{"id":607,"date":"2016-05-02T16:32:25","date_gmt":"2016-05-02T14:32:25","guid":{"rendered":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/il-linguaggio-del-design-modulare\/"},"modified":"2016-05-02T16:32:25","modified_gmt":"2016-05-02T14:32:25","slug":"il-linguaggio-del-design-modulare","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/il-linguaggio-del-design-modulare\/","title":{"rendered":"Il linguaggio del design modulare"},"content":{"rendered":"<div class=\"paragrafo\">\n<p>Mentre molti di noi smettono di progettare pagine per progettare <a href=\"http:\/\/24ways.org\/2012\/design-systems\/\">sistemi<\/a>, continua a saltare fuori un concetto: la modularit\u00e0. Sentiamo spesso parlare dei benefici di un approccio modulare: i moduli sono scalabili, sostituibili, riutilizzabili, facili da testare, rapidi da mettere insieme&#8230; \u201cSono proprio come il LEGO!\u201d<\/p>\n<p>Sulle prime, la modularit\u00e0 potrebbe sembrare un concetto semplice, ma farla funzionare per il vostro team richiede degli sforzi e un impegno significativi.<\/p>\n<p>Le sfide pi\u00f9 grandi poste dalla modularit\u00e0 sono tutte le decisioni che devono essere prese: quando riutilizzare un modulo e quando progettarne uno nuovo, come rendere i moduli sufficientemente distinti, come combinarli, come evitare duplicati con i moduli che altri designer e team creano e cos\u00ec via. Quando si rende modulare un design esistente o se ne crea uno nuovo, non \u00e8 sempre chiaro da dove cominciare.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Cominciate dal linguaggio<\/h2>\n<p>Il linguaggio \u00e8 fondamentale per collaborare. Nel suo libro <cite><a href=\"http:\/\/abbytheia.com\/makesense\/\">How to Make Sense of Any Mess<\/a><\/cite>, Abby Covert dice che l&#8217;ostacolo pi\u00f9 grande che un team si trova ad affrontare \u00e8 la mancanza di un linguaggio condiviso. Per aiutare a stabilire quel linguaggio condiviso, suggerisce di discutere, esaminare e documentare le nostre <a href=\"http:\/\/www.slideshare.net\/AbbyCovert\/lessons-from-an-ontology-nerd\">decisioni ontologiche<\/a> sotto forma di \u201cvocabolari controllati\u201d.<\/p>\n<p>In breve, dovremmo cominciare dal linguaggio, non dalle interfacce.<\/p>\n<p>Da circa un anno ormai, il nostro team in <a href=\"http:\/\/futurelearn.com\/\">FutureLearn<\/a>, una piattaforma di open education, sta sperimentando con l&#8217;approccio modulare. Vorrei condividere alcuni modi che abbiamo provato per perfezionare un linguaggio condiviso per aiutare il nostro team a passare al design modulare.<\/p>\n<h3>Create una pattern library come team<\/h3>\n<p>Uno dei primi esperimenti con la modularit\u00e0 \u00e8 stato un tentativo di redesign della nostra homepage. Un visual designer ha creato delle parti modulari, poi noi abbiamo fatto un workshop in cui abbiamo cercato di organizzare i moduli in comp. Questo \u00e8 quello che pensavamo (forse ingenuamente) fosse un \u201cprocesso di design modulare\u201d.<\/p>\n<div class=\"illustration full\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2016\/05\/kholmatova_01.jpg\" border=\"0\" alt=\"Fotografia del team di FutureLearn mentre organizza i moduli in comp.\" width=\"100%\" style=\"border: 0px;\" \/><\/p>\n<p>Uno dei nostri primi esperimenti con la modularit\u00e0.<\/p>\n<\/div>\n<p>Alla fine avevamo tre design che sarebbero diventati prototipi completamente funzionanti, ma anche se \u00e8 stato un esercizio utile, il risultato non \u00e8 stato davvero modulare:<\/p>\n<ul>\n<li>i moduli non erano chiaramente definiti;<\/li>\n<li>non avevano funzioni chiare: le differenze tra loro spesso erano semplicemente estetiche;<\/li>\n<li>non li abbiamo standardizzati e non gli abbiamo dato un nome;<\/li>\n<li>non abbiamo ragionato molto sul modo in cui sarebbero stati riutilizzati.