{"id":49,"date":"2010-03-22T16:46:23","date_gmt":"2010-03-22T15:46:23","guid":{"rendered":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/standard-web-per-gli-ebook\/"},"modified":"2010-03-22T16:46:23","modified_gmt":"2010-03-22T15:46:23","slug":"standard-web-per-gli-ebook","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/standard-web-per-gli-ebook\/","title":{"rendered":"Gli Standard Web per gli E-Book"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2010\/03\/ebook.png\" border=\"0\" alt=\"standard web per gli ebook\" title=\"standard web per gli ebook\" width=\"151\" height=\"163\" style=\"float: left;\" \/> Internet non ha rimpiazzato la televisione, che a sua volta non ha rimpiazzato il cinema, che non ha rimpiazzato i libri. Nemmeno gli e-book rimpiazzeranno i libri. Gli e-book <em>sono<\/em> libri, solo in un formato differente.<\/p>\n<p>Il libro elettronico \u00e8 l&#8217;ultimo esempio di come l&#8217;HTML continui a vincere sui formati antagonisti e spesso non standardizzati. Gli e-book non sono siti web, ma gli e-book sono distribuiti in formato elettronico. Al momento, il formato predominante per gli e-book <em>\u00e8<\/em> XHTML. Gli standard web assumono un altro sapore quando si tratta di rendere la letteratura sullo schermo e quindi le assunzioni classiche riguardanti la tipografia (o \u201cla formattazione\u201d) devono essere modificate.<\/p>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2 id=\"nonsoloperilweb\">L&#8217;HTML non \u00e8 solo per il web<\/h2>\n<p>E&#8217; per qualunque testo distribuito online.<\/p>\n<p>Le previsioni sulle tecnologie possono ritorcersi contro di noi, ma di questa sono sicuro: il destino dei formati non-HTML \u00e8 stato segnato da HTML5 e dagli iPad. Le persone finalmente si sono rese conto di ci\u00f2 che stava l\u00ec da tempo a fissarle negli occhi, ossia che l&#8217;HTML \u00e8 grandioso per esprimersi attraverso le parole. Il web \u00e8 principalmente espressione mediante testi e l&#8217;HTML funziona bene per il web. Lo stesso vale per i libri elettronici.<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p>Gli e-book solitamente non sono \u201csiti web\u201d. Potete <a href=\"http:\/\/joeclark.org\/book\/sashay\/serialization\/\" title=\"\u2018Building Accessible Websites\u2019\u00a0serialization\">pubblicare una copia del vostro libro <em>come<\/em> pagine web<\/a>, ma l&#8217;e-book ha una struttura logica diversa da quella di un sito web.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p><a href=\"http:\/\/www.openebook.org\/specs.htm\" title=\"Lista delle specifiche\">ePub<\/a>, lo standard internazionale per gli e-book <em>\u00e8<\/em> costituito da HTML (XHTML 1.1 con <a href=\"http:\/\/www.idpf.org\/2007\/ops\/ops2.0\/download\/#Section2.2\" title=\"XHTML modules in ePub\">alcune esclusioni minori<\/a>). Altri due formati &#8211; alcuni tipi di \u201cvero\u201d XML e il DTBook \u2013 hanno pari dignit\u00e0 di HTML in ePub; la maggior parte degli sviluppatori user\u00e0 per\u00f2 XHTML.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>Ogni e-reader esistente <em>con la sola eccezione<\/em> di Kindle di Amazon pu\u00f2 visualizzare libri elettronici in formato ePub. (Il Kindle vi pu\u00f2 mostrare la sua variante, <code>AZW<\/code>, di una variante di HTML [Mobipocket]: due passaggi distante dalla cosa reale. Il Kindle pu\u00f2 anche convertire da HTML ad un formato che \u00e8 in grado di visualizzare, presumibilmente in AZW).<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>E&#8217; di cattivo gusto esultare di fronte agli sconfitti, ma HTML vince ancora una volta.<\/p>\n<p>L&#8217;HTML non va bene per tutti i documenti, dal momento che <a href=\"http:\/\/www.alistapart.com\/articles\/unwebbable\/\" title=\"A List Apart: Unwebbable\">deficita di importanti caratteristiche strutturali<\/a>. (HTML5 risolve alcune di queste mancanze, ma non sarebbe d&#8217;aiuto per gli e-book di oggi.) L&#8217;HTML <em>funziona efficacemente<\/em> per un gran numero di documenti, molti dei quali vengono definiti libri. Investite contro HTML per la distribuzione online e avrete scommesso sul cavallo sbagliato.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2 id=\"filosofia\">Digressione filosofica<\/h2>\n<p>Ogni articolo sui libri elettronici deve ritualmente affrontare il <em>concetto<\/em> di libro e la relazione tra la sua forma ed il libro. In questo caso, io riconoscer\u00f2 il merito delle osservazioni del pioniere di internet Jaron Lanier, il quale ci mette in guardia nel suo libro <cite><a href=\"http:\/\/www.librarything.com\/work\/8749061\/book\/56816000\" title=\"LibraryThing entry\">You Are Not a Gadget<\/a><\/cite> [&#8220;Tu non sei un gadget&#8221;, <em>ndr<\/em>]: le decisioni riguardo al software prese presto possono drammaticamente costituire dei paletti per ci\u00f2 che potrebbe essere possibile in futuro. (Altri hanno affermato la stessa idea\u2014i progettisti di font tipografici di LettError <a href=\"http:\/\/joeclark.org\/design\/typoexpoagogo.html#toolspace\" title=\"As they put it, ToolSpace \u226a IdeaSpace\"> si erano lamentati gi\u00e0 una decina di anni fa<\/a> riguardo ai limiti che i tool software impongono alle idee creative.)