{"id":577,"date":"2015-12-10T16:21:24","date_gmt":"2015-12-10T15:21:24","guid":{"rendered":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/androidi-sognano-in-versi-liberi\/"},"modified":"2015-12-10T16:21:24","modified_gmt":"2015-12-10T15:21:24","slug":"androidi-sognano-in-versi-liberi","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/androidi-sognano-in-versi-liberi\/","title":{"rendered":"Gli androidi sognano in versi liberi?"},"content":{"rendered":"<div class=\"paragrafo\">\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2015\/12\/n117b.jpg\" border=\"0\" width=\"200\" style=\"float: left;\" \/>Dai Bancomat a Siri, fino al testo del pulsante in una interfaccia utente di un&#8217;applicazione, noi \u201cparliamo\u201d alla tecnologia e la tecnologia ci risponde. Spesso questo scambio \u00e8 puramente transazionale: diamo dei comandi in input, la macchina ottempera al suo dovere. Le tecnologie predittive pi\u00f9 nuove come le app personal assistant hanno rinegoziato questa relazione, preferendo relazionarsi a noi come tra pari, addirittura come se fossimo amici. Il sistema operativo provocante di Scarlett Johansson in <cite>Her<\/cite> ha portato questa idea al top della realt\u00e0, simulando amore, perfino orgasmi, tutti mediati digitalmente.<\/p>\n<p>Come possiamo progettare conversazioni uomo-macchina di successo, al crescere della pervasivit\u00e0 della tecnologia e al suo acquisire crescenti quantit\u00e0 dei nostri dati personali? Il testo dell&#8217;interfaccia utente deve approssimare il ritmo, flusso e la sintassi del parlato umano? Oppure, umanizzare le conversazioni nella UI crea una falsa intimit\u00e0 che crea distacco nonostante stia cercando di incoraggiare la familiarit\u00e0?<\/p>\n<p>La risposta, ovviamente, \u00e8: dipende. La maggior parte di noi ha incontrato dei sistemi di customer service vocali automatizzati. Alcuni di questi, sforzandosi di rendere i loro robot rappresentanti il customer service meno simili a droidi, hanno delle voci che cercano di approssimare la dizione umana: una voce calma, spesso femminile, che fa delle pause, suggerisce chiaramente, collega i suoi suggerimenti con delle specie di \u201cum\u201d. I suoi tentativi di apparire reale sottolineano ulteriormente il fatto che si tratti di una finta, impedendoci un reale contatto umano.<\/p>\n<p>Un computer che vi chiama allegramente con il vostro nome pu\u00f2 o deliziarvi o darvi i brividi a seconda delle circostanze. Proprio quando i robot entrano nell&#8217;<a href=\"http:\/\/www.arclight.net\/%7Epdb\/nonfiction\/uncanny-valley.html\">inspiegabile valle<\/a> in cui sembrano troppo umani, una user interface che \u00e8 troppo familiare pu\u00f2 far allontanare la gente. Il copy deve essere esattamente bilanciato.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Consistenza all&#8217;interno della diversit\u00e0<\/h2>\n<p>Fino a poco tempo fa, ero una UX writer e content strategist in Google. Pi\u00f9 specificamente, lavoravo alle Google Apps: Gmail, Docs, Drive &#8211; tutti gli strumenti di produttivit\u00e0 che aiutano le persone a lavorare e comunicare. Scrivere per un&#8217;azienda grande e complessa pone delle sfide particolari perch\u00e9 il solo array di prodotti ed esperienze che si offrono pu\u00f2 rendere difficile ottenere una certa consistenza di tono e stile.<\/p>\n<p>Il nostro pubblico includeva persone che usavano gli strumenti Google al lavoro. Le persone al lavoro sono ovviamente un mercato molto diverso, ad esempio, dal teenager che naviga distrattamente utilizzando una consumer app come YouTube per i video clip (sebbene non possiamo dire che <a href=\"http:\/\/www.theatlantic.com\/technology\/archive\/2013\/02\/how-much-youtube-do-employees-really-watch-at-work\/273474\/\">non si navighi su YouTube con la scusa del lavoro<\/a>). Tuttavia, gli strumenti di lavoro dovrebbero essere tanto intuitivi quanto, oserei dire, piacevoli come la miglior consumer app. Dovrebbero aiutarvi ad essere pi\u00f9 produttivi e creativi. Non dovreste scervellarvi troppo per capire come impiegarle.<\/p>\n<p>Inoltre, considerate i molti <em>modi<\/em> in cui si lavora. Alcune persone sono costrette alla scrivania, mentre altre sono costantemente mobile. Alcune aziende hanno dei dipartimenti IT enormi che possono dare supporto, in altre i lavoratori devono imparare da soli ad utilizzare i prodotti, spesso senza avere un adeguato background tecnico. Tutto ci\u00f2 pu\u00f2 essere intimidatorio. La maggior parte dei lavoratori vuole portare a termine il proprio lavoro nel suo tempo, non imparare ad usare le Google Apps. Quindi, l&#8217;esperienza, e di conseguenza il testo, devono contribuire all&#8217;usabilit\u00e0 generale e alla facilit\u00e0 d&#8217;uso del prodotto.