{"id":303,"date":"2012-09-11T13:58:34","date_gmt":"2012-09-11T11:58:34","guid":{"rendered":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/usabile-ma-inutile-product-discovery\/"},"modified":"2012-09-11T13:58:34","modified_gmt":"2012-09-11T11:58:34","slug":"usabile-ma-inutile-product-discovery","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/usabile-ma-inutile-product-discovery\/","title":{"rendered":"Usabile ma inutile: perch\u00e9 a tutte le aziende serve la product discovery"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2012\/09\/n59b-web.png\" border=\"0\" align=\"left\" \/>Brasilia \u00e8 una citt\u00e0 notevole, bizzarra, frutto della visione dell&#8217;architetto <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Oscar_Niemeyer\">Oscar Niemeyer<\/a>: fu costruita in quattro anni, dal 1956 al 1960. Pi\u00f9 di 50 anni dopo, la sua bellezza ed eleganza sono rinomate.<\/p>\n<p>Tuttavia, la capitale del Brasile \u00e8 anche nota per qualcosa d&#8217;altro: quanto sia difficile viverci.<\/p>\n<p>Da lontano appare come una \u201csfavillante citt\u00e0\u201d, come scrisse una volta <a href=\"http:\/\/www.guardian.co.uk\/world\/2008\/mar\/12\/brazil\"><em>The Guardian<\/em><\/a>, mentre da vicino Brasilia \u00e8 \u201c\u00e8 un agglomerato urbano violento, oppresso dalla criminalit\u00e0 e dai rumori cacofonici degli ingorghi stradali. Il vero Brasile ne ha invasa la visione utopica.\u201d<\/p>\n<p>Questo problema echeggia anche nel panorama del web di oggi, dove i bisogni degli utenti ordinari si riversano costantemente nelle visioni utopistiche dei designer. Tutto intorno a noi vediamo dei bellissimi monumenti vuoti, eretti non per i propri utenti quanto per le persone che li hanno creati e per i Vicepresidenti che vanno in cerca di talenti. Anche i siti e le app che vanno oltre la bellezza in favore dell&#8217;usabilit\u00e0 spesso falliscono perch\u00e9 non riescono a trovare un mercato sufficientemente grande.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 alcuni prodotti interattivi trovano abbastanza utenti da essere sostenibili? Perch\u00e9 ci sono cos\u00ec tante startup che falliscono, nonostante <a href=\"http:\/\/www.alistapart.com\/articles\/an-important-time-for-design\/\">ci sia un rinnovato interesse nei confronti del design<\/a>?<\/p>\n<p>\u00c8 importante chiederci: cosa possiamo fare noi?<\/p>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>L&#8217;aumento dei prodotti usabili ma inutili<\/h2>\n<p><a href=\"http:\/\/www.useit.com\/alertbox\/20030825.html\">Da tempo abbiamo accettato<\/a> che per far s\u00ec che un prodotto sia utile, deve avere un livello accettabile sia di utilit\u00e0 (\u201cse fornisce le feature di cui si ha bisogno\u201d) e di usabilit\u00e0 (&amp;8220;quanto siano semplici e piacevoli da utilizzare queste feature\u201d). Tuttavia, molto spesso, sembra che ignoriamo la prima in favore della seconda, finendo con centinaia di applicazioni semplici e piacevoli che non hanno alcuna ragione di esistere. Si potrebbe sostenere che <a href=\"http:\/\/flyosity.com\/design\/how-color-already-blew-it.php\">la prima versione di Color cadeva in questa trappola<\/a> e quando \u00e8 stata l&#8217;ultima volta che abbiamo <a href=\"http:\/\/www.elezea.com\/2011\/12\/google-path-ui-design\/\">sentito qualcosa su Path<\/a>?