{"id":837,"date":"2018-06-27T09:15:15","date_gmt":"2018-06-27T07:15:15","guid":{"rendered":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/discovery-economica\/"},"modified":"2018-06-27T09:15:15","modified_gmt":"2018-06-27T07:15:15","slug":"discovery-economica","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/discovery-economica\/","title":{"rendered":"Discovery economica"},"content":{"rendered":"<div class=\"paragrafo\">\n<p>Se aprite un qualunque manuale di design, vedrete lo schema del ciclo di design: scoprire, inventare, creare, valutare e ripetere. Ogni volta che abbiamo un nuovo cliente o cominciamo a lavorare a una nuova feature, cominciamo dall&#8217;alto del cerchio con la scoperta (o discovery). \u00c8 il momento del progetto in cui definiamo il problema che stiamo cercando di risolvere e quale sar\u00e0 il nostro primo approccio per la sua risoluzione.<\/p>\n<div id=\"figure1\" class=\"image full\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/06\/fig1.png\" border=\"0\" alt=\"Un diagramma di flusso che mostra la discovery, che porta all'ideazione, che porta alla creazione, che porta alla valutazione, che porta indietro a Discover\" width=\"100%\" \/><\/p>\n<p>Il caro vecchio ciclo del design<\/p>\n<\/div>\n<p>Solitamente, in un&#8217;azienda strutturata parliamo della discovery all&#8217;inizio di un ciclo di sprint, dove ci sono cose come i budget, i product team e i clienti esistenti. Il processo di discovery potrebbe includere delle interviste agli stakeholder o il riversamento di dati esistenti sugli utenti. E usciamo sempre dalla fase di discovery con una qualche idea su come procedere.<\/p>\n<p>Tuttavia, la discovery \u00e8 intrinsecamente diversa quando lavorate in una no profit, in una startup o in un&#8217;azienda agli inizi. Potrebbe esserci un team di design composto da una sola persona (voi), con zero dollari da spendere ed esserci solo poche persone che sanno dell&#8217;esistenza dell&#8217;azienda. Non ci sono clienti da intervistare e zero dati da esaminare. Questo potrebbe anche essere il caso di grandi aziende quando vogliono testare le acque per una nuova direzione senza impegnarsi troppo (o spendere troppo). Ogni volta che avete dei vincoli di budget, dati e stakeholder, dovete essere flessibili e astuti nel modo in cui condurrete la discovery research. Ma non potete risparmiare sul rigore e sull&#8217;accuratezza. Se l&#8217;idea con cui uscite dalla fase di discovery non \u00e8 buona, il vostro grande lancio potrebbe diventare un flop che pone fine alla vostra azienda.<\/p>\n<p>In questo articolo vi guider\u00f2 in un ciclo di discovery research, ma lo applicher\u00f2 a una idea di startup (fittizia). Introdurr\u00f2 delle strategie per condurre la discovery research senza budget, senza dati utente esistenti o risorse di cui discutere. E vi mostrer\u00f2 in che modo, facendo progressi, la ricerca dia forma al business.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2 id=\"section1\">Scrivete l&#8217;ipotesi del problema<\/h2>\n<p>Una tremenda quantit\u00e0 di inchiostro (reale o virtuale) \u00e8 stata versata proclamando che tutti dovremmo \u201c<a href=\"http:\/\/www.wired.co.uk\/article\/waze-uri-levine\">innamorarci del problema non della soluzione<\/a>\u201d. Ed \u00e8 stato inchiostro ben speso. Quando si arriva al product building, una filosofia incentrata sul problema \u00e8 la pietra d&#8217;angolo di qualunque azienda user centric.<\/p>\n<p>Ma in che modo, esattamente, sapete quando avete tra le mani un problema che valga la pena risolvere? Se lavorate in un&#8217;azienda grande e stabile, potreste avere del feedback dagli utenti e dei dati che vi indicano la via come frecce luminose su una strada ben segnalata verso un problema che vale la pena risolvere. Tuttavia, se state lanciando una startup o lavorando a un&#8217;azienda pi\u00f9 grande che si sta avventurando in un nuovo territorio, pu\u00f2 essere pi\u00f9 simile a fare un&#8217;escursione nei boschi e cercare il successivo segno che indichi la pista. Le vostre idee probabilmente si basano su esperienze personali e istinto.<\/p>\n<p>Quando le vostre idee si basano sulle esperienze personali, sulle supposizioni e sull&#8217;istinto, \u00e8 importante realizzare che hanno bisogno di un livello di ispezioni superiore alla media. Dovete valutare la domanda \u201cHo un problema che vale la pena risolvere?