{"id":330,"date":"2012-12-05T10:58:55","date_gmt":"2012-12-05T09:58:55","guid":{"rendered":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/il-design-universale-nella-vita-reale\/"},"modified":"2012-12-05T10:58:55","modified_gmt":"2012-12-05T09:58:55","slug":"il-design-universale-nella-vita-reale","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/il-design-universale-nella-vita-reale\/","title":{"rendered":"Il design universale nella vita reale"},"content":{"rendered":"<div class=\"paragrafo\">\n<blockquote>\n<p>Quello che tollerate definisce la vostro comunit\u00e0.<\/p>\n<p><cite>\u2014Heather Champ a <a href=\"http:\/\/south12.webdirections.org\/speakers-sessions#bigpic\">Web Directions South 2012<\/a><\/cite><\/p>\n<\/blockquote>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2012\/12\/n65web2.png\" border=\"0\" align=\"left\" \/>Qui su <cite>A List Apart<\/cite> si parla spesso della progettazione per il futuro, della necessit\u00e0 di essere profondi, accessibili, con il pensiero rivolto al domani nonch\u00e9 compassionevoli. Si discute della creazione di un web che sia utile alla maggior parte di noi, in maniera sempre pi\u00f9 esaustiva.<\/p>\n<p>Tuttavia, quando si tratta di creare le nostre community, gli eventi e le conferenze in cui apprendiamo nuove capacit\u00e0 e discutiamo di nuove idee, passiamo troppo poco tempo a prendere in considerazione l&#8217;inclusivit\u00e0. Accettiamo programmi di conferenze pieni di uomini bianchi perch\u00e9 \u201cnon siamo riusciti a trovare nessun altro speaker qualificato\u201d o \u201ctutte le donne a cui l&#8217;abbiamo chiesto hanno risposto di no\u201d. Ospitiamo degli <a href=\"http:\/\/storify.com\/ireneros\/sexist-language-earns-sqoot-lots-of-fury\"> hackathon per soli uomini<\/a> pieni di ragazze che servono birra. A volte, diamo persino un posto sul podio <a href=\"http:\/\/elektronista.dk\/kommentar\/dresscode-blue-tie-and-male\/\">direttamente alle molestie e al vetriolo<\/a>.<\/p>\n<p>Cos\u00ec non va bene.<\/p>\n<p>Se l&#8217;ideale del web \u00e8 l&#8217;universalit\u00e0, come <a href=\"http:\/\/www.scientificamerican.com\/article.cfm?id=long-live-the-web\">sostiene Sir Tim Berners-Lee<\/a>, non dovremmo fare di questo principio la guida anche per l&#8217;organizzazione delle nostre community? Se vogliamo che il web funzioni per tutti, allora perch\u00e9 non abbiamo bisogno di una professione del web che rifletta proprio questa diversit\u00e0? Dopo tutto, il modo migliore per comprendere il pubblico per cui progettiamo \u00e8 conoscere questo pubblico, e il modo migliore per conoscere le persone \u00e8 ospitarle, con tutte le loro differenze di prospettiva e di background, e ovviamente anche con le loro differenze di et\u00e0, sesso, razza e linguaggio.<\/p>\n<p>Starete pensando: \u201cMa <em>io<\/em> non voglio escludere nessuno\u201d. \u201cNon sto cercando di tenere lontane le donne o le persone di colore o quelli con background differenti\u201d. Sono sicura che sia vero, tuttavia la nostra comunit\u00e0 \u00e8 tutto fuorch\u00e9 varia: secondo i risultati della nostra <a href=\"http:\/\/aneventapart.com\/alasurvey2011\/00.html\">Survey for People Who Make Websites<\/a> del 2011, solo <a href=\"http:\/\/aneventapart.com\/alasurvey2011\/06.html\">il 18% di voi<\/a> risulta essere donna e <a href=\"http:\/\/aneventapart.com\/alasurvey2011\/00.html#eth\">ancora di meno<\/a> sono le persone non bianche. Aggiungete il fatto che \u00e8 molto pi\u00f9 probabile che le donne, le persone di colore e quelli che vivono al di fuori degli Stati Uniti <a href=\"http:\/\/aneventapart.com\/alasurvey2011\/06.html\">percepiscano discriminazione<\/a> nella propria carriera e comincia a diventare difficile far finta che vada tutto bene. In effetti, il sessismo agli eventi \u201cgeek\u201d \u00e8 cos\u00ec prevalente che c&#8217;\u00e8 un intero wiki dedicato a <a href=\"http:\/\/geekfeminism.wikia.com\/index.php?title=Timeline_of_incidents\">catalogare gli incidenti noti<\/a>.