{"id":311,"date":"2012-10-04T11:05:04","date_gmt":"2012-10-04T09:05:04","guid":{"rendered":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/chi-ha-ucciso-i-periodici-introduzione-per-web-geek\/"},"modified":"2012-10-04T11:05:04","modified_gmt":"2012-10-04T09:05:04","slug":"chi-ha-ucciso-i-periodici-introduzione-per-web-geek","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/chi-ha-ucciso-i-periodici-introduzione-per-web-geek\/","title":{"rendered":"Chi ha ucciso i periodici? Un&#8217;introduzione per i geek del web"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2012\/10\/n61b-web.png\" border=\"0\" align=\"left\" \/>Abbiamo tutti sentito moltissime cose sulla transizione che stanno affrontando i quotidiani e le riviste. Due decenni dopo l&#8217;arrivo del web, continua la ricerca di modelli di business duraturi e redditizi che abbiano senso nell&#8217;era digitale.<\/p>\n<p>Nel caso non l&#8217;aveste notato, non \u00e8 andata molto bene. La maggior parte di queste aziende non ha ancora scoperto come respingere i gremlins che rosicchiano i fogli al loro ritmo, per non parlare di come invertire il trend.<\/p>\n<p>Internet ha cambiato il business dell&#8217;editoria in modi eccellenti per i lettori, gli autori, i designer <em>e<\/em> per gli editori, ma ha tolto le certezze a moltissimi modelli di business che si erano stabiliti prima del suo arrivo. Tutti sentono gli effetti della battaglia dell&#8217;industria editoriale, che cerca di capire esattamente che valore offre, come lo distribuisce, dove deve andare e che strada seguire.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un&#8217;esigenza reale di servizi che forniscono queste organizzazioni e un&#8217;opportunit\u00e0 reale per quelli tra noi che si guadagnano da vivere sul web, perch\u00e9 possiamo guidarli. Ma prima di poterli aiutare a risolvere il problema, dobbiamo comprenderne la storia.<\/p>\n<p>\u201cQuotidiani\u201d e \u201cperiodici\u201d sono etichette che parlano di formato e di attualit\u00e0 ed \u00e8 stato scritto moltissimo su entrambe, ma parlano anche di come \u00e8 strutturato il business di queste entit\u00e0. Se internet ne ha cambiato <em>qualcosa<\/em>, di cosa si tratta? Ci sono qualit\u00e0 che resistono nonostante i continui cambiamenti? Diamo un&#8217;occhiata.<\/p>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Pubblicit\u00e0<\/h2>\n<p>La pubblicit\u00e0 \u00e8 stata per molto tempo il fulcro con il quale i periodici del mercato di massa hanno fatto i soldi. Tuttavia, alla fine del secolo scorso, le entrate della pubblicit\u00e0 hanno cominciato ad aumentare. Oggi non \u00e8 raro aprire i libri mastri di un periodico tradizionale e trovare che le entrate della pubblicit\u00e0 <a href=\"http:\/\/www.niemanlab.org\/2012\/05\/the-newsonomics-of-majority-reader-revenue\/\">costituiscono<\/a> <a href=\"http:\/\/digitalcommons.ilr.cornell.edu\/cgi\/viewcontent.cgi?article=1639&amp;context=key_workplace\">l&#8217;80%<\/a> delle entrate totali.<\/p>\n<p>Sotto questo tipo di influenza, le pubblicazioni (le migliori delle quali hanno sempre eccelso nel fare targeting del proprio pubblico) si sono evolute in veicoli eccezionali di pubblicit\u00e0 per la gioia dei propri gruppi demografici ordinati. Mentre il mercato della pubblicit\u00e0 era pieno di soldi, c&#8217;erano alcuni tentativi di controllare questa tendenza e di diversificare le sorgenti delle entrate. L&#8217;industria tira a sorte con la pubblicit\u00e0.<\/p>\n<p>Poi internet si \u00e8 mangiato la pubblicit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;ultimo decennio ha visto un <a href=\"http:\/\/www.theatlantic.com\/business\/archive\/2012\/02\/the-collapse-of-print-advertising-in-1-graph\/253736\/\">buco enorme<\/a> nel mercato della pubblicit\u00e0 per i quotidiani e i periodici. Cosa \u00e8 successo?<\/p>\n<p>Da un lato, le metriche di precisione arrivate con internet: i clickthrough rate, il tempo passato su un sito e un insieme di altre statistiche che sono diventate misurabili direttamente e che possono essere confrontate facilmente, ci permettono di valutare l&#8217;efficacia (e senza dubbio il valore vero) della pubblicit\u00e0. Questa informazione poteva solo essere ipotizzata qualche decennio fa, quando il prezzo di una pubblicit\u00e0 si appoggiava su pesanti dosi di speculazione e sull&#8217;arte del saper vendere. La natura data-friendly del web ha forzato i dipartimenti di vendita della pubblicit\u00e0 a quantificare e mostrare il proprio lavoro.