{"id":557,"date":"2015-09-07T14:43:36","date_gmt":"2015-09-07T12:43:36","guid":{"rendered":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/basta-liti-interne-sugli-standard-digitali\/"},"modified":"2015-09-07T14:43:36","modified_gmt":"2015-09-07T12:43:36","slug":"basta-liti-interne-sugli-standard-digitali","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/basta-liti-interne-sugli-standard-digitali\/","title":{"rendered":"Basta liti interne sugli standard digitali"},"content":{"rendered":"<p class=\"editors-note\"><strong>Nota degli editori:<\/strong> <cite>Managing Chaos<\/cite> di Lisa Welchman \u00e8 un libro sulla governance, su come stabilire e seguire con successo la strategia, la policy e gli standard necessari per far andare avanti senza intoppi un&#8217;organizzazione sul (ma anche non sul) Web. Siamo lieti di presentarvi questo estratto dal Capitolo 5 di <cite>Managing Chaos<\/cite>. <a href=\"http:\/\/rosenfeldmedia.com\/books\/managing-chaos\/\">Acquistate il libro da Rosenfeld<\/a> usando il codice \u201cchaos\u201d e avrete uno sconto del 20%.<\/p>\n<div class=\"paragrafo\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/n115standard.jpg\" border=\"0\" width=\"300px\" style=\"float: left;\" \/>Sono cresciuta a Columbia, Maryland, una comunit\u00e0 pianificata (vedi Figura 5.1) e, cos\u00ec come per la parola \u201cgovernance\u201d, la gente tende a reagire in maniera non proprio positiva alla frase \u201ccomunit\u00e0 pianificata\u201d. \u201cPianificata\u201d d\u00e0 l&#8217;idea di qualcosa di noioso e poco creativo: case fatte con lo stampino, in lotti di terreno identici, su strade tutte uguali\u2014 \u201cLittle Houses Made of Ticky Tacky\u201d per citare la nota canzone di Malvina Reynolds. Columbia era proprio cos\u00ec: una citt\u00e0 costruita rapidamente basandosi su un template. C&#8217;erano delle convenzioni per i nomi delle strade, modelli di case standard, lotti di terreno standardizzati e una configurazione di un \u201cvillaggio\u201d standard completa di negozi e piscine posizionati strategicamente.<\/p>\n<div class=\"illustration full\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/05.jpg\" border=\"0\" alt=\"Mappa che mostra i quartieri di Columbia, Maryland.\" width=\"100%\" \/><\/p>\n<p>Figura 5.1: Columbia, Maryland: una comunit\u00e0 pianificata fondata nel 1967.<\/p>\n<\/div>\n<p>Cosa si ottiene, quindi, quando si crea una citt\u00e0 su un framework basato sugli standard? A quelli che si concentrano sulla parte degli standard piace dire \u201cnoia\u201d, \u201ctutto uguale\u201d, \u201csenza diversit\u00e0\u201d, perch\u00e9 pensano che qualunque standardizzazione porti ad una mancanza di creativit\u00e0 o innovazione. Ma questo non \u00e8 tutto. Il quadro cambia se si introducono nell&#8217;equazione il contesto e lo scopo di Columbia. Columbia \u00e8 stata una delle prime comunit\u00e0 pianificate con l&#8217;intendo di integrare razze e ceti economici. Il suo fondatore, James Rouse, aveva la visione di creare un posto in cui le persone potessero vivere sentendosi bene, un posto in cui tutti sarebbero andati d&#8217;accordo. E c&#8217;era perfino una tempistica: Columbia fu fondata a met\u00e0 degli anni sessanta e cominci\u00f2 la sua crescita intensificata negli anni &#8217;70.<\/p>\n<p>In maniera standardizzata, ai villaggi e ai quartieri veniva spesso assegnato un nome di figure letterarie e alle strade venivano assegnati nomi presi dai lavori di quegli autori. Questo standard risult\u00f2 in nomi di strade come Evening Wind Lane, Wood Elves Way e Plaited Reed. Non c&#8217;era Main Street, n\u00e9 Church Street o School Street. Ovviamente, ci sono delle persone noiose a Columbia, ma Columbia ha anche sfornato personaggi interessanti come questi:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Il defunto Randy Pausch:<\/strong> professore alla Carnegie Mellon, che ci ha donato \u201cThe Last Lecture: Really Achieving Your Childhood Dreams.\u201d Mi ha toccato personalmente, perch\u00e9 sua madre era l&#8217;insegnante di inglese alla scuola superiore che ho frequentato.