<\/p>\n<p>Ci sono regole base che possono guidare la scrittura per tutte queste interfacce, sebbene esistano in molti contesti differenti e in luoghi diversi. Il teenager che naviga su YouTube pu\u00f2 essere a Osaka o a Indianapolis. Modificare le impostazioni di Chrome dovrebbe essere facile e senza intoppi, che sia in Farsi, Tagalog o Italiano.<\/p>\n<p>Sebbene possiamo lottare per un livello onnicomprensivo di consistenza definito da alcuni principi di base &#8211; essere gentile, di aiuto, non usare gergo o linguaggio tecnico &#8211; ogni prodotto ha delle convenzioni leggermente differenti, delle aspettative e dei contesti. Tuttavia, devono tutti essere riconciliati all&#8217;interno di un dominio che si possa riconoscere come Google, in oltre 50 lingue. Far s\u00ec il testo sia breve, che si possa leggere con un&#8217;occhiata e che includa solo le parole essenziali, render\u00e0 pi\u00f9 semplice il viaggio dell&#8217;utente.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>\u201cOK Google, cerca un ristorante Thai.\u201d<\/h2>\n<p>Una particolare conversazione UI che Google potrebbe continuare ad affinare \u00e8 il modo in cui avvia una ricerca vocale sullo smartphone. \u201cOK Google\u201d \u00e8 il comando vocale che Google suggerisce per avviare un&#8217;interazione sui device mobili. Questa frase suggerisce che la nostra relazione con il nostro telefono e con Google \u00e8 informale e famigliare, perfino discorsiva.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, se vi capiter\u00e0 mai di dire effettivamente &#8220;OK Google&#8221; al vostro smartphone o a un wearable device, probabilmente vi sembrer\u00e0 forzato e di cattivo gusto nel caso migliore. Personalmente, io preferirei semplicemente dire \u201cChiama Trevor\u201d o \u201cTrova ristoranti Thai nelle vicinanze\u201d e attenermi a comandi semantici e funzionali.<\/p>\n<p>\u201cOK Google\u201d \u00e8 strano perch\u00e9 si basa sull&#8217;idea che noi si sia amici con il gigante delle ricerche. In questa riedizione, Google \u00e8 un amico che aiuta piuttosto che un&#8217;azienda. Tuttavia questa stessa situazione Google sostiene il \u201cFocus sull&#8217;utente\u201d come uno dei suoi pilastri. \u201cUtente\u201d implica sia una certa distanza ascetica sia una relazione parassitaria spiacevole. Come posso simultaneamente essere amico e semplicemente un utente per la stessa azienda?<\/p>\n<p>Il linguaggio rivela panorami sociali e sottolinea lotte di potere e pu\u00f2 fare luce sull&#8217;intimit\u00e0 o sulla distanza. Quando si scrive per un&#8217;interfaccia, le pi\u00f9 piccole parole rivelano dinamiche di relazione e motivazioni chiave, perfino emozioni. Il microtesto su un pulsante, ad esempio, pu\u00f2 alterare il tenore della conversazione dell&#8217;interfaccia. Che etichettiate un pulsante \u201cHo capito\u201d o \u201cContinua\u201d segnala pi\u00f9 di una semplice trasmissione di informazione. \u201cHo capito\u201d connota una cerca sicurezza e informalit\u00e0 e assume la rappresentanza dell&#8217;utente. \u201cGot it\u201d chiede loro di possedere la propria comprensione ed accettazione di qualsiasi informazione venga presentata prima di continuare, piuttosto che di acconsentire semplicemente a un \u201cContinua\u201d.<\/p>\n<p>Un altro esempio di copy comune: \u201cenable\u201d invece di \u201cturn on\u201d. \u201cEnable\u201d sembra inutilmente tecnico e implica una sottile gerarchia tra l&#8217;enabler e l&#8217;enabled. Di contro, il pi\u00f9 leggero \u201cturn on\u201d potrebbe indicare il flusso dell&#8217;acqua da un rubinetto o, a seconda di dove vada la mente, un precursore sexy per altre azioni. Quando l&#8217;obiettivo \u00e8 essere \u201cfriendly\u201d, dove tracciamo la linea tra stucchevole e meccanico?<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Brevit\u00e0 con spirito<\/h2>\n<p>Essere consci delle parole non significa che si debba rendere il linguaggio della UI puramente funzionale. Bilanciare testo ben posto, intelligente, con testo breve e conciso pu\u00f2 aggiungere piacere e magia a un&#8217;esperienza. Prendete ad esempio \u201cAw, snap\u201d di Chrome quando si verifica un errore di page load o <a href=\"http:\/\/www.wired.com\/2014\/06\/the-super-slick-ux-of-virgin-americas-new-booking-site\/\">la subdola personalit\u00e0 che pervade il flusso di acquisto di un biglietto aereo sul sito di Virgin America<\/a>:<\/p>\n<div class=\"illustration full left\"><img decoding=\"async\" src=\"Do%20Androids%20Dream%20in%20Free%20Verse%3F%20%C2%B7%20An%20A%20List%20Apart%20Article_files\/va_01_696.png\" border=\"0\" alt=\"Screenshot della homepage di Virgin America.