<\/p>\n<p>D&#8217;altro canto, le campagne pubblicitarie super specializzate e personalizzate praticate da Google, Facebook e simili, hanno portato nuove pressioni competitive. La generazione precedente di pubblicit\u00e0 aveva come obiettivo delle quote demografiche piuttosto ampie: \u201ctra i 18 e i 35 anni\u201d, \u201clettori di <em>Esquire<\/em>\u201d o \u201centusiasti del jogging\u201d. Per un potenziale acquirente di uno spazio pubblicitario, questi target potrebbero apparire crudi rispetto a un annuncio di un barbecue da mettere di fronte a chi ha appena cercato dei grill da giardino (il gioco di Google), o dare il giusto annuncio di un concerto a qualcuno di cui conosciamo le preferenze musicali e il calendario sociale (l&#8217;approccio di Facebook).<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un grande dibattito volto a determinare se questi approcci <a href=\"http:\/\/blogs.law.harvard.edu\/doc\/2012\/05\/23\/after-facebook-fails\/\">funzionino realmente<\/a>, o se magari <a href=\"http:\/\/www.technologyreview.com\/news\/427972\/the-facebook-fallacy\/\">costituiscano eventualmente un paradosso<\/a>, ma l&#8217;effetto economico \u00e8 lo stesso: tirano gi\u00f9 il prezzo degli annunci alla vecchia maniera, per il mercato di massa (e per i suoi profitti pro-capite). (Oh, e capita <em>anche<\/em> che Google e Facebook abbiano degli audience senza precedenti, potendo in questo modo competere testa a testa con quegli annunci in vecchio stile che raggiungono il mercato di massa).<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Abbonamenti<\/h2>\n<p>Molti sono stati educati a credere che internet abbia posto le aspettative per quotidiani e periodici gratuiti online. Questo \u00e8 in parte vero, ma il fatto \u00e8 che gli abbonamenti erano gi\u00e0 di gran lunga sottovalutati da molte organizzazioni prima che internet arrivasse ed \u00e8 accaduto in gran parte a causa della pubblicit\u00e0.<\/p>\n<p>Come vedete, mentre i dollari della pubblicit\u00e0 si accumulavano, molte aziende dei media hanno raddoppiato la posta, abbassando deliberatamente i prezzi di vendita e di abbonamento sotto il punto di pareggio nel tentativo di aumentare la circolazione. Pi\u00f9 circolano pi\u00f9 si pu\u00f2 chiedere per gli annunci pubblicitari che ci metterete perch\u00e9 l&#8217;opinione prevalente era che pi\u00f9 persone vedevano un annuncio pi\u00f9 questo valeva. (Questo dato sulla circolazione era cos\u00ec importante che fu istituito un <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Audit_Bureau_of_Circulations_(North_America)\">industry scorekeeper<\/a> per <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/List_of_magazines_by_circulation\">per tenerlo d&#8217;occhio<\/a>.)<\/p>\n<p>E la perdita causata da quegli abbonamenti super scontati? Avete indovinato: coperta dai guadagni risultanti dalla vendita delle pubblicit\u00e0. Gli editori furono incentivati a sventrare il prezzo dei propri prodotti di consumo. Diminuire il prezzo, vendere pi\u00f9 numeri, ottenere pi\u00f9 soldi sotto forma di prezzi pubblicitari pi\u00f9 alti. Fino al punto in cui alcuni periodici furono (e ancora lo sono) distribuiti gratuitamente, solo perch\u00e9 facessero da veicolo per le pubblicit\u00e0.<\/p>\n<p>Inserire qui un circolo estremamente vizioso.<\/p>\n<p>Lo stato estremamente agevolato degli abbonamenti ha fatto s\u00ec che il loro valore venisse percepito come piuttosto basso agli occhi degli editori principali. Quando venne il tempo di decidere se offrire abbonamenti online oppure no, moltissimi sostenitori l&#8217;hanno visto come un gioco da ragazzi. Il loro gioco riguardava gi\u00e0 il volume e internet sembrava il gioco a maggior volume della storia. Abbonamenti online? No grazie, distribuiremo gratis e copriremo la differenza con gli annunci che raggiungeranno un pubblico ancora pi\u00f9 grande. Non ci manca quello che non si \u00e8 mai avuto, giusto?<\/p>\n<p>E funzion\u00f2 per un certo periodo. Ma ora che il prezzo degli annunci \u00e8 crollato, le aziende stanno cercando dei modi per tornare a un sano business di abbonamenti. Pochi eletti stanno <a href=\"http:\/\/nymag.com\/daily\/intel\/2012\/07\/new-york-times-supported-by-readers-not-advertisers.html\">appena cominciando<\/a> a mostrare segni di progresso, spesso offrendo servizi aggiuntivi con gli abbonamenti.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Dati trasformati in servizi<\/h2>\n<p>Gli abbonamenti e le pubblicit\u00e0 non erano le sole gambe rotte dello sgabello. L&#8217;altra erano i <em>dati<\/em>. Cosa significa esattamente \u201cdati\u201d nel contesto di un periodico?<\/p>\n<p>Per un quotidiano o per un periodico, i dati sono informazioni di valore raccolte e presentate al lettore, che non rientra nelle notizie principali e nei contenuti editoriali. Pensiamo agli annunci di vendita, agli annunci economici, alle offerte di lavoro, agli appartamenti in affitto, perfino ai meteo.<\/p>\n<p>In passato, per una pubblicazione era sufficiente spendere un po&#8217; di tempo e di soldi per raccogliere questi dati e per stamparli. Era un&#8217;attivit\u00e0 che risultava in un prodotto estremamente passivo (ma utile). I lettori facevano la gran parte del lavoro sfogliando le pagine ed esaminando approfonditamente quando trovavano qualcosa di utile. Ed era estremamente redditizio.