<\/li>\n<li><strong>Michael Chabon:<\/strong> autore premiato con il premio Pulitzer. Mi piace pensare che lo stile di scrittura molto ricco di Mike fosse influenzato dalla tradizione letteraria dei nomi delle strade di Columbia, ma forse \u00e8 un&#8217;ipotesi un po&#8217; stiracchiata. Penso che semplicemente avesse un dono.<\/li>\n<li><strong>Dave McClure:<\/strong> Fondatore di 500 Startups e trasgressore, se mai ce n&#8217;\u00e8 stato uno.<\/li>\n<li><strong>Aaron McGruder:<\/strong> famoso per il fumetto <cite>The Boondocks<\/cite>, un altro iconoclasta.<\/li>\n<li><strong>Edward Norton:<\/strong> Okay, \u00e8 solo il nipote di James Rouse, ma comunque figo. Voglio dire, <cite>Fight Club<\/cite>, capito?<\/li>\n<\/ul>\n<p>Tutto questo per dire che, contrariamente al credere comune di alcuni miei clienti, la standardizzazione non deve dare la precedenza a cose noiose o piatte o poco interessanti. Non vuol dire che l&#8217;interfaccia standardizzata non pu\u00f2 essere bella o che l&#8217;esperienza del cliente del vostro processo integrato senza soluzione di continuit\u00e0 che li porta dal desktop al mobile al call center non debba essere sublime. La credenza che la standardizzazione porti necessariamente alla noia e al poco interesse \u00e8 troppo semplice. \u00c8 quello che succede all&#8217;interno della struttura che \u00e8 importante. Potreste avere una citt\u00e0 bellissima, vecchia, cresciuta organicamente, molto affascinante senza che vi sia alcunch\u00e9 di creativo se non che \u00e8 bella. Oppure potreste avere dei quartieri di case tutte uguali che sfornano persone, musica e pensieri molto interessanti. Sta tutto nella sostanza e nell&#8217;interattivit\u00e0 dell&#8217;interno. Quello che scaturisce da una comunit\u00e0, pianificata o meno, \u00e8 davvero una rappresentazione degli intenti e delle persone al suo interno.<\/p>\n<p>Quindi, se vi prendente del tempo per stabilire e implementare un framework basato sugli standard, sar\u00e0 meglio che sia sviluppato attorno alle giuste intenzioni, che vengono espresse mediante la vostra digital strategy. I vostri standard sono la manifestazione tattica della vostra strategia che porter\u00e0 alla luce l&#8217;intento della vostra strategia digitale. Questo \u00e8 il motivo per cui le aziende che non hanno una digital strategy vera faticano cos\u00ec tanto a creare una presenza online di qualit\u00e0 ed \u00e8 il motivo per cui il loro digital team passa cos\u00ec tanto tempo a litigare e a dibattere sugli standard. In assenza di uno scopo di business chiaro, gli standard possono essere lasciati al gusto e al dibattito. Pertanto, se state cominciando a sviluppare gli standard senza aver prima definito una digital strategy, potreste sviluppare un sito web standard compliant e avere dei canali social moderatamente consistenti. Ma il vostro target digitale probabilmente non avr\u00e0 la risonanza che potrebbe avere con i vostri clienti. Solo gli standard derivati da una visione chiara hanno la capacit\u00e0 di creare un&#8217;ottima user experience e adempiere alla missione della vostra azienda.<\/p>\n<p>Sono stata fortunata. Ho imparato presto che gli standard possono favorire una crescita rapida e creano un framework per lo sviluppo coerente, tutto mentre si crea uno spazio di creativit\u00e0 reale. La standardizzazione pu\u00f2 essere, e spesso lo \u00e8 stata, una piattaforma per lavori creativi e importanti. Ma mi spingo ancora pi\u00f9 in l\u00e0: gli standard, in effetti, potrebbero essere un ingrediente essenziale.<\/p>\n<p>Gli standard inquadrano e limitano quello che potete fare cos\u00ec che potete comunicare un certo messaggio o fare un particolare lavoro. E questo \u00e8 il messaggio che dovreste portare ai digital team che sono riluttanti all&#8217;adozione di un framework basato sugli standard. In maniera simile, si pu\u00f2 avere un World Wide Web che opera all&#8217;interno degli open standard del W3C con l&#8217;umanit\u00e0 intera che cerca di esprimersi liberamente e creativamente, oppure si potrebbe avere qualcosa di diverso, come un Internet e un Web controllati da pochi interessi economici e politici. Si tratti di avere chiare le intenzioni e la qualit\u00e0 e di sostenere la qualit\u00e0 delle vostre implementazioni. Si tratta di avere una visione e di capire come fare in modo che si realizzi e rimanere fedeli ai propri scopi e ai propri standard.