<\/p>\n<p>Io sto illustrando la visione trionfalistica di HTML per la produzione di e-book. Sostenendo quello che sento \u00e8 ovviamente scommettere sul cavallo vincente, ma sto anche contribuendo a soffocare qualunque forma nuova o non ancora inventata di libro. Appoggiare un formato digitale piuttosto che un altro \u00e8 sempre un processo <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Eugenetica\" title=\"definizione di\">eugenetico<\/a>: tramite questa selezione artificiale nessun nuovo formato potrebbe nascere oppure potrebbe morire prematuramente. <span class=\"i1\">Lo sto facendo io stesso proprio adesso minimizzando l&#8217;importanza della varianti XML e DTBook del formato ePub.<\/span><\/p>\n<p>Sono tuttavia felice di contribuire alla morte dei \u201cvooks\u201d [<a href=\"http:\/\/www.vook.com\/vook.php\" title=\"cosa \u00e8 un vook\">vook.com<\/a>] e di altri siti multimediali che si fingono libri. (In un libro, io non voglio un rettangolo con un video che blatera mentre cerco di leggere!) Sono delle specie di pubblicit\u00e0 <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Popunder#Pop-under_ads\" title=\"definizione di\">pop-under<\/a> animati che nessun utente vuole veramente ma che qualcuno al comando pretende. Contribuire a sterminare questa specie \u00e8 qualcosa di cui vado orgoglioso. Per altre forme di libro, sostenere il markup HTML in forma stretta pu\u00f2 causare danni non ancora calcolabili.<\/p>\n<p>Ciononostante, io stesso sostengo che le opere tipiche di fiction e molti lavori di non-fiction si possono esprimere molto bene mediante e-book in formato HTML. Per raggiungere questo grado di espressione, dobbiamo liberarci dalle convenzioni della carta stampata, che non funzionano per i media elettronici.<\/p>\n<p>Un altro modo per esprimere questo concetto \u00e8 affermare che in queste circostanze i libri dovrebbero essere quanto pi\u00f9 libri possibile. I libri stampati devono trarre vantaggio da tutte le caratteristiche che la carta stampata pu\u00f2 offrire (risoluzione, le sensazioni che danno al tatto, la portabilit\u00e0, la collezionabilit\u00e0), mentre i libri elettronici devo parimenti approfittare dalle loro peculiarit\u00e0 (l&#8217;economicit\u00e0, il fatto di poter essere copiati, il riflusso, la ricerca e l&#8217;indicizzazione, la connessione con altre risorse digitali).<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2 id=\"problemi\">Due problemi da risolvere<\/h2>\n<p>Se HTML \u00e8 il linguaggio di markup dominante per la maggior parte degli e-book, allora entrano in gioco gli standard web. Onestamente, non voglio riportare in vita la fine degli anni &#8217;90 e dell&#8217;inizio del 2000, quando gli standardisti [persone che supportano gli standard web, <em>ndr<\/em>] se ne uscivano con un modo sempre leggermente diverso dall&#8217;altro per convincere gli sviluppatore a creare codice appropriato per i propri siti. In giro per il web, non si vedono ancora molti siti con codice HTML valido, ma le tabelle per il layout fanno ampiamente parte del passato e la semantica \u00e8 migliorata parecchio. Probabilmente, gli standard web puri non hanno \u201cvinto\u201d, ma comunque gli standard web <em>non<\/em> sono proprio andati persi.<\/p>\n<p>Sarebbe un eccesso di sicurezza assumere che questo successo si replicher\u00e0 immediatamente negli e-book. Gli editori (ci sono pochissimi \u201csviluppatori\u201d nel mondo degli e-book) non faranno automaticamente la cosa giusta e finora sembra che abbiano scelto di fare proprio quella sbagliata.<\/p>\n<p>Se vogliamo che il codice degli editori per gli e-book sia valido come quello degli standardisti nei siti web, dobbiamo risolvere due problemi.<\/p>\n<h3 id=\"semantica\">La semantica<\/h3>\n<p>Tipicamente, il codice di un libro elettronico in formato ePub \u00e8 XHTML 1.1. Ci\u00f2 implica che il codice deve essere valido senza errori: lo standard ePub <a href=\"http:\/\/www.idpf.org\/2007\/ops\/ops2.0\/download\/#Section1.4.2\" title=\"ePub specification: Reading-system conformance\"><em>richiede<\/em> l&#8217;error handling di XML<\/a>, quindi non si possono usare tutti quei pasticci di stili di tag permessi da HTML 4.0.