{"id":341,"date":"2013-02-12T14:44:59","date_gmt":"2013-02-12T13:44:59","guid":{"rendered":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/cosa-abbiamo-imparato-nel-2012\/"},"modified":"2013-02-12T14:44:59","modified_gmt":"2013-02-12T13:44:59","slug":"cosa-abbiamo-imparato-nel-2012","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/cosa-abbiamo-imparato-nel-2012\/","title":{"rendered":"Cosa abbiamo imparato nel 2012"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2013\/02\/sketch122184428.png\" border=\"0\" align=\"left\" \/>Ciao 2013! Ci sono volute un po&#8217; di settimane per ambientarci (se usassimo ancora gli assegni, questo sarebbe il momento giusto per smettere di scriverci \u201c2012\u201d). Ora che ci siamo ambientati, ci piace quello che vediamo: persone che rischiano, che si prendono delle responsabilit\u00e0, che prendono una posizione. Conversazioni appassionate non solo riguardanti quali strumenti usare, ma anche <em>perch\u00e9 il nostro lavoro \u00e8 importante<\/em>. Una community che si riunisce per dare un senso a un web che sta cambiando pi\u00f9 rapidamente di quanto non facciano il refresh i nostri piccoli schermi.<\/p>\n<p>Ma prima di fiondarci nel futuro, vorremmo prenderci una pausa per riflettere. Quindi, abbiamo chiesto ai gentili autori e lettori di <cite>A List Apart<\/cite> di condividere con noi le lezioni che hanno appreso lo scorso anno e come queste lezioni possono aiutare tutti noi a lavorare &#8211; e vivere &#8211; meglio nel 2013.<\/p>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Sistemare l&#8217;avidit\u00e0 di informazioni<\/h2>\n<p>Nel 2012, ho lasciato Seattle e l&#8217;azienda che avevo fondato per unirmi a Twitter e dare il mio contributo per risolvere la questione pi\u00f9 seria al mondo che posso risolvere io: l&#8217;avidit\u00e0 di informazioni.<\/p>\n<p>Abbiamo sempre vissuto in un mondo in cui non avevamo accesso ad abbastanza informazione per essere informati in maniera appropriata. Ora il nostro problema \u00e8 l&#8217;esatto opposto: c&#8217;\u00e8 cos\u00ec tanto rumore che compete per la nostra attenzione che passiamo giorni interi nuotandoci dentro per cercare quello che davvero \u00e8 importante per la nostra vita.<\/p>\n<p>Il servizio pi\u00f9 essenziale del prossimo decennio sar\u00e0 quello che vi terr\u00e0 informati nella maniera migliore e nel minor tempo possibile. C&#8217;\u00e8 vita oltre lo schermo!<br \/> <small>\u2014<a href=\"http:\/\/www.mikeindustries.com\/\">Mike Davidson<\/a>, VP of design, <a href=\"http:\/\/www.twitter.com\">Twitter<\/a> e founder di Newsvine<\/small><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Il design di successo richiede un cambiamento nell&#8217;azienda<\/h2>\n<p>Nel 2012, ho lavorato con aziende di tutte le dimensioni e a tutti i livelli: da un paio di persone fino ad enormi, affermate e complesse realt\u00e0 di migliaia di persone. I design risultanti variano da una semplice evoluzione a una rivoluzione.<\/p>\n<p>Cambiare il design di un sistema interattivo cambia l&#8217;azienda che ci sta dietro. Quest&#8217;anno \u00e8 stato pieno di esempi eclatanti. Pi\u00f9 riusciamo ad anticipare ci\u00f2 (facendo domande, parlando apertamente e pianificando un cambiamento), pi\u00f9 il risultato avr\u00e0 successo. Penso che tutti noi sappiamo bene di cosa sto parlando, ma pu\u00f2 risultarci pi\u00f9 semplice evitare di gestire questo processo per concentrarci solo sul design.