{"id":632,"date":"2016-06-27T19:09:12","date_gmt":"2016-06-27T17:09:12","guid":{"rendered":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/object-oriented-ux\/"},"modified":"2016-06-27T19:09:12","modified_gmt":"2016-06-27T17:09:12","slug":"object-oriented-ux","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/object-oriented-ux\/","title":{"rendered":"UX orientata agli oggetti"},"content":{"rendered":"<div class=\"paragrafo\">\n<p>Nel giugno del 2012, mentre lavoravo alla <a href=\"http:\/\/www.cnn.com\/\">CNN.com<\/a>, mi fu dato il compito di progettare la user experience della serata delle elezioni. Nei cinque mesi seguenti, ho dedicato la mia vita a quella singola serata, ma il successo per me non aveva niente a che fare con chi avrebbe vinto. Ero preoccupata della findability, della visualizzazione dei dati, di un canvas che cambia forma e di come diavolo far funzionare i flyout al mouse-over su un iPhone. Per la prima volta nella storia, CNN.com stava creando un&#8217;esperienza responsive e, per la prima volta nella storia, io stavo <em>progettando<\/em> un&#8217;esperienza responsive.<\/p>\n<p>La posta in gioco era alta. La sera delle elezioni \u00e8 come la domenica del Super Bowl per CNN.com. Se eseguita bene, \u00e8 una delle serate a maggior rendimento in un ciclo di quattro anni. Per aggiungere altra pressione, avevamo una tempistica stretta, con una deadline che non si sarebbe potuta spostare: il 6 novembre o si fallisce.<\/p>\n<p>Poi appresi che il primo development sprint sarebbe partito dopo quattro giorni. <em>Quattro giorni?!<\/em>. Il mio project manager mi disse in maniera calma: \u201cNon preoccuparti. I dev hanno solo bisogno di <em>un template<\/em> per il primo sprint. Mentre stanno creando il primo template, puoi passare al successivo\u201d.<\/p>\n<p>Eh? Come pensavano che avrei potuto progettare un ingranaggio di una macchina senza prima avere una bozza del design della macchina?<\/p>\n<p>Pensare in maniera cos\u00ec miope funzionava bene quando progettavamo pagine su schermi a larghezza fissa: potevamo cavarcela mettendo insieme i pezzi progettati in dipartimenti non comunicanti tra loro. Non sapevo molto del responsive design, ma sapevo che avevamo bisogno di un sistema semplice e pulito, non di pagine messe assieme. E come sanno tutti gli ingegneri e i designer, pi\u00f9 ci sono parti in movimento in un sistema, pi\u00f9 ci sono occasioni per un disastro.<\/p>\n<p>Quindi, durante quei primi quattro giorni, non ho fatto il wireframe di un solo template disconnesso, ho fatto uno schizzo di un sistema olistico fatto di parti riutilizzabili ed interscambiabili. Ecco come appariva:<\/p>\n<div class=\"illustration full\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2016\/06\/image1-results.jpg\" border=\"0\" alt=\"Il diagramma della serata delle elezioni\" width=\"100%\" \/><\/p>\n<p>Schema dell&#8217;esperienza proposta per l&#8217;election night che ho presentato per la prima volta al team di CNN.com.<\/p>\n<\/div>\n<p>Ho presentato questo schema in una sala conferenze piena di stakeholder che si aspettavano di esaminare un singolo template \u201cfinito\u201d. Ho dimostrato di aver ridotto il numero di componenti e template rispetto al design del 2008 e che il nuovo sistema era sufficientemente semplice da entrare in un foglio di carta A4! Grazie al cielo, una massa critica di persone nella stanza ha capito il valore di quello che avevo presentato: meno cose da realizzare.