<\/p>\n<p>I romanzi e molti libri non-fiction sono semanticamente semplici. Molti sono si possono sistemare con un piccolo range di tag:<\/p>\n<ul>\n<li>il <code>P<\/code> (ma non segnate tutto come paragrafo)<\/li>\n<li>gli Headings (ovviamente <code>H1<\/code> dovrebbe essere riservato al titolo <em>del libro<\/em>)<\/li>\n<li>l&#8217;Emphasis (potrebbe riaccendersi il sempiterno dibattito sulla semantica di <code>CITE<\/code> rispetto a <code>EM<\/code> rispetto a <code>I<\/code>)<\/li>\n<li>le liste<\/li>\n<li>il <code>BLOCKQUOTE<\/code><\/li>\n<li>le immagini (con il testo alternativo obbligatorio)<\/li>\n<\/ul>\n<p>Perfino i non esperti possono imparare rapidamente a riconoscere strutture tanto semplici come queste. Ma il <em>vero problema<\/em> sono le persone che non hanno nemmeno la minima nozione del pi\u00f9 semplice markup.<\/p>\n<h3 id=\"produzione\">Metodi di produzione<\/h3>\n<p>Affinch\u00e9 il codice degli e-book sia scritto in maniera corretta, in ogni stadio del processo produttivo deve esserci codice scritto bene. Al momento, le cose <em>non<\/em> funzionano cos\u00ec.<\/p>\n<div class=\"illustration left half\"><a href=\"https:\/\/alistapart.github.io\/code-samples\/web-standards-for-e-books\/sidebar.html\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2010\/03\/city_and_the_city_e-text_thin_spaces_inside_ellipsis_as__._._._edit.png\" border=\"0\" alt=\"Screenshot: \u2026 reso come ?.?.?.?\" \/><\/a><\/p>\n<p>I piccoli spazi tra i puntini in un segno di omissione diventano punti di domanda. Per ulteriori esempi di tragicommedia tipografica negli e-book, <a href=\"https:\/\/alistapart.github.io\/code-samples\/web-standards-for-e-books\/sidebar.html\">guardate la sidebar di questo articolo.<\/a><\/p>\n<\/div>\n<p>Centinaia, se non migliaia, degli e-book disponibili in commercio delle case editrici legacy sono stati convertiti in \u201cformati elettronici\u201d ricavati acquisendo con lo scanner i libri stampati e convertendo l&#8217;OCR risultante in un file di testo. (Esclusivamente file di testo senza markup strutturato). Gli errori di copiatura sono cos\u00ec evidenti che gli e-book sono la prima categoria di libri della storia dell&#8217;umanit\u00e0 che potrebbero essere riportati in negozio perch\u00e9 difettosi. A sua volta, questo ha portato alla mitologia che gli e-book non siano altro che \u201c<a href=\"http:\/\/www.teleread.org\/2010\/02\/09\/ebook-formatting-from-a-publishers-perspective-it-isnt-easy-or-simple\/\" title=\"Teleread: E-book formatting from a publisher\u2019s perspective\">formattazione<\/a>.\u201d (Non lo sono: sono testo strutturato con degli stili ad esso assegnati.)<\/p>\n<p>Perch\u00e9 gli editori fanno la scansione delle copie cartacee? I libri non sono tutti prodotti sui computers al giorno d&#8217;oggi? S\u00ec, ma gli editori possiedono questi files oppure sono in mano a svariati designer freelance? Qualcuno riesce almeno a <em>recuperare<\/em> questi files? E se fossero stati salvati in una vecchia versione di Quark Xpress o Ventura Publisher? Invece che spulciare tra i files residenti all&#8217;interno di computer che comunque non capiscono (sono persone da <em>libro<\/em>), gli editori ritengono sia pi\u00f9 facile mandare il libro a degli offerenti economici per la scansione.<\/p>\n<div id=\"i2\" class=\"i2\">\n<p>Oggi c&#8217;\u00e8 una grande industria di lavoratori a domicilio che vendono servizi di conversione per testi elettronici. Un competitor nello \u201cspazio\u201d degli e-book, Kobo (nato Shortcovers), <a href=\"http:\/\/www.kobobooks.com\/companyinfo\/authorsnpublishers.html\" title=\"la pagina dell'editore Kobo\">promette<\/a> conversioni per $29&#8230; a titolo! Un altro competitor, eBook Architects, <a href=\"http:\/\/www.ebookarchitects.com\/conversions\/services.php\" title=\"servizi di conversione per E-book\">converte<\/a> (\u201cverso Mobipocket\/Kindle per primo\u201d) per circa $400 nei casi tipici. Il New York <cite>Times<\/cite> <a href=\"http:\/\/www.nytimes.com\/2010\/03\/01\/business\/media\/01ebooks.html?pagewanted=all\" title=\"Math of Publishing Meets the E-Book\">stima<\/a> che &#8220;per convertire un testo in un file digitale, comporlo in formato digitale e poi fare l&#8217;operazione di copy-edit&#8221; cost\u00ec appena <em>50\u00a2<\/em>.<\/p>\n<p>Tariffe cos\u00ec basse non sono <em>sostenibili<\/em> e <a href=\"http:\/\/blog.fawny.org\/2009\/07\/24\/shortcovers-tagsoup\/\" title=\"My blog entry: Tag soup, now at a discount\"> non possono ovviamente portare ad un buon markup e ad un copy pulito.