{"id":581,"date":"2016-01-21T15:30:00","date_gmt":"2016-01-21T14:30:00","guid":{"rendered":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/meta-momenti-riflessioni-di-design\/"},"modified":"2016-01-21T15:30:00","modified_gmt":"2016-01-21T14:30:00","slug":"meta-momenti-riflessioni-di-design","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/meta-momenti-riflessioni-di-design\/","title":{"rendered":"Meta-momenti: riflessioni di design"},"content":{"rendered":"<div class=\"paragrafo\">\n<p>Vi \u00e8 mai capitato, su internet, di dovervi fermare un attimo nel flusso delle vostre azioni e riflettere su quello che state per fare? Magari questa cosa vi ha sorpreso, o avete trovato qualcosa di nuovo o avete cominciato ad osservare questo stop sotto una luce diversa. Io chiamo queste esperienze <i>meta-momenti<\/i>: piccoli momenti di riflessione che ci costringono a pensare coscientemente a quello di cui stiamo facendo esperienza.<\/p>\n<p>Prendete Google: all&#8217;inizio, la sua bianca pagina immacolata contribuiva a distinguerlo da tutto il resto. Mentre i suoi competitor si affannavano a dirvi quanto fossero grandiosi e quanto avessero da offrirvi, la strategia pi\u00f9 tranquilla di Google sembrava audace e lo distingueva da tutti gli altri, perch\u00e9 suggeriva l&#8217;idea che \u201cla nostra esperienza nelle ricerche parla da s\u00e9\u201d, senza bisogno di troppi giri o marketing aggressive. Nel corso degli anni, Google, pur continuando a sviluppare le sue tecnologie di ricerca, \u00e8 riuscito a mantenere quell&#8217;ingannevole semplicit\u00e0 di superficie. Adoro che la sua homepage minimalista sia rimasta invariata (nonostante <a href=\"https:\/\/www.google.com\/doodles\" title=\"Google doodles\">i continui doodle<\/a>): incoraggiare un momento meditativo rimane centrale nel design di Google.<\/p>\n<p>Tuttavia, la tendenza prevalente all&#8217;interno dello user experience design (UXD) sembra concentrarsi sulla <em>rimozione<\/em> del bisogno di pensare: siamo cos\u00ec avidi del successo dei nostri utenti che proviamo a rendere tutto agile e senza soluzione di continuit\u00e0, per rimuovere perfino quel briciolo di possibilit\u00e0 di fallimento. Ogni nuovo servizio impara i nostri movimenti cos\u00ec da poter anticipare la nostra <em>prossima<\/em> mossa. Ogni nuovo prodotto esiste in un ecosistema di servizi, cos\u00ec che anche le azioni significative, come fare un acquisto, siano fatte in modo da sembrare senza intoppi. Lo scopo non \u00e8 solo di farci risparmiare tempo e sforzo, ma anche di non farci pensare.<\/p>\n<p>L&#8217;importantissimo libro di Steve Krug, <cite>Don&#8217;t Make Me Think!<\/cite> potrebbe aver contribuito a dare forma a questo approccio. Questa bibbia dell&#8217;usabilit\u00e0 \u00e8 un&#8217;indiscussa pietra miliare dello UXD, ma potrebbe essere un po&#8217; estremizzato. In effetti, lo stesso Krug l&#8217;ha <a href=\"http:\/\/usabilitynews.bcs.org\/content\/conWebDoc\/47101\">ufficiosamente ribattezzato<\/a> <cite>Don\u2019t Make Me Think Needlessly!<\/cite>: cos\u00ec facendo, ha ammesso che ci sono volte in cui vale la pena incoraggiare interazioni online che richiedono un po&#8217; di ragionamento. Mentre non dovremmo pensare quando cerchiamo il tool di ricerca su un sito (in alto a destra, per favore!), dovremmo, ovviamente, essere incoraggiati a riflettere prima di comprare qualcosa o, per lo stesso motivo, prima di sottoscrivere un contratto in qualche modo importante.<\/p>\n<p>Inoltre, si tratta di una questione di cortesia: quando richiediamo maggior attenzione, dovremmo anche essere sicuri di non far sprecare sprecare tempo alla gente. Quello che offriamo dovrebbe <a href=\"http:\/\/www.nytimes.com\/2015\/03\/08\/opinion\/sunday\/the-cost-of-paying-attention.html\">ripagarli dei loro sforzi<\/a> in maniera molto maggiore, sebbene non ci siano molti momenti in cui possiamo garantirlo.