{"id":62,"date":"2010-05-17T10:14:04","date_gmt":"2010-05-17T08:14:04","guid":{"rendered":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/breve-storia-del-markup\/"},"modified":"2010-05-17T10:14:04","modified_gmt":"2010-05-17T08:14:04","slug":"breve-storia-del-markup","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/breve-storia-del-markup\/","title":{"rendered":"Breve Storia Del Markup"},"content":{"rendered":"<p><em>Siamo lieti di presentarvi il Capitolo 1 di <cite><a href=\"http:\/\/books.alistapart.com\/\">HTML5 for Web Designers<\/a><\/cite> di Jeremy Keith (A Book Apart, 2010). \u2014Ed.<\/em><\/p>\n<p><acronym title=\"HyperText Markup Language\"><span class=\"caps\">HTML<\/span><\/acronym> \u00e8 il linguaggio unificatore del World Wide Web. Usando solamente i semplici tag che contiene, la razza umana ha creato una sbalorditiva eterogenea rete di documenti linkati, da Amazon, eBay e Wikipedia ai blog personali e ai siti web dedicati ai gatti che assomigliano a Hitler.<\/p>\n<p>HTML5 \u00e8 l&#8217;ultima iterazione di questa lingua franca. Sebbene sia il pi\u00f9 ambizioso cambio alla nostra lingua comune, questa non \u00e8 la prima volta che <span class=\"caps\">HTML<\/span> viene aggiornato. Questo linguaggio si \u00e8 evoluto fin dall&#8217;inizio.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come per il Web, lo HyperText Markup Language \u00e8 il frutto dell&#8217;ingegno di Sir Tim Berners-Lee. Nel 1991 scrisse un documento intitolato \u201c<span class=\"caps\">HTML<\/span> Tags\u201d nel quale propose poco meno di una dozzina di elementi che potevano essere usati per scrivere pagine web.<\/p>\n<p>Sir Tim non ebbe l&#8217;idea di usare tag che consistessero in parole tra parentesi formate dai segni di &lt; e &gt;: quel tipo di tag esisteva gi\u00e0 nel formato <span class=\"caps\">SGML<\/span> (Standard Generalized Markup Language). Piuttosto che inventare un nuovo standard, Sir Tim vide il beneficio di costruire su quello che esisteva gi\u00e0, un trend che pu\u00f2 ancora essere visto nello sviluppo di HTML5.<\/p>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Da <span class=\"caps\">IETF<\/span> al W3C: la strada verso <span class=\"caps\">HTML<\/span> 4<\/h2>\n<p>Non c&#8217;\u00e8 mai stato nulla di nome <span class=\"caps\">HTML<\/span> 1. La prima specifica ufficiale \u00e8 stata <span class=\"caps\">HTML<\/span> 2.0, pubblicata dalla <span class=\"caps\">IETF<\/span>, la Internet Engineering Task Force. Molte delle features presenti in questa specifica vi furono introdotte a partire da implementazioni esistenti. Ad esempio, il browser web Mosaic, che guidava il mercato nel 1994, aveva gi\u00e0 fornito un modo con cui gli autori potevano inserire le immagini nei loro documenti usando un tag <code>&lt;img&gt;<\/code>. L&#8217;elemento <code>img<\/code> apparve pi\u00f9 tardi nella specifica <span class=\"caps\">HTML<\/span> 2.0.<\/p>\n<p>Il ruolo della <span class=\"caps\">IETF<\/span> fu preso dal W3C, il World Wide Web Consortium, al cui interno furono pubblicate successive iterazioni dello standard <span class=\"caps\">HTML<\/span> all&#8217;indirizzo <a href=\"http:\/\/www.w3.org\">http:\/\/www.w3.org<\/a>. L&#8217;ultima parte degli anni &#8217;90 vide un turbine di revisioni della specifica fintanto che non venne pubblicato <span class=\"caps\">HTML<\/span> 4.01 nel 1999.<\/p>\n<p>In quel momento, <span class=\"caps\">HTML<\/span> affront\u00f2 il suo primo grande punto di svolta.