<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blog.fawny.org\/2009\/07\/24\/shortcovers-tagsoup\/\" title=\"My blog entry: Tag soup, now at a discount\"> <\/a><\/div>\n<p><a href=\"http:\/\/blog.fawny.org\/2009\/07\/24\/shortcovers-tagsoup\/\" title=\"My blog entry: Tag soup, now at a discount\"> <\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/blog.fawny.org\/2009\/07\/24\/shortcovers-tagsoup\/\" title=\"My blog entry: Tag soup, now at a discount\">Questa non \u00e8 un&#8217;ipotesi: abbiamo innumerevoli esempi da guardare proprio ora (<\/a><a href=\"d\/web-standards-for-e-books\/sidebar.html\" title=\"Sidebar: Book typography vs. E-book typography\">vedi sidebar<\/a>.).<\/p>\n<h3 id=\"gara\">La gara verso il basso<\/h3>\n<p>Gli e-book stanno appena cominciando a prendere piede e <em>gi\u00e0<\/em> le parti pi\u00f9 importanti di un e-book \u2014il copy ed il  markup\u2014 sono diventate le vittime di una gara verso il basso.<\/p>\n<p>Qual \u00e8 la soluzione? Il formato canonico di un libro dovrebbe essere l&#8217;HTML. Gli autori dovrebbero scrivere in HTML, creando un manoscritto che possa essere trasformato direttamente in e-book. Un manoscritto <em>potrebbe<\/em> quindi essere importato in quel fossile che l&#8217;industria editoriale si rifiuta di lasciarsi alle spalle, Microsoft Word. (L&#8217;operazione Track Changes di MS Word \u00e8 diventata una specie di metadone per un&#8217;industria editoriale drogata).<\/p>\n<p>Comporre un libro stampato partendo da questo sorgente, convertendolo due volte (HTML \u2192 Word \u2192 InDesign) vuol dire usare un workflow testato e funzionante, con il vantaggio aggiunto di produrre in uscita un <a href=\"http:\/\/www.alistapart.com\/articles\/pdf_accessibility\" title=\"Facts and Opinions About PDF Accessibility\">PDF taggato<\/a> dotato di buona semantica.<\/p>\n<p>Ora, l&#8217;affermazione precedente \u00e8 cos\u00ec ottimistica da risultare ridicola. Gli autori non cominceranno certo a scrivere in HTML, n\u00e9 tanto meno in quel formato XML che <a href=\"http:\/\/benhammersley.com\/2010\/01\/e-books-the-bigger-problem-part-two-point-five-of-three\/\" title=\"E-Books: The Bigger Problem\">richiede Ben Hammersley<\/a>. La copia di un libro continuer\u00e0 a essere salvata in un file MS Word, Xpress e\/o InDesign. Per quanto siano storpiati ed inadeguati, questi copy saranno poi \u201cesportati\u201d nella \u201cformattazione\u201d per e-book.<\/p>\n<p>Tuttavia, invece di evitare gli errori come passo iniziale, l&#8217;industria dell&#8217;editoria <em>potrebbe<\/em> scegliere di correggere tali errori dopo che sono stati fatti &#8211; ma solo nel caso in cui gli autori, specialmente gli autori di grido con agenti spietati, si lamenteranno apertamente fintanto che gli editori non avranno sistemato intere produzioni di e-book. Questo non porter\u00e0 di sicuro come risultato che gli autori scrivano HTML di buona qualit\u00e0 e robusto per i nuovi libri, ma almeno sistemer\u00e0 parte della confusione.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2 id=\"esperimenti\">Esperimenti in corso riguardanti gli e-book<\/h2>\n<p>C&#8217;\u00e8 molta attivit\u00e0 nello \u201cmondo\u201d dei libri elettronici, dai think tank virtuali come <a href=\"http:\/\/bookoven.com\/\" title=\"The Book Oven\">Book Oven<\/a> al copy-editing in <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Crowdsourcing\">crowdsourcing<\/a> di <a href=\"http:\/\/bitesizeedits.com\/\" title=\"Bite-Size Edits\">Bite-Size(d) Edits<\/a>, per nominare due siti co-gestiti dagli impresari Hugh McGuire e Stephanie Troeth. Altri due progetti stanno lavorando sulle possibilit\u00e0 del codice strutturato e standardizzato nel processo di creazione dell&#8217;e-book.<\/p>\n<ul>\n<li>\n<p><a href=\"http:\/\/epubzengarden.com\/\" title=\"ePub Zen Garden\">ePub Zen Garden<\/a> si pone l&#8217;obiettivo di essere per i layout e la tipografia degli e-book quello che <a href=\"http:\/\/csszengarden.com\" title=\"CSS Zen Garden\">CSS Zen Garden<\/a> \u00e8 stato per il web design, cio\u00e8 molto. Il nuovo Zen Garden potrebbe trarre beneficio dall&#8217;esperienza del vecchio Zen Garden, offrendo pi\u00f9 di un testo canonico a cui assegnare uno stile. Comunque, il concetto \u00e8 sicuramente vincente (Potete aiutare dando il vostro contributo.)<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p><a href=\"http:\/\/thinkubator.ccsp.sfu.ca\/\" title=\"Thinkubator\">Thinkubator<\/a> della Simon Fraser University sta lentamente producendo un <a href=\"http:\/\/thinkubator.ccsp.sfu.ca\/wikis\/xmlProduction\/XMLProductionStartWithTheWeb\" title=\"Start with the Web\">progetto<\/a> che si sviluppa sulla capacit\u00e0 di InDesign di salvare una rappresentazione <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Round-trip_format_conversion\" title=\"conversione round-trip\">round-trip<\/a> di un file InDesign come XML. Convertire un output XML nel formato ePub XHTML potrebbe non essere banale, ma non \u00e8 impossibile e potrebbe riuscire ad automatizzare il processo.