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Perch\u00e9 sono importanti gli standard digitali<\/h2>\n<p>Dal lato pratico, avere standard digitali permette ad una organizzazione di mettere in pratica dettagli per l&#8217;esecuzione in modo tale da poter lavorare nel digitale in modo consistente ed efficace. Dalla prospettiva della governance, sapere chi ha l&#8217;autorit\u00e0 di definire gli standard ci fa risparmiare tempo minimizzando il tempo che le risorse dedicano alle prendere decisioni sugli stessi fattori, pi\u00f9 e pi\u00f9 volte. Per esempio, \u00e8 bene sapere quali browser web sono supportati dalla presenza digitale della vostra organizzazione, quali font utilizzate per le applicazioni mobile e quando e dove \u00e8 accettabile utilizzare il logo dell&#8217;organizzazione. Potrebbe essere utile sapere che la vostra organizzazione opera su una piattaforma .NET, o che quando fate riferimento al vostro staff su un sito web pubblico \u00e8 sempre \u201cMs. Welchman\u201d e non \u201cLisa\u201d.<\/p>\n<p>In un ambiente ecommerce, gli standard garantiscono che il contenuto giusto arrivi al cliente giusto nel giusto punto del ciclo delle vendite. Per esempio, \u00e8 bene che i clienti sappiano che qualsiasi cosa stiano acquistando su un sito, il processo di checkout delle vendite sar\u00e0 sempre lo stesso. Inoltre, rende i clienti pi\u00f9 tranquilli sapere che, sia che stiano acquistando un paio di pantaloni o una giacca, avranno la stessa interfaccia per cambiare il colore dei vestiti che scelgono. Oltre a ci\u00f2, non rende solo pi\u00f9 semplici i compiti dell&#8217;utente, ma toglie anche lo stress dai digital workers interni.<\/p>\n<p>Adottare un framework basato sugli standard toglie lo stress dallo sviluppo. Quando gli standard sono al loro posto, si pu\u00f2 passare pi\u00f9 tempo discutendo di sostanza e scopo del lavoro che deve essere fatto invece di litigare sui dettagli dell&#8217;esecuzione o su chi abbia l&#8217;autorit\u00e0 per prendere decisioni sugli standard di codice dell&#8217;applicazione o di una graphical user interface.<\/p>\n<p>Il compito del digital standard steward di un&#8217;organizzazione \u00e8 di stabilire e mantenere un ambiente standard-compliant all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione (vedi Figura 5.5). La standard compliance esiste in un ambiente in cui sono avvenute certe attivit\u00e0:<\/p>\n<ul>\n<li>Gli standard sono stati definiti e documentati.<\/li>\n<li>Gli standard sono stati efficacemente diffusi tra tutti i digital stakeholder.<\/li>\n<li>Gli standard sono stati implementati.<\/li>\n<li>La standard compliance \u00e8 stata misurata e gestita.<\/li>\n<\/ul>\n<div class=\"illustration full\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/09\/05.png\" border=\"0\" alt=\"Illustrazione delle forze che influenzano il ciclo di standard compliance.\" width=\"100%\" \/><\/p>\n<p>Figura 5.5: Creare un ambiente standards compliant.<\/p>\n<\/div>\n<p>La ragione per cui la maggior parte delle organizzazioni ha problemi con la standard compliance \u00e8 perch\u00e9 non svolgono o gestiscono in maniera scorretta queste attivit\u00e0 e poi vengono lasciate solo con una alternativa: forzare (solitamente senza documentazione) gli standard dopo che del contenuto o delle applicazioni non-compliant sono gi\u00e0 state pubblicate online (o stanno per esserlo). Questa dinamica reattiva pu\u00f2 portare a una dinamica stressante per i team digitali. Troppo spesso, il digital team centrale \u00e8 percepito come il ragazzo cattivo dell&#8217;ultimo minuto, che dice ai team che il look and feel non \u00e8 giusto o che il flusso delle schermate dell&#8217;applicazione \u00e8 inutilizzabile.<\/p>\n<p>Il digital team centrale non dovrebbe trovarsi nella posizione di dover chiedere ai suoi colleghi di rimuovere contenuto e applicazioni che potrebbero rappresentare settimane o mesi di sforzi. Nei casi migliori, lo steward degli standard dell&#8217;organizzazione non \u00e8 un tutore dell&#8217;ordine, ma qualcuno che \u00e8 in grado di creare un ambiente in cui, per prima cosa, le cose cattive non vanno online. Diamo un&#8217;occhiata a cosa fa lo steward degli standard per far s\u00ec che questo accada (vedi Tabella 5.1).