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2><span class=\"caps\">XHTML<\/span> 1: <span class=\"caps\">HTML<\/span> come <span class=\"caps\">XML<\/span><\/h2>\n<p>Dopo <span class=\"caps\">HTML<\/span> 4.01, la successiva revisione del linguaggio fu chiamata <span class=\"caps\">XHTML<\/span> 1.0. La X stava per \u201ceXtreme\u201d ed i web developers dovevano incrociare le braccia a formare una X quando pronunciavano quella lettera.<\/p>\n<p>No, seriamente. La X stava per \u201ceXtensible\u201d e incrociare le braccia era totalmente facoltativo.<\/p>\n<p>Il contenuto della specifica di <span class=\"caps\">XHTML<\/span> 1.0 era identica a quella di <span class=\"caps\">HTML<\/span> 4.01: non aggiunsero nessun nuovo elemento o attributo. L&#8217;unica differenza stava nella sintassi del linguaggio: laddove <span class=\"caps\">HTML<\/span> permetteva agli autori la totale libert\u00e0 nello scrivere i loro elementi ed attributi, <span class=\"caps\">XHTML<\/span> richiedeva agli autori di seguire le regole di <span class=\"caps\">XML<\/span>, un linguaggio di markup pi\u00f9 vincolante sul quale il W3C stava gettando le basi per la maggior parte delle sue tecnologie.<\/p>\n<p>Avere regole pi\u00f9 ferree non era poi una cattiva idea: incoraggi\u00f2 gli autori ad usare un unico stile di scrittura. Nei casi in cui i tag e gli attributi potevano essere scritti con lettere maiuscole, minuscole o una qualunque combinazione di questi, un documento <span class=\"caps\">XHTML<\/span> 1.0 valido richiedeva che tutti i tag e gli attributi fossero scritti con lettere minuscole.<\/p>\n<p>La pubblicazione di <span class=\"caps\">XHTML<\/span> 1.0 coincise con l&#8217;aumentare del supporto per i <span class=\"caps\">CSS<\/span> da parte dei browser. Man mano che i web designer abbracciavano l&#8217;emergere degli standard web, guidati da The Web Standards Project, la sintassi pi\u00f9 stringente di <span class=\"caps\">XHTML<\/span> era vista come una \u201cbest practice\u201d per scrivere il markup.<\/p>\n<p>Poi il W3C pubblic\u00f2 <span class=\"caps\">XHTML<\/span> 1.1.<\/p>\n<p>Mentre <span class=\"caps\">XHTML<\/span> 1.0 era semplicemente una versione di <span class=\"caps\">HTML<\/span> riformulata come <span class=\"caps\">XML<\/span>, <span class=\"caps\">XHTML<\/span> 1.1 era vero, genuino <span class=\"caps\">XML<\/span>. Ci\u00f2 significava che non poteva essere trattato con un mime-type <code>text\/html<\/code>. Ma se gli autori pubbblicavano un documento con un mime-type <span class=\"caps\">XML<\/span>, allora il pi\u00f9 popolare browser web dell&#8217;epoca &#8211; Internet Explorer &#8211; non avrebbe reso il documento.<\/p>\n<p>Sembrava quasi che il W3C stesse perdendo il contatto con la realt\u00e0 quotidiana della pubblicazione sul web.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2><span class=\"caps\">XHTML<\/span> 2: Oh, non lo useremo!<\/h2>\n<p>Se il personaggio di Dustin Hoffman ne <em>Il laureato<\/em> fosse stato un web designer, il W3C gli avrebbe detto una sola parola: <span class=\"caps\">XML<\/span>.<\/p>\n<p>Per quanto riguardava il W3C, <span class=\"caps\">HTML<\/span> era terminato alla versione 4. Cominciarono a lavorare a <span class=\"caps\">XHTML<\/span> 2, progettato per guidare il web verso un nuovo scintillante futuro basato su <span class=\"caps\">XML<\/span>.