti stessi come appropriato e gradevole. Per arrivarci, dovete avere un processo. Per creare consenso sulla direzione in cui deve andare il processo, dovete facilitare la comprensione della miriade di sovrapponimenti tra business e bisogni dell&#8217;utente, tra art direction e bran e tra innovazione e facilit\u00e0 d&#8217;uso. Il design eccellente facilita queste forze.<\/p>\n<p>La forza sia con te.<\/p>\n<p>Illustrazioni: {carlok}<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Immaginate una riunione di progettazione pi\u00f9 soddisfacente e collaborativa a cui abbiate mai partecipato. Le ore sono trascorse rapidamente e sono state produttive. Le barriere politiche e mentali si sono sciolte e al loro posto sono apparse idee innovative o soluzioni realistiche a problemi complessi. Per molti illuminanti momenti il team ha lavorato come se fosse una persona sola: la conversazione o l&#8217;attivit\u00e0 \u00e8 stata sia divertente che produttiva e avete lasciato la stanza sentendovi intelligenti e rafforzati. Durante tale meeting, \u00e8 molto probabile che qualcuno fosse un facilitatore, sia che fosse stato decisone o che fosse per caso. Kevin M. Hoffman ci guida attraverso il processo per facilitare una progettazione grandiosa.<\/p>\n","protected":false},"author":818,"featured_media":7000665,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","categories":[262,70,276],"tags":[],"coauthors":[306],"class_list":["post-283","article","type-article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-creativita","category-numero-55-6-luglio-2012","category-project-management"],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article\/283","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article"}],"about":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/818"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=283"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7000665"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=283"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=283"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=283"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=283"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}