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In definitiva, abbiamo deciso di non usare i design risultanti. Questi esperimenti sono stati utili per spingerci in una forma mentale modulare, ma lo step di definizione che ci avrebbe portato a pensare modularmente stava passando attraverso il processo di <a href=\"https:\/\/about.futurelearn.com\/blog\/pattern-library\/\">creazione di una pattern library<\/a> come team, che ha occupato vari mesi (e che \u00e8 ancora in corso).<\/p>\n<p>La <a href=\"http:\/\/bradfrost.com\/blog\/post\/atomic-web-design\/\">metodologia dell&#8217;atomic design<\/a> sperimentata per primo da <a href=\"http:\/\/twitter.com\/brad_frost\">Brad Frost<\/a> \u00e8 stata la nostra base. In quel momento abbiamo cominciato ad osservare la UI, a smontare l&#8217;interfaccia, a fare <a href=\"http:\/\/bradfrost.com\/blog\/post\/interface-inventory\/\">degli inventari<\/a> e a definire gli elementi principali e i pattern che abbiamo usato per creare nuove pagine.<\/p>\n<p>Una volta avuta una library, eravamo preparati meglio per pensare al design in termini di componenti distinte e riutilizzabili. Fino ad allora, anche dopo tutti i nostri esperimenti, stavamo ancora pensando in termini di pagine.<\/p>\n<h3>Assegnate in maniera collaborativa i nomi alle cose, basandovi sulla loro funzione di alto livello<\/h3>\n<p>Una volta che avete le basi, \u00e8 importante creare su queste facendo evolvere il linguaggio come team. Una parte importante di questo processo \u00e8 dare un nome alle cose che create.<\/p>\n<p>Immaginatevi di avere un semplice componente la cui funzione \u00e8 di persuadere le persone a fare uno specifico corso online. Come lo chiamereste?<\/p>\n<div class=\"illustration full\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2016\/05\/kholmatova_02.jpg\" border=\"0\" alt=\"Screenshot di un modulo di promozione di un corso online sulla cyber security.\" width=\"100%\" \/><\/p>\n<p>Componente UI che promuove un corso online su FutureLearn.<\/p>\n<\/div>\n<p>Il nome dipende dalla funzione del componente e dal modo e dalla posizione in cui appare nell&#8217;interfaccia. Alcune persone, per esempio, potrebbero chiamarlo \u201cimage header\u201d o \u201ccourse promo\u201d.<\/p>\n<p>James Britton, un insegnante britannico molto noto, spiega in <a href=\"https:\/\/www.goodreads.com\/book\/show\/846917.Language_And_Learning\"><cite>Language and Learning<\/cite><\/a> che conferendo nomi agli oggetti, ci impegniamo in un \u201cprocesso in cui li portiamo in vita\u201d, proprio come i bambini utilizzano il linguaggio per \u201cportare in vita, per togliere dalla non esistenza\u201d il mondo che li circonda. In maniera simile, se un oggetto nell&#8217;interfaccia non ha un nome, un nome che abbia senso per il vostro team e che \u00e8 conosciuto ed usato dalle persone del vostro team, allora non esiste come modulo concreto su cui agire e con cui lavorare.