<\/p>\n<p>Lo schema che avevo prodotto nel 2012 era tutto fuorch\u00e9 perfetto, perlopi\u00f9 perch\u00e9 stavo cercando di fare troppo, troppo presto. Ho fatto una falsa partenza sull&#8217;implementazione, mettendo nella bozza i flyout e i grafici a barre. Stavo ancora pensando in maniera desktop-first, preoccupandomi del <em>posizionamento<\/em> piuttosto che dell&#8217;<em>organizzazione in base alle priorit\u00e0<\/em>. Avevo inserito in una homepage prematura una copertina dell&#8217;esperienza (che adesso avrei dovuto progettare per <em>ultima<\/em>). Avevo provato a creare una navigazione top-level sempre presente, invece di concentrarmi prima sui moduli di contenuto.<\/p>\n<p>Per quanto imperfetto, lo spirito della bozza e il ragionamento che ci stava dietro avevano lasciato il segno. Non era una sitemap, non mostrava gerarchia. Non era uno storyboard, non abbozzava un flusso dei task. Al contrario, questo diagramma mappava un sistema di cose e ha cambiato il modo in cui faccio UX.<\/p>\n<p>Togliendo l&#8217;interazione, la navigazione persistente, l&#8217;homepage e il layout, ecco lo schema che avrei creato allora se avessi saputo quello che so adesso, mostrando un sistema con tre oggetti: <a href=\"http:\/\/www2.cnn.com\/election\/2012\/results\/state\/TN\/\">Stati<\/a>, <a href=\"http:\/\/www2.cnn.com\/election\/2012\/results\/race\/senate\/\">Race (per il senato)<\/a> e <a href=\"http:\/\/www2.cnn.com\/election\/2012\/results\/state\/TN\/senate\/\">Risultati per Stato-Race<\/a>.<\/p>\n<div class=\"illustration full\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2016\/06\/image2-diagram.png\" border=\"0\" alt=\"Uno schema della election night aggiornato\" width=\"100%\" \/><\/p>\n<p>Come presenterei l&#8217;esperienza della election night se dovessi progettarla oggi.<\/p>\n<\/div>\n<p>Ha funzionato: la nostra election night responsive \u00e8 stata il Super Bowl Sunday che si auguravano i capi di CNN. Ma ce l&#8217;abbiamo fatta per il rotto della cuffia, lavorando fino a tarda sera e nei weekend per essere sicuri che il design funzionasse su una miriade di device. Non sono sicura che ce la saremmo cavata con un design anche solo leggermente pi\u00f9 complesso.<\/p>\n<p>Oggi, ho trasformato quell&#8217;esperienza in stile \u201cprova del fuoco\u201d in un processo basato sugli oggetti, testato e strutturato. In questo articolo, vi introdurr\u00f2 alla UX orientata agli oggetti, condivider\u00f2 il mio processo di mappatura degli oggetti e vi aiuter\u00f2 a cominciare a farlo voi stessi.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Mobile first, content first e objects first<\/h2>\n<blockquote><p>Separate sempre il pensiero delle cose del mondo reale dai documenti che descrivono quelle cose. Risorsa prima di rappresentazione.<\/p><\/blockquote>\n<p><a href=\"http:\/\/www.slideshare.net\/reduxd\/modeling-structured-content-ias13-workshop\">Mike Atherton<\/a><\/p>\n<p>Mi ci \u00e8 voluto quasi un anno per riaddestrare me stessa a pensare davvero in maniera <a href=\"http:\/\/www.lukew.com\/resources\/mobile_first.asp\">mobile first<\/a>, ma oggi, lo faccio anche quando progetto applicazioni software desktop-only. Per me, mobile first significa semplicemente assegnare priorit\u00e0 in maniera forzata. Significa che penso al layout in un secondo momento. Cominciate con un \u201cdesign\u201d a singola colonna (noto anche come elenco) e obbligate voi stessi a dare delle priorit\u00e0 al contenuto e alla funzionalit\u00e0 con un ranking sequenziale.<\/p>\n<p>Questo approccio si adatta bene con il concetto di content first: <a href=\"https:\/\/adactio.com\/journal\/4523\">design \u201ccontent-out\u201d opposto a design \u201ccanvas-in\u201d<\/a>. Dovete sapere quello che direte prima di potergli assegnare una priorit\u00e0.