{"id":7000976,"date":"2019-08-22T13:59:41","date_gmt":"2019-08-22T13:59:41","guid":{"rendered":"https:\/\/alistapart.com\/it\/?post_type=article&#038;p=7000976"},"modified":"2019-08-22T18:54:39","modified_gmt":"2019-08-22T18:54:39","slug":"andiamo-al-cuore-della-accessibilita-digitale","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/andiamo-al-cuore-della-accessibilita-digitale\/","title":{"rendered":"Andiamo al cuore dell&#8217;accessibilit\u00e0 digitale"},"content":{"rendered":"\n<p>Al volo: qual \u00e8 la prima cosa che vi viene in mente pensando alle parole &#8220;developer&#8221; o &#8220;coder&#8221;? Forse un maschio bianco di vent&#8217;anni circa che vive in una metropoli movimentata, con indosso una t-shirt da nerd e una felpa col cappuccio? Qualcuno in qualche modo simile a Mark Zuckerberg? O forse un giovane Bill Gates o un Sergey Brin? Oppure uno dei tizi della serie della HBO <em>Silicon Valley<\/em>? Di sicuro nessuno come me.<\/p>\n\n\n\n<p>Per gli standard tech, sono vecchia. Inoltre, sono donna <em>e<\/em> madre. Vivo in una cittadina del midwest che non avete mai sentito nominare e che non visiterete mai: una citt\u00e0 in cui le mucche sono molto pi\u00f9 numerose delle persone. Il colore dei miei capelli \u00e8 (quasi) naturale e non fa pi\u00f9 parte della collezione ROYGBIV, quindi non godo di alcuna reputazione. Ho circa un migliaio di t-shirt da geek, ma in realt\u00e0 non le indosso mai in pubblico, optando per un abbigliamento pi\u00f9 \u201cfemminile\u201d (come \u00e8 stato sottolineato da un collega maschio). In superficie, sembro pi\u00f9 adatta a prendere appunti durante una riunione insegnanti-genitori che a scrivere codice. Sono un po&#8217; una outsider. Una tech misfit.<\/p>\n\n\n\n<p>Perci\u00f2, quando mia figlia di 11 anni dopo la fine del coding camp a cui ha partecipato di recente ha dichiarato tutta contenta \u201cMamma, adesso sono una vera developer, proprio come te!\u201d c&#8217;\u00e8 stato un po&#8217; di solito orgoglio genitoriale, ma anche una smorfia da parte di una piccola parte di me perch\u00e9, per quanto io supporti i settori STEM e voglia che la prossima generazione di ragazze conti nei propri ranghi delle maghe del codice\/unicorni\/ninja, non voglio realmente che mia figlia sia una developer. La motivazione che sta dietro a questa affermazione pesante (e magari controversa) deriva da un istinto di protezione: il mondo tech in cui viviamo oggi \u00e8 ben lungi dall&#8217;essere perfetto. Io stessa ho dovuto sopportare la mia parte di misoginia, insicurezza e molestie sessuali. Perch\u00e9 non dovrei proteggerla da tutto questo?<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">L&#8217;elefante (della diversit\u00e0) nella stanza (del computer)<\/h2>\n\n\n\n<p>Avete gi\u00e0 sentito questa storia: non c&#8217;\u00e8 sufficiente diversit\u00e0 nel settore tech. Questo trend sconcertante sembra protrarsi anno dopo anno, nonostante numerosi studi abbiano mostrato che includendo pi\u00f9 persone dalle comunit\u00e0 meno rappresentate, un&#8217;azienda pu\u00f2 far crescere il proprio tasso di <a href=\"https:\/\/www.fastcompany.com\/40515712\/want-a-more-innovative-company-simple-hire-a-more-diverse-workforce\">innovazione<\/a>, <a href=\"https:\/\/devskiller.com\/diversity-in-tech\/\">la propria employee retention<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.forbes.com\/sites\/annapowers\/2018\/06\/27\/a-study-finds-that-diverse-companies-produce-19-more-revenue\/\">il proprio bilancio<\/a>. Anche con la recente spinta e il presunto sostegno alla diversit\u00e0 e all&#8217;inclusivit\u00e0 da parte di molte aziende Fortune 500, le donne e le persone che si identificano come donna detengono ancora <a href=\"https:\/\/smallbiztrends.com\/2018\/03\/women-in-technology- statistics.html\">solo il 20% di tutti i lavori tecnologici pi\u00f9 importanti<\/a>.