<\/p>\n<p>Una volta che avrete dato un nome a un oggetto, gli avrete dato un futuro. Per esempio, se gli date un nome \u201cpresentational\u201d, il suo futuro sar\u00e0 limitato perch\u00e9 sar\u00e0 attinente solo ai suoi stili. Un nome funzionale <a href=\"http:\/\/seesparkbox.com\/foundry\/naming_css_stuff_is_really_hard\">potrebbe andare meglio<\/a>, ma i nomi funzionali richiedono pi\u00f9 ragionamento ed \u00e8 pi\u00f9 difficile arrivarci, perch\u00e9 la funzione potrebbe essere relativa. Per esempio, abbiamo quasi chiamato il componente di cui sopra \u201ccourse poster\u201d perch\u00e9 aveva un&#8217;immagine di sfondo del co<\/p>\n<p>Nel processo di assegnazione di un nome a un elemento, si elabora tutti insieme come gruppo la funzione e si raggiunge un accordo. Non \u00e8 tanto dare un grande nome a qualcosa (anche se, ovviamente, \u00e8 un ideale a cui aspirare), quanto <em>essere d&#8217;accordo<\/em> sul nome. Questo determina il modo in cui sar\u00e0 usato l&#8217;elemento e contribuisce ad assicurare che venga usato da tutti in maniera consistente.<\/p>\n<p>rso e la sua funzione era quella di promuovere il corso. Non era un nome sbagliato (in effetti era quasi funzionale), ma era anche limitante.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Pi\u00f9 o meno allo stesso momento, per un altro progetto, un designer diverso aveva introdotto un componente che sembrava (salvo alcune variazioni minori nel layout e nella tipografia) piuttosto simile al nostro \u201ccourse poster\u201d.<\/p>\n<div class=\"illustration full\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2016\/05\/kholmatova_03.jpg\" border=\"0\" alt=\"Screenshot di un modulo che invita gli studenti a prendere parte alla discussione sull'attivit\u00e0 del cervello.\" width=\"100%\" \/><\/p>\n<p>Componente UI che invita gli studenti a prendere parte a una discussione.<\/p>\n<\/div>\n<p>La funzione del nuovo componente era quella di invitare le persone a prendere parte a una discussione. Quindi, il primo pensiero che c&#8217;\u00e8 venuto in mente \u00e8 stato di chiamarla \u201cdiscussion\u201d. Sulle prime, nessuno aveva creato una connessione con \u201ccourse poster\u201d, perch\u00e9 il suo nome l&#8217;aveva limitata ad una specifica funzione &#8211; promuovere corsi &#8211; e la funzione di \u201cdiscussion\u201d aveva poco a che fare con essa.<\/p>\n<p>Se avessimo dato a quelle componenti i nomi a cui avevamo inizialmente pensato (\u201ccourse poster\u201d e \u201cdiscussion\u201d), saremmo finiti con due moduli con nomi diversi ma praticamente identici e non riutilizzabili. Certe sviste possono portare a dei duplicati e a delle inconsistenze, che minano la modularit\u00e0.<\/p>\n<p>Sebbene la loro funzione possa apparire diversa sulle prime, se guardate ai vari usi di queste componenti nel conteso o se addirittura immaginate i potenziali casi d&#8217;uso, \u00e8 pi\u00f9 semplice vedere che entrambe fanno cose analoghe: fungono da parti che attraggono l&#8217;attenzione. Comandano le call to action principali su quelle pagine. In altre parole: la loro funzione ad alto livello consiste nel focalizzare l&#8217;attenzione degli utenti sull&#8217;azione pi\u00f9 importante.<\/p>\n<div class=\"illustration full\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2016\/05\/kholmatova_04.jpg\" border=\"0\" alt=\"Screenshots delle varie componenti billboard in uso.\" width=\"100%\" \/><\/p>\n<p>Una componente billboard in uso.<\/p>\n<\/div>\n<p>Alla fine, abbiamo creato una singola componente chiamata \u201cbillboard\u201d. I billboard non sono vincolati dalla loro posizione sulla pagina o dal loro contenuto o dal loro aspetto. Possono apparire o con un&#8217;immagine come sfondo o come parte del contenuto. La cosa importante \u00e8 la loro funzione ad alto livello e che tale funzione ad alto livello sia compresa allo stesso modo da diverse persone nel team.<\/p>\n<div class=\"illustration full\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2016\/05\/kholmatova_05.jpg\" border=\"0\" alt=\"Screenshot di una componente billboard con un'immagine di un hamburger inserita tra la headline e la call to action.