<\/p>\n<p>A volte, questo significa avere il vero effettivo copy da subito, particolarmente quando state lavorando a un sito con una massa critica di copy evergreen o informativo che pu\u00f2 essere organizzato, a cui si possono assegnare priorit\u00e0, che si pu\u00f2 analizzare e aggiornare prima che cominci il lavoro di design.<\/p>\n<p>Ma se state lavorando su un sito che per il 99% \u00e8 costituito da <em>oggetti istanziati<\/em> (articoli delle news, prodotti), non c&#8217;\u00e8 modo di creare un piano del copy completo direttamente o addirittura non sar\u00e0 mai possibile. Invece di dare priorit\u00e0 al vero copy, dovete pensare in termini di oggetti.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la OOUX: mettere il design degli oggetti prima del design delle azioni procedurali e pensare a un sistema attraverso le lenti degli oggetti del mondo reale nel modello mentale di un utente (prodotti, tutorial, location), non azioni del mondo digitale (cerca, filtra, confronta, check out). Determiniamo le azioni dopo aver prima definito gli oggetti invece che utilizzare il tradizionale processo actions-first che salta direttamente nei flussi, nelle interazioni e nelle features.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>La OOUX \u00e8 potente<\/h2>\n<p>Notizia lampo! Questo \u00e8 il modo in cui lavorano i vostri backend engineers. Negli anni &#8217;80, la comunit\u00e0 del software engineering cominci\u00f2 a passare dai linguaggi procedurali a quelli orientati agli oggetti, che hanno dei vantaggi come il riutilizzo del codice, l&#8217;encapsulation dei dati e un mantenimento pi\u00f9 semplice del software. La maggior parte dei programmatori porta in vita i vostri design usando linguaggi orientati agli oggetti come Java, Ruby, Python, C++ o C#.<\/p>\n<p>Gli ingegneri cominciano il loro processo mappando gli oggetti che rientrano nel dominio del problema, cosa che gli UXer dovrebbero fare fin dal primo giorno. Quando osservano i vostri wireframes o prototipi, per prima cosa fanno il reverse-engineer del vostro design, per analizzarne gli oggetti. Pensano: \u201cIn che modo l&#8217;oggetto <em>x<\/em> parler\u00e0 all&#8217;oggetto <em>y<\/em>? L&#8217;oggetto <em>A<\/em> sar\u00e0 costituito da molti oggetti <em>B<\/em>? Che attributi avr\u00e0 ciascun oggetto? Questa classe di oggetti erediter\u00e0 da quell&#8217;altra classe di oggetti?\u201d<\/p>\n<p>Sul web, sviluppiamo in maniera object-oriented, ma progettiamo ancora in maniera procedurale, concentrandoci su una gerarchia drill-down o su task flow lineari. Ma c&#8217;\u00e8 un&#8217;altra opzione. Nel suo libro del 1995, <cite><a href=\"http:\/\/www.amazon.com\/Designing-Object-Oriented-Interfaces-Addison-Wesley-Technology\/dp\/080535350X\/ref=sr_1_1?s=books&amp;ie=UTF8&amp;qid=1441640610&amp;sr=1-1&amp;keywords=designing+object+oriented+user+interfaces\">Designing Object Oriented User Interfaces<\/a><\/cite>, il designer ed ingegnere Dave Collins sostiene che basare il design sia del front-end sia del back-end su principi orientati agli oggetti \u201cporta coerenza al processo di sviluppo software. L&#8217;orientamento agli oggetti rivela corrispondenze strutturali profonde tra gli artefatti di analisi, design ed implementazione\u201d.<\/p>\n<p>Definire oggetti che imitino i modelli mentali dei vostri utenti fornisce un&#8217;impalcatura per la comunicazione del team. Vi d\u00e0 un linguaggio condiviso. Oltre alla coesione del team, il progettare in maniera object-oriented pu\u00f2 anche aiutarvi a:<\/p>\n<ul>\n<li>aderire al modello mentale dei vostri utenti, migliorandone l&#8217;esperienza,<\/li>\n<li>assicurare la semplicit\u00e0, riducendo qualsiasi complessit\u00e0 accidentale dovuta a elementi di design estranei,<\/li>\n<li>far crescere e mantenere il vostro prodotto: si pu\u00f2 iterare sugli oggetti senza influenzare il resto del sistema e i nuovi oggetti possono essere incorporati in maniera graceful (invece che agganciati alle feature),<\/li>\n<li>creare API migliori con oggetti portabili e indipendenti,<\/li>\n<li>ottenere <a href=\"http:\/\/www.urbandictionary.com\/define.php?term=brownie+points\">punti brownie<\/a> dal contenuto strutturato e dal cross-linking di valore.