<\/p>\n<p>A quel punto, non sarebbe necessario insegnare agli autori a scrivere in HTML: dovremmo solo insegnare ai desktop publisher ad usare nomi di stili strutturali, non di presentazione (<code>Heading\u00a02<\/code>, <code>Emphasis<\/code>, <code>Blockquote<\/code>) per le traduzioni successive. Per gli autori che conoscono il codice, questo stesso metodo di produzione <em>accetta<\/em> XHTML come file sorgente, che pu\u00f2 poi essere tradotto in un documento nativo InDesign o PDF senza file intermedi.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2 id=\"layers\">La separazione del contenuto dalla struttura non \u00e8 mai stata cos\u00ec importante<\/h2>\n<p>L&#8217;ePub usa XHTML 1.1 come linguaggio di markup, a cui si possono anche associare dei fogli di stile\u2014<a href=\"http:\/\/www.idpf.org\/2007\/ops\/ops2.0\/download\/#Section1.3.5\" title=\"ePub specification: Relationship to CSS\">ma solo CSS2<\/a>, nessun&#8217;altra versione. Pertanto e come sempre dovrebbe essere, il markup deve rimanere separato dalla presentazione.<\/p>\n<p>Ma i creatori di e-book provengono dal business dell&#8217;editoria. Sono scrittori, editori e desktop publishers: ovviamente, tenteranno di modificare e deformare il codice ed il testo per riprodurre le caratteristiche dei layout della carta stampata, che in realt\u00e0 dovrebbero essere governati dai CSS, gestiti dagli e-book reader o dimenticati completamente. In alcuni casi, dovete effettivamente modificare il testo di un libro per far s\u00ec che funzioni come e-book, in altri casi <em>non<\/em> dovete farlo.<\/p>\n<h3 id=\"task:css\">I task che i CSS devono gestire<\/h3>\n<ul>\n<li id=\"dropcaps\">\n<p><strong>Capolettera<\/strong>. E&#8217; facile trovare e-book in commercio in cui la prima <em>parola<\/em> ha un errore: la parola \u00e8 scritta come se la prima lettera fosse seguita da uno spazio e dal resto delle sue lettere. E&#8217; un artefatto del capolettera, che, nel desktop publishing, sono solitamente resi come lettere separate sconnesse dal resto della parola. Negli e-book standard-compliant, dovete dimenticarvi dei capilettera o usare un selettore CSS (<code><a href=\"http:\/\/www.w3.org\/TR\/css3-selectors\/#first-letter\" title=\"CSS3 selectors\">:first-letter<\/a><\/code>).<\/p>\n<p>Lo stesso vale per il trattamento dei caratteri delle prime parole (spesso le prime <var>n<\/var> parole) di un capitolo o di una sezione. Pu\u00f2 essere che le prime cinque parole usino il maiuscoletto (small caps) o il grassetto (bold). Non c&#8217;\u00e8 modo di ottenere questo effetto al momento con i CSS, sebbene <a href=\"http:\/\/www.w3.org\/TR\/css3-selectors\/#first-line\" title=\"CSS3 :first-line\">potete assegnare uno stile all&#8217;intera prima <em>riga<\/em> di un paragrafo<\/a>. Potreste dover racchiudere le prime <var>n<\/var> parole in uno <code>SPAN<\/code> con una classe (che potr\u00e0 poi essere portata in Word e InDesign per l&#8217;assegnamento di ulteriori stili).<\/p>\n<\/li>\n<li id=\"smallcaps\">\n<p><strong>Maiuscoletto.<\/strong> I software che interpretano HTML (non solo i browser web) hanno parecchie difficolt\u00e0 con il maiuscoletto. La dichiarazione CSS \u00e8 sufficientemente semplice\u2014<code><a href=\"http:\/\/www.w3.org\/TR\/css3-fonts\/#small-caps-the-font-variant-property\" title=\"CSS3 text module\">font-variant: small-caps<\/a><\/code>. Ma anche se il software ha accesso ad un font con per cui sono stati disegnati caratteri maiuscoletti autentici, solitamente non li user\u00e0: user\u00e0 piccoli falsi maiuscoletti al loro posto (lettere maiuscole regolare con una dimensione in punti pi\u00f9 piccola). Il maiuscoletto falso \u00e8 spesso troppo piccolo, quasi sempre troppo leggero e spesso con una spaziatura insufficiente tra le lettere.<\/p>\n<p>Gli e-book devono usare i CSS per specificare il maiuscoletto. Ma quello che vedrete in giro in questo momento sar\u00e0 il falso maiuscoletto, non il vero.<\/p>\n<\/li>\n<li id=\"colonne\">\n<p><strong>Colonne.<\/strong> Malgrado <a href=\"http:\/\/billhillsblog.blogspot.com\/2009\/05\/web-standards-markup-wont-give-you.html\" title=\"Cf. blog posting that tests three-column text\">quello che possa pensare l&#8217;ex ricercatore di Microsoft Bill Hill<\/a>, il testo continuo su pi\u00f9 colonne non ha senso in una finestra che si pu\u00f2 ridimensionare e\/o in cui si pu\u00f2 fare scroll. (Volete che le colonne continuino ad aggiustarsi davanti ai vostri occhi?) Le colonne potrebbero aver senso in uno schermo fisso ed immobile. Per quello scopo, si potrebbe tentare con <a href=\"http:\/\/www.w3.org\/TR\/css3-multicol\/\" title=\"CSS Multi-Column Layout Module\">il modulo CSS3 per le colonne<\/a> sebbene l&#8217;uso nel mondo reale potrebbe mostrarne le debolezze, ad esempio con il posizionamento delle illustrazioni, degli heading che vanno su pi\u00f9 colonne ed dei callouts.