<\/p>\n<p>Attualmente sto lavorando a un progetto, una versione online di una form per l&#8217;auto-screening medico, che ha una valida ragione per far pensare gli utenti: il suo successo implica essere certi che gli utenti capiscano davvero il significato di ogni domanda e che considerino seriamente la form, tanto da prendersi del tempo per rispondere onestamente e accuratamente. I miei compagni di team ed io ci siamo trovati a progettare una <a href=\"http:\/\/www.slideshare.net\/mbloomstein\/content-strategy-for-slow-experiences-at-howlive15\">experience lenta<\/a> piuttosto che una veloce.<\/p>\n<p>Ma cosa rallenta le persone e cosa le rende pi\u00f9 riflessive? Qual \u00e8 quella parte di un particolare design che fa s\u00ec che le persone vi dedichino tutta la loro attenzione?<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Le fondamenta per la riflessione<\/h2>\n<p>Per quella che \u00e8 la mia esperienza, ci sono tre strategie principali per incoraggiare i meta-momenti.<\/p>\n<h3>Posti di blocco<\/h3>\n<p><a href=\"http:\/\/www.google.com\/inbox\/\" title=\"Inbox by Gmail\">Inbox by Gmail<\/a> vi fa riflettere mettendovi di fronte a una barriera: non potete semplicemente provare il servizio, dovete esserne invitati. Potete richiedere un invito (seguendo le istruzioni sul loro sito) o un amico vi pu\u00f2 invitare ma non potete cominciare subito: le aspettative e l&#8217;eccitamento riguardo al servizio possono cos\u00ec accumularsi e crescere. E lo fanno! Nelle prime settimane, gli inviti <a href=\"http:\/\/www.neowin.net\/news\/google-inbox-invites-are-selling-on-ebay-for-over-20000\">andavano su eBay per $200<\/a>.<\/p>\n<p>Questa strategia ha sicuramente funzionato con me: entro pochi minuti dal mio arrivo sulla pagina, sono passato dall&#8217;essere leggermente intrigato ad uno stato di <em>devo averlo!<\/em>. Seguendo le istruzioni, mi sono trovato a comporre un&#8217;email a <i>inbox@gmail.com<\/i> richiedendo un invito. Ho scritto: \u201cPer favore, invitatemi. Grazie mille, Andrew\u201d, pur sapendo molto bene che nessuno tranne me avrebbe mai letto quelle parole. Perch\u00e9 non mi hanno semplicemente lasciato inviare la mia email da qualche parte? Perch\u00e9 stavano deliberatamente rendendomi le cose difficili?<br \/> Si tratta di qualcosa di particolarmente intelligente: aggiungere una barriera ci forza ad impegnarci in maniera pi\u00f9 profonda, pi\u00f9 attenta: siamo incoraggiati a pensare. Certo, non tutti vorranno o avranno bisogno di questa partecipazione attiva, ma se una barriera pu\u00f2 creare un&#8217;esperienza digitale che viene notata e ricordata, allora vale la pena parlarne.<\/p>\n<p>Tuttavia, mettere un \u201cblocco stradale\u201d sembra un modo rischioso per incoraggiare un meta-momento. Fermare le persone sul loro percorso potrebbe semplicemente farle tornare indietro o fargli prendere un&#8217;altra strada. Perch\u00e9 un posto di blocco sia efficace (e non solo fastidioso), ci deve essere sufficiente interesse per voler continuare nonostante l&#8217;ostacolo. Per esempio, quando incontro un paywall devo essere chiaro quali benefici comporter\u00e0 decidere di separarmi dai miei soldi per pagare o sottoscrivere un servizio. Questa azione non dovrebbe essere ultrafacile, specialmente se si spera che io mi impegni a lungo termine. i micropagamenti di iTunes, il \u201cCompra con un click\u201d di Amazon e l&#8217;impulse bidding di eBay rappresentano tutti un trend verso il disimpegno con i nostri acquisti e, nei miei pattern di acquisto, le cose comprate in questo modo di solito non hanno molta importanza.<\/p>\n<p>Anche le app degli smartphone hanno un impatto simile su di me: la maggior parte delle volte, sembra che il loro unico scopo sia creare un interesse passeggero sufficiente da farmi spendere una piccola somma. Come risultato, tendo a scaricare app e a buttarle via poco dopo. \u00c8 sbagliato sperare in un&#8217;esperienza meno usa e getta?<\/p>\n<p>Gli acquisti in-app impiegano una specie di strategia a blocco stradale: di solito vi viene permesso di esplorare l&#8217;app gratuitamente ma entro certi limiti. O il vostro interesse aumenta o diminuisce, cos\u00ec potete decidere se pagare o meno. Il punto \u00e8 che vi viene fornito lo spazio per considerare davvero il valore del pagamento. Avendo quindi il tempo per pensarci attentamente,  l&#8217;app deve fare molto di pi\u00f9 che dimostrare di meritarsi i vostri soldi. <a href=\"https:\/\/www.fiftythree.com\/paper\">Paper<\/a> di FiftyThree, la mia app per iPad preferita, vi permette di divertirvi moltissimo gratuitamente ed include dei video promozionali in-app che vi mostrano esattamente perch\u00e9 dovreste acquistarla.