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Poi, ecco la mia giustificazione preferita: la OOUX vi permette di creare una navigazione contestuale pi\u00f9 importante che mai. In altre parole, aiuta gli utenti a raggiungere il contenuto attraverso il contenuto.<\/p>\n<p>La navigazione persistente potrebbe essere nascosta alla vista sotto un&#8217;icona hamburger quando l&#8217;utente \u00e8 su un piccolo schermo, ma anche su un monitor a 17 pollici, la navigazione pi\u00f9 bella fissa in cima allo schermo potrebbe essere ignorata. Quando un utente visita un sito per la prima volta, spesso gravita attorno ai grossi oggetti luccicanti, utilizzando la navigazione o la barra di ricerca solo come piano di backup. Come ha intelligentemente riassunto <a href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/in\/valeriejencks\">Val Jencks<\/a>, \u201cAndiamo prima al contenuto sulla pagina. La top navigation \u00e8 l&#8217;uscita di sicurezza.\u201d<\/p>\n<p>Se un utente sta leggendo una ricetta, dove vorr\u00e0 poter andare dopo? Dovremmo anticipare il modo in cui potrebbero voler esplorare basandosi sulla ricetta che stanno leggendo e non lasciare a loro l&#8217;esplorazione di un menu gerarchico o scegliere un termine per la ricerca. E sicuramente non dovremmo lasciarli con qualche \u201cricetta correlata\u201d e considerare finito il nostro lavoro. Potrebbero voler vedere tutte le ricette che sono state pubblicate da quel cuoco. O magari vorrebbero vedere pi\u00f9 ricette che usano la bietola rossa, basandosi su quell&#8217;ingrediente?<\/p>\n<p>Se stiamo pensando in maniera object-oriented, <em>sperimenteremo<\/em> con i modi in cui ciascun oggetto potrebbe essere in relazione con altri oggetti, andando oltre l&#8217;ovvio. Magari gli chef hanno degli ingredienti preferiti? Nel design object oriented qua sotto, un utente pu\u00f2 continuamente esplorare istanze di questi tre oggetti (ricetta, chef, ingrediente) senza mai raggiungere un vicolo cieco. Il contenuto \u00e8 la navigazione ed \u00e8 tutta nel contesto.<\/p>\n<div class=\"illustration full\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2016\/06\/image3-recipes.png\" border=\"0\" alt=\"Modello di un oggetto per un sito di cucina\" width=\"100%\" \/><\/p>\n<p>In questo modello dell&#8217;oggetto le ricette, gli chef e gli ingredienti sono interconnessi, permettendo un&#8217;esplorazione continua.<\/p>\n<\/div>\n<p>Se questo concetto vi suona famigliare, probabilmente avete letto del content modelling o l&#8217;avete messo in pratica. Negli ultimi cinque anni, molti architetti dell&#8217;informazione (vedi <a href=\"http:\/\/www.slideshare.net\/reduxd\/modeling-structured-content-ias13-workshop\">il lavoro di Mike Atherton<\/a>) e molti content strategists (si veda <a href=\"http:\/\/alistapart.com\/article\/content-modelling-a-master-skill\">il lavoro di Rachel Lovinger<\/a>) hanno cominciato a concentrarsi su sistemi di tipi di contenuto riutilizzabili e sono stati coinvolti maggiormente nel design dei CMS: l&#8217;utente primario \u00e8 chi crea il contenuto, non solo l&#8217;utente finale.