\u201d con un livello pi\u00f9 alto di rigore rispetto a quello che avreste in un&#8217;azienda con un budget da investire e una quantit\u00e0 di dati esistenti. Dovete prendere tutte le vostre idee e supposizioni ed esaminarle accuratamente. E il modo migliore per esaminare le vostre idee e categorizzare le supposizioni \u00e8 con le ipotesi.<\/p>\n<p>Come descrive il dizionario, un&#8217;<em>ipotesi<\/em> \u00e8 \u201cuna supposizione o una spiegazione proposta fatta sulla base di prove limitate come punto di partenza per ulteriori indagini\u201d. Questa serve inoltre come una buona descrizione del perch\u00e9 innanzitutto facciamo discovery research. Potremmo avere un&#8217;idea in merito a un problema che vale la pena risolvere ma non ne conosciamo ancora la portata o i dettagli critici. Articolare i nostri istinti, idee e supposizioni come <em>ipotesi di un problema<\/em> getta le fondamenta per l&#8217;avanzamento della ricerca.<\/p>\n<p>Ecco una formula generale che potete usare per scrivere l&#8217;ipotesi di un problema:<\/p>\n<div id=\"figure2\" class=\"quote\">\n<blockquote><p>Dal momento che [supposizioni e intuizioni sul problema], gli utenti sono [in un qualche stato sgradito], hanno bisogno di [idea di soluzione].<\/p><\/blockquote>\n<\/div>\n<p>Per questo articolo, ho deciso di \u201clanciare\u201d una startup fittizia (e oltremodo ambiziosa) come esempio. Ecco l&#8217;ipotesi del problema che ho scritto per la mia startup:<\/p>\n<div id=\"figure3\" class=\"quote\">\n<blockquote><p>Dal momento che il loro business model si appoggia sull&#8217;advertising, i social media tool come Facebook sono deliberatamente progettati per \u201cagganciare\u201d gli utenti e renderli dipendenti dal loro servizio. Gli utenti sono infelici di ci\u00f2 e preferirebbero piuttosto avere una relazione pi\u00f9 sana con i social media tool. C&#8217;\u00e8 la volont\u00e0 di pagare per un servizio di social media che sia progettato tenendo presente la salute mentale.<\/p><\/blockquote>\n<\/div>\n<p>In questo esempio, potete vedere che le mie supposizioni sono:<\/p>\n<ul>\n<li>gli utenti intuiscono che i siti di social media come Facebook causano dipendenza;<\/li>\n<li>agli utenti non piace essere dipendenti dai social media;<\/li>\n<li>gli utenti sono disposti a pagare per un sostituto di Facebook che non dia dipendenza.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Queste sono le supposizioni su cui far\u00f2 ricerche e che tester\u00f2 durante il processo di discovery. Se attraverso la mia ricerca scoprir\u00f2 che non posso subito confermare queste supposizioni, significa che non sar\u00f2 ancora pronta per sfidare Mr. Zuckerberg.<\/p>\n<p>I vantaggi di articolare le proprie supposizioni in forma di ipotesi \u00e8 che abbiamo qualcosa di concreto su cui discutere, a cui far riferimento e da testare. Si pu\u00f2 coinvolgere l&#8217;intero product team nella stesura dell&#8217;ipotesi iniziale del problema e potete farvi di nuovo riferimento durante il processo di discovery. Una volta che abbiamo completato la ricerca e analizzato i risultati, possiamo modificare l&#8217;ipotesi perch\u00e9 rifletta le nuove idee suoi nostri utenti e i problemi che vogliamo risolvere.<\/p>\n<p>Adesso che abbiamo articolato un&#8217;ipotesi di problema, \u00e8 ora di capire il nostro piano di ricerca. Nelle due sezioni seguenti, esaminer\u00f2 il metodo di ricerca che raccomando di pi\u00f9 per le nuove imprese, cos\u00ec come le strategie per reclutare i partecipanti con un budget ristretto.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2 id=\"section2\">Un metodo che \u00e8 utile in tutte le fasi del design: le interviste<\/h2>\n<p>Nella mia carriera di user researcher, ho usato tutti i tipi di metodi. Ho fatto test A\/B, eye tracking, test Mago di Oz, think aloud, contextual inquiry e guerrilla testing. Ma il metodo di ricerca che utilizzo di pi\u00f9, e che credo fornisca il maggior valore per dollaro speso, sono le user interview.