<\/p>\n\n\n\n<p>I dati di FY 2018 mostrano che la percentuale di donne nei ruoli tecnici nelle tre top aziende giganti del tech \u00e8 stata pari al <a href=\"https:\/\/www.adobe.com\/diversity\/data.html\">24% in Adobe<\/a>, <a href=\"https:\/\/diversity.google\/annual-report\/\">26% in Google<\/a> e <a href=\"https:\/\/newsroom.fb.com\/news\/2018\/07\/diversity-report\/\">22% in Facebook<\/a>. Sebbene questi numeri mostrino che non ci sia ancora abbastanza rappresentanza delle donne, riflettono anche un leggero incremento rispetto all&#8217;anno precedente (FY 2017: Adobe 22%, Google 25%, Facebook 15%). Ma nonostante questo trend di crescita nell&#8217;assunzione delle donne nei ruoli tech, il tasso di crescita marginale non ha tenuto il passo con il mondo reale. La forza lavoro tech ha seriamente perso il contatto con la realt\u00e0 se, nel 2019, un segmento della popolazione (le donne) che rappresenta pi\u00f9 delle met\u00e0 della popolazione globale viene ancora considerato una minoranza.<\/p>\n\n\n\n<p>A volte, viene data la colpa di questa mancanza di diversit\u00e0 ai piani superiori a una questione di \u201cpipeline\u201d. Il ragionamento sottostante \u00e8: \u201cSe non c&#8217;\u00e8 un numero sufficiente di ragazzine che vogliono imparare a programmare, allora non ci sar\u00e0 un numero sufficiente di donne che vorr\u00e0 programmare\u201d. Tuttavia, negli ultimi anni sono schizzati alle stelle i progetti che hanno come scopo <a href=\"https:\/\/girlswhocode.com\/\">l&#8217;insegnamento della programmazione alle ragazze<\/a>. Le ragazze adesso costituiscono circa <a href=\"https:\/\/csedu.gallup.com\/home.aspx\">la met\u00e0 delle iscrizioni<\/a> nelle classi di programmazione alle superiori e hanno risultati praticamente identici ai loro compagni di classe maschi nei test standardizzati di matematica e scienze, per\u00f2 le giovani donne costituiscono solo <a href=\"https:\/\/ngcproject.org\/statistics\">il 18% di tutti i titoli di laurea in Informatica<\/a>. Devo chiedermi se questo drastico calo di interesse abbia pi\u00f9 a che fare con la mancanza di rappresentanza nella sfera tech piuttosto che col fatto che le ragazze e le giovani donne semplicemente non siano \u201csufficientemente intelligenti\u201d o \u201cnon interessate\u201d a lavorare con il codice. Come minimo, la mancanza di rappresentanza di sicuro non aiuta.<\/p>\n\n\n\n<p>Ovviamente, il quadro della diversit\u00e0 diventa ancor pi\u00f9 terribile quando si considerano altri gruppi sotto-rappresentati come le persone di colore, le persone della comunit\u00e0 LGBTQ e le persone con disabilit\u00e0. E mentre non mi piace sorvolare su tali questioni pi\u00f9 profonde di diversit\u00e0 nel mondo tech, perch\u00e9 sono fallimenti pi\u00f9 abbondanti e molto pi\u00f9 grotteschi rispetto alla percentuale maschio\/femmina, non mi sento nemmeno qualificata per parlare di questi problemi. Vi incoraggio a osservare e a dare valore alle voci di altri che possono parlare con maggior autorit\u00e0 su queste problematiche pi\u00f9 profonde nell&#8217;ambito della diversit\u00e0, come <a href=\"https:\/\/twitter.com\/ireaderinokun\">Ire Aderinokun<\/a>, <a href=\"https:\/\/twitter.com\/TaelurAlexis\">Taelur Alexis<\/a>, <a href=\"https:\/\/twitter.com\/Imani_Barbarin\">Imani Barbarin<\/a>, <a href=\"https:\/\/twitter.com\/techgirl1908\">Angie Jones<\/a>, <a href=\"https:\/\/twitter.com\/sugaroverflow\">Fatima Khalid<\/a>, <a href=\"https:\/\/twitter.com\/TatianaTMac\">Tatiana Mac<\/a>, <a href=\"https:\/\/twitter.com\/sonniesedge\">Charlie Owen<\/a>, <a href=\"https:\/\/twitter.com\/cherryrae\">Cherry Rae<\/a> e molti altri. E per quei lettori che sono digiuni del tema della diversit\u00e0 nel settore tech, guardate la recente talk di Tatiana Mac \u201c<a href=\"https:\/\/youtu.be\/nQq_gZiZ-jg\">How Privilege Defines Performance<\/a>\u201d: vale proprio 35 minuti della vostra vita.