<\/p>\n<p>Nel suo libro <cite><a href=\"http:\/\/rosenfeldmedia.com\/books\/content-everywhere\/\">Content Everywhere<\/a><\/cite>, Sara Wachter-Boettcher ci incoraggia a modellare il nostro contenuto prima di buttarci nei wireframe e nell&#8217;interaction design:<\/p>\n<blockquote><p>Il content modeling vi d\u00e0 una conoscenza sistematica: vi permette di vedere che tipi di contenuto avete, che elementi includono e in che modo operano in maniera standardizzata.<\/p><\/blockquote>\n<p>Sfortunatamente, l&#8217;arte del content modeling \u00e8 ancora sconosciuta a molti UX designer: sentiamo \u201ccontenuto\u201d e supponiamo che non si applichi a noi. Questo \u00e8 specialmente vero nel caso degli UXer che hanno a che fare con software as a service o con il product design: le strategie che coinvolgono il <em>contenuto<\/em> a volte cadono nel vuoto.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Object mapping<\/h2>\n<p>L&#8217;object mapping, il mio processo che sta dietro alla OOUX, \u00e8 il content modeling per i designer che non hanno a che fare con il contenuto nel senso comune ma che hanno ancora bisogno di progettare sistemi, e non solo <a href=\"http:\/\/bradfrost.com\/blog\/post\/atomic-web-design\/\">sistemi di <em>implementazione<\/em><\/a>. Sebbene una concisa collezione di template e moduli riutilizzabili sia irrinunciabile, quei design pattern non hanno significato per un utente a meno che siano sostenuti da un sistema di oggetti del mondo reale che si abbinano al modello mentale di quello specifico utente. Concentratevi prima sulla progettazione del sistema di oggetti del mondo reale, poi sulla progettazione di un sistema di implementazione che porti il tutto alla vita. Questo \u00e8 il fulcro di tutto il mio lavoro di design, perch\u00e9 trasforma gli obiettivi in un sistema eseguibile che soddisfa questi obiettivi.<\/p>\n<p>Tirate fuori i vostri post-it, radunate il vostro team e fate un po&#8217; di spazio sul muro perch\u00e9 adesso vi guider\u00f2 attraverso il mio processo.<\/p>\n<h3>Step 1: estrarre gli oggetti dagli obiettivi<\/h3>\n<p>Uno dei benefici dell&#8217;object mapping che preferisco \u00e8 che fornisce un ponte perfetto tra obiettivi e design. Invece di scrivere a casaccio sulla whiteboard, in stile <cite>A Beautiful Mind<\/cite>, l&#8217;object mapping fornisce un framework ordinato per spostarsi dalla strategia al design. (Per favore, continuate pure a fare <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/John_Forbes_Nash,_Jr.\">John Nash<\/a> alla lavagna bianca, ma prima create una object map: dar\u00e0 alla vostra creativit\u00e0 sfrenata un solido punto di appoggio).<\/p>\n<p>Come esempio, supponiamo che stiate creando un&#8217;applicazione che aiuti i brand di ristrutturazione della casa a connettersi su DIYers. Dopo aver fatto le user interviews, un&#8217;analisi dei competitors e aver discusso con gli stakeholder, abbiamo il nostro brief:<\/p>\n<blockquote>\n<p>Dare ai DIYers un punto in cui pubblicare le problematiche di ristrutturazione della casa che stanno affrontando, sollecitando delle soluzioni potenziali da parte delle aziende produttrici (brand). I DIYers ottengono delle soluzioni da esperti per i propri problemi e i brand ottengono visibilit\u00e0.<\/p>\n<ul>\n<li>I DIYers possono cercare e navigare tra le problematiche esistenti, commentando le soluzioni proposte.<\/li>\n<li>I brand possono cercare e navigare tra le problematiche aperte che potrebbero andare bene per i propri prodotti.<\/li>\n<li>I brand possono creare soluzioni che mostrino uno o pi\u00f9 dei loro prodotti.<\/li>\n<li>I DIYers possono chiudere un problema dopo aver scelto una soluzione e poi creare un follow-up su quanto questa abbia funzionato bene.<\/li>\n<li>I brand possono creare una libreria di soluzioni che possono essere riutilizzate in varie situazioni.