<\/p>\n<\/li>\n<li id=\"indentature\">\n<p><strong>Indentatura<\/strong>. Una delle pi\u00f9 semplici (ma anche delle meno seguite) convenzioni della tipografia dei libri. Indentare la prima riga di un paragrafo che viene dopo un altro paragrafo ma <em>niente altro<\/em> non \u00e8 mai stato cos\u00ec semplice da fare come con i CSS: <code>p+p {\u00a0text-indent: <var>number<\/var> }<\/code>.<\/p>\n<p>Le linee vuote tra i paragrafi sono un artefatto di Microsoft Word e sono inoltre molto usate per il testo sullo schermo. Nella composizione tipografica di un libro, sono un errore (ma non ditelo ad O&#8217;Reilly, la casa editrice di libri di informatica che ama questo \u201cformato\u201d). Se davvero volete una linea vuota tra due paragrafi, aggiungete un <code>margin-bottom<\/code> a <code>P<\/code>. La copia sorgente non dovrebbe mai essere inquinata con caratteri di carriage-return estranei al testo, che sono poi difficili da eliminare.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<h3 id=\"task:reader\">I task che devono essere gestiti dal software dell&#8217;e-reader<\/h3>\n<ul>\n<li id=\"handj\">\n<p><strong>Sillabazione e testo giustificato<\/strong>. Tutti si lamentano del testo completamente giustificato (testo come margine destro e sinistro diritti) negli e-reader: si fa pi\u00f9 fatica a leggerlo perch\u00e9 la spaziatura tra le lettere e tra le parole \u00e8 peggiore, a causa dell&#8217;inserimento degli spazi bianchi. Qual \u00e8 la ragione di ci\u00f2? Gli e-reader tendono a non dividere con un trattino le parole che non ci stanno su di una riga: questa operazione \u00e8 complessa e non \u00e8 ancora stata resa perfetta nemmeno per le lingue in cui c&#8217;\u00e8 una grande spinta dal mercato affinch\u00e9 venga applicata, come ad esempio in inglese.<\/p>\n<p>Per usare il gergo dell&#8217;industria, questa questione riguarda completamente H&#038;J [hyphenation &#8211; dividere le parole che vanno a capo con un trattino &#8211; e justification &#8211; testo giustificato, <em>ndr<\/em>]. Gli autori devono resistere alla tentazione di aggiungere dei caratteri soft-hyphen [caratteri che specificano dove \u00e8 permesso un a capo ma non lo forzano, <em>ndr<\/em>] ai testi elettronici. Il trattino di &#8220;a capo&#8221; \u00e8 puramente una convenzione visiva, che cambia quando cambia il layout (come ad esempio quando si passa da una visualizzazione lunga e stretta ad una wide).<\/p>\n<p>La sillabazione negli e-book dovrebbe essere fatta dagli algoritmi e dai dizionari. Nell&#8217;editoria cartacea, le persone che fanno proofreading possono sovrascrivere le decisioni di un sistema H&#038;J, ma quando si legge un e-book non si ha accanto uno di questi proofreader. Il software dell&#8217;e-reader deve quindi implementare la sillabazione: nessun altro dovrebbe occuparsene.<\/p>\n<\/li>\n<li id=\"legature\">\n<p><strong>Legature<\/strong>. Una delle primissime cose che chiunque si interessi di tipografica impara \u00e8 l&#8217;uso delle <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Legatura_%28tipografia%29\">legature<\/a>: solitamente una <cite>f<\/cite> seguita da <cite>f<\/cite>, <cite>i<\/cite> o <cite>l<\/cite>. Unire le lettere in legature evita spiacevoli collisioni, come la cima di una <cite>f<\/cite> che va addosso al puntino di una <cite>i<\/cite>.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come per la sillabazione, le legature sono un puro artefatto per la visualizzazione. Il motore di rendering deve occuparsi del loro inserimento, non siete voi a dover riempire il vostro testo sorgente di caratteri di legatura. (Cosa succederebbe se volessi mettere in maiuscolo grosse porzioni di testo? Cosa succederebbe se volessi fare una ricerca nel testo o cercare una parola che contenga un carattere di legatura nel dizionario? Ovviamente, potreste creare un software molto intelligente che superi il problema, ma in questo caso \u00e8 pi\u00f9 semplice evitare il problema). Le legature pi\u00f9 rare, come <cite>ct<\/cite> e <cite>st<\/cite>, sono problematiche anche per i motori di visualizzazione [display engine, <em>ndr<\/em>], non solo per il testo sottostante.