<\/p>\n<p>Indipendentemente dal modo in cui partecipate alla web community (organizzando conferenze, ospitando serate di hack, pubblicando articoli, ospitando i meetup o semplicemente partecipando agli eventi), avete il potere di fare qualcosa per migliorare la situazione e portare il web pi\u00f9 vicino ai suoi ideali. E non \u00e8 cos\u00ec difficile come potreste pensare.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Abbiamo gi\u00e0 gli strumenti<\/h2>\n<p>La capacit\u00e0 del web di connettere le persone, di facilitare la comprensione e di amplificare le idee ci ha permesso di creare cose incredibili. Ci ha anche dato una variet\u00e0 di lezioni su come progettare comunit\u00e0 prospere e premurose: lezioni che \u00e8 ora di applicare a noi stessi, per raggiungere questo obiettivo a un livello pi\u00f9 personale e pi\u00f9 intimo.<\/p>\n<p>Cosa possiamo imparare dalla progettazione delle comunit\u00e0 online, dai sistemi sociali come Flickr e Facebook? Io propongo quattro skill fondamentali: dare delle aspettative, rendere semplice riportare un abuso, incoraggiare la partecipazione di diversi gruppi di persone ed evitare di dare la colpa agli utenti.<\/p>\n<h3>Dare delle aspettative sul comportamento<\/h3>\n<blockquote>\n<p>Il giusto tono di voce pu\u00f2 far tramutare la confusione di qualcuno in fiducia, pu\u00f2 far cambiare lo scetticismo in ottimismo, la noia in curiosit\u00e0. Il tono di voce sbagliato pu\u00f2 assopire l&#8217;interesse di qualcuno, fa cambiare l&#8217;attesa in delusione, la frustrazione in rabbia.<\/p>\n<p><cite>\u2014La guida <a href=\"http:\/\/voiceandtone.com\/about\">Voice &amp; Tone<\/a> di MailChimp<\/cite><\/p>\n<\/blockquote>\n<p>Le comunit\u00e0 online sono terreno fertile per le incomprensioni. Senza il beneficio degli indizi non-verbali come i cenni con il capo, i sorrisi, i movimenti e la postura, interpretiamo in maniera errata il sarcasmo, le nostre battute non vengono capite, i nostri sentimenti vengono feriti. Quindi, cosa facciamo quando creiamo queste comunit\u00e0, oltre a scrivere le condizioni del servizio (esplicite)? Diamo delle aspettative <em>implicite<\/em>.<\/p>\n<p>Le aspettative implicite includono la voce e il tono di un&#8217;interfaccia, dalla form di registrazione ai messaggi di benvenuto, dai reminder via email alle notifiche degli errori. Anche con il design: le scelte tipografiche, il colore e il layout influenzano tutte il modo in cui un utente vede un&#8217;esperienza e lo aiutano a formarsi un&#8217;impressione non solo su cosa <em>sia<\/em> il sito, ma anche sul modo in cui <em>appare<\/em> e su come ci si deve comportare in quel posto. Con ogni singolo pezzo di contenuto con cui comunicate, modellate il discorso che vi aspettate dagli altri.<\/p>\n<p>Oltre ad avere <a href=\"http:\/\/geekfeminism.wikia.com\/wiki\/Conference_anti-harassment\/Policy\">regole di condotta esplicite<\/a> (e istruire dei volontari per rinforzarle), potete anche creare questo tipo di aspettative implicite nella vita reale. In effetti, se organizzate eventi, avete gi\u00e0 dei modelli di comportamento: le persone che salgono sul palco. Messi su un piedistallo, sia letteralmente sia figurativamente, il comportamento e le azioni dei vostri speaker e dei vostri organizzatori diventano la norma del vostro evento: il loro tono diventa il tono del pubblico.<\/p>\n<p>\u00c8 compito vostro essere sicuri che sia il tono giusto.