<\/p>\n<div class=\"illustration full\"><img decoding=\"async\" src=\"images\/stories\/articoli\/n0115\/digital-standards\/Table05.png\" border=\"0\" alt=\"Tabella che spiega le differenze tra policies, standard e linee guida.\" \/><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Definizione e documentazione degli standard<\/h2>\n<p>Se volete che il vostro digital team esteso segua i vostri standard, \u00e8 importante trascriverli. Sembra ovvio, ma quando li chiedete a molte organizzazioni, queste non sono in grado di produrre la documentazione sugli standard a cui non si adeguano i loro stakeholder, cos\u00ec come sostengono. Questa dinamica del \u201csono un esperto, si fa quello che dico\u201d \u00e8 difficilmente imparziale nei confronti dei digital stakeholder perch\u00e9 questi, spesso, hanno un po&#8217; di esperienza su alcuni ambiti del digitale e i risultati economici dei loro sforzi online hanno un forte impatto su di loro (quindi sono informati e hanno un interesse legittimo). Ecco alcune cose da tenere a mente quando documentate gli standard.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Sviluppate uno standard per la documentazione degli standard.<\/strong> Il primo standard che dovreste definire \u00e8 la struttura che userete per documentare i vostri standard. Avere un formato consistente per gli standard permetter\u00e0 al vostro digital team di essere in grado di accedere all&#8217;informazione in maniera pi\u00f9 efficiente e vi metter\u00e0 in condizione di fare cross-reference tra gli standard in maniera consistente. Dovete anche considerare la piattaforma che userete. Un wiki pu\u00f2 essere una buona piattaforma per la documentazione. Permette di fare revisioni e version control e pi\u00f9 autori di standard possono accedervi. Acluni standard possono anche essere integrati con vari digital production systems [come un Web content management system (CMS)] cos\u00ec che gli standard appaiano nel contesto di un workflow. Per esempio, ci potrebbe essere accesso immediato agli standard editoriali e di design all&#8217;interno del contesto di un text editor in un CMS.<\/li>\n<li><strong>Determinate cosa dovrebbe essere uno standard.<\/strong> C&#8217;\u00e8 una lista quasi infinita di standard che possono essere definiti. \u00c8 importante capire quali sono i pi\u00f9 rilevanti all&#8217;interno della vostra organizzazione. Per esempio, se la vostra organizzazione si sta preparando a partire con il mobile, potrebbero essere importanti gli standard legati al responsive design. Oppure, se l&#8217;obiettivo della vostra organizzazione \u00e8 il content delivery multichannel, gli standard per la creazione di componenti di contenuto potrebbero essere una priorit\u00e0. A volte le organizzazioni assegneranno una priorit\u00e0 pi\u00f9 alta alla documentazione degli standard che hanno causato molte discussioni, come la graphical user interface o l&#8217;architettura dell&#8217;informazione. Fatevi guidare dalle dinamiche della vostra organizzazione nel processo di assegnamento delle priorit\u00e0 agli standard.<\/li>\n<li><strong>Fate leva su ci\u00f2 che avete gi\u00e0.<\/strong> Lo steward degli standard avr\u00e0 anche bisogno di comprendere quali standard ha gi\u00e0 documentato la vostra organizzazione o dove uno standard digitale pu\u00f2 trarre una gran quantit\u00e0 di informazioni da uno standard esistente. Le linee guida del brand, le linee guida degli stili, i protocolli di sviluppo delle applicazioni, le richieste di compliance e i piani di record management sono esempi di informazioni che possono contribuire a fornire informazioni o che possono avere un grande impatto sulla sostanza dei vostri standard. \u00c8 importante fare una revisione e dettagliare quali informazioni esistono e dove si trovano. In questo modo, quando gli autori degli standard si siederanno per scrivere gli standard, sarete in grado di far riferimento facilmente e consistentemente agli standard importanti.