<\/p>\n<p>Le user interview sono relativamente economiche. Non dovete andare da un cliente e non vi serve un equipaggiamento che costi una fortuna. Se avete accesso a un telefono, potete fare un&#8217;intervista con partecipanti in tutte le parti del mondo. Inoltre, le interviste forniscono una serie di informazioni e possono essere usate in ogni fase della ricerca e del design. Le interviste sono specialmente utili nella discovery, perch\u00e9 si tratta di un metodo flessibile. Man mano che imparate di pi\u00f9 riguardo al problema che state cercando di risolvere, potrete adattare il vostro protocollo di intervista perch\u00e9 vi si adegui.<\/p>\n<p>Per essere chiari, le persone che intervisterete <em>non<\/em> vi diranno:<\/p>\n<ul>\n<li>cosa creare,<\/li>\n<li>o come crearlo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ma vi <em>potranno<\/em> assolutamente dire:<\/p>\n<ul>\n<li>che problema hanno,<\/li>\n<li>come li fa sentire,<\/li>\n<li>e che significato avrebbe per loro una soluzione.<\/li>\n<\/ul>\n<p>E se conoscete il problema, come fa sentire gli utenti e il valore di una soluzione, siete a buon punto nel percorso di progettazione del prodotto giusto.<\/p>\n<p>La sfida posta dal condurre una buona user interview consiste nell&#8217;assicurarsi di fare le domande giuste che vi permettano di ottenere tali informazioni. Ecco un paio di suggerimenti.<\/p>\n<p><strong>Suggerimento 1: fate sempre le seguenti due domande:<\/strong><\/p>\n<ul>\n<li>\u201cCosa ti piace di [in bianco]?\u201d<\/li>\n<li>\u201cCosa non ti piace di [in bianco]?\u201d<\/li>\n<\/ul>\n<p>\u2026 In cui sostituirete \u201c[in bianco]\u201d con qualsiasi dominio che sar\u00e0 migliorato dal vostro prodotto futuro.<\/p>\n<p>Il vostro obiettivo \u00e8 di ottenere una comprensione di tutti gli aspetti del problema che affrontano i vostri potenziali clienti: quelli cattivi <em>e<\/em> quelli buoni. Un errore comune consiste nel passare troppo tempo investigando quello che non funziona nello stato attuale delle cose. Naturalmente, volete che il vostro prodotto sistemi tutti i problemi incontrati dai vostri clienti. Ma, dovete anche preservare quello che funziona bene adesso, quello che soddisfa o quello che diversamente funziona bene nel modo in cui gli utenti attualmente raggiungono i propri obiettivi. \u00c8 quindi importante porre entrambe queste domande nelle user interview.<\/p>\n<p>Per esempio, nelle mie interviste ho sempre chiesto \u201cCosa ti piace dell&#8217;uso di Facebook?\u201d Ed \u00e8 solo quando un partecipante all&#8217;intervista mi ha detto tutto quello che gli piace di Facebook che chiedo \u201cCosa non ti piace dell&#8217;utilizzo di Facebook?\u201d<\/p>\n<p><strong>Suggerimento 2: dopo (quasi) ogni risposta, chiedo loro di dirmi di pi\u00f9.<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo del fare interviste \u00e8 ottenere un insieme di dati esaustivi da rivedere e tenere in considerazione man mano che si procede. Questo significa che non volete che i partecipanti discutano <em>una<\/em> cosa che gli piace o che non gli piace, ma volete che vi dicano <em>tutte<\/em> le cose che gli piacciono e tutte quelle che non gli piacciono.<\/p>\n<p>Ecco un esempio di come funziona in una delle interviste che ho fatto.<\/p>\n<div id=\"figure4\" class=\"quote\">\n<blockquote>\n<p><strong>Interviewer (Io)<\/strong>: Cosa ti piace dell&#8217;utilizzo di Facebook?<\/p>\n<p><strong>Intervistato<\/strong>: Mi piace incontrarci persone che altrimenti non avrei la possibilit\u00e0 di vedere e con cui tenermi in contatto nella vita vera. Ho traslocato un paio di volto quindi ho molti amici che non vedo regolarmente. Mi piace anche vedere che le persone che conosco stanno bene, anche se non le vedo, magari, dal liceo. Ma mi piace vedere come va la loro vita. Mi piace vedere i loro figli. Mi piace vedere i loro successi. \u00c8 anche un po&#8217; inquietante perch\u00e9 \u00e8 una finestra nella loro quotidianit\u00e0 e non ci parliamo da una vita. Ma mi piace rimanere in contatto.<\/p>\n<p><strong>Interviewer (Io)<\/strong>: Cos&#8217;altro ti piace?<\/p>\n<p><strong>Intervistato<\/strong>: Hmm, \u00e8 anche una specie di modo comodo per mantenere i contatti. In alcune occasioni ho potuto inviare dei messaggi a delle persone e rimanere in contatto con persone di cui non avevo indirizzo o email nel mio telefono. Ho potuto inviare loro un messaggio attraverso Facebook.