<\/p>\n<p>Se siete i responsabili, parlate con i presentatori, gli organizzatori e i volontari riguardo alle aspettative che volete dare. Ricordategli che le loro azioni sono in evidenza e che avranno eco per tutto l&#8217;evento. Dategli il potere di modellare quei tipi di comportamento che volete vedere e siate espliciti su cosa \u00e8 inappropriato (come le slide che trattano le donne come oggetto o le dichiarazioni che emarginano gli spettatori che non sono cittadini USA).<\/p>\n<p>Se avete scelto gli speaker giusti, tutto ci\u00f2 non intaccher\u00e0 minimamente la loro creativit\u00e0.<\/p>\n<h3>Fornite dei luoghi in cui \u00e8 facile per riportare un abuso<\/h3>\n<p>Immaginate una quattordicenne che entra in Facebook e scopre di essere stata chiamata sgualdrina e taggata in foto oscene da un compagno di classe che vuole rovinarne la reputazione. Ha gi\u00e0 abbastanza problemi senza bisogno <em>anche<\/em> di litigare con un&#8217;interfaccia che le rende difficile fermare tale abuso, giusto? Ecco perch\u00e9 Facebook mette a disposizione l&#8217;opzione di cancellare qualunque cosa venga pubblicata sulla propria pagina, insieme al post stesso, e di bloccare un utente e riportarne un abuso, semplicemente visitando il profilo di quell&#8217;utente.<\/p>\n<p>Ora, pensate all&#8217;ultima conferenza a cui avete partecipato. Se foste stati molestati, avreste saputo dove andare a cercare aiuto? Ci sarebbe stato un posto chiaramente dedicato a questi problemi? O vi sareste limitati a inviare messaggi su Twitter a un generico avatar della conferenza, non sapendo chi ci fosse dall&#8217;altra parte? Vi sareste recati a un brulicante banco registrazioni per esporre in pubblico le vostre lamentele?<\/p>\n<p>Avreste detto qualcosa?<\/p>\n<p>Io non l&#8217;ho fatto. Un paio di anni fa, mi furono fatte delle avances da un dipendente dell&#8217;azienda che organizzava la conferenza &#8211; un uomo molto pi\u00f9 vecchio di me, che era anche cliente del mio datore di lavoro dell&#8217;epoca. Avevamo bevuto dei drink insieme a un altro mio collega e durante questa pausa avevamo fatto dei discorsi da cocktail riguardanti gli affari e i nostri coniugi. Dopo esserci dati la buonanotte, e circa due secondi dopo aver saputo che sarei stata sola, mi mand\u00f2 un sms insistente e aggressivo, che lasciava intendere che avessi gi\u00e0 acconsentito ad una liaison. Ero disgustata e furiosa, ma non sapevo bene cosa fare: era il mio contatto principale nella sua azienda e per di pi\u00f9 conosceva bene il proprietario della mia azienda. La prospettiva di spiegare tutto questo pi\u00f9 (e pi\u00f9 volte) a persone che non ero sicura avrebbero capito mi sembr\u00f2 come un&#8217;altra imminente umiliazione.<\/p>\n<p>Quindi lasciai perdere e passai dei mesi a vergognarmi di me stessa per questa cosa.<\/p>\n<p>Nessun organizzatore di eventi vuole che i partecipanti, soprattutto quelli che pagano centinaia o migliaia di dollari per il biglietto della conferenza, si sentano in questo modo, ma se siete voi i responsabili, dovete fare di pi\u00f9 che semplicemente <em>volere<\/em>. Dovete pianificare e dovete fare in modo che sia chiaro per le persone che partecipano che c&#8217;\u00e8 un posto dove discutere di questi problemi, <em>prima<\/em> che si verifichino episodi sgradevoli.<\/p>\n<p>Ovviamente \u00e8 difficile ascoltare il racconto di comportamenti non appropriati, ma non importa quanto inopportuno sia per <em>voi<\/em>, vi assicuro che \u00e8 molto peggio per la persona che \u00e8 stata messa a disagio o in pericolo, che sta cercando di non crollare mentre vi racconta l&#8217;episodio in questione e che \u00e8 spaventata, pensare che ve lo dimenticherete e basta.