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">I quattro stadi del viaggio dell&#8217;accessibilit\u00e0 digitale<\/h2>\n\n\n\n<p>In qualsiasi modo lo si guardi, i numeri non mentono. Ci sono alcune questioni di diversit\u00e0 piuttosto significative nel settore tech. Ma allora come sistemiamo questa cosa prima che la successiva ondata di giovani sviluppatori si unisca alla forza lavoro tech? Semplice: insegnate agli sviluppatori a scrivere codice accessibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad alcuni potrebbe sembrare uno scherzo e ad altri potrebbe sembrare un po&#8217; stiracchiato, ma ascoltatemi. Quando parliamo di codice accessibile, quello di cui in sostanza stiamo realmente parlando \u00e8 inclusivit\u00e0. L&#8217;effettivo processo di scrittura di codice accessibile implica regole e standard, test e tool, ma lo sviluppo inclusivo \u00e8 pi\u00f9 astratto di cos\u00ec. \u00c8 un cambiamento nel modo di pensare. E quando ripensiamo il nostro approccio allo sviluppo, andiamo oltre il semplice livello base della semplice funzionalit\u00e0 del codice. Al contrario pensiamo al <em>modo<\/em> in cui viene consumato questo codice. Come possiamo renderlo pi\u00f9 intellegibile e semplice da usare per le persone? Sviluppo inclusivo significa fare qualcosa che abbia valore, non solo accessibile, per quante pi\u00f9 persone possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo modo di pensare \u00e8 un po&#8217; astratto, quindi vediamo un esempio. Supponiamo che vi sia dato il compito di aggiornare il contrasto di colore tra il testo su una pagina web o in un&#8217;app e lo sfondo. Cosa succede nei vari stage del viaggio di accessibilit\u00e0?<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Stage 1: Consapevolezza<\/strong>. Siete dei novellini dell&#8217;accessibilit\u00e0 digitale e state ancora cercando di comprende cosa sia e come potete implementare dei cambiamenti nel vostro workflow quotidiano. Potreste essere a conoscenza del fatto che ci sia un insieme di <a href=\"https:\/\/www.w3.org\/WAI\/WCAG21\/quickref\/\">linee guida per l&#8217;accessibilit\u00e0 digitale<\/a> che vengono seguite da altri sviluppatori, ma avete le idee un po&#8217; confuse su cosa significhi tutto ci\u00f2 in senso pratico.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Stage 2: Conoscenza<\/strong>. Sapete qualcosa di pi\u00f9 sull&#8217;accessibilit\u00e0 digitale e vi sentite a vostro agio nell&#8217;usare qualche tool di test, cos\u00ec fate un test di accessibilit\u00e0 automatizzato sul vostro sito, che evidenza un possibile problema con il contrasto dei colori. Basandovi sulla vostra consapevolezza delle linee guida, sapete che il <a href=\"https:\/\/contrastchecker.com\/\">rapporto di contrasto dei colori<\/a> tra il testo e lo sfondo deve essere un certo numero e che vi serve un tool per testarlo.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Stage 3: Practice <\/strong>\u2014 Feeling more confident in your knowledge of digital accessibility rules and best practices, you use a <a href=\"https:\/\/developer.paciellogroup.com\/resources\/contrastanalyser\/\">tool to measure the color contrast ratio<\/a> between the text and the background. Then based on the output of the tool, you modify the hex code to meet the color contrast ratio guidelines and retest to confirm you have met the accessibility requirements for this issue.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Stage 3: Pratica<\/strong>. Sentendovi pi\u00f9 sicuri nella vostra conoscenza delle regole dell&#8217;accessibilit\u00e0 digitale e delle best practice, usate un <a href=\"https:\/\/developer.paciellogroup.com\/resources\/contrastanalyser\/\">tool per misurare il rapporto del contrasto dei colori<\/a> tra il testo e lo sfondo. Poi, basandovi sull&#8217;output del tool, modificate il codice hex perch\u00e9 soddisfi il rapporto di contrasto dei colori dettato dalle linee guida e ritestate il tutto per confermare di aver soddisfatto i requisiti di accessibilit\u00e0 per questa problematica.