<\/p>\n<p>Uno dei maggiori problemi in cui si imbattono in particolare i nuovi prodotti \u00e8 la mancanza di &#8220;product\/market fit&#8221;, come <a href=\"http:\/\/www.stanford.edu\/class\/ee204\/ProductMarketFit.html\">ha notato<\/a> Marc Andreessen:<\/p>\n<blockquote><p>La qualit\u00e0 di un <em>prodotto<\/em> di una startup pu\u00f2 essere definita nel modo in cui il prodotto impressiona un cliente o un utente che lo usa davvero: quanto \u00e8 facile usare questo prodotto? Quante feature ha? Quanto \u00e8 veloce? \u00c8 estendibile? Quanto \u00e8 raffinato? Quanti bug ha? La dimensione del <em>mercato<\/em> di una startup \u00e8 il numero e il tasso di crescita di quei clienti o utenti per quel prodotto\u2026 <\/p>\n<p><em>La sola cosa importante \u00e8 arrivare al &#8220;product\/market fit&#8221;.<\/em> &#8220;Product\/market fit&#8221; significa essere in un buon mercato con un prodotto che possa soddisfare quel mercato.<\/p><\/blockquote>\n<p>Il problema si solleva quando le startup e le compagnie non passano abbastanza tempo ad aumentare la probabilit\u00e0 di un buon product\/market fit <em>prima<\/em> di cominciare la progettazione e lo sviluppo. Il concetto di Lean Startup di \u201cMinimum Viable Product\u201d \u00e8 certamente utile, ma non sarebbe meglio concentrarci sui <a href=\"http:\/\/andrewchen.co\/2009\/12\/07\/minimum-desirable-product\/\">Minimum <em>Desirable<\/em> Products<\/a>? Qual \u00e8 lo scopo delle iterazioni rapide se tutto quello che otteniamo \u00e8 <a href=\"http:\/\/52weeksofux.com\/post\/694598769\/the-local-maximum\">il massimo locale<\/a> in maniera pi\u00f9 rapida?<\/p>\n<p>Ma prima di anticipare e discutere come sistemare questo problema, buttiamoci sulle domande importanti, sui \u201cperch\u00e9\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Perch\u00e9 i prodotti non vanno bene<\/h2>\n<p>Il pi\u00f9 grande problema di Brasilia \u00e8 che gli architetti che l&#8217;hanno progettata non hanno considerato il modo in cui la citt\u00e0 avrebbe potuto essere usata una volta che milioni di persone ci avessero abitato. Hanno mostrato una certa <a href=\"http:\/\/www.shareable.net\/blog\/architectural-myopia-designing-for-industry-not-people\">Miopia Architetturale<\/a>, ossia hanno progettato ad uso e consumo del proprio settore ma non per le persone. Gi\u00e0 in precedenza ho scritto di un fenomeno simile nel nostro settore, la <a href=\"http:\/\/uxdesign.smashingmagazine.com\/2012\/02\/14\/designer-myopia-stop-designing-for-ourselves\/\">Miopia del Designer<\/a>. Attirati dai riconoscimenti (e dai clienti e dai dirigenti) che si meritano, i designer sono attirati dall&#8217;apparire in gallerie e blog post che fanno elenchi volti ad attirare molto traffico.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 niente di assolutamente sbagliato con questo bisogno di riconoscimenti ma <em>diventa<\/em> un problema quando danneggia gli utenti. Se Brasilia ci pu\u00f2 insegnare qualcosa, \u00e8 che diventare sordi ai bisogni degli utenti ci porta lungo un pericoloso percorso discendente, in cui perdiamo il controllo dei nostri prodotti, senza modo di tornare indietro. Una volta che rilasciamo qualcosa, si pu\u00f2 solo iterare o fare pivoting. L&#8217;iterazione va benissimo se siete sulla strada giusta, mentre il fare pivoting \u00e8 pericoloso perch\u00e9 pu\u00f2 cambiare il corso e devastare sia gli impiegati sia gli utenti.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Un modo migliore: la product discovery<\/h2>\n<p>Se vogliamo disegnare dei prodotti migliori e pi\u00f9 utili, dobbiamo smetterla di progettare delle soluzioni troppo presto e cominciare invece a fare product discovery, ossia operare secondo un processo che ci aiuti a comprendere in maniera corretta il problema, cos\u00ec che non si progetti in modo migliore ma si progettino cose migliori.<\/p>\n<p>Il product discovery \u00e8 costituito da tre step:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Step 1.<\/strong> Inquadrare il problema e massimizzare l&#8217;opportunit\u00e0<\/li>\n<li><strong>Step 2.