<\/p>\n<p>I blocchi stradali variano per forma e dimensione ma obbligano sempre a una considerazione cosciente sul miglior modo di procedere. Aggirarli vi d\u00e0 qualcosa da ottenere e una storia da raccontare. Sono grandiosi quando \u00e8 necessario un impegno a lungo termine e sono il motivo per cui gli artigiani digitali devono spostare il proprio modo di pensare dalla rimozione delle barriere alla loro progettazione.<\/p>\n<h3>Dossi rallenta traffico<\/h3>\n<p>I dossi sono meno drammatici dei blocchi stradali ma anch&#8217;essi incoraggiano una riflessione. Il loro scopo sta nel rallentarvi abbastanza da farvi prestare attenzione a quelle parti che la richiedono. Supponiamo che stiate per prendere una decisione importante, magari di natura legale, medica, finanziaria o personale: non dovreste procedere troppo rapidamente e rischiare di fraintendere quello in cui vi state mettendo.<\/p>\n<p>Spesso, tutto ci\u00f2 che serve per rallentare gli utenti \u00e8 un cambiamento nel layout, nel contenuto o nello stile. Tuttavia non dovrete nemmeno andarci tanto per il sottile: le persone si sono abituate a filtrare enormi quantit\u00e0 di rumore su internet e possono diventare <a href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Inattentional_blindness\">ciechi<\/a> a quello che interpretano come possibile distrazione.<\/p>\n<p>Online, i dossi possono contribuire a prepararci mentalmente prima di cominciare qualcosa. Ad esempio, potreste stare per rinnovare <a href=\"https:\/\/www.gov.uk\/vehicle-tax\">la tassa del veicolo<\/a> e di vedere un messaggio che dice: \u201cAlt! Assicuratevi di avere il vostro numero di riferimento a 16 cifre\u2026\u201d. Sapete che si tratta di un&#8217;informazione utile, vi far\u00e0 risparmiare tempo per prepararvi adeguatamente, ma potrebbe risultare in un po&#8217; di frustrazione perch\u00e9 siete costretti a rallentare.<\/p>\n<p>Sebbene molti di noi trovino irritanti i dossi, accettiamo con riluttanza che siano l\u00ec per aiutarci ad evitare l&#8217;evenienza di conseguenze pi\u00f9 dolorose. Per esempio, quando aprite un&#8217;applicazione per la prima volta, potreste vedere apparire dei tooltip di onboarding. Alcuni di voi li odiano, vorreste semplicemente proseguire, giocare, ma tuttavia il prodotto sembra scegliere questo momento per avere un minimo di conversazione con voi, cos\u00ec da poter sottolineare una o due cose essenziali. Sembra un po&#8217; innaturale, come se il flusso fosse stato spezzato: siete stati messi di fronte a un meta-momento prima di avere libero accesso all&#8217;applicazione.<\/p>\n<p>Ovviamente, le <a href=\"http:\/\/www.useronboard.com\/\">esperienze di onboarding possono essere progettate in maniera piacevolissima<\/a> per minimizzare il fastidio dell&#8217;interruzione del nostro flusso ottimale. In definitiva, se ci fanno risparmiare tempo sul lungo periodo, dimostrano tutto il loro valore: ne siamo grati finch\u00e9 non ci sentiamo <a href=\"http:\/\/www.wired.com\/2014\/11\/invisible-technology\/\">frustrati<\/a>.<\/p>\n<p>A dispetto dell&#8217;importanza dei dossi rallenta traffico online, tendiamo a non badarci spesso: siamo spinti a proseguire a tutta velocit\u00e0, anche quando dovremmo fare attenzione. Quando ci vengono presentati i Termini e le Condizioni d&#8217;uso per ottenere il nostro consenso, non ci troviamo quasi mai davanti un dosso. Sarebbe bellissimo avere l&#8217;opportunit\u00e0 di processare un <a href=\"https:\/\/tosdr.org\">chiaro e semplice riassunto di quello a cui ci stiamo registrando<\/a>. Invece, ci troviamo di fronte a risme di legalese, in un carattere illeggibile. Comprensibilmente, la nostra reazione \u00e8 di chiudere gli occhi e accelerare.