<\/p>\n<p>Le aziende sono solo gruppi di persone con obiettivi, ruoli e abitudini. I designer sono solo persone con alcune capacit\u00e0. Ma a causa dell&#8217;insicurezza da entrambe le parti, le differenze fanno scattare dei meccanismi di difesa, cos\u00ec ci rifugiamo nel gergo: tutto il chiacchiericcio attorno ai \u201cragionamenti di design\u201d non \u00e8 altro che una distrazione. Il design \u00e8 un&#8217;attivit\u00e0 di business: funziona quando i designer e le aziende collaborano per risolvere un problema reale con buona informazione e obiettivi chiari. La parte difficile \u00e8 confrontare tutte le cose mondane specifiche che interferiscono. Quindi, suppongo che questo sia un obiettivo del 2013: andare oltre noi stessi e osservare pi\u00f9 a fondo i fattori che rendono un successo una soluzione di design.<br \/> <small>\u2014Erika Hall, co-founder e director of strategy, <a href=\"http:\/\/muledesign.com\/\">Mule Design<\/a><\/small><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Occorre del tempo per un cambiamento positivo<\/h2>\n<p>Mi \u00e8 stata ricordata la nostra responsabilit\u00e0 nel dover lasciare il mondo in condizioni migliori di quelle in cui l&#8217;abbiamo trovato e che occorre sempre del tempo per il cambiamento. Queste lezioni sono state rafforzate durante la mia ricerca sui browser delle TV e mentre lavoravo sulle immagini responsive.<\/p>\n<p>Le TV non supportano il media type TV perch\u00e9 se lo facessero il 99% del web che usa \u201cscreen\u201d non funzionerebbe pi\u00f9. Questo mi ricorda la debacle dei vendor prefix. Quando prendiamo delle scorciatoie nei progetti, non realizziamo l&#8217;impatto a lungo termine che hanno sul web. Quando si tratta di immagini responsive, il progresso \u00e8 misurato in settimane di sforzi e di collaborazione. Occorrono tempo e perseveranza per avere dei nuovi standard.<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 della tecnologia, ho partecipato al mio primo meeting PTA. Ero stato ispirato dalle elezioni presidenziali e avevo concluso l&#8217;anno profondamente turbato dalla tragedia di Newtown e determinato a dare il mio contributo per evitare che cose simili accadano di nuovo.<\/p>\n<p>Sia nel web sia nella nostra comunit\u00e0, vedo persone disperate per il fatto che non si possano cambiare le cose pi\u00f9 rapidamente, che il mondo non diventa migliore dalla sera alla mattina. Ma se quest&#8217;anno mi ha insegnato qualcosa, \u00e8 che non possiamo ignorare il duro lavoro che deve essere fatto e che tutti dobbiamo prenderci la responsabilit\u00e0 di rendere il mondo migliore di come l&#8217;abbiamo trovato sia sul web sia nella nostra societ\u00e0.<br \/> <small>\u2014Jason Grigsby, co-founder, <a href=\"http:\/\/cloudfour.com\/\">Cloud Four<\/a><\/small><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Sperimentare piuttosto che ipotizzare<\/h2>\n<p>Per me il 2012 \u00e8 stato un anno di sperimentazioni. Ho imparato che pi\u00f9 si \u00e8 sicuri di qualcosa o pi\u00f9 tempo si \u00e8 speso a fare le cose in un certo modo, pi\u00f9 \u00e8 importante abbandonare le proprie assunzioni e provare l&#8217;esatto opposto. Pi\u00f9 radicate sono le vostre assunzioni, meno le noterete. Il che rende tutto pi\u00f9 difficile.<\/p>\n<p>Nel 2013 vorrei trovare un modo per aiutare le persone ad usare WordPress come piattaforma di sviluppo, trovare modi per rendere il blogging pi\u00f9 social e pi\u00f9 connesso e adattare WordPress per farlo diventare &#8220;touch-native&#8221;.