<\/strong> Esplorare e valutare diverse soluzioni<\/li>\n<li><strong>Step 3.<\/strong> Dare delle priorit\u00e0 e pianificare<\/li>\n<\/ul>\n<h3>1. Inquadrare il problema e massimizzare l&#8217;opportunit\u00e0<\/h3>\n<p>\u00c8 difficile litigare con Einstein:<\/p>\n<blockquote><p>Se avessi un&#8217;ora per risolvere un problema, passerei 55 minuti a pensare al problema e 5 minuti a pensare a possibili soluzioni.<\/p><\/blockquote>\n<p>Quei proverbiali 55 minuti costituiscono lo Step 1 della product discovery. Ecco, dovreste discutere e trovare delle risposte a domande come queste:<\/p>\n<ul>\n<li>Per chi stiamo risolvendo questo problema?<\/li>\n<li>Quali sono i bisogni degli utenti che stiamo cercando di gestire? Per i prodotti esistenti: quali sono i punti deboli da sistemare?<\/li>\n<li>Che dati abbiamo a nostra disposizione da parte dei clienti che possono esserci utili per la soluzione (supporto clienti, statistiche, ricerca di mercato, user research, analisi dei competitor, etc.)?<\/li>\n<li>In che modo risolvere questo problema ci aiuter\u00e0 con i nostri affari?<\/li>\n<li>Perch\u00e9 il nostro business \u00e8 in grado di fare di questa soluzione un successo?<\/li>\n<li>Come misureremo il nostro successo?<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ci sono svariate tecniche per strutturare la discussione e far s\u00ec che sia pi\u00f9 facile trovare una risposta a tutte queste domande. I <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Ishikawa_diagram\">Fishbone Diagrams<\/a> e <a href=\"http:\/\/blogs.hbr.org\/cs\/2010\/04\/the_five_whys_for_startups.html\">The Five Whys<\/a> sono due tecniche di analisi che possono essere applicate in maniera molto efficace per definire un problema in termini di bisogni utente e di obiettivi di business.<\/p>\n<p>Questa fase produce sempre &#8211; senza eccezione &#8211; dei dati che il team trova incredibilmente utili. Le startup riescono ad avere le idee pi\u00f9 chiare riguardo a cosa tenere e cosa eliminare nei propri prodotti e le grandi aziende imparano ad andare oltre le parole di moda della centralit\u00e0 dell&#8217;utente e a scoprire quali benefici dovrebbero dare ai propri utenti. Solo come esempio, una volta mi trovavo in un workshop in cui apparve chiaro che i dirigenti avevano una visione completamente differente dell&#8217;azienda rispetto ai designer e agli sviluppatori. Furono due ore strane, ma alla fine furono d&#8217;accordo sulla difficile ma corretta decisione di sospendere i loro piani di e-commerce fino a che alcune aree di contenuto del sito non fossero state riordinate. \u00c8 bello vedere una dichiarazione di obiettivi emergere da queste sessioni, una che alla fine fa s\u00ec che l&#8217;organizzazione sia d&#8217;accordo su cosa debba concentrarsi l&#8217;attenzione della produzione.<\/p>\n<p>Da questo step, io produco un diagramma <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Problem_frames_approach\">problem-frame<\/a>, che non \u00e8 altro che un riassunto visivo dei punti principali da tenere a mente, sotto forma di tre cerchi che si sovrappongono:<\/p>\n<ul>\n<li>I bisogni degli utenti<\/li>\n<li>Gli obiettivi di business<\/li>\n<li>Le competenze principali<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ogni decisione che il team prende dovrebbe apparire almeno in uno di questi tre cerchi, preferibilmente nell&#8217;area di sovrapposizione di tutti e tre. Le decisioni di design dovrebbero concentrarsi sulla soddisfazione di quei bisogni e sul trarre profitto dalle opportunit\u00e0 di business utilizzando le competenze principali individuate.