\" width=\"100%\" \/><\/p>\n<p>Esempio di una componente billboard con un&#8217;immagine come parte del contenuto.<\/p>\n<\/div>\n<p>Nel processo di assegnazione di un nome a un elemento, si elabora tutti insieme come gruppo la funzione e si raggiunge un accordo. Non \u00e8 tanto dare un grande nome a qualcosa (anche se, ovviamente, \u00e8 un ideale a cui aspirare), quanto <em>essere d&#8217;accordo<\/em> sul nome. Questo determina il modo in cui sar\u00e0 usato l&#8217;elemento e contribuisce ad assicurare che venga usato da tutti in maniera consistente.<\/p>\n<h3>Rendete il linguaggio del design parte della cultura quotidiana<\/h3>\n<p>Assegnare dei nomi alle cose in questo modo potrebbe richiedere pi\u00f9 tempo, almeno inizialmente, perch\u00e9 non \u00e8 ancora un&#8217;abitudine. Rendere il processo pi\u00f9 familiare richiede uno sforzo e un impegno in pi\u00f9 da parte dell&#8217;intero team.<\/p>\n<p>Un modo per far s\u00ec che avvengano le discussioni sul linguaggio consiste nel creare uno spazio fisico per queste all&#8217;interno dell&#8217;ufficio.<\/p>\n<div class=\"illustration full\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2016\/05\/kholmatova_06.jpg\" border=\"0\" alt=\"Foto di due muri ricoperti di stampe di moduli e di discussioni sui nomi.\" width=\"100%\" \/><\/p>\n<p>Uno spazio del nostro ufficio in cui spesso si fanno discussioni sul linguaggio.<\/p>\n<\/div>\n<p>Le funzioni ad alto livello sono pi\u00f9 semplici da definire se avete stampato l&#8217;intera UI e se \u00e8 comprensibile a colpo d&#8217;occhio. In  questo modo, \u00e8 anche molto pi\u00f9 facile trovare duplicati ed inconsistenze.<\/p>\n<p>Anche <a href=\"https:\/\/slack.com\/\">Slack<\/a> o altri client sono un <a href=\"https:\/\/source.opennews.org\/en-US\/articles\/remote-control-mandy-brown-vox-product\/\">una strada percorribile<\/a> per fare queste discussioni. Per esempio, pu\u00f2 essere utile postare dei nuovi elementi che avete appena introdotto o quelli esistenti che sospettate siano inconsistenti o potenzialmente dei duplicati, e poi provare a trovarne la funzione e un nome adatto. Quando pensate ai nomi, aiuta avere un punto di riferimento comune: il nostro team prende spesso in prestito dei termini da altri settori quali l&#8217;editoria o l&#8217;architettura, per trarne delle idee.<\/p>\n<div class=\"illustration full\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2016\/05\/kholmatova_07.jpg\" border=\"0\" alt=\"Screenshot da una discussione su Slack riguardande dei potenziali nomi, come 'bracket' o 'triglyph' per un modulo con tre pezzi di contenuto.\" width=\"100%\" \/><\/p>\n<p>Una tipica discussione sui nomi su Slack.<\/p>\n<\/div>\n<p>Tenere vivo il linguaggio del design rendendolo parte delle nostre conversazioni quotidiane, sia di persona sia da remoto, gioca un ruolo fondamentale nel mantenere la modularit\u00e0 all&#8217;interno del nostro team.<\/p>\n<h3>Definite l&#8217;architettura del CSS nella fase di design<\/h3>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 bisogno di dirlo, ma raggiungere il consenso pu\u00f2 essere difficile. Per esempio, potremmo non essere d&#8217;accordo sul fatto se riutilizzare o meno un modulo esistente, personalizzarlo per un contesto specifico o creare un nuovo componente.<\/p>\n<p>Sono stati scritti <a href=\"http:\/\/philipwalton.com\/articles\/extending-styles\/\">molti articoli<\/a> sull&#8217;assegnamento di stili ai componenti UI basandosi sul contesto, ma Harry Roberts <a href=\"http:\/\/csswizardry.com\/2015\/06\/contextual-styling-ui-components-nesting-and-implementation-detail\/\">ha suggerito<\/a> che \u201cdover cambiare l&#8217;estetica di una componente in un certo contesto \u00e8 Design Smell\u201d, un segnale che il vostro design sta fallendo. Come possiamo evitare che accada?