<br \/> <small>\u2014<a href=\"http:\/\/ma.tt\/\">Matt Mullenweg<\/a>, founder, <a href=\"http:\/\/automattic.com\/\">Automattic<\/a> e <a href=\"http:\/\/wordpress.org\/\">WordPress<\/a><\/small><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>La vita plasma il lavoro<\/h2>\n<p>Il 2012 \u00e8 stato un anno di dure lezioni per me. Dal 2008 ho preso decisioni riguardanti i miei affari basandomi su una visione su cui avevo investito pesantemente, sia emotivamente sia materialmente. Dire addio a quella visione ha significato fare enormi cambiamenti che non sono stati facili da fare. (Uno dei miei impiegati mi ha dato un biglietto di auguri che diceva: \u201c2012: l&#8217;anno che ha fatto schifo.\u201d).<\/p>\n<p>Durante questi lunghi mesi, ho pensato molto al modo in cui il lavoro ha plasmato la mia vita negli ultimi quattro anni e, ad un certo punto, mi sono resa conto che la vera opportunit\u00e0, in effetti, \u00e8 di capire come la mia vita possa plasmare il mio lavoro. Quindi, nel 2013, voglio aiutare le persone a comprendere in che modo le loro esperienze di vita (sia professionale sia personale) possano improntare e migliorare il loro lavoro. E se questo suona come un cambiamento di direzione per me, in realt\u00e0 non lo \u00e8. Il nucleo centrale della content strategy \u00e8 quello di fare il punto della situazione, porre degli obiettivi, narrare storie, trovare un percorso e, fondamentalmente, impartire un cambiamento reale. (Ogni bravo content strategist vi dir\u00e0 che, ad un certo punto, un cliente gli ha suggerito di cambiare il nome della professione in \u201ccontent therapist\u201d).<br \/> Essere in grado di articolare un punto di vista basandosi su un&#8217;esperienza reale \u00e8 criticamente importante: pu\u00f2 cambiare il proprio lavoro, la propria carriera e l&#8217;intero settore nel suo complesso. Chiedete semplicemente alle persone le cui parole appaiono in questo e in altri numeri di <cite>ALA<\/cite>.<br \/> <small>\u2014Kristina Halvorson, president, <a href=\"http:\/\/www.braintraffic.com\">Brain Traffic<\/a><\/small><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Ci siamo dentro insieme<\/h2>\n<p>Non importa quanto lavoriamo duramente: nessuno di noi pu\u00f2 dire \u201cL&#8217;ho fatto senza aiuto.\u201d Tutto quello che ha importanza fondamentale per noi professionisti del web, dal codice al design, dal design al contenuto, dal mobile alle app per arrivare fino ai modelli di entrate (\u00e8 una lunga lista, davvero), lo dobbiamo a qualcuno che ci \u00e8 arrivato prima di noi. Guardando indietro al 2012, il pi\u00f9 grande lascito per me \u00e8 l&#8217;enorme debito di gratitudine che ho verso tutti voi.<\/p>\n<p>Nel 2013, la mia speranza \u00e8 che questo spirito di gratitudine diventi comune. La mia speranza \u00e8 che capire il modo in cui tutto il nostro lavoro \u00e8 connesso ci ispiri sogni pi\u00f9 grandi, ci faccia accettare sfide pi\u00f9 grandi, sconfigga le nostre paure, ci ricordi di criticare e ci faccia considerare responsabili gli uni verso gli altri quando ci perdiamo. Non importa se sei il mio competitor, non importa se non sei d&#8217;accordo con me: quello che importa \u00e8 che se stai rendendo il web (e quindi il mondo) un posto migliore e io ti coprir\u00f2 le spalle. Grazie per aver coperto le mie in tutti questi anni.