<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Diffusione degli standard<\/h2>\n<p>Un problema comune nei digital team \u00e8 che spesso si dimenticano che i loro digital stakeholder sono anch&#8217;essi degli utenti. Tipicamente, l&#8217;esperienza di accesso e comprensione degli standard digitali per gli utenti interni alle organizzazioni \u00e8 molto poca. Per esempio, se siete un digital stakeholder che deve cercare di capire le regole di sviluppo della vostra organizzazione, probabilmente non sarete interessati a scorrere un PDF meravigliosamente curato di una style guide. Vorrete semplicemente trovare le informazioni rapidamente cos\u00ec da sapere che colore del font usare come riferimento per un link visitato. Il digital standard steward pu\u00f2 aiutare a facilitare quell&#8217;informazione diventando pi\u00f9 strategico sulla diffusione degli standard.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Parlate delle informazioni alle persone.<\/strong> Se avete stabilito una digital community of practice (CoP) all&#8217;interno della vostra organizzazione, assicuratevi di discutere i nuovi standard e le revisioni degli standard man mano che si presentano. Molto frequentemente, alle risorse non viene detto che uno standard \u00e8 cambiato fino a che lo standard non viene violato. I digital CoP sono efficaci perch\u00e9 mettono insieme tutte le persone della vostra organizzazione che lavorano con i vostri canali digitali. Come vedrete nel Capitolo 8, \u201cThe Decision To Govern Well\u201d, queste comunit\u00e0 sono l&#8217;ideale per condividere informazioni e per il training.<\/li>\n<li><strong>Mettete sul Web o sulla Intranet il repository dei vostri standard.<\/strong> \u00c8 essenziale produrre standard in un formato pronto per il Web. Spesso, gli standard digitali sono creati in applicazioni di word processing o pubblicati come grandi file PDF. Al contrario, le organizzaioni dovrebbero fare uno sforzo per sfruttare il potere dell&#8217;hyperlink, rendendo semplice per gli stakeholder per per gli sviluppatori cliccare attraverso gli standard (e le policy) corrispondenti e collegate per avere il quadro completo. A volte potrebbero esserci degli standard che i singoli non andranno a cercare da soli ma che potrebbero essere rilevanti per il lavoro che si ha sotto mano.<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Implementazione degli standard<\/h3>\n<p>I digital standard steward solitamente sentono che il proprio lavoro \u00e8 finito quando hanno documentato gli standard e li hanno messi in rete. In realt\u00e0, il loro lavoro \u00e8 appena cominciato. Il vero lavoro consiste nell&#8217;essere sicuri che gli standard vengano implementati.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Usate dei tool.<\/strong> Quando possibile, un&#8217;organizzazione dovrebbe utilizzare dei tool per implementare ed assicurare la compliance con gli standard digitali. Se chi contribuisce ai contenuti e gli sviluppatori devono passare attraverso una piccola porta basata sugli standard per mettere il proprio contenuto sul server, \u00e8 meno probabile che finirete con del contenuto e delle pagine web \u201cselvatiche\u201d o non-compliant. Poteteaiutare a supportare l&#8217;implementazione degli standard per il visual design della struttura della pagina stabilendo dei template in un Web content management system. Per esempio, potete migliorare la qualit\u00e0 della scrittura implementando un processo e un workflow editoriale di revisione. Se avete certi requisiti di tagging dei metadati per un catalogo online, potreste implementare un sistema di auto tagging sofisticato. Tuttavia, non tutti i risultati possono essere raggiunti mediante vincoli stringenti. Alcuni standard, in particolare alcuni standard editoriali e di design, devono essere interpretati con altri mezzi, come il trainig e l&#8217;educazione degli impiegati.<\/li>\n<li><strong>Training ed educazione.<\/strong> Non tutto quello che \u00e8 standard si pu\u00f2 implementare con un tool. Alcuni problemi edtoriali, per esempio, potrebbero richiedere del training da parte di esperti interni o esterni. Molti team hanno trovato valore nel fare formazione per le aree come la scrittura per il web o il graphic design per il Web. Spesso non otterrete una standard compliance del 100% con il training e l&#8217;educazione. Le persone sono uniche e interpreteranno gli standard in maniera diversa. Alla fine, questo significa che avete bisogno di inserire le persone giuste nel vostro digital team e fidarvi che faranno il loro lavoro correttamente.