<\/li>\n<\/ul>\n<\/blockquote>\n<p>Per estrarre gli oggetti, praticamente sottolineiamo i nomi.<\/p>\n<div class=\"illustration full\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2016\/06\/image4-goals.jpg\" border=\"0\" alt=\"Immagine del brief con i nomi sottolineati\" width=\"100%\" \/><\/p>\n<p>Sottolineare i nomi nel brief del progetto \u00e8 il primo passo per mappare gli oggetti.<\/p>\n<\/div>\n<p>Riconoscere i nomi \u00e8 una roba da prima elementare, ma estrarre gli oggetti \u00e8 un&#8217;arte ricercata:<\/p>\n<ul>\n<li>prestiamo particolare attenzione ai nomi che continuano a saltar fuori, come <em>problematiche<\/em> e <em>soluzione<\/em>. Questi saranno oggetti importanti.<\/li>\n<li>Ignoriamo il nome astratto <em>visibilit\u00e0<\/em> perch\u00e9 descrive un concetto che speriamo emerger\u00e0 dal nostro sistema, ma non \u00e8 un oggetto tangibile che far\u00e0 parte del nostro sistema.<\/li>\n<li>Ignoriamo <em>libreria<\/em> perch\u00e9 \u00e8 semplicemente una collezione di altri oggetti (<em>soluzioni<\/em>). Cercate parole come <em>calendario<\/em>, <em>catalogo<\/em> o <em>mappa<\/em>. Queste sono solitamente delle visualizzazioni fantasiose dell&#8217;elenco degli oggetti principali, rispettivamente <em>evento<\/em>, <em>prodotto<\/em> o <em>luogo<\/em>. Per esempio, la maggior parte dei sistemi che hanno a che fare con dei luoghi avranno una sola visualizzazione della mappa (eventualmente filtrabile). La mappa \u00e8 un meccanismo di design, non un oggetto di per s\u00e9.<\/li>\n<li>Deduciamo un oggetto dalle due azioni \u201ccommentare\u201d e \u201cfollow up\u201d, quindi, abbiamo bisogno di qualche tipo di oggetto <em>commento<\/em>.<\/li>\n<li>Notiamo che un oggetto <em>problematica<\/em> ha bisogno di pi\u00f9 stati: pubblicata, in corso, chiusa e chiusa con feedback.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Con questo esercizio di 10 o 15 minuti, abbiamo i principali blocchi costituent del nostro sistema. Scriviamo ogni oggetto su un post-it blu.<\/p>\n<div class=\"illustration full\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2016\/06\/image5-stickynotes.png\" border=\"0\" alt=\"Post-it blu\" width=\"100%\" \/><\/p>\n<p>Scriviamo ogni oggetto sul suo post-it per visualizzare i blocchi costituenti del nostro sistema.<\/p>\n<\/div>\n<p>Poi, dobbiamo definire di cosa sono fatti gli oggetti.<\/p>\n<h3>Step 2: definire il contenuto principale degli oggetti<\/h3>\n<blockquote><p>Il content modeling richiede che comprendiate contemporaneamente i vostri obietti al livello pi\u00f9 alto e che conosciate fin nei minimi dettagli gli attributi del vostro contenuto.<\/p><\/blockquote>\n<p>\u2014Sara Wachter-Boettcher, <cite>Content Everywhere<\/cite><\/p>\n<p>Pi\u00f9 o meno. Abbiamo appena determinato i macro-blocchi base del nostro sistema e adesso dobbiamo determinarne, per ciascuno, gli elementi granulari. Questa attivit\u00e0 \u00e8 spesso riservata per il design dettagliato dell&#8217;ultimo minuto, ma definire gli elementi mentre si \u00e8 nel mezzo dei post-it \u00e8 liberatorio: quando a breve comincerete a fare bozze, potrete concentrarvi sugli aspetti pi\u00f9 creativi. Inoltre, avere delle conversazioni all&#8217;inizio su cosa costituisca ciascun oggetto, vi pu\u00f2 aiutare ad evitare, pi\u00f9 in l\u00e0 nel gioco, momenti in cui un elemento importante (o estraneo) \u00e8 stato tralasciato e il cambiamento deve essere fatto su svariati documenti di design.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 importante, potete fare conversazioni con il team come \u201cI DIYers dovrebbero essere in grado di aggiungere il proprio budget a una problematica?