<br \/> <small>\u2014<a href=\"https:\/\/www.twitter.com\/adventurelc\">Leslie Camacho<\/a>, <a href=\"http:\/\/adventure.lc\">entrepreneur<\/a>, precedente CEO di EllisLab<\/small><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Progettate sistemi, non schermate<\/h2>\n<p>Pi\u00f9 della met\u00e0 dei proprietari di laptop negli USA ora possiede anche uno smartphone e quasi un quarto di loro possiede anche un tablet (<a href=\"http:\/\/stateofthemedia.org\/2012\/mobile-devices-and-news-consumption-some-good-signs-for-journalism\/\">fonte<\/a>). E, ovviamente, con il Natale appena passato, il numero di utenti che possiede un device in tutte e tre le categorie sar\u00e0 ancora pi\u00f9 alto. Gli utenti si spostano da un device all&#8217;altro in maniera cos\u00ec fluida e in pattern che spesso non possiamo predire. Adesso le app stanno cominciando a <a href=\"http:\/\/precious-forever.com\/2011\/05\/26\/patterns-for-multiscreen-strategies\/\">connettersi ad altri device<\/a> per controllare, sincronizzare o estendere un&#8217;esperienza.<\/p>\n<p>Penso che assisteremo a progettazioni pi\u00f9 &#8220;cross-channel&#8221; nel 2013 per gestire l&#8217;utilizzo multi-device simultaneo e il salto da un device all&#8217;altro all&#8217;interno di un singolo workflow. La continuit\u00e0 tra le piattaforme sar\u00e0 importante, ma non abbiamo bisogno che l&#8217;esperienza sia la stessa sui vari dispositivi. La user experience si trasformer\u00e0 per adeguarsi ad ogni contesto. Avremo bisogno di progettare sistemi, non schermate, per risolvere i problemi di design dell&#8217;esperienza cross-channel.<br \/> <small>\u2014<a href=\"http:\/\/www.alistapart.com\/authors\/w\/awalter\">Aarron Walter<\/a>, director of user experience in <a href=\"http:\/\/mailchimp.com\/\">MailChimp<\/a><\/small><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Fiducia in s\u00e9 stessi vs. umilt\u00e0<\/h2>\n<p>La cosa pi\u00f9 importante che ho imparato lo scorso anno \u00e8 che le due caratteristiche pi\u00f9 importanti di un buon designer sono quelle che, sulle prime, sembra si contraddicano tra loro.<\/p>\n<p>Da un lato, noi designer dobbiamo avere fiducia nelle soluzioni che troviamo per i problemi che cerchiamo di risolvere. Abbiamo bisogno di continuare ad esplorare la teoria del design e delle discipline ad esso collegate, e dobbiamo perfezionare la nostra arte costantemente. Una solida conoscenza della teoria e una tecnica eccellente devono diventare cos\u00ec radicate che semplicemente diventano una seconda natura, la pietra angolare di tutto quello che progettiamo.<\/p>\n<p>Ma ugualmente importante, dobbiamo essere aperti alla possibilit\u00e0 che alcune nostre decisioni possano essere sbagliate. In realt\u00e0, dobbiamo accogliere bene questa eventualit\u00e0. Dovremmo aggrapparci a una misura di dubbio riguardo noi stessi, con meno ego, ogni volta che presentiamo un nuovo design al mondo. Ammettendo i nostri errori e facendo cambiamenti basandoci sulle critiche costruttive fa miracoli per migliorare i nostri progetti e la nostra arte. Questo \u00e8 il motivo per cui ogni user testing e ogni peer review accurata sono cos\u00ec essenziali.<\/p>\n<p>La frase che \u00e8 emersa per descrivere questa combinazione di skill e attitudini \u00e8 \u201cdesign umile\u201d e mi piace. Ma un riassunto ancora migliore \u00e8 quello di John Lilly: \u201cProgettate come se aveste ragione, ascoltate come se aveste torto.\u201d Non \u00e8 una contraddizione, ma una ricetta per il successo.<br \/> <small>\u2014<a href=\"http:\/\/www.alistapart.com\/authors\/v\/rvandermerwe\">Rian van der Merwe<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.elezea.com\/\">user experience designer<\/a><\/small><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Connettersi ai clienti.