<\/li>\n<\/ul>\n<h3>Misura della Standard Compliance<\/h3>\n<p>Se tutto va bene, se avete definito, diffuso ed implementato bene i vostri standard, la compliance sar\u00e0 alta. Tuttavia, i siti web e le intranet sono ambienti enormi e complessi. Anche nelle circostanze migliori, gli standard verrano male interpretati o ignorati per premura. Questo \u00e8 il motivo per cui \u00e8 importante misurare la standard compliance in maniera consistente ed automatizzata. Potete monitorare gli standard con dei controlli a spot e con le revisioni prima della pubblicazione, ma in un ambiente di produzione vasto si tratta spesso di un compito scoraggiante. Implementare un tool di verifica di un sito web \u00e8 spesso utile perch\u00e9 permette al core digital team di fornire dei report quantificati su cose come i broken link, l&#8217;uso di teminologia nel linguaggio, l&#8217;usabilit\u00e0, la compliance e la SEO. Fare un report per gli stakeholder su quali standard stanno sostenendo e quali no, e creare un piano per condurre il team a livelli pi\u00f9 alti di compliance \u00e8 un metodo pi\u00f9 positivo di rinforzo degli standard rispetto alle minacce di rimozione del contenuto o delle applicazioni dal server.<\/p>\n<p>Anche dopo aver implementato il vostro ciclo vitale degli standard, ci saranno ancora delle eccezioni alla regola. Ci saranno delle volte in cui i lavoratori nel digitale vorranno uscire dallo schema degli standard e poi ogni organizzazione dovr\u00e0 determinare quando va bene rompere le regole e quando non lo \u00e8. Queste situazioni possono essere delicate, particolarmente se le risorse coinvolte nella violazione degli standard sono sufficientemente senior all&#8217;interno dell&#8217;organizzazione (come un CEO che insiste nell&#8217;avere un&#8217;immagine sulla homepage o che vuole scrivere dei blog post lunghi e fitti). Alla fine, queste situazioni dovranno essere negoziate dallo steward degli standard, dagli autori e da che rompe gli standard. Durante la discussione e la negoziazione \u00e8 importante enfatizzare in che modo il nusiness \u00e8 messo a rischio dalla violazione degli standard e in che modo il business potrebbe trarre beneficio se si aderisse agli standard. In fin dei conti, non avrete mai una compliance del 100%, ma si spera che la grande maggioranza della vostra presenza digitale segua le regole definite dagli autori degli standard digitali.<\/p>\n<p>Illustrazioni: {carlok}<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le organizzazioni che hanno difficolt\u00e0 con la loro presenza digitale spesso si trovano in questa condizione perch\u00e9 non hanno stabilito una governance adeguata. \u00c8 bene perseguire una buona governance: policy e processi chiari possono rispondere alle domande, dare pi\u00f9 potere ai team e far brillare le strategie web. In questo estratto dal Capitolo 5 di Managing Chaos, Lisa Welchman spiega l&#8217;importanza degli standard digitali: cosa sono, perch\u00e9 sono importanti per la governance e in che modo cominciare a documentarli per gli stakeholder.<\/p>\n","protected":false},"author":818,"featured_media":7000770,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","categories":[263,132,277,278],"tags":[],"coauthors":[453],"class_list":["post-557","article","type-article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-business","category-numero-115-8-settembre-2015","category-web-strategy","category-workflow-tools"],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article\/557","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article"}],"about":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/818"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=557"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7000770"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=557"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=557"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=557"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=557"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}