\u201d <em>prima<\/em> che i non-designers osservino i wireframes o i layout. Questo vi aiuta a mantenere focalizzate le conversazioni piuttosto che bloccarvi su qualcosa come l&#8217;icona per il budget.<\/p>\n<p>A questo punto del processo, io separo due tipi di elementi: il contenuto centrale e i metadati. Il contenuto centrale, come il testo e le immagini, va sui post-it gialli. I metadati, qualsiasi dato su cui l&#8217;utente pu\u00f2 agire con ordinamento o filtraggio, va sui post-it rossi.<\/p>\n<div class=\"illustration full\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2016\/06\/image6-stickynotes.png\" border=\"0\" alt=\"Post-it blu, gialli e rossi\" width=\"100%\" \/><\/p>\n<p>Gli elementi granulari di ciascuno dei nostri oggetti sono mappati con i tradizionali post-it.<\/p>\n<\/div>\n<p>Se il vostro team non \u00e8 sicuro di un potenziale pezzo di contenuto, scrivetelo comunque e aggiungetegli semplicemente un punto interrogativo. Andate avanti e tornateci in seguito.<\/p>\n<h3>Step 3: annidate gli oggetti per il cross-linking<\/h3>\n<p>E adesso il sistema prende vita. Fate una serie di esperimenti di pensiero per ciascun oggetto. Cominciate con un oggetto, considerate i modi in cui ciascuno degli altri oggetti pu\u00f2 \u201cannidarsi\u201d al suo interno. Man mano che annidate gli oggetti, state definendo le relazioni tra essi e, implicitamente, anche la navigazione contestuale. Usando i post-it blu, sperimentate in che modo ogni oggetto potrebbe inserirsi dentro agli altri oggetti fratelli.<\/p>\n<div class=\"illustration full\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2016\/06\/image7-stickynotes.png\" border=\"0\" alt=\"Il modello dell'oggetto completo\" width=\"100%\" \/><\/p>\n<p>Completiamo il modello aggiungendo dei post-it che mostrano in che modo altri oggetti di contenuto possano \u201cinserirsi\u201d all&#8217;interno di ciascun oggetto.<\/p>\n<\/div>\n<p>Per esempio, ecco in che modo potrebbe andare questa conversazione riguardante l&#8217;oggetto <em>sfida<\/em>:<\/p>\n<ul>\n<li>DIYer: \u201cFacile, il DIYer \u00e8 l&#8217;autore della problematica.\u201d<\/li>\n<li>Soluzione: \u201cQuesto \u00e8 l&#8217;oggetto annidato principale in una problematica. Dobbiamo mostrare tutte le soluzioni pubblicate per questa problematica.\u201d<\/li>\n<li>Brand: \u201cEh, non direte sul serio? Il brand far\u00e0 parte dei moduli della soluzione (come autore della soluzione), ma probabilmente non sar\u00e0 direttamente inserito in una problematica.\u201d<\/li>\n<li>Prodotto: \u201cDi nuovo, parte di una soluzione, non annidato. Huh. A meno che i DIYers possano pubblicare i prodotti che hanno gi\u00e0 in casa?\u201d<\/li>\n<li>Commento: \u201cHmmm. Probabilmente relegato alla soluzione\u2026 Dobbiamo tenere tutti i commenti nella soluzione? O i brand e i DIYers dovrebbero magari poter pubblicare domande direttamente nella problematica? Dobbiamo esplorare meglio questa cosa.\u201d<\/li>\n<\/ul>\n<p>Notate che non tutto \u00e8 chiaro. Alcune cose, come la discussione sui commenti, potrebbero essere risolti meglio durante la fase di sketching, ma esplorerete intenzionalmente un problema di design identificato, invece che un problema che vi coglie di sorpresa.<\/p>\n<h3 id=\"section7\">Step 4: ranking forzato<a class=\"subhead-anchor\" href=\"#section7\">#section7<\/a><\/h3>\n<p>Ugh. Questo \u00e8 lo step pi\u00f9 diabolicamente difficile. Nei passi precedenti, \u00e8 molto importante che scriviate ogni elemento ed oggetto annidato su un post-it <em>separato<\/em>. Perch\u00e9? Perch\u00e9 adesso andremo a riordinare gli elementi, dai pi\u00f9 importanti ai meno importanti.