<\/h2>\n<p>Nel 2011 dissi che \u201cil design migliore mette in collegamento le persone\u201d.<\/p>\n<p>Nel 2012, avviando il mio design studio, ho realizzato sempre di pi\u00f9 quanto ci\u00f2 sia vero. Cominciare un&#8217;attivit\u00e0 da solo dopo aver lavorato per e con agenzie per anni, avevo completamente previsto che la maggior parte del mio lavoro sarebbe stata ancora in Photoshop. Tuttavia, ho scoperto che una quantit\u00e0 significativa delle mie ore lavorative dello scorso anno (il 48,73% per essere precisi. Grazie Harvest!) \u00e8 stata spesa al telefono, su Skype o in incontri di persona con i clienti di cui mi fido e che si fidano di me. Il buon design proviene da collaborazioni significative, rafforzate dalla fiducia da entrambe le parti.<\/p>\n<p>Per creare un grande design che metta in connessione le persone, \u00e8 importante connettersi con grandi persone che sanno dare il giusto valore a un grande design.<br \/> <small>\u2014<a href=\"http:\/\/www.alistapart.com\/authors\/m\/dmall\">Dan Mall<\/a>, founder e design director, <a href=\"http:\/\/superfriend.ly\/\">SuperFriendly<\/a><\/small><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Azzerare le aspettative sui device<\/h2>\n<p>Una delle cose pi\u00f9 importanti che mi porto via dal 2012 \u00e8 l&#8217;aver capito che le persone non usano i device nel modo in cui ci aspettiamo che facciano.<\/p>\n<p>Nel 2011 incontrai Ludwick Marishane, uno studente di 20 anni del Sud Africa. Aveva inventato un gel chiamato DryBath che funziona senza acqua. Dal momento che non aveva un computer, aveva scritto a macchina il suo business plan da 8000 parole sul suo cellulare Nokia 6234.<\/p>\n<p>Le persone usano qualunque dispositivo a cui abbiano accesso. Ofcom ha scoperto che il 20% dei ragazzi tra i 16 e i 24 anni visita i siti web su una console di gioco. Non sembra molto, ma \u00e8 facile dimenticarsi che per alcuni una console di gioco potrebbe essere l&#8217;unico dispositivo a cui hanno accesso provvisto di browser.<\/p>\n<p>L&#8217;esperienza della navigazione su console \u00e8 migliorata considerevolmente nel 2012, il che dovrebbe portare pi\u00f9 persone a navigare sulle TV, quindi il soggiorno diventa il contesto a cui dovremmo pensare maggiormente nel 2013.<br \/> <small>\u2014<a href=\"http:\/\/www.alistapart.com\/authors\/a\/annadebenham\">Anna Debenham<\/a>, <a href=\"http:\/\/maban.co.uk\/\">freelance front-end developer<\/a><\/small><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Andare oltre noi stessi<\/h2>\n<p>Pi\u00f9 di tutto, direi che siamo stati capaci di provare alcune cose che avremmo gi\u00e0 dovuto sapere nel 2012. A met\u00e0 anno, abbiamo assunto un SEO full-time. Beh, abbiamo assunto un digital strategist, perch\u00e9 sappiamo tutti che le web agency e i consulenti SEO non vanno d&#8217;accordo.<\/p>\n<p>Avremmo dovuto fare questa cosa molto tempo fa. Sapevamo da tempo di essere troppo concentrati sul lancio, ma eravamo troppo presi da tutta la nostra solita autostima per fare in modo che una persona del team si dedicasse completamente a fare qualcosa di <em>diverso<\/em>. Onestamente, non riesco a pensare ad un altro evento nella nostra storia recente che abbia avuto un impatto cos\u00ec positivo nel nostro business.