<\/p>\n<p>Non permettete che accada. Se organizzate eventi, nominate una persona o fornite un luogo, sia esso virtuale o fisico, fin dalle fasi iniziali dell&#8217;organizzazione. Promettete riservatezza e rendetene nota l&#8217;esistenza sul vostro sito o scrivendolo nell&#8217;elenco dei benefici aggiunti. Non avete bisogno di renderlo spaventoso: basta includere una semplice nota che ricordi ai partecipanti che tutti devono sentirsi i benvenuti e, se non si sentono cos\u00ec, c&#8217;\u00e8 un posto dove andare e una persona che potr\u00e0 ascoltarli.<\/p>\n<p>Se vi offrite come volontari o presentate un evento, considerate importante chiedere quali sono le policy per le molestie o per i comportamenti non appropriati: l&#8217;evento ha queste politiche? Quali sono? Sollevare la questione potrebbe essere tutto quello che vi serve per far s\u00ec che l&#8217;organizzatore pensi a tali questioni.<\/p>\n<p>Qualunque cosa facciate, fate in modo che non sia un peso per qualcuno trovare il modo di dire che si \u00e8 stati vittime di un sopruso. Se lo fate, molti non vi confesseranno mai quello che hanno vissuto.<\/p>\n<h3>Promuovere la diversit\u00e0 per favorire la longevit\u00e0<\/h3>\n<p>Nel 2010, quando Twitter cominci\u00f2 per la prima volta a suggerire persone da seguire, fece un errore da rookie: raccomand\u00f2 le <em>stesse persone<\/em> a tutti, in ogni occasione. Questo cre\u00f2 una dinamica per cui \u201ci ricchi diventarono pi\u00f9 ricchi\u201d come<a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/uxmastery\/8105458500\/lightbox\/\">ha fatto notare<\/a> Heather Champ, che \u00e8 nota per il suo lavoro di costruzione di community come Flickr. In altre parole, rese ancora pi\u00f9 grandi alcuni nomi gi\u00e0 molto noti (Bieber vi dice qualcosa?), ma non riusc\u00ec nell&#8217;intento di favorire connessioni pi\u00f9 profonde o di creare community pi\u00f9 robuste. Con l&#8217;andar del tempo, Twitter si rese conto che questo meccanismo non stava funzionando e rispose con degli <a href=\"http:\/\/bits.blogs.nytimes.com\/2012\/05\/17\/twitter-experiments-hopes-to-solve-the-silo-effect\/\">importanti aggiornamenti<\/a> progettati per dare agli utenti dei suggerimenti pi\u00f9 vari e rilevanti.<\/p>\n<p>Quando progettiamo gli eventi per la nostra comunit\u00e0, \u00e8 importante chiedere la stessa cosa: stiamo assegnando ogni anno il keynote sempre alle stesse persone? Stiamo creando una divisione tra chi ha e chi non ha, quelli che hanno gi\u00e0 esperienza di talk a conferenze e quelli che non ne hanno? Se \u00e8 cos\u00ec, chi stiamo lasciando indietro? Che valore potrebbero portare, quali nuove connessioni potrebbero creare attraverso la nostra comunit\u00e0, se al contrario amplificassimo le loro voci? Cosa non sta imparando il nostro settore, dove stagna il nostro settore, perch\u00e9 stiamo invitando le stesse persone che fanno lo stesso show ogni sera?<\/p>\n<p>La monotonia \u00e8 noiosa, \u00e8 prevedibile, \u00e8 passata.<\/p>\n<p>Forse peggio di tutto, questa monotonia non permetter\u00e0 di vendere biglietti o intrattenere il pubblico ancora per molto tempo. I migliori eventi appaiono freschi e diversi ogni anno: portano avanti una variet\u00e0 di voci, raccontano una serie di storie e condividono molte prospettive. Cambiano e si adattano proprio come il web.<\/p>\n<p>Da spettatore, potreste sostenere di voler vedere degli speaker famosi e con molta esperienza e non c&#8217;\u00e8 nulla di sbagliato in tutto questo: \u00e8 normale cercare dei programmi che elenchino qualcuno di questi grandi nomi. Ma quante volte avete guardato una lista di speaker e avete pensato \u201caccidenti questo tizio \u00e8 <em>dovunque<\/em>!\u201d?