<\/p>\n<h3>Deviazioni<\/h3>\n<p>Le deviazioni online ci allontanano deliberatamente dai percorsi convenzionali. Come i dossi, ci fanno rallentare e prestare attenzione. Prestiamo pi\u00f9 attenzione quando guidiamo su strade sconosciute: a volte, accogliamo favorevolmente l&#8217;opportunit\u00e0 di imparare come andare da A a B muovendoci su una nuova strada. In questo caso, veniamo tranquillamente sospinti in un meta-momento quando ci viene mostrato un nuovo percorso su cui proseguire.<\/p>\n<p>Una deviazione non deve per forza essere molto pronunciata per farvi pensare. L&#8217;azienda di bevande <a href=\"http:\/\/www.innocentdrinks.co.uk\">Innocent<\/a>, di grande successo nel Regno Unito, usa il microcopy per avere un impatto sui suoi consumatori. Quando avete tra le mani una delle loro confezioni, vi ritrovate a leggere ogni singola riga sul loro packaging perch\u00e9 ci sono battute nascoste dappertutto. Di solito, vi aspettereste che gli ingredienti o le istruzioni per servire queste bevande siano noiose e funzionali, ma Innocent usa questi piccoli spazi come palcoscenico per piccole battute strane e divertenti. Alla fine, si \u00e8 portati a considerare il team che sta dietro al prodotto, cos\u00ec come il prodotto stesso, sotto una nuova luce.<\/p>\n<p>Aziende come Apple mirano a fare pi\u00f9 che una semplice deviazione: creano autostrade di esperienze completamente nuove. Con l&#8217;Apple Watch, stiamo assistendo all&#8217;<a href=\"https:\/\/developer.apple.com\/library\/prerelease\/ios\/documentation\/General\/Conceptual\/WatchKitProgrammingGuide\/\">introduzione di un lessico completamente nuovo<\/a>. Nuovi concetti come \u201cDigital Touch\u201d, \u201cHeartbeat\u201d, \u201cSketch\u201d, \u201cDigital Crown\u201d, \u201cForce Touch\u201d, \u201cShort Look\u201d e \u201cGlances\u201d vengono utilizzati per dare forma alla nostra comprensione di cosa far\u00e0 esattamente <a href=\"https:\/\/medium.com\/message\/upon-this-wrist-97cfc33c443c\">questa nuova cosa<\/a>. Nel corso dei prossimi anni, potete aspettarvi che almeno alcuni di questi termini entrino nel nostro linguaggio quotidiano. Per quell&#8217;epoca, non sembreranno pi\u00f9 deviazioni, ma per ora, queste parole hanno il potere di farci fermare un attimo, pregustare e immaginare come sar\u00e0 la vita con questi nuovi poteri.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>La magia dei meta momenti<\/h2>\n<p>I meta-momenti possono darci spazio per interpretare, comprendere e aggiungere significato alle nostre esperienze. Ci serve solo un po&#8217; di attrito nel nostro flusso. Un posto di blocco deve essere superato, un dosso deve essere negoziato, una deviazione deve essere percorsa. Ciascuno di questi casi coinvolge la nostra attenzione in maniera riflessiva. il nostro livello di ingaggio si approfondisce, abbiamo un&#8217;esperienza da ricordare.<\/p>\n<p>Un viaggio dell&#8217;utente senza attrito \u00e8 un po&#8217; come una storia senza intrighi; noiosa! In realt\u00e0, <a href=\"http:\/\/dl.acm.org\/citation.cfm?id=2658540\">un recente studio sulla prima ora di esperienza dei videogiochi<\/a> conclude che l&#8217;intrigo potrebbe essere pi\u00f9 importante del divertimenti nell&#8217;incremento della partecipazione attiva. Ci serve qualcosa di stimolante o complesso, abbiamo bisogno di essere la persona che conquista abilit\u00e0 e controllo. Alla fine, vogliamo trionfare.<\/p>\n<p>Tuttavia, le nostre procedure di design non incoraggiano questi atteggiamenti: distraiamo i nostri utenti pi\u00f9 di quanto non li intrighiamo. Forniamo la costante possibilit\u00e0 di avere opzioni migliori da altre parti, cos\u00ec che gli utenti non debbano mai pensare: \u201cOk, poi?\u201d. La nostra attenzione \u00e8 sempre diretta all&#8217;esterno, mai all&#8217;interno e questo, <a href=\"http:\/\/www.nytimes.com\/2015\/01\/21\/opinion\/smartphones-dont-make-us-dumb.html\">non la tecnologia in s\u00e9, ma il modo in cui progettiamo le nostre interazioni con essa<\/a>, ci rende ottusi.<\/p>\n<p>Lo UXD si sforza di ottenere flussi senza intoppi: rimuovere gli impedimenti all&#8217;azione immediata e cercare di aumentare le conversioni a qualsiasi costo. Questo approccio d\u00e0 moltissimi buoni frutti, ma non considera sempre la storia pi\u00f9 ampia del modo in cui possiamo progettare e creare cose che supportino una relazione a lungo termine. Con tutto il focus sull&#8217;usabilit\u00e0 e sulle conversioni, possiamo dimenticarci di chiederci se le nostre esperienze online sono anche arricchenti e appaganti.