<\/p>\n<p>Durante il 2013 spero di liberarmi di tutti gli altri stereotipi e di continuare a rivalutare quello che facciamo. Penso che il nostro settore tenda a guardare dall&#8217;alto in basso tutto quello che non \u00e8 il meccanismo bellissimo e ripetibile della nostra arte. In qualche modo limita l&#8217;importanza del nostro business.<\/p>\n<p>Ci \u00e8 voluto un po&#8217; (sedici anni) per andare oltre noi stessi tanto da provare qualcosa di nuovo. Spero ci muoveremo un po&#8217; pi\u00f9 rapidamente la prossima volta.<br \/> <small>\u2014Aaron Mentele, partner, <a href=\"http:\/\/electricpulp.com\">Electric Pulp<\/a><\/small><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Fare, non solo consumare<\/h2>\n<p>Non ditemi che non vi siete mai svegliati da un pisolino o dopo una notte riposante per ritrovarvi con il vostro [inserire il mobile device preferito qui] stretto in mano. La vita online \u00e8 cos\u00ec meravigliosamente seduttiva che ci concentriamo cos\u00ec intensamente sui monitor retro-illuminati di varie dimensioni, che ci dimentichiamo di quanto sarebbe pi\u00f9 facile risolvere i problemi quando il nostro cervello \u00e8 impegnato a risolvere altre cose. E, con \u201cme\u201d e \u201cvoi\u201d in realt\u00e0 intendo solo me.<\/p>\n<p>Quando lavoravo per Flickr, correvo per quattro miglia tre volte alla settimana. Al lavoro eravamo alle prese con alcune avventure piuttosto intriganti: lanciare a livello internazionale in pi\u00f9 lingue e giurisdizioni (\u201cpensa, Flickr pensa!\u201d), introdurre i video (\u201cTieni fermo Flickr!\u201d). La corsa mi manteneva (abbastanza) sanoadi mente. Ho scoperto che quando ero lontana da tutto, potevo ragionare pi\u00f9 facilmente sui problemi.<\/p>\n<p>Quello che avevo dimenticato negli ultimi anni \u00e8 che sono pi\u00f9 felice quando faccio cose con le mani. Nel 2012, ho fatto un corso online di pittura di sei settimane e ho partecipato a un <a href=\"http:\/\/www.february13creative.com\/category\/tags\/block-printing\">gruppo di realizzazione di stampi<\/a>. Quel momento in cui faccio qualcosa con le mie mani \u00e8 diventato il nuovo &#8220;quattro miglia tre volte alla settimana&#8221;. Il mio cervello riesce a risolvere i problemi in modi che non sono possibili stando a contemplare un documento bianco o un foglio di calcolo vuoto.<\/p>\n<p>Nel 2013 vorrei passare meno tempo online &#8220;consumando&#8221; e pi\u00f9 tempo offline creando. O meglio, consumando pi\u00f9 saggiamente. Devo affinare le mie doti di creatrice di cose per lo zombie apocalypse imminente.<br \/> <small>\u2014Heather Champ, <a href=\"http:\/\/findery.com\/\">Findery<\/a><\/small><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>La diversit\u00e0 \u00e8 una feature<\/h2>\n<p>Le conversazioni all&#8217;interno della nostra comunit\u00e0 durante lo scorso anno mi hanno ricordato quanto sia cambiato completamente e irrimediabilmente il design per il web da quando ho cominciato a lavorare in questo settore. All&#8217;inizio, le nostre pratiche si concentravano sulla normalizzazione del rendering del CSS e della logica JavaScript su cinque o dieci browser popolari, cos\u00ec che i nostri design apparissero e si comportassero allo \u201cstesso\u201d modo. Sostanzialmente, stavamo creando dei design per stampa navigabili su computer. Considerando il numero di browser che sono importanti per noi oggi, \u00e8 facile guardare indietro a quei giorni e pensare che si stesse meglio allora, ma la verit\u00e0 \u00e8 che il lavoro era molto difficile, se non impossibile. I nostri lavori non erano pi\u00f9 semplici allora, ma il nostro focus si \u00e8 spostato in modo importante.