<\/p>\n<p>Quando dovete attivamente <em>prevenire<\/em> l&#8217;uso delle legature, come in <a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/joeclark\/tags\/urlplusligature\/\" title=\"Photos: URL + ligature\">un URL che include le lettere <code>fi<\/code> o <code>fl<\/code><\/a>, <a href=\"http:\/\/books.google.ca\/books?id=PcWU2yxc8WkC&#038;pg=PA195&#038;lpg=PA195&#038;dq=jukka+korpela+non-joiner&#038;source=bl&#038;ots=Tys2FcdO2y&#038;sig=qI6JAQSfir73QmQR-0LYw7g5huQ&#038;hl=en&#038;ei=Jcp-S7GoDomXtgfm6sDHDw&#038;sa=X&#038;oi=book_result&#038;ct=result&#038;resnum=1&#038;ved=0CAUQ6AEwAA#v=onepage&#038;q=&#038;f=false\" title=\"Cf. advice by Jukka Korpela in \u2018Unicode Explained\u2019\">sembrano non esserci altre possibilit\u00e0<\/a> se non aggiungere un <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Zero-width_non-joiner\" title=\"Wikipedia entry\">carattere nonjoiner di larghezza zero<\/a> tra le lettere. (Non ci sono dichiarazioni CSS che abilitino e disabilitino le legature, sebbene ci sia <a href=\"http:\/\/dev.w3.org\/csswg\/css3-fonts\/#font-variant-ligatures-prop\" title=\"CSS Fonts Module Level 3:  font-variant-ligatures property\">una proposta in CSS3<\/a> che dovrebbe permettere di farlo).<\/p>\n<\/li>\n<li id=\"hungpunct\">\n<p><strong>Punteggiatura sospesa<\/strong> [<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Hanging_punctuation\">hanging (hung) punctuation<\/a>, <em>ndr<\/em>]. Comporre tipograficamente alcuni segni di punteggiatura, come le virgolette ed i trattini, <a href=\"http:\/\/www.markboulton.co.uk\/journal\/comments\/five-simple-steps-to-better-typography-part-2\" title=\"Mark Boulton: Hung punctuation\">leggermente fuori dal margine<\/a> rende il testo stampato pi\u00f9 gradevole e potrebbe anche migliorare il testo su uno schermo. Anche questo \u00e8 lasciato al display engine, non al testo o al suo autore.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<h3 id=\"task:rewrite\">Alterazioni al testo del libro<\/h3>\n<p>Un&#8217;autentica separazione tra il markup strutturale e la presentazione sar\u00e0 impossibile da ottenere nei libri pi\u00f9 spesso che nei siti web. Le features tipografiche comuni ai libri possono adeguatamente essere espresse negli e-book solo effettuando un&#8217;alterazione sacrilega del manoscritto sorgente.<\/p>\n<ul>\n<li id=\"dashes\">\n<p><strong>Trattini<\/strong>. Nella versione in cui \u00e8 comunemente usato nei testi stampati, il trattino lungo (<cite>\u2014<\/cite>) [em dash, <em>ndr<\/em>] senza spazi n\u00e9 a destra n\u00e9 a sinistra, non funziona per il testo su schermo. I motori di rendering potrebbero essere cos\u00ec ottusi da mandare a capo una riga prima o dopo il trattino lungo. Ovviamente, tale problema potr\u00e0 essere risolto un giorno o l&#8217;altro, ma in ogni caso questo carattere viene meno alla sua funzione intrinseca, ossia di spezzare il testo per le frasi di <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Apposizione\">apposizione<\/a> e per quelle parentetiche. Il trattino breve (<cite>\u2013<\/cite>) [en dash, <em>ndr<\/em>] circondato da uno spazio a destra e da uno a sinistra evita i problemi di interruzione di linea e funziona meglio per lo scopo desiderato. (In breve: <a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/joeclark\/sets\/72157623501498806\/\" title=\"Flickr photo set\">niente_spazio-trattino_lungo-niente_spazio non funziona<\/a>; spazio-trattino_breve-spazio funziona.)<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p><strong>Caratteri di spaziatura<\/strong>. Potete assolutamente utilizzare caratteri di spaziatura pi\u00f9 larghi o pi\u00f9 stretti rispetto allo spazio standard di una parola. Gli spazi em, en e thin <a href=\"http:\/\/www.cs.tut.fi\/~jkorpela\/chars\/spaces.html\" title=\"Jukka Korpela: Unicode spaces\">sono tutti definiti in Unicode<\/a>, insieme a molti altri e la loro visualizzazione a video \u00e8 piuttosto buona e in via di miglioramento. Uno spazio standard tra parole o uno spazio nonbreaking tra parole \u00e8 il carattere sbagliato in molti costrutti, come tra livelli annidati di virgolette o apostrofi adiacenti alle virgolette:<\/p>\n<ul>\n<li>\u201cI\u2019ve Got Chills. They\u2019re Multiplyin\u2019\u2009\u201c <br \/>(apostrofo; spazio thin; fine delle virgolette doppie)<\/li>\n<li>\u201cTechnical is something techies do. \u2018I\u2019m a creative\u2014I don\u2019t touch that!\u2019\u2009\u201d <br \/> (fine virgolette singole; spazio thin; fine virgolette doppie)<\/li>\n<li>It\u2019s  a   nod to the \u201c\u2009\u201980s New Wave\u201d sound of the Cars and Blondie <br \/>(aperte doppie virgolette; thin space; apostrofo)<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<li id=\"sup-inf\">\n<p><strong>Apici, pedici, frazioni<\/strong>. In teoria, qualsiasi carattere pu\u00f2 essere composto come apice o pedice, solitamente cambiando di significato (\u03c0<var>r<\/var>\u00b2 and \u03c0<var>r<\/var>2 sono due cose differenti). I font spesso hanno dei caratteri gi\u00e0 disegnati per essere apici e pedici, tipicamente le cifre (\u2070\u00b9\u00b2\u00b3\u2074\u2075\u2076\u2077\u2078\u2079) e le lettere usate negli ordinali (<abbr>13th<\/abbr>, <abbr lang=\"fr\">13e<\/abbr>) e nelle formule di saluto nella corrispondenza (<abbr lang=\"fr\">Mlle<\/abbr>, <abbr lang=\"es\">Sra.