<\/p>\n<div class=\"illustration full\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2016\/06\/image8-stickynotes.png\" border=\"0\" alt=\"Un modello di un oggetto con priorit\u00e0\" width=\"100%\" \/><\/p>\n<p>Il nostro modello dell&#8217;oggetto, riordinato in base a quanto \u00e8 importante ciascun elemento.<\/p>\n<\/div>\n<p>Questo elenco ordinato non fornisce necessariamente una rappresentazione diretta di cosa si trover\u00e0 in cima o in fondo allo schermo. Nel design, la priorit\u00e0 pu\u00f2 manifestarsi come dimensione o colore. Il contenuto a bassa priorit\u00e0 potrebbe essere piazzato in alto sullo schermo, ma in un pannello &#8220;collapsed&#8221; (evvai, progressive disclosure!). Quindi, rassicurate il vostro team che stiamo semplicemente assegnando delle priorit\u00e0, non <em>facendo design<\/em>.<\/p>\n<p>Mentre assegnate le priorit\u00e0, immaginatevi quali elementi saranno pi\u00f9 importanti per i vostri utenti: quali pezzi sono informazioni &#8220;must have&#8221; e quali &#8220;nice to have&#8221;? Quando considerate i metadati, pensate ai pi\u00f9 importanti meccanismi di ordinamento e filtraggio. Se l&#8217;ordinamento di default sar\u00e0 per \u201cpopolarit\u00e0\u201d, allora il \u201cnumero di DIYers che hanno messo like a questo\u201d sar\u00e0 di priorit\u00e0 alta.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Nuova base e nuovo framework<\/h2>\n<p>Ora avete un sistema basato sugli oggetti derivante direttamente dai vostri obiettivi, ma tenete a mente che, sebbene questa attivit\u00e0 fornisca una base per progettare un <em>sistema di implementazione<\/em>, interazioni e navigazione persistente, non scolpisce alcuna decisione nella pietra. \u00c8 una prima bozza! Man mano che iterate, verranno introdotti ed eliminati nuovi oggetti ed elementi e verranno loro assegnate nuove priorit\u00e0. La vostra object map fornir\u00e0 un framework per una conversazione e una collaborazione continua: con il vostro cliente, con il vostro team di design e con i vostri developer.<\/p>\n<p>OOUX non \u00e8 un nuovo processo end-to-end: \u00e8 un nuovo ingrediente da aggiungere al vostro processo attuale. Aggiunge chiarezza, semplicit\u00e0 e coesione al modo in cui progettate e ai prodotti che rilasciate nel mondo.<\/p>\n<p>Illustrazioni: {carlok}<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sappiamo che le pagine web grandi, monolitiche, non soddisfano i bisogni dei siti responsive e degli schermi senza fine. Ma spesso ci ritroviamo ancora a cucire assieme dei pattern di design e dei moduli di contenuto piuttosto che pensare veramente in termini di sistemi. Sophia Voychehovski ci mostra come definire gli oggetti con cui interagiscono i nostri utenti e in che modo le relazioni tra loro aprano le porte a user experience pi\u00f9 interconnesse e di maggior successo.<\/p>\n","protected":false},"author":818,"featured_media":7000800,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","categories":[246,279,148],"tags":[],"coauthors":[480],"class_list":["post-632","article","type-article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-architettura-dell-informazione","category-interaction-design","category-numero-131-27-giugno-2016"],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article\/632","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article"}],"about":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/818"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=632"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7000800"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=632"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=632"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=632"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=632"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}