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Stage 4: Comprensione<\/strong>. Capite che le linee guida e i tool di accessibilit\u00e0 sono creati tenendo a mente le persone e che il codice \u00e8 secondario a tutto questo. Uno \u00e8 il mezzo, l&#8217;altro il fine. Nell&#8217;esempio del contrasto di colore, capite che le persone con problemi di vista o daltoniche hanno bisogno di questi cambiamenti nel contrasto per <em>vedere<\/em> effettivamente le parole sulla vostra pagina web.<\/p>\n\n\n\n<p>Si tratta di un&#8217;eccessiva semplificazione del processo. Ma spero che ne abbiate colto l&#8217;essenza: ci sono vari stage della conoscenza e della comprensione dell&#8217;accessibilit\u00e0 digitale. I veri principianti potrebbero non trovarsi nemmeno allo stage 1, ma di questi tempi trovo sempre pi\u00f9 raramente quel gruppo. Pare che si sia sparsa la voce sull&#8217;accessibilit\u00e0 digitale! Il che \u00e8 ottimo, ma \u00e8 solo il primo ostacolo. Quello che adesso vedo \u00e8 che molte persone si fermano allo <em>Stage 2: Conoscenza<\/em> o allo <em>Stage 3: Pratica<\/em>, in cui si \u00e8 consci delle linee guida dell&#8217;accessibilit\u00e0 digitale, si sanno usare alcuni strumenti di test e si sa come sistemare alcuni problemi segnalati ma non si sono ancora uniti del tutto i puntini con gli umani su cui hanno un impatto.<\/p>\n\n\n\n<p>Dal punto di vista del portare a termine le cose da fare ogni giorno, gli stage 2 e 3 vanno bene come punti a cui fermarsi. Ma cosa succede quando le cose che dovete fare sono troppo complesse per una riparazione rapida o nessuno dei vostri pari o del management vi sostiene? Credo che una volta che si arriva allo <em>Stage 4: Comprensione<\/em> e si capisce davvero il <em>motivo<\/em> per cui questo tipo di cambiamenti \u00e8 necessario, le persone saranno pi\u00f9 motivate a fare quei cambiamenti indipendentemente dalle sfide che comportano. Quando arrivate allo stage 4, siete andati oltre la conoscenza delle regole base, i test e la programmazione. Riconoscete che l&#8217;accessibilit\u00e0 digitale non \u00e8 solo un \u201cnice to have\u201d ma un \u201cmust have\u201d ed \u00e8 una questione di qualit\u00e0 della vita per persone <em>reali<\/em>. Questa \u00e8 la digital inclusion. \u00c8 qualcosa che non si pu\u00f2 non vedere, non si pu\u00f2 disimparare e non si pu\u00f2 ignorare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Fare dell&#8217;accessibilit\u00e0 digitale una priorit\u00e0, non un requisito<\/h2>\n\n\n\n<p>In my role as an accessibility trainer, I like to kick-off each session with the question: \u201cWhat are you hoping to learn today about digital accessibility?\u201d I ask this question to establish a rapport with the audience and to understand where everyone is in their accessibility journey, but I am also evaluating the level of company and individual buy-in too. There is nothing worse than showing up to teach a group that does not care to be taught. If I hear the words \u201cI am only here because I have to be\u201d \u2014 I know it will be an uphill battle to get them anywhere close to <em>Stage 4: Understanding<\/em>, so I mentally regroup and aim for another stage.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel mio ruolo di accessibility trainer, mi piace fare il kick-off di ogni sessione con la domanda: \u201cCosa sperate di imparare oggi sull&#8217;accessibilit\u00e0 digitale?