<\/p>\n<p>Oggi, progettiamo per un medium che ha senso in s\u00e9 e per s\u00e9. Abbiamo realizzato che la diversit\u00e0 \u00e8 una feature, non un bug; abbiamo riconosciuto che avere la stessa user experience per tutti vuol dire perdere un&#8217;opportunit\u00e0. Ci stiamo muovendo da un&#8217;era di normalizzazione verso un&#8217;era di contestualizzazione, in cui lo sviluppo di siti web che soddisfino le diverse feature, i vari vincoli, i sensori e i modi di input dei vari browser ci dirigono verso un&#8217;esperienza sottilmente diversa, e pi\u00f9 adatta a ogni persona.<\/p>\n<p>Supportare tutti gli utenti oggi richiede una nuova definizione della stessa parola \u201csupporto\u201d: il passaggio con successo di contenuto e funzionalit\u00e0 essenziali ad un device. Oltre a ci\u00f2, dovremmo accogliere il fatto che le cose non saranno pi\u00f9 come prima.<br \/> <small>\u2014<a href=\"http:\/\/scottjehl.com\">Scott Jehl<\/a>, designer\/developer, <a href=\"http:\/\/filamentgroup.com\/\">Filament Group<\/a><\/small><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Essere onesti<\/h2>\n<p>Quest&#8217;anno ho dato una talk intitolata \u201cTrue Story\u201d, in cui ho detto a tutti di smetterla di dire bugie e di raccontare storie semplici e oneste.<\/p>\n<p>Tre giorni prima della mia talk mi ero resa conto che stavo dicendo una sciocchezza. Non sembravo io. Stavo cercando di impressionare le persone, non di aiutarle. Ho passato tre giorni e tre notti a riscrivere il mio talk. Non mi sono fermata fino a quando non ho scritto qualcosa che mi fece piangere. Non era perfetto ma mi sembrava giusto.<\/p>\n<p>Come consulente content strategist\/scrittrice, una gran parte del mio lavoro consiste nel far s\u00ec che le aziende (e io) rimaniamo onesti. Ci lavorer\u00f2 su nel 2013.<br \/> <small>\u2014<a href=\"http:\/\/tiffanijonesbrown.com\/\">Tiffani Jones Brown<\/a>, content strategist at <a href=\"http:\/\/pinterest.com\/\">Pinterest<\/a><\/small><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Vivere con urgenza<\/h2>\n<p>Quest&#8217;anno \u00e8 stato pieno di realizzazioni e aggiunte al mio toolkit da designer e leader. Alcune su cui sono tornata pi\u00f9 spesso nel corso dell&#8217;anno sono:<\/p>\n<ul>\n<li>La fiducia e la vulnerabilit\u00e0 sono un prerequisito per la creativit\u00e0 all&#8217;interno di un team<\/li>\n<li>Quando si crea insieme come gruppo, le relazioni sono pi\u00f9 importanti del talento, delle idee o del processo.<\/li>\n<li>Bisogna sempre tenere d&#8217;occhio la sottile linea tra il troppo self-editing e il non buttare via abbastanza concetti<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ma nessuna esclusa, la lezione pi\u00f9 importante che ho appreso \u00e8 vivere la vita con urgenza. Non in senso stressante, frenetico, ma nel senso che le cose su cui potreste concentrarvi o meno (relazioni, progetti, idee, etc.), possono finire quando meno ce lo si aspetta. Vivere con meno di un&#8217;attenzione concentratissima e con una fretta determinata non \u00e8 abbastanza. Il 2013 sar\u00e0 l&#8217;anno in cui vivr\u00f2 e creer\u00f2 con urgenza.<br \/><small>\u2014<a href=\"http:\/\/www.alistapart.com\/authors\/d\/hannahdonovan\">Hannah Donovan<\/a>, co-founder\/design director, <a href=\"http:\/\/www.thisismyjam.com\/\">This Is My Jam<\/a><\/small><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Usare meglio gli strumenti migliori<\/h2>\n<p>Quest&#8217;anno ho detto troppe volte \u201cQuesto progetto non sarebbe stato divertente se fosse stato facile\u201d.