<\/p>\n<p>I migliori eventi evitano questo tipo di monotonia dovuta alla ripetizione degli stessi speaker inserendo nei programmi delle facce e delle idee nuove, e richiedendo di <em>cercare<\/em> attivamente nuove voci. Se state cercando un talento, chiedete agli speaker del passato chi hanno letto recentemente. Setacciate Twitter per dei blog post interessanti con l&#8217;hashtag del vostro settore. Invitate gli spettatori di lunga data a inviare un talk. Considerate se le donne possono declinare i vostri inviti a parlare per <a href=\"http:\/\/rel.ly\/2012\/09\/conference-organisers-a-point-for-your-consideration\/\">ragioni che non avevate considerato<\/a> e gestite anche queste.<\/p>\n<p>Una lista di speaker piena di star \u00e8 in grado di generare rumore, ma una formazione diversa aggiunge texture, profondit\u00e0 e colore. Aggiunge ricchezza e pienezza. Fatta bene, fa in modo che le persone si ricordino la maniera in cui il vostro evento ha cambiato il loro modo di pensare e sentire, non solo quale celebrit\u00e0 internet ha fatto il keynote.<\/p>\n<h3>Non date la colpa agli utenti<\/h3>\n<p>Gli utenti non sono perfetti: sono impegnati, distratti, umani.<\/p>\n<p>Quando progettiamo per gli umani, sappiamo che di dover essere indulgenti, che quando hanno bisogno di aiuto non possiamo trattarli con superiorit\u00e0, che si meritano rispetto, comprensione e compassione.<\/p>\n<p>Forse pi\u00f9 di tutto, sappiamo che quando non riescono a portare a termine un&#8217;azione, \u00e8 il <em>nostro<\/em> lavoro a dover migliorare.<\/p>\n<p>Lo stesso vale di persona. Tutte le volte che trovate una scusa per una cattiva esperienza (\u201cEra solo per scherzare, non so perch\u00e9 tu ti sia offeso cos\u00ec tanto.\u201d o \u201cNon stiamo cercando di escludere nessuno, dovete immaginare le cose!\u201d) state dando la colpa ai vostri utenti. State rendendolo un <em>loro<\/em> problema, non vostro.<\/p>\n<p>Mi sono sentita anche io cos\u00ec. Recentemente, sono stata avvicinata da un organizzatore di conferenze a un happy hour di un evento ufficiale. Questo signore ha sempre avuto un atteggiamento un po&#8217; sopra le righe (troppi baci sulle guance, troppi contatti, troppi abbracci troppo stretti, troppo di tutto), ma l&#8217;ho sempre ignorato, immaginando che non valesse la pena perderci troppo tempo.<\/p>\n<p>Mi sbagliavo. Una volta, ho messo in discussione qualcosa che aveva detto nella sua presentazione e che io consideravo come contraddittoria: la situazione prese la piega sbagliata. Si mise a urlarmi contro, in pubblico, puntando il dito contro di me con un atteggiamento aggressivo. Continuavo a dire che non ero sicura del perch\u00e9 fosse cos\u00ec arrabbiato, ma and\u00f2 avanti a strillare per quella che mi sembr\u00f2 un&#8217;eternit\u00e0. Alla fine gli dissi che il modo in cui mi stava parlando era inappropriato, che volevo essere trattata con rispetto e che se avesse continuato cos\u00ec non gli avrei mai pi\u00f9 rivolto la parola.<\/p>\n<p>Ero passata dall&#8217;essere qualcuno che egli riteneva potesse palpeggiare a qualcuno a cui poteva strillare, e quella combinazione mi lasci\u00f2 scossa. Mi sentivo degradata, <em>umiliata<\/em>.<\/p>\n<p>Ma ancora peggio fu che quando cercavo di spiegare alle persone che cosa fosse successo, mi sentivo emarginata. Alcuni dissero: \u201cProbabilmente era ubriaco!\u201d o \u201cL&#8217;hai solo fatto innervosire! Sai com&#8217;\u00e8.\u201d.<\/p>\n<p>Non importava davvero che io avessi detto qualcosa di controverso che lo fece scattare. Il disaccordo e le discussioni non sono il problema: la sua risposta era stata offensiva e inappropriata, se non addirittura oltremodo sessista, e scusare il suo pessimo comportamento lo rigir\u00f2 in un <em>mio<\/em> errore: se l&#8217;avessi solo evitato quando stava bevendo, se non gli avessi fatto alcuna domanda, se non lo avessi \u201cirritato\u201d cos\u00ec tanto, allora tutto questo non sarebbe successo.<\/p>\n<p>Sapete quanto rendono gli utenti oltremodo frustrati i messaggi di errore accondiscendenti, intrisi di colpa, come \u201cERRORE. RIEMPIRE TUTTI I CAMPI CORRETTAMENTE.