<\/p>\n<p>Le <a href=\"http:\/\/www.servicedesigntools.org\/tools\/8\">customer journey map<\/a> sono un altro utile output e <a href=\"http:\/\/uxmag.com\/articles\/illustrating-the-big-picture\">il punto di vista<\/a> di Megan Grocki e Jamie Thomson su di esse \u00e8 molto utile: le journey map sono delle rappresentazioni visive che aiutano a riassumere i risultati delle ricerche, a sottolineare e a dare priorit\u00e0 alle opportunit\u00e0 e ad ottenere lavori.<a name=\"FNPTR-1\"><\/a><a href=\"#FOOTNOTE-1\">[1]<\/a><\/p>\n<p>Una volta che si \u00e8 definito il problema (e si \u00e8 raggiunto l&#8217;accordo da parte di tutti gli stakeholder), \u00e8 ora di cominciare a pensare alle soluzioni.<\/p>\n<h3>2. Esplorare e valutare diverse soluzioni<\/h3>\n<p>I risultati del problem-framing ci conducono a una fase di pensiero divergente, un momento in cui si producono svariate soluzioni possibili, il pi\u00f9 velocemente possibile e in maniera visuale. Tirate fuori le matite e molta, molta carta.<\/p>\n<p>Piuttosto che aprire il portatile troppo presto nel processo di design, usate degli schizzi per produrre una variet\u00e0 di soluzioni in un breve lasso di tempo. Semplicemente, a volte \u201cSposta nel cestino\u201d non \u00e8 l&#8217;azione adeguata quando dovete eliminare un&#8217;idea che vorreste non aver mai avuto: non c&#8217;\u00e8 niente che d\u00e0 pi\u00f9 soddisfazioni di accartocciare una cattiva idea e di buttarsela dietro alle spalle con disgusto.<\/p>\n<p>In questa fase del processo, si lavora insieme per tirare fuori degli storyboard, degli schizzi e dei prototipi a bassa fedelt\u00e0 che aiutino a visualizzare le idee. \u00c8 anche un ottimo momento per iniziare ad avere un feedback dai potenziali clienti e s\u00ec, diciamolo insieme: chiunque \u00e8 in grado di disegnare. Se <a href=\"http:\/\/www.amazon.com\/The-Back-Napkin-Expanded-Edition\/dp\/1591843065\/\">lo dice Dan Roam<\/a> chi siete voi per non essere d&#8217;accordo?<\/p>\n<h3>3. Dare delle priorit\u00e0 e pianificare<\/h3>\n<p>Parlo con molti team che si lamentano della \u201cparalisi da analisi\u201d, ossia dell&#8217;incapacit\u00e0 di prendere decisioni perch\u00e9 ci sono cos\u00ec tanti fattori (e persone) coinvolti. Dei buoni metodi di assegnazione della priorit\u00e0 danno ai team il comfort che anche se non si stanno concentrando su tutto insieme, si stanno concentrando sull&#8217;informazione giusta per prendere buone decisioni.<\/p>\n<p>Potete fare ci\u00f2 con una fase di <em>pensiero convergente<\/em>, che seleziona quali idee e soluzioni esplorare in maniera pi\u00f9 approfondita. Ci sono molti processi prestabiliti per questo tipo di assegnazione della priorit\u00e0, ciascuno progettato per uno scenario diverso:<\/p>\n<ol>\n<li>Con il <a href=\"http:\/\/www.uie.com\/articles\/kj_technique\/\">KJ-Method<\/a>, si raggruppano delle questioni simili e si usa un meccanismo di voto per classificarle in ordine di importanza. \u00c8 meglio quando si ha un nutrito gruppo di stakeholder che hanno tutti delle opinioni forti riguardanti il prodotto e volete prendere una decisione rapidamente.<\/li>\n<li>Il <a href=\"http:\/\/www.alistapart.com\/articles\/product-management-for-the-web\/\">Kano Model<\/a> utilizza un asse a due dimensioni per raggruppare le questioni in una di queste tre categorie: aspettative di base (feature che gli utenti si aspettano), generatori di entusiasmo (bellissime e inattese feature) e performance payoff (feature che necessitano di miglioramenti continui per far aumentare la soddisfazione dell&#8217;utente). Questo metodo funziona quando volete essere sicuri di avere una roadmap equilibrata che gestisca le richieste di base, cos\u00ec come le feature innovative che potrebbero aiutare il prodotto a superare quelli dei competitor.