\u201d. Pongo questa domanda per stabilire un rapporto con il pubblico e per capire a che punto si trova ognuno nel proprio viaggio nell&#8217;accessibilit\u00e0, ma contemporaneamente sto anche valutando il livello di buy-in dell&#8217;azienda e della singola persona. Non c&#8217;\u00e8 nulla di peggio del presentarsi a insegnare a un gruppo a cui non interessa nulla di ci\u00f2 che insegnerete. Se sento le parole &#8220;Sono qui solo perch\u00e9 devo&#8221;, so che sar\u00e0 una strada tutta in salita per arrivare anche solo nei paraggi dello <em>Stage 4: Comprensione<\/em>, quindi mi riorganizzo mentalmente e mi dirigo verso un altro stage.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella mia esperienza, quando le aziende e i loro leader dicono \u201cL&#8217;accessibilit\u00e0 digitale \u00e8 un requisito\u201d, nove volte su dieci c&#8217;\u00e8 un fattore che motiva questa dichiarazione generica (per esempio, un processo imminente o almeno la paura di un processo). Quando i cambiamenti sono inquadrati come obbligatori o confezionati come direttive dall&#8217;alto con poco altro contesto, le persone possono fare resistenza e troveranno delle scuse per obiettare o sfidare la dichiarazione e ogni cambiamento diventer\u00e0 una battaglia in salita. Etichettare qualcosa come \u201cobbligatorio\u201d parla solo allo <em>Stage 1: Consapevolezza<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Sostituendo una parola dalla dichiarazione originaria e dire \u201cL&#8217;accessibilit\u00e0 digitale \u00e8 una priorit\u00e0\u201d, le aziende e i loro leader hanno reinquadrato la conversazione con i propri impiegati. Quando i cambiamenti sono inquadrati come \u201clavorare verso una soluzione\u201d e vengono apertamente e collaborativamente discussi, la gente si sente parte di un processo ed \u00e8 pi\u00f9 aperta al cambiamento. A lungo andare, adottare un cambiamento diventa parte della cultura aziendale e porta all&#8217;innovazione (e s\u00ec, all&#8217;inclusione) a tutti i livelli. Definire qualcosa come una priorit\u00e0 parla allo <em>Stage 4: Comprensione<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Alcune delle scuse che sento spesso dai clienti per non assegnare una priorit\u00e0 all&#8217;accessibilit\u00e0 \u00e8 che \u00e8 troppo difficile, troppo costosa e\/o prende troppo tempo: ma \u00e8 davvero cos\u00ec? Nello stesso training sull&#8217;accessibilit\u00e0, faccio fare un esercizio in cui guardiamo un sito web con un tool per testare l&#8217;accessibilit\u00e0 e facciamo una revisione di qualunque problema si presenti. Con l&#8217;aiuto del gruppo delineiamo l&#8217;\u201cimpatto sull&#8217;utente\u201d rispetto al \u201clavoro per rimediare\u201d da parte del team. Da gruppo a gruppo, sebbene i grafici siano leggermente differenti, hanno tutti in comune che circa l&#8217;80% degli errori delineati ricade nel quadrante \u201csemplice da sistemare\u201d per il team e contemporaneamente nel \u201cgrande impatto\u201d sull&#8217;utente. Basandomi su questi dati empirici non mi bevo pi\u00f9 le scuse dei clienti che dicono che l&#8217;accessibilit\u00e0 \u00e8 troppo difficile e costosa e che richiede troppo tempo. Si riduce tutto all&#8217;essere una priorit\u00e0, per ogni singolo individuo e per l&#8217;azienda nel suo insieme.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quale sar\u00e0 la vostra eredit\u00e0 in fatto di codice?<\/h2>\n\n\n\n<p>Il <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Teorema_della_scimmia_instancabile\"><em>teorema della scimmia instancabile<\/em><\/a> dice che una scimmia che prema a caso i tasti di una tastiera per un tempo infinitamente lungo quasi certamente riuscir\u00e0 a comporre qualsiasi testo prefissato, come l&#8217;intera opera di William Shakespeare. Quindi, seguendo questa stessa logica, un programmatore che prema tasti a caso su un computer per un tempo infinitamente lungo quasi sicuramente produrr\u00e0 un sito web accessibile. Ma dov&#8217;\u00e8 il processo riflessivo? Dov&#8217;\u00e8 l&#8217;elemento umano? Sebbene tutte le cose di cui abbiamo gi\u00e0 parlato (consapevolezza, istruzione e priorit\u00e0 all&#8217;accessibilit\u00e0 sono passi importanti nel rendere il mondo digital pi\u00f9 inclusivo per tutti &#8211; senza <em>intenzione<\/em> finiremo proprio con il premere tasti a caso sul nostro computer, ripetendo ogni volta gli stessi errori. L&#8217;intento che sta dietro al codice deve far parte del processo, altrimenti l&#8217;accessibilit\u00e0 \u00e8 solo un altro task senza significato.