<\/p>\n<p>Sebbene il nome <span class=\"caps\">XHTML<\/span> 2 suonasse molto simile a <span class=\"caps\">XHTML<\/span> 1, non avrebbero potuto essere pi\u00f9 diversi. A differenza di <span class=\"caps\">XHTML<\/span> 1, <span class=\"caps\">XHTML<\/span> 2 non sarebbe dovuto essere retro-compatibile con il contenuto web esistente e nemmeno con le precedenti versioni di <span class=\"caps\">HTML<\/span>. Al contrario, doveva essere un puro linguaggio, che non dovesse sopportare il peso della storia mal fatta delle specifiche precedenti.<\/p>\n<p>Fu un disastro.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Lo scisma: <span class=\"caps\">WHATWG<\/span> TF? [TF sta per Task Force, <em>ndr<\/em>]<\/h2>\n<p>All&#8217;interno del W3C si form\u00f2 una rivolta. Il consorzio sembrava che formulasse standard puramente teorici non collegati ai bisogni dei web designer. I rappresentati di Opera, Apple e Mozilla erano molto scontenti della direzione presa. Volevano vedere una maggiore enfasi sui formati che permettessero la creazione di applicazioni web.<\/p>\n<p>Le cose giunsero al culmine durante una riunione-workshop nel 2004. Ian Hickson, che all&#8217;epoca lavorava per Opera Software, propose l&#8217;idea di estendere<span class=\"caps\">HTML<\/span> per permettere la creazione di applicazioni web. La proposta fu rifiutata.<\/p>\n<p>I ribelli maldisposti formarono il loro gruppo: il Web Hypertext Application Technology Working Group, o <span class=\"caps\">WHATWG<\/span> in forma breve.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Da Web Apps 1.0 a HTML5<\/h2>\n<p>Fin dall&#8217;inizio, il <span class=\"caps\">WHATWG<\/span> oper\u00f2 in maniera piuttosto diversa dal W3C. Il W3C usa un approccio basato sul consenso: le questioni vengono portate a galla, discusse e poi votate. Al <span class=\"caps\">WHATWG<\/span> le questioni vengono sollevate e discusse, ma la decisione finale su quello che finisce in una specifica rimane all&#8217;editore. L&#8217;editore \u00e8 Ian Hickson.<\/p>\n<p>In apparenza, il processo del W3C sembra pi\u00f9 equo e democratico. Nella pratica per\u00f2, le mosse politiche ed i battibecchi interni possono far impantanare il progresso. Al <span class=\"caps\">WHATWG<\/span>, dove ognuno \u00e8 libero di contribuire ma l&#8217;editore ha l&#8217;ultima parola, le cose si muovono ad un ritmo pi\u00f9 veloce. Ma l&#8217;editore non ha potere assoluto: un comitato direttivo formato esclusivamente da membri invitati pu\u00f2 mettere in dubbio l&#8217;editore nell&#8217;improbabile caso di uno scenario Strangelove [Stranamore, <em>ndr<\/em>].<\/p>\n<p>Inizialmente, la grande quantit\u00e0 di lavoro al <span class=\"caps\">WHATWG<\/span> fu divisa in due specifiche: Web Forms 2.0 e Web Apps 1.0. Entrambe le specifiche avevano come scopo l&#8217;estensione di <span class=\"caps\">HTML<\/span>. Con l&#8217;andar del tempo, queste specifiche vennero unite e semplicemente chiamate HTML5.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Riunificazione<\/h2>\n<p>Mentre si sviluppava HTML5 al <span class=\"caps\">WHATWG<\/span>, il W3C continuava a lavorare su <span class=\"caps\">XHTML<\/span> 2. Sarebbe inaccurato dire che non stava procedendo velocemente: non stava andando da nessuna parte e lo stava facendo molto molto lentamente.<\/p>\n<p>Nell&#8217;ottobre 2006, Sir Tim Berners-Lee scrisse un blog post nel quale ammetteva che il tentativo di spostare il web da <span class=\"caps\">HTML<\/span> a <span class=\"caps\">XML<\/span> non stava funzionando. Pochi mesi dopo, il W3C rilasci\u00f2 un nuovo atto istitutivo per la formazione di un <span class=\"caps\">HTML<\/span> Working Group. Piuttosto che partire da zero, decisero saggiamente che si sarebbe dovuto usare come base per qualunque versione futura di <span class=\"caps\">HTML<\/span> il lavoro del <span class=\"caps\">WHATWG<\/span>.