<\/li>\n<li>L&#8217;<a href=\"http:\/\/www.quora.com\/What-are-the-best-ways-to-prioritize-a-product-and-feature-list\">approccio di Amazon<\/a> d\u00e0 la priorit\u00e0 prima ai temi grossi, prima ancora di entrare nelle singole feature o progetti per gestire questi temi. \u00c8 un buon approccio quando il solo numero di feature o miglioramenti richiesti sembra opprimente e avete bisogno di un modo per strutturarli e dargli un senso.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Questi metodi funzionano perch\u00e9 facilitano il lavoro di squadra senza cadere nelle trappole del \u201cdesign by committee\u201d. Tutti possono dire la loro ma non tutti possono prendere le decisioni. Questo \u00e8 un attributo essenziale di qualunque buon metodo di assegnazione delle priorit\u00e0, poich\u00e9, <a href=\"http:\/\/www.svpg.com\/consensus-vs-collaboration\/\">come dice Seth Godin<\/a>, \u201cNon succede alcunch\u00e9 quando tutti devono essere d&#8217;accordo.\u201d<\/p>\n<p>Oltre a fornire la struttura necessaria per giungere rapidamente alla decisione di come assegnare le priorit\u00e0, questi metodi producono anche degli artifatti tangibili che possono aiutarvi a vendere le vostre idee agli stakeholder interni. La user experience spesso \u00e8 pi\u00f9 un problema organizzativo che non di design. Cos\u00ec come vogliamo solo fare il nostro lavoro senza ostacoli, possiamo anche essere davvero efficaci se riusciamo a fornire argomenti persuasivi alle persone negli altri settori della nostra azienda. Questi metodi di assegnazione strutturata della priorit\u00e0 rendono questo step ragionevolmente indolore aiutandovi a produrre dei record scritti e visivi del vostro processo di elaborazione delle vostre idee.<\/p>\n<p>Una volta fatto, dovreste essere in grado di scremare le idee, per poter scegliere quelle poche che volete implementare e testare e, statene certi, quelle idee avranno le migliori chance di soddisfare i bisogni dei vostri utenti e gli obiettivi di business.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>L&#8217;output<\/h2>\n<p>Gli artefatti prodotti durande la product discovery dipendono dalla portata e dalla natura del progetto. A volte, sono pochi schizzi sul retro di un tovagliolo che vengono usati da uno sviluppatore per iniziare a prototipare, altre volte sono costituiti da un documento PowerPoint che riassume il processo e i risulati nello sforzo di coinvolgere i dirigenti senior.<\/p>\n<p>Indipendentemente dall&#8217;output fisico, alla fine del processo dovreste essere in grado di rispondere con facilit\u00e0 alle seguenti domande:<\/p>\n<ul>\n<li>Qual \u00e8 il problema che stiamo cercando di risolvere?<\/li>\n<li>Per chi lo stiamo risolvendo? Perch\u00e9 dovrebbe importargliene?<\/li>\n<li>Qual \u00e8 la visione della soluzione?<\/li>\n<li>Quali sue parti sono per noi?<\/li>\n<li>Qual \u00e8 il nostro piano per la sua implementazione?<\/li>\n<\/ul>\n<p>Il vero potere di questo processo \u00e8 che dar\u00e0 al vostro team la tranquillit\u00e0 di aver gi\u00e0 introdotto sufficiente variazione in un processo di design da essere sicuri che non state scalando la montagna sbagliata al massimo locale.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Va bene per voi<\/h2>\n<p>Vi sento esclamare \u201cCarino, ma noi siamo una startup che si muove volocemente e non abbiamo tempo per sederci e parlare\u201d<\/p>\n<p>Ce l&#8217;avete se l&#8217;alternativa \u00e8 il fallimento, portato dalla dipendenza poco salutare alle cose graziose che portano a 15 minuti di gloria e poco altro.