<\/p>\n<p>Ci pu\u00f2 aiutare cercare di standardizzare gli elementi nella fase di design, prima di realizzarli. In altre parole, cominciando dal linguaggio del design. Questo significa che gli sviluppatori devono capire perch\u00e9 le cose siano progettate in un certo modo e i designer devono sapere in che modo i moduli verranno costruiti, cos\u00ec che possano migliorarli senza dover creare una versione diversa del modulo.<\/p>\n<p>Prima di scrivere il CSS \u00e8 utile che designer e developer capiscano lo scopo di ogni elemento che creano. Potrebbero cominciare col fare moltissime domande: \u201cQuesto modulo sar\u00e0 sempre a larghezza piena? Perch\u00e9? Ci saranno sempre questi pulsanti? \u00c8 possibile che la tipografia cambi? L&#8217;immagine di background \u00e8 critica per il design? Le righe orizzontali fanno parte della <a href=\"http:\/\/bradfrost.com\/blog\/post\/atomic-web-design\/#molecules\">molecola<\/a>?\u201d<\/p>\n<p>Rispondere a queste domande aiuta ad essere sicuri che le componenti completino lo scopo del design. Per eesmpio, potreste scegliere di specificare alcuni stili a <a href=\"http:\/\/bradfrost.com\/blog\/post\/atomic-web-design\/#atoms\">livello atomico<\/a>, invece che a livello di <a href=\"http:\/\/bradfrost.com\/blog\/post\/atomic-web-design\/#organisms\">organismo<\/a>, per rendere pi\u00f9 semplice cambiare quelle propriet\u00e0 senza cambiare il modulo stesso.<\/p>\n<h3>Coinvolgete gli utenti nel processo di design<\/h3>\n<p>Un alto aspetto critico nello stabilire una comprensione condivisa \u00e8 coinvolgere fin da subito persone di discipline diverse, cos\u00ec come gli utenti, nel processo di design. Quando si fa un brainstorm e si fanno le bozze assieme, non si pu\u00f2 evitare di parlare degli elementi di design, quindi inevitabilmente si prendono decisioni ontologiche che contribuiscono a rafforzare ed evolvere il linguaggio del design.<\/p>\n<p>Passare presto alla fase di test \u00e8 importante, anche se i moduli vengono presentati semplicemente su carta. Testare le idee su carta \u00e8 molto diverso dal processo solito, in cui si ha una lista di task e scenari attraverso i quali conduciamo gli utenti. Qui, i partecipanti possono scegliere, spostare, discutere e scarabocchiare sulle card, diventando parte attiva del processo di design. Questo ci d\u00e0 la possibilit\u00e0 di testare le nostre scelte di linguaggio e di essere sicuri che le funzioni che abbiamo definito abbiano senso per i nostri utenti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2016\/05\/kholmatova_08.jpg\" border=\"0\" alt=\"Tre foto di utenti che reagiscono alle stampe in grande formato dei moduli.\" width=\"100%\" \/><\/p>\n<p>User testing e design partecipativo con gli studenti.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Per concludere<\/h2>\n<p>Le fondamenta costituite da un linguaggio ben definito sono uno strumento potente che permette ai team di sintetizzare i propri sforzi attorno all&#8217;implementazione del design modulare. Ma il modo in cui si evolve un linguaggio del design condiviso \u00e8 un processo da fare passo a passo, graduale ed organico. Ogni persona del team ha un ruolo per renderlo pi\u00f9 coerente. Passare attraverso il processo di creazione di una pattern library come team \u00e8 un modo efficace per stabilire le fondamenta del linguaggio. Utilizzare una metodologia solida, come l&#8217;<a href=\"http:\/\/bradfrost.com\/blog\/post\/atomic-web-design\/\">atomic design<\/a>, pu\u00f2 accelerare il processo.