<\/p>\n<p>Tutte queste partenze ed arresti portarono ad una situazione piuttosto confusa. Il W3C stava simultaneamente lavorando a due tipi di markup diversi ed incompatibili: <span class=\"caps\">XHTML<\/span> 2 e <span class=\"caps\">HTML<\/span> 5 (notare lo spazio prima del 5). Nel frattempo, un&#8217;organizzazione separata, il <span class=\"caps\">WHATWG<\/span>, stava lavorando ad una specifica chiamata HTML5 (senza spazio) che doveva essere usata come base per una delle specifiche del W3C!<\/p>\n<p>Qualunque web designer che cercasse di raccapezzarsi in questa situazione avrebbe fatto prima a decifrare una maratona di film come <em>Memento<\/em>, <em>Primer<\/em> e l&#8217;opera completa di David Lynch.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2><span class=\"caps\">XHTML<\/span> \u00e8 morto: lunga vita alla sintassi di <span class=\"caps\">XHTML<\/span><\/h2>\n<p>La situazione nebulosa cominci\u00f2 a schiarirsi nel 2009. Il W3C annunci\u00f2 che l&#8217;atto istitutivo per <span class=\"caps\">XHTML<\/span> 2 non sarebbe stato rinnovato. Il formato era morto da molti anni; questo annunci\u00f2 fu poco pi\u00f9 che un certificato di morte.<\/p>\n<p>Stranamente, invece che passare sotto silenzio, la morte di <span class=\"caps\">XHTML<\/span> 2 fu accolta con gioia maligna: i detrattori di <span class=\"caps\">XML<\/span> usarono la notizia come un&#8217;opportunit\u00e0 per deridere chiunque avesse mai usato <span class=\"caps\">XHTML<\/span> 1 &#8211; nonostante <span class=\"caps\">XHTML<\/span> 1 e <span class=\"caps\">XHTML<\/span> 2 non avessero quasi nulla in comune.<\/p>\n<p>Nel frattempo, gli autori che avevano scritto <span class=\"caps\">XHTML<\/span> 1 perch\u00e9 si fosse costretti ad usare uno stile di scrittura con regole ferree erano preoccupati che HTML5 avrebbe segnato il ritorno ad un markup sporco.<\/p>\n<p>Come vedrete presto, questa non era una preoccupazione giustificata: HTML5 \u00e8 tanto sporco o tanto pulito come lo volete rendere voi.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>La timeline di HTML5<\/h2>\n<p>Lo stato corrente di HTML5 non \u00e8 cos\u00ec confuso come lo fu un tempo, ma non \u00e8 ancora del tutto chiaro.<\/p>\n<p>Ci sono due gruppi che lavorano su HTML5: il <span class=\"caps\">WHATWG<\/span> sta creando una specifica HTML5 usando il suo processo \u201ccommit then review.\u201d [sollevare e rivedere, <em>ndr<\/em>]; lo <span class=\"caps\">HTML<\/span> Working Group del W3C prende tale specifica e la passa attraverso il suo processo di \u201creview then commit.\u201d [revisiona e sottoponi a valutazione, <em>ndr<\/em>]. Come potete immaginare, non \u00e8 un&#8217;alleanza semplice. Tuttavia, sembra che finalmente ci sia un accordo sulla fastidiosa questione dello \u201cspazio o non spazio?\u201d (\u00e8 HTML5 senza spazio, nel caso ve lo stiate chiedendo).<\/p>\n<p>Forse una delle questioni che disorientano maggiormente i web designer che si avvicinano a HTML5 \u00e8 ottenere una risposta alla domanda: \u201cquando sar\u00e0 pronto?\u201d<\/p>\n<p>Durante un&#8217;intervista, Ian Hickson ha detto che HTML5 sar\u00e0 una \u201cproposed recommendation\u201d nel 2022. Ne segu\u00ec un&#8217;onda di pubblico sdegno da parte di alcuni web designers. Non avevano capito che cosa significa \u201cproposed recommendation\u201d, ma non avevano abbastanza dita per contare fino all&#8217;anno 2022.