\" \/><\/div>\n<p>La voce del brand di Virgin \u00e8 provocante, divertente ed irriverente. Il loro approccio resuscita un&#8217;epoca andata in cui il viaggio aereo prometteva lussi eccitanti piuttosto che un sedile angusto, dei pretzel rotti e il purgatorio della sicurezza in aeroporto. Non si prendono troppo sul serio e il loro approccio inserisce uno humour sfacciato in un task cos\u00ec tedioso come la prenotazione aerea.<\/p>\n<div class=\"illustration full\"><img decoding=\"async\" src=\"Do%20Androids%20Dream%20in%20Free%20Verse%3F%20%C2%B7%20An%20A%20List%20Apart%20Article_files\/va_02_696.png\" border=\"0\" alt=\"Screenshot di una finestra di dialogo modale dal sito della Virgin America.\" \/><\/div>\n<p>Quel tono emerge in piccoli modi, come questa divertente finestra di dialogo modale riguardo dei costi aggiuntivi per gli upgrade. Il pulsante non \u00e8 etichettato con \u201cOK\u201d come ci si aspetterebbe, ma con \u201cHo capito, facciamolo.\u201d<\/p>\n<div class=\"illustration full\"><img decoding=\"async\" src=\"Do%20Androids%20Dream%20in%20Free%20Verse%3F%20%C2%B7%20An%20A%20List%20Apart%20Article_files\/va_03_696.png\" border=\"0\" alt=\"Screenshot dal sito di Virgin America che mostra il testo della UI \u2018Hey there\u2019 che appare dopo che un utente ha inserito il proprio nome.\" \/><\/div>\n<p>Quando un utente inserisce il proprio nome mentre prenota un volo, il campo della form saluta l&#8217;utente con il breve testo: \u201cCiao\u201d. Sottili ammiccamenti come questo possono umanizzare un&#8217;interfaccia senza essere intrusivi ma nemmeno cos\u00ec colloquiali da risultare alienanti.<\/p>\n<p>Il testo dovrebbe informare i lettori e aiutarli, poi dovrebbe togliersi dai piedi. Una UI ben scritta passa in background, pervadendo, senza mai opprimere, la user experience. C&#8217;\u00e8 della poesia nello scrivere per il web, ma non si tratta delle ricche frasi sconnesse di Whitman. Piuttosto, si tratta dell&#8217;economia degli haiku del poeta <a href=\"http:\/\/jti.lib.virginia.edu\/japanese\/shiki\/beichman\/BeiShik.utf8.html\">Masaoka Shiki<\/a>, cos\u00ec sobria che quasi non si nota.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Amichevole ma funzionale<\/h2>\n<p>La popolarit\u00e0 dei \u201cdisintossicazioni digitali\u201d suggerisce una crescente frustrazione derivante dalla nostra dipendenza dalle interazioni con la tecnologia. <a href=\"http:\/\/www.wired.com\/2014\/11\/invisible-technology\">Il futuro potrebbe benissimo riservarci delle tecnologie non intrusive e silenziosamente utili<\/a>, piuttosto che relazioni uomo-macchina intime \u00e0 la <cite>Her<\/cite>.<\/p>\n<p>Come tali, gli UX writer e designer dovrebbero prendere in considerazione il modo in cui possiamo far s\u00ec che le conversazioni siano friendly ma funzionali. Possiamo offrire delle indicazioni senza il peso di una relazione. Sue Factor, una mia ex collega nonch\u00e9 prima appassionata UX writer di Google, mi ha insegnato che il testo breve \u00e8 spesso il testo migliore. Sebbene io mi guadagni da vivere scrivendo per il web, non mi illudo che qualcuno apra un&#8217;app e legga attentamente e assapori il mio linguaggio. Abbiamo tutti cose migliori da fare. Come scrive Shiki:<\/p>\n<\/div>\n<blockquote><p>La mia vita \u2014<br \/> Quanta ne rimane?<br \/> La notte \u00e8 breve.<\/p><\/blockquote>\n<p>Illustrazioni: {carlok}<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dai Bancomat a Siri fino al testo del pulsante nell&#8217;interfaccia utente di un&#8217;applicazione, \u201cparliamo\u201d alla nostra tecnologia e questa ci parla. Spesso questo scambio \u00e8 puramente transazionale, ma le tecnologie pi\u00f9 nuove hanno negoziato questa relazione. Joscelin Cooper riflette sul modo in cui possiamo progettare conversazioni uomo-macchina di successo che non siano n\u00e9 stucchevoli n\u00e9 super meccaniche.<\/p>\n","protected":false},"author":818,"featured_media":7000778,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","categories":[5,136,86],"tags":[],"coauthors":[461],"class_list":["post-577","article","type-article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-contenuto","category-numero-119-11-dicembre-2015","category-user-experience"],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article\/577","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article"}],"about":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/818"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=577"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7000778"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=577"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=577"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=577"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=577"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}