<\/p>\n<p><strong>Interviewer (Io)<\/strong>: Ottimo. C&#8217;\u00e8 qualcosa d&#8217;altro che ti piace?<\/p>\n<p><strong>Intervistato<\/strong>: Fammi pensare\u2026 Beh, a volte ci trovo anche delle belle cose da fare nei week-end. Hanno una feature eventi. E le aziende, o i posti del luogo, postano degli eventi e in un paio di occasioni ho partecipato a qualcosa di interessante. Per dire, una volta ho trovato un festival del cinema fichissimo in questo modo.<\/p>\n<p><strong>Interviewer (Io)<\/strong>: Sembra fico. Cos&#8217;altro ti piace di Facebook?<\/p>\n<p><strong>Intervistato<\/strong>: Uh\u2026 Direi che questo \u00e8 tutto quello per cui lo uso. Non mi viene in mente nient&#8217;altro. Principalmente, lo uso per rimanere in contatto con le persone che ho incontrato negli anni.<\/p>\n<\/blockquote>\n<\/div>\n<p>Da questo esempio si capisce come la prima feature che viene in mente all&#8217;intervistato \u00e8 la possibilit\u00e0 di tenersi in contatto con amici con cui altrimenti avrebbe scarse opportunit\u00e0 di connessione. Questa \u00e8 una feature che qualunque sostituto di Facebook dovrebbe replicare. Tuttavia, se non avessi spinto l&#8217;intervistato a pensare ancora di pi\u00f9 a delle feature che gli piacciono, potrei non aver mai scoperto un&#8217;importante feature secondaria: un sistema di messaggistica in-app comodo. In effetti, sei persone su undici intervistate per questo progetto mi hanno detto di apprezzare Facebook Messenger. Ma nessuno di loro ha menzionato tale feature <em>per prima<\/em>. \u00c8 saltata fuori nella conversazione solo dopo che ho indagato ulteriormente.<\/p>\n<p>Continuando a ripetere la mia domanda, l&#8217;intervistato ha pensato a un&#8217;altra feature che apprezza: l&#8217;elenco degli eventi locali. (Questa feature \u00e8 stata citata da cinque persone su undici intervistate). Ma dopo questo, l&#8217;intervistato non ha trovato altre feature da discutere. Sapete di poter passare alla domanda successiva nell&#8217;intervista quando il vostro partecipante comincia a ripetersi o vi dice francamente che non ha null&#8217;altro da dire.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2 id=\"section3\">Reclutate tutto intorno a voi, poi documentate i bias<\/h2>\n<p>Ci sono moltissimi modi per reclutare partecipanti per la ricerca. Potete assumere un&#8217;agenzia o usare un tool come UserTesting.com. Ma molte di queste opzioni a pagamento possono essere piuttosto costose e, dal momento che stiamo lavorando con un budget risicato, abbiamo pi\u00f9 o meno zero dollari da spendere nel reclutamento. Dobbiamo essere creativi.<\/p>\n<div id=\"figure5\" class=\"image full\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2018\/06\/fig2.png\" border=\"0\" alt=\"Hey amici. Sto lavorando ad un piccolo progetto che potrebbe un giorno diventare il pitch per una startup. Per aiutarmi a capire se ho un'idea su cui valga la pena lavorare, vorrei intervistare alcune persone riguardo al loro uso di Facebook e altri social media. Qualcuno di voi \u00e8 disposto a fare un'intervista con me? Ci vorranno circa 15 minuti e parleremo via Skype o Google Hangout, scegliete voi.\" width=\"100%\" \/><\/p>\n<p>Il mio post su Facebook per reclutare volontari. Un volontario ha deciso di rispondere con una gif di Hunger Games \u201cI volunteer as tribute!\u201d.<\/p>\n<\/div>\n<p>Per il mio progetto, ho deciso di fare affidamento sulla gentilezza di amici e sconosciuti che potevo raggiungere attraverso Facebook. Ho postato una richiesta per trovare partecipanti sulla mia pagina Facebook personale e un&#8217;altra sulla <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/groups\/free.code.camp.pittsburgh.pa\/permalink\/1666729846686471\/\">pagina del FreeCodeCamp locale<\/a>. Un giorno dopo aver postato la mia richiesta, venticinque amici e cinque sconosciuti si sono offerti volontari. Questo tipo di metodo di reclutamento partecipanti \u00e8 chiamato <em><a href=\"https:\/\/measuringu.com\/random-sample\/\">convenience sampling<\/a><\/em>, perch\u00e9 stavo reclutando partecipanti a cui avevo accesso in modo pratico.