<\/p>\n<p>Lo sdegno era ingiustificato. In questo caso, raggiungere lo stato di \u201cproposed recommendation\u201d richiede due implementazioni complete di HTML5. Considerando la portata della specifica, questa data \u00e8 incredibilmente ambiziosa. Dopo tutto, i browser non hanno una storia di record sul campo nell&#8217;implementazione degli standard esistenti. Ci volle pi\u00f9 di una decade perch\u00e9 Internet Explorer aggiungesse il supporto per l&#8217;elemento <code>abbr<\/code>.<\/p>\n<p>La data che conta davvero per HTML5 \u00e8 il 2012, cio\u00e8 quando la specifica dovrebbe diventare una \u201ccandidate recommendation.\u201d, che, nel gergo degli standard, sta ad indicare \u201cfatta e finita.\u201d<\/p>\n<p>Ma anche quella data non \u00e8 particolarmente rilevante per i web designers. Quello che conta \u00e8 quando i browser cominceranno a supportarne le caratteristiche. Abbiamo cominciato ad usare parti di <span class=\"caps\">CSS<\/span> 2.1 non appena i browser hanno cominciato a fornirne il supporto. Se avessi aspettato che tutti i browser supportassero completamente <span class=\"caps\">CSS<\/span> 2.1 prima di cominciare ad usarlo, staremmo ancora aspettando.<\/p>\n<p>Non \u00e8 diverso con HTML5: non ci sar\u00e0 un singolo punto nel tempo durante il quale si potr\u00e0 dichiarare che il linguaggio \u00e8 pronto per essere usato. Al contrario, possiamo cominciare ad usarne delle parti non appena i browser web supporteranno tali caratteristiche.<\/p>\n<p>Ricordate, HTML5 non \u00e8 un linguaggio completamente nuovo e creato da zero: \u00e8 una evoluzione piuttosto che una rivoluzione nella storia del markup. Se state creando dei siti web con una qualunque versione di <span class=\"caps\">HTML<\/span>, siete pronti per usare HTML5.<\/p>\n<p>\u2014<cite><a href=\"http:\/\/books.alistapart.com\/\">HTML5 for Web Designers<\/a><\/cite><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fresco di stampa! Nel suo nuovo breve libro per le persone che creano siti web, cita href=http:\/\/books.alistapart.com\/HTML5 For Web Designers\/a\/cite, Jeremy Keith riduce la confusione che sta intorno al nuovo linguaggio di markup del web e presenta quello che ciascun web designer e developer focalizzato sull&#8217;accessibilit\u00e0 e sugli standard dovrebbe sapere riguardo a questo, dalla semantica alla strategia. Non solo citeHTML5 For Web Designers\/cite \u00e8 una lettura interessante e rapida, ma \u00e8 anche la prima pubblicazione della nostra collana A Book Apart. Per festeggiare, citeA List Apart\/cite \u00e8 orgogliosa di presentare tutto il Capitolo Uno: Breve Storia del Markup. Buona lettura!<\/p>\n","protected":false},"author":818,"featured_media":7000576,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","categories":[4,265,17],"tags":[],"coauthors":[296],"class_list":["post-62","article","type-article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-codice","category-html5","category-numero-6-18-maggio-2010"],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article\/62","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article"}],"about":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/818"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=62"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7000576"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=62"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=62"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=62"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=62"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}