\u201d? Non c&#8217;\u00e8 differenza in questo caso: dare la colpa a qualcuno che \u00e8 stato trattato male rende pi\u00f9 dolorosa un&#8217;esperienza che gi\u00e0 di per s\u00e9 \u00e8 alienante, isolante; fa sentire incompetenti e fa vergognare.<\/p>\n<p>\u00c8 come la vecchia storia del dire a una donna che non avrebbe dovuto indossare una gonna corta se non avesse voluto essere molestata. Ed \u00e8 un problema che potete combattere anche se siete solo spettatori di un evento, prendendo una posizione contro il comportamento negativo: quella che addossa tutta la colpa alla persona che \u00e8 davvero responsabile.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Dipende solo da noi<\/h2>\n<p>Non fingo che le mie esperienze siano tragiche: non mi hanno spaventato n\u00e9 sono stata aggredita fisicamente. La mia vita continua.<\/p>\n<p>Ma le mie storie non sono uniche. Potrei intrattenervi per ore con aneddoti di amici e colleghi, soprattutto donne (ma non solo), che hanno messo il proprio tempo e la propria passione e attenzione nella preparazione di articoli e presentazioni, solo per essere umiliati o marginalizzati; persone che hanno scelto di non parlare delle proprie esperienze negative per paura di ritorsioni; persone che hanno smesso di partecipare agli eventi o di dare presentazioni perch\u00e9 \u00e8 troppo difficile continuare a sorridere mentre ci si sente esclusi, degradati o attaccati. Invece di parlare degli altri, ho preferito raccontarvi le mie esperienze, che avrei voluto non aver vissuto. Storie che non ero sicura che avrei mai condiviso.<\/p>\n<p>Le condivido adesso perch\u00e9 credo che noi abbiamo il potere di migliorare le cose.<\/p>\n<p>Sappiamo gi\u00e0 come fare scelte di design che supportano l&#8217;inclusivit\u00e0, creano delle aspettative negli utenti e modellano le interazioni che vogliamo. Non ci sono scuse per non sistemare questa situazione ma in effetti c&#8217;\u00e8 il reale pericolo che non proviamo a cambiarla.<\/p>\n<p>Abbiamo passato due decenni a parlare di un web inclusivo e flessibile. Abbiamo dedicato innumerevoli ore a creare spazi in cui possano prosperare conversazioni e relazioni. Pi\u00f9 tolleriamo una comunit\u00e0 che esclude gli altri, pi\u00f9 noi, come settore, veniamo definiti dall&#8217;esclusione, pi\u00f9 rimaniamo lontani da quell&#8217;universalit\u00e0 per cui abbiamo lavorato cos\u00ec duramente.<\/p>\n<p>Illustrazioni: {carlok}<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parliamo molto della necessit\u00e0 di creare un web che sia accessibile a tutti, un web che si utile per molti di noi, in maniera pi\u00f9 completa. Ma i nostri eventi e le nostre conferenze sono tanto inclusive quanto il web per cui stiamo lavorando? Sara Wachter-Boettcher esplora il modo in cui possiamo migliorare il design della nostra community.<\/p>\n","protected":false},"author":818,"featured_media":7000682,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","categories":[255,80,257],"tags":[],"coauthors":[382],"class_list":["post-330","article","type-article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-industry","category-numero-65-5-dicembre-2012","category-stato-del-web"],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article\/330","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article"}],"about":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/818"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=330"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7000682"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=330"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=330"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=330"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=330"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}