<\/p>\n<p>Quando avevo appena vent&#8217;anni e stavo imparando a fare il carpentiere, tutti i miei strumenti erano terribili: il mio martello piegava i chiodi, nessuna delle mie seghe aveva mai tagliato una riga dritta e il mio metro riusciva sempre ad essere un po&#8217; sballato una volta che tutto era stato detto e fatto.<\/p>\n<p>Siamo onesti: il responsive web design non \u00e8 facile quando si comincia ad applicarlo. Richiede dei grandi cambiamenti sia nel ragionamento sia nel processo. Si comincia in maniera impacciata, come con un nuovo attrezzo. Forse vi siete perfino ritrovati a maledirlo di tanto in tanto. Il punto \u00e8 che, una volta che si \u00e8 lottato con lui e si fa un passo indietro per ammirare quello che avete creato, s\u00ec, forse si vedono un paio di cuciture e forse avreste potuto fare meglio alcune cose, ma saprete quali sono questi errori prima che si presentino la prossima volta. Quando procediamo verso il prossimo lavoro, i nostro strumenti sembrano pi\u00f9 leggeri, pi\u00f9 appuntiti e pi\u00f9 accurati rispetto all&#8217;ultima volta, perch\u00e9 siamo migliorati nel loro uso.<\/p>\n<p>Quest&#8217;anno abbiamo tutti iniziato a capire il funzionamento di un nuovo incredibile strumento. L&#8217;anno prossimo miglioreremo nel suo utilizzo.<\/p>\n<p>Comunque, \u00e8 probabile che lanceremo ancora un discreto numero di maledizioni.<br \/> <small>\u2014<a href=\"http:\/\/www.alistapart.com\/authors\/m\/matmarquis\">Mat Marquis<\/a>, designer\/developer, <a href=\"http:\/\/filamentgroup.com\/\">Filament Group<\/a> e technical editor di <cite>A List Apart<\/cite><\/small><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Affrontare le proprie paure<\/h2>\n<p>Il 2012 \u00e8 stato l&#8217;anno della paura. Per tutta la mia carriera mi sono convinto che non sarei stato uno di quelli che parlano in pubblico e poi sono stato cos\u00ec stupido da scrivere un libro. Una parte di quel libro cercava di convincere le persone a superare le proprie paure. Per evitare di essere ipocrita, mi \u00e8 toccato uscire allo scoperto e fare quella cosa di cui ero terrorizzato: cos\u00ec, mi sono ritrovato sul palco di fronte a un grande pubblico.<\/p>\n<p>La notte prima non avevo chiuso occhio: ero terrorizzato. Il mio cuore batteva all&#8217;impazzata e avevo realizzato in quel preciso istante che avevo due alternative: andarmene o affrontare la paura. Perci\u00f2 mi sono lasciato spaventare. Ammetto che era reale e che aveva ragione di esistere. L&#8217;ho abbracciata, sono uscito e ho fatto la cosa al mondo che mi faceva pi\u00f9 paura. E sono andato bene. La volta successiva che mi \u00e8 capitato di parlare in pubblico ero ancora spaventato ma un po&#8217; meno.<\/p>\n<p>La mia speranza per voi nel 2013 \u00e8 che vi chiediate qual \u00e8 la paura che vi trattiene dal compimento. Che cosa vi fa pi\u00f9 paura? Smettete di aspettare che arrivi il coraggio. Viene dopo.<br \/> <small>\u2014<a href=\"http:\/\/www.alistapart.com\/authors\/m\/mmonteiro\">Mike Monteiro<\/a>, co-founder and design director, <a href=\"http:\/\/muledesign.com\/\">Mule Design<\/a><\/small><\/p>\n<p>Illustrazioni: {carlok}<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un nuovo citeA List Apart\/cite vuol dire un nuovo design, nuove feature e un rinnovato entusiasmo per il futuro. 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