<\/p>\n\n\n\n<p>Sar\u00f2 ingenua, ma mi piace pensare che siamo giunti ad un punto nella nostra societ\u00e0 in cui vogliamo che le nostre vite lavorative abbiano un significato e che non vogliamo solo sentir parlare del cambiamento positivo che \u00e8 in atto, ma vogliamo farne parte. L&#8217;accessibilit\u00e0 digitale \u00e8 dove questo pu\u00f2 accadere! Non solo comprendere e scrivere codice guidato da uno scopo aiuta le persone con disabilit\u00e0 a breve termine, ma io credo fermamente che sia la chiave per risolvere la questione complessiva della diversit\u00e0 nel settore tech a lungo termine. Gli sviluppatori che raggiungono lo <em>Stage 4: comprensione<\/em> e che danno priorit\u00e0 al codice accessibile perch\u00e9 capiscono che fondamentalmente stiamo parlando di <em>persone<\/em>, saranno anche coloro i quali aiuteranno a creare e coltivare un ambiente inclusivo in cui alle persone dai background pi\u00f9 disparati venga data la priorit\u00e0 e vengano accettati nel mondo tech.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 quando si tolgono tutti gli stili, tutto il markup, tutte le feature fichissime da un sito web o da un&#8217;app, cosa rimane? Le persone. E onestamente, pi\u00f9 imparo sull&#8217;accessibilit\u00e0 digitale, pi\u00f9 realizzo che non riguarda proprio per niente il codice. L&#8217;accessibilit\u00e0 digitale ha le sue radici nell&#8217;utente e, mentre io (<a href=\"https:\/\/a11yproject.com\/follow\/\">e un&#8217;infinit\u00e0 di altre persone<\/a>) posso sicuramente insegnarvi a scrivere codice accessibile e a costruire i vostri tool, pattern e librerie da usare, realizzo che non posso insegnarvi a essere solidali: \u00e8 una scelta che dovete fare voi stessi. Quindi, fermatevi un attimo a pensare: cosa sto lasciando alla prossima generazione di developer con tutto questo codice inaccessibile su cui non ho ragionato molto? \u00c8 questa l&#8217;eredit\u00e0 nell&#8217;ambito della programmazione che voglio lasciare? Vi sfido a fare di meglio per mia figlia, per i suoi pari e per l&#8217;infinit\u00e0 di altre persone che non sono completamente rappresentate nell&#8217;odierna community tech.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ormai lo sapete: non c&#8217;\u00e8 abbastanza diversit\u00e0 nel settore tech. Tuttavia, Carie Fisher offre una soluzione che potreste non aver ancora sentito: concentrarsi sull&#8217;accessibilit\u00e0 potrebbe essere la chiave per rendere lo stesso mondo tech pi\u00f9 accessibile.<\/p>\n","protected":false},"author":20,"featured_media":7000977,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","categories":[245],"tags":[],"coauthors":[548],"class_list":["post-7000976","article","type-article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-accessibilita"],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article\/7000976","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article"}],"about":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/20"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7000976"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7000977"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7000976"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7000976"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7000976"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=7000976"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}