<\/p>\n<p>Dal momento che il mio progetto implicava il parlare alle persone dei siti di social media come Facebook, era appropriato che il mio primo tentativo di reclutamento partisse da Facebook. Potevo essere sicura che tutti quelli che avrebbero visto la mia richiesta usassero Facebook in qualche modo. Tuttavia, come tutti i convenience sampling, il mio metodo di reclutamento aveva dei bias (che spiegher\u00f2 tra poco).<\/p>\n<p>Il bias \u00e8 qualcosa che dovremmo cercare di evitare ogni volta che \u00e8 possibile. Se abbiamo accesso a metodi di reclutamento pi\u00f9 sofisticati, dovremmo usarli. Tuttavia, quando si ha un budget ristretto, evitare il recruitment bias \u00e8 virtualmente impossibile. In questo scenario, i nostri obiettivi dovrebbero essere di:<\/p>\n<ul>\n<li>mitigare i bias al meglio delle possibilit\u00e0<\/li>\n<li>e documentare tutti i bias che vediamo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per il mio progetto, ho potuto mitigare alcuni bias usando altri metodi di reclutamento. Sono andata in vari quartieri e ho cercato di reclutare partecipanti dalla strada (i.e., guerrilla testing). Se avessi avuto un po&#8217; di soldi da spendere, avrei potuto passare del tempo in vari coffee shop e offrire un caff\u00e8 alla gente in cambio di un&#8217;intervista di dieci minuti. Anche questi metodi di reclutamento ricadono sotto il termine ombrello di convenience sampling, ma usando vari metodi posso mitigare alcuni bias che avrei usandone solo uno.<\/p>\n<p>Inoltre, \u00e8 sempre importante riflettere su e documentare come i propri metodi di sampling abbiano dei bias. Per il mio progetto, ho scritto le note seguenti:<\/p>\n<p>Tutte le persone intervistate erano connesse a me su Facebook in qualche modo. Conosco bene molte di loro, siamo \u201camici\u201d. Tutti hanno pi\u00f9 o meno la mia et\u00e0, molti (ma non tutti) lavorano nel settore tech in qualche modo e tutti, tranne uno, vivono negli USA.<\/p>\n<p>Documentare i bias assicura che non ce ne <em>dimenticheremo<\/em> quando sar\u00e0 ora di analizzare e discutere i risultati.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2 id=\"section4\">Continuiamo cos\u00ec<\/h2>\n<p>Come suggerisce il titolo, questa \u00e8 solo la prima parte di una serie di articoli riguardanti il processo di discovery. Nella seconda parte, analizzer\u00f2 i risultati delle mie interviste, rivedr\u00f2 le ipotesi del mio problema e continuer\u00f2 a lavorare sulla mia startup sperimentale. Mi butter\u00f2 in un altro giro di discovery research, ma questa volta utilizzer\u00f2 dei metodi di ricerca differenti, come i test A\/B e fake door. Potete aiutarmi controllando questo mockup della landing page per <a href=\"http:\/\/candor.network\/\">Candor Network<\/a> (come ho chiamato la mia startup fittizia) e compilando il questionario che troverete l\u00e0.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La discovery \u00e8 una fase chiave del design: \u00e8 il punto di partenza, in cui si definisce e chiarisce il problema che si sta per risolvere. Il procedimento \u00e8 immediato per le aziende strutturate o grandi, con budget e team dedicati e clienti da intervistare. Ma cosa succede nelle piccole aziende, startup e no profit a cui mancano queste risorse? Come possono partecipare le lean organization alla discovery e trarne benefici? Meg Dickey-Kurdziolek ce lo mostra nella Parte I di \u201cDiscovery economica\u201d.<\/p>\n","protected":false},"author":818,"featured_media":7000842,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","categories":[217,86,267],"tags":[],"coauthors":[465],"class_list":["post-837","article","type-article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-numero-239-9-gennaio-2018","category-user-experience","category-user-research"],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article\/837","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article"}],"about":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/818"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=837"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7000842"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=837"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=837"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=837"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=837"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}