<\/p>\n<p>Ma questa impresa fu rapidamente superata da giocatori pi\u00f9 saggi sul web. Le startup che compresero che l&#8217;informazione passiva ha un valore molto pi\u00f9 grande quando \u00e8 trasformata in qualcosa su cui si pu\u00f2 agire immediatamente e nel contesto. Butta via quell&#8217;evidenziatore, amico! Vedi quelle offerte di lavoro? Basta cliccarci e il gioco \u00e8 fatto!<\/p>\n<p>I dati che vengono trasformati in qualcosa su cui si pu\u00f2 agire tramite dei tool inclusi diventano un <em>servizio<\/em> e quel servizio ha un valore pi\u00f9 grande rispetto ai semplici dati passivi, sia per l&#8217;utente finale sia per i profitti dell&#8217;azienda che lo presenta. I siti come Monster.com, Craiglist e eBay hanno portato i loro dati al successivo step logico online.<\/p>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 niente di tutto ci\u00f2 che i quotidiani e i periodici non potevano fare: semplicemente non ne hanno capito il potenziale sufficientemente in fretta. Le possibilit\u00e0 non sono apparse subito evidenti per la leadership di molte di queste aziende e altri hanno ipotizzato che il pubblico avrebbe continuato a venire a loro proprio come avevano sempre fatto. Non fu questo il caso e i dati statici non fanno pi\u00f9 la loro parte nella maggior parte delle operazioni.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Una strada da seguire: separare il business dalla presentazione<\/h2>\n<p>La cosa pi\u00f9 ovvia che internet ha cambiato per i quotidiani e i periodici \u00e8 la manifestazione fisica del medium stesso, ma, sebbene internet abbia introdotto nuove forme di materiale (pagine web, device app, API e simili), dicono effettivamente molto poco del danno a cui siamo scampati.<\/p>\n<p>Al contrario, quando si parla del lato business delle cose, creare nuovi percorsi per i periodici vuol dire riconoscere quali parti dell&#8217;equazione non ci sono pi\u00f9, quali pezzi nuovi li rimpiazzeranno e quali componenti non torneranno mai pi\u00f9. Man mano che le capacit\u00e0 del web e dell&#8217;app design si evolvono per includere quelle dei media precedenti, \u00e8 importante riconoscere che quelle cose non costituiscono soluzioni di business in s\u00e9 e per s\u00e9. Fondere la tecnologia presentation-layer con i modelli di business pu\u00f2 essere una distrazione costosa.<\/p>\n<p>Adesso \u00e8 il momento per i web developers, i designer e i digital strategist di tutti i tipi di condurre esperimenti per fare (e risparmiare) soldi con le cose in cui il web e la tecnologia riescono bene: raggiungere, scalare, disintermediazione e una moltiplicazione di sorgenti, sia istituzionali sia informali. Usati in maniera intelligente, questi attributi possono aiutare a costruire il business della nuova generazione di quotidiani e periodici, che si focalizzeranno di pi\u00f9 sull&#8217;opportunit\u00e0 che sulla perdita.<\/p>\n<p>Mentre il gioco potrebbe aver modificato i pilastri della vecchia economia dell&#8217;editoria, il potenziale per il suo futuro digitale rimane largamente non realizzato.<\/p>\n<p>Sta a persone come noi aiutare a scriverlo.<\/p>\n<p>Illustrazioni: {carlok}<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Abbiamo tutti sentito parlare della dolorosa transizione che stanno facendo i quotidiani e le riviste. Due decadi dopo l&#8217;arrivo del Web, continua la ricerca di modelli di business duraturi e redditizi che abbia senso nell&#8217;era digitale e non sta andando bene. La pubblicit\u00e0, gli abbonamenti e data-as-service hanno fallito. \u00c8 giunto il momento per i web developers, i designer e digital strategist di tutte le razze di condurre gli esperimenti per fare (e risparmiare) soldi con le cose in cui riescono meglio la tecnologia e il web.<\/p>\n","protected":false},"author":818,"featured_media":7000674,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","categories":[263,76,257],"tags":[],"coauthors":[375],"class_list":["post-311","article","type-article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-business","category-numero-61-4-ottobre-2012","category-stato-del-web"],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article\/311","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article"}],"about":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/818"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=311"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7000674"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=311"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=311"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=311"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=311"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}