<\/p>\n<p>Stiamo entrando in un&#8217;interessante era del web design. I display retina potrebbero non essere ancora stati adottati in massa, ma \u00e8 solo questione di tempo prima che diventino la norma. Stiamo inoltre assistendo ad un interesse verso la tipografia e la grafica paragonabile solo a quando apparvero i monitor CRT. Ci sono molti oggetti scintillanti e se ci concentriamo su quelli (o ci concentriamo solo sull&#8217;impressionare i Vice-Presidenti che si concentrano su quelli) a scapito dell&#8217;utilit\u00e0, potremmo trovarci in una situazione simile a quella di qualche anno fa, quando creavamo le introduzioni Flash su tutti i siti solo perch\u00e9 potevamo.<\/p>\n<p>In altre parole, la product discovery \u00e8 essenziale per le startup proprio perch\u00e9 siamo in un periodo di innovazioni visive entusiasmanti.<\/p>\n<p>Non possiamo permetterci che il fascino delle immagini ci distolga dall&#8217;utilit\u00e0 dei prodotti che stiamo sviluppando. \u00c8 vero che il fallimento ci insegna molto su quello che funziona e quello che non funziona, ma \u00e8 molto pi\u00f9 economico ed efficace fallire solo con delle idee sulla carta rispetto che fallire con un&#8217;idea completamente sviluppata. Come probabilmente testimonia Color, a quel punto \u00e8 difficile tornare indietro.<\/p>\n<p>Insieme, possiamo evitare di creare tante Brasilia digitali, che generano euforia ma che non soddisfano i bisogni dei propri abitanti. Quindi, scopriamo prima di costruire.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Riferimenti<\/h2>\n<p><a name=\"FOOTNOTE-1\"><\/a> <a href=\"#FNPTR-1\">[1]<\/a> Se non conoscete il journey mapping, leggete <a href=\"http:\/\/adaptivepath.com\/ideas\/the-anatomy-of-an-experience-map\">The Anatomy of an Experience Map<\/a>, <a href=\"http:\/\/blogs.hbr.org\/cs\/2010\/11\/using_customer_journey_maps_to.html\">Using Customer Journey Maps to Improve Customer Experience<\/a> e <a href=\"http:\/\/www.uie.com\/brainsparks\/2012\/07\/23\/building-a-vision-from-a-journey-map\">Building a Vision from a Journey Map<\/a>.<\/p>\n<p>Illustrazioni: {carlok}<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Brasilia \u00e8 una citt\u00e0 decisamente bizzarra: una gemma dell&#8217;architettura creata per essere la citt\u00e0 sfavillante del Brasile, che adesso \u00e8 nota per essere violenta piena di criminalit\u00e0 e traffico, perch\u00e9 gli architetti che l&#8217;hanno creata non hanno pensato ai circa tre milioni di abitanti che ci avrebbero vissuto. Questa miopia echeggia anche nel panorama del web di oggi, dove vediamo monumenti eretti non per i propri utenti ma per le persone che li hanno creati (e per i vice-presidenti che li ricercano). Per\u00f2 non deve per forza essere cos\u00ec: Rian van der Merwe ci mostra come scoprire prima di creare.<\/p>\n","protected":false},"author":818,"featured_media":7000671,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","categories":[263,74,276,277],"tags":[],"coauthors":[374],"class_list":["post-303","article","type-article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-business","category-numero-59-11-settembre-2012","category-project-management","category-web-strategy"],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article\/303","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article"}],"about":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/818"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=303"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7000671"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=303"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=303"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=303"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=303"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}