<\/p>\n<p>Progettare anche solo uno o due meta-momenti nelle nostre esperienze digitali potrebbe aiutare a sistemare questa situazione: ognuno di questi sarebbe un piccolo posto in cui i nostri utenti si fermano e rallentano, dandosi spazio per riflettere. Non ha senso fingere che sar\u00e0 semplice: dopo cos\u00ec tanti anni dedicati ad incoraggiare il flusso, sembrer\u00e0 strano mettersi di proposito ad interrompere gli utenti: bisogna giocare con le aspettative degli utenti piuttosto che cercare di soddisfarle e superarle. Dovremo cercare di trovare piccoli modi per sorprendere le persone piuttosto che cercare di farle sentire a proprio agio ogni volta. Potremmo dirgli che devono tornare pi\u00f9 tardi piuttosto che fare l&#8217;impossibile per soddisfarli subito. Potremmo delegare a loro pi\u00f9 responsabilit\u00e0 piuttosto che cercare di fare di tutto per loro. Potremmo deliberatamente progettare fallimenti piuttosto che cercare di estirparli.<\/p>\n<p>Come verificheremo che abbiamo ottenuto l&#8217;effetto desiderato invece di aver solamente esasperato i nostri utenti? I test di usabilit\u00e0 probabilmente non sono adatti, perch\u00e9 \u00e8 complicato andare oltre le risposte immediate a ogni insieme di task prestabilito. Potremmo aver bisogno di metodi a pi\u00f9 lungo termine, come i <a href=\"http:\/\/uxpamagazine.org\/dear-diary-using-diaries-to-study-user-experience\/\">diary studies<\/a> per catturare il modo in cui funzionano i nostri meta-momenti. I nostri metodi di UXD potrebbero dover cambiare: dall&#8217;osservare <em>atomi<\/em> di esperienza (pagine, interazioni o task) a guardare a <em>sistemi<\/em> di esperienza (imparare, divenire o adottare).<\/p>\n<p>Sar\u00e0 una sfida far scoprire alle persone l&#8217;idea di aggiungere meta-momenti e una sfida testarli. La prossima volta che creeremo una soluzione di design, proviamo ad aggiungere una piccola barriera o dosso o stranezza. Proviamo a considerare come approccio migliore quello lento e ricordiamoci che rimuovere pensieri <em>inutili<\/em> non dovrebbe mai finire con la rimozione di <em>tutto il necessario<\/em> per la riflessione. <a href=\"https:\/\/ia.net\/know-how\/putting-thought-into-things\">Mettere il pensiero nelle cose<\/a> \u00e8 solo una parte della responsabilit\u00e0 del designer: dobbiamo anche creare spazio per gli utenti perch\u00e9 ci mettano il loro pensiero. Le loro personalit\u00e0 e la loro immaginazione ha bisogno di quello spazio per vivere e proliferare. Dobbiamo incoraggiare attentamente i meta-momenti e poi difenderli, perch\u00e9 sono il luogo in cui avverr\u00e0 la magia.<\/p>\n<p>Illustrazioni: {carlok}<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi \u00e8 mai capitato che internet vi obbligasse a fermarvi di colpo? Capita che a volte vi faccia fermare e riflettere su quello che state facendo? Andrew Grimes chiama questi istanti meta-momenti e ci guida attraverso le ragioni per cui i meta-momenti a volte sono necessari e compo possiamo inserirli nelle esperienze che progettiamo.<\/p>\n","protected":false},"author":818,"featured_media":7000779,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","categories":[137,86],"tags":[],"coauthors":[463],"class_list":["post-581","article","type-article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-numero-120-21-gennaio-2016","category-user-experience"],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article\/581","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article"}],"about":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/818"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=581"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7000779"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=581"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=581"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=581"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=581"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}