<\/abbr>). Spesso i font hanno pi\u00f9 apici e pedici di quelli definiti in Unicode, ma dove c&#8217;\u00e8 <a href=\"http:\/\/www.alanwood.net\/unicode\/superscripts_and_subscripts.html\" title=\"Alan Wood test page\">un superior o un inferior in Unicode<\/a>, si deve usare quello invece del markup <code>SUB<\/code> o <code>SUP<\/code>.<\/p>\n<p>La matematica merita un discorso a parte, come sempre. Non cercate di falsificare le frazioni come se steste usando una macchina da scrivere. Si dovrebbero sempre usare i piccoli numeri <a href=\"http:\/\/www.alanwood.net\/unicode\/number_forms.html\" title=\"Test page at AlanWood.net\">dei caratteri Unicode per le frazioni comuni<\/a>. Non c&#8217;\u00e8 un metodo affidabile in HTML e CSS per costruire le frazioni usando i caratteri Unicode superior e inferiors e le <a href=\"http:\/\/www.fileformat.info\/info\/unicode\/char\/2044\/index.htm\" title=\"U+2044,  \u2044\">barre di frazione<\/a>, n\u00e9 tanto meno esiste un metodo per creare frazioni annidate.<\/p>\n<p><strong>Sezioni<\/strong>. La mancanza pi\u00f9 grande di HTML per quel che riguarda i documenti lunghi \u00e8 l&#8217;assenza di sezioni. Ci sono in HTML5, ma ePub non usa HTML5. Le sezioni possono a volte essere distinte dal resto mediante l&#8217;uso degli heading nei libri non-fiction, ma il paradigma classico della progettazione dei libri imporrebbe di lasciare uno spazio ulteriore tra le sezioni (con caratteri tipografici diversi per le prime parole di una nuova sezione): ci\u00f2 non pu\u00f2 semplicemente essere segnato tramite markup in HTML. (In casi non comuni, capita che le sezioni finiscano alla fine di una pagina stampata e si debba dedurre che \u00e8 finita una sezione).<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 un&#8217;altra tradizione della composizione dei libri che pu\u00f2 essere adattata ai testi elettronici \u201a comporre una ghirlanda [<a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Fleuron_%28typography%29\">fleuron<\/a>, <em>ndr<\/em>] o una greca tra le sezioni. E&#8217; funzionalmente equivalente all&#8217;uso di <code>HR<\/code>, a cui si possono assegnare, con difficolt\u00e0, degli stili per farlo apparire meno intrusivo. Ci\u00f2 nonostante, state semplicemente suggerendo che le sezioni sono cambiate ma non state incapsulando le sezioni nel loro markup.<\/p>\n<\/li>\n<li id=\"footnotes-endnotes\">\n<p><strong>Note a pi\u00e9 di pagina e riferimenti bibliografici<\/strong>. In HTML continuano a mancare strutture per queste, per le note a margine e per i callout come i <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Pullquotes\">pull quote<\/a>. Le note a pi\u00e9 di pagina devono trasformarsi in riferimenti bibliografici in fondo al libro, che, nel caso migliore, creando un problema nel caso in cui tale e-book avesse gi\u00e0 dei riferimenti bibliografici. E&#8217; una mancanza grave.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<h3 id=\"tables\">Note speciali sulle tabelle<\/h3>\n<p>Ancora una volta, le tabelle continuano ad essere qualcosa che gli e-book non possono rendere. Leggo questa affermazione come un&#8217;ammissione del fatto che le persone che si occupano di \u201cconvertire\u201d gli e-book non capiscono il markup delle tabelle. Anche le tabelle pi\u00f9 complesse possono avere il loro markup in HTML (Ci\u00f2 di cui possono realmente lamentarsi \u00e8 quanta larghezza occupa una tabella\u2014forse pi\u00f9 della larghezza che il display di un certo e-reader ha nativamente).<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2 id=\"conclusion\">Conclusioni<\/h2>\n<p>Sperimentare con la forma del libro \u00e8 una cosa, ma la <em>struttura<\/em> di un e-book non \u00e8 qualcosa che possiamo decidere mentre procediamo. Non dovremmo fingere che non ci siano regole n\u00e9 dovremmo importare concetti direttamente dai libri stampati, perch\u00e9 non tutti questi funzionano per i libri elettronici. Il formato dominante per il futuro dell&#8217;e-book, ePub, pu\u00f2 trarre beneficio dalla nostra esperienza ormai quasi decennale di costruzione di siti web standard-compliant.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"credits\">\n<ul>\n<li>Illustrazioni di <a href=\"http:\/\/www.mondonascosto.com\">Carlo Brigatti<\/a><\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Internet non ha rimpiazzato la televisione, che a sua volta non ha rimpiazzato il cinema, che non ha rimpiazzato i libri. Nemmeno gli e-book rimpiazzeranno i libri. 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