<\/p>\n<p>\u00c8 utile che il vostro team sviluppi l&#8217;abitudine di assegnare insieme i nomi alle cose, perch\u00e9 mentre si cerca di dare a qualcosa un nome che abbia senso, se ne definisce la funzione e, ancora pi\u00f9 importante, si raggiunge il consenso. Il nome concordato determina il modo in cui l&#8217;elemento sar\u00e0 creato e incoraggia un uso consistente in tutto il team. Come <a href=\"http:\/\/abbytheia.com\/makesense\/\">scrive<\/a> Abby Coverts, \u201cSe non c&#8217;\u00e8 accordo prima di cominciare, preparatevi a dover lavorare di pi\u00f9 dopo\u201d.<\/p>\n<p>Sforzatevi di far riferimento agli elementi con il nome che avete concordato, indipendentemente da quanto possa suonare strano nelle conversazioni di ogni giorno. Ci vuole pi\u00f9 sforzo all&#8217;inizio per chiamare qualcosa \u201cbox dei sussurri\u201d (s\u00ec, abbiamo un elemento chiamato \u201cbox dei sussurri\u201d) piuttosto che \u201cquella cosa con le righe e un&#8217;icona nel mezzo\u201d, ma finch\u00e9 non comincerete a far riferimento a un elemento con il suo nome proprio, non esister\u00e0 nel vostro sistema modulare come blocco solido su cui poter intervenire. Ogni volta che usate il nome concordato, rafforzate l&#8217;elemento che state chiamando ed evolvete il vostro linguaggio del design.<\/p>\n<p>Mettete alla prova il vostro linguaggio al di fuori del vostro team usandolo all&#8217;interno dell&#8217;azienda, con altri team e con gli utenti. \u00c8 sempre interessante vedere cosa rimane. \u00c8 davvero incoraggiante quando anche qualcuno al di fuori del team di prodotto  comincia ad usare quel nome.<\/p>\n<p>Infine, ricordatevi che nessun linguaggio (salvo alcune <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Language_isolate#List_of_language_isolates_by_continent\">eccezioni<\/a>) esiste isolatamente. Evolvendo e rafforzando il vostro linguaggio del design, avete un&#8217;opportunit\u00e0 per contribuire linguaggio pi\u00f9 ampio del web e per contribuire a renderlo pi\u00f9 consistente e coerente per tutti.<\/p>\n<p>Illustrazioni: {carlok}<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Addio pagine, benvenuti sistemi! Quando suddividiamo le cose nelle loro unit\u00e0 atomiche, gli elementi di design diventano pi\u00f9 scalabili e sostituibili, pi\u00f9 semplici da testare e pi\u00f9 rapidi da assemblare. Alla Kholmatova enfatizza come un vocabolario condiviso dovrebbe essere il punto di inizio per i team che vogliono adottare un approccio modulare al design. Cominciamo dal linguaggio, non dalle interfacce.<\/p>\n","protected":false},"author":229,"featured_media":7000790,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","categories":[143,8,278],"tags":[],"coauthors":[471],"class_list":["post-607","article","type-article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-numero-126-2-maggio-2016","category-processo-procedimenti","category-workflow-tools"],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article\/607","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article"}],"about":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/229"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=607"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7000790"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=607"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=607"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=607"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=607"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}