{"id":93,"date":"2010-08-13T10:48:50","date_gmt":"2010-08-13T08:48:50","guid":{"rendered":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/nessuno-lo-sa-imparare-a-dire-di-no-alle-cattive-idee\/"},"modified":"2010-08-13T10:48:50","modified_gmt":"2010-08-13T08:48:50","slug":"nessuno-lo-sa-imparare-a-dire-di-no-alle-cattive-idee","status":"publish","type":"article","link":"https:\/\/alistapart.com\/it\/article\/nessuno-lo-sa-imparare-a-dire-di-no-alle-cattive-idee\/","title":{"rendered":"Nessuno Lo Sa: Imparare a Dire di No alle Cattive\u00a0Idee"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/alistapart.com\/it\/wp-content\/uploads\/sites\/2\/2010\/08\/n12a1.jpg\" border=\"0\" align=\"right\" \/>No. Una parola, una frase completa. Tutti noi abbiamo imparato a pronunciarla pi\u00f9 o meno entro il nostro primo compleanno o poco dopo, quindi perch\u00e9 facciamo cos\u00ec fatica a dirla adesso, quando si tratta del nostro lavoro?<\/p>\n<p>Senso di colpa. Paura. Pressione. Dubbio. Crescendo, impariamo che non fare quello che gli altri si aspettano da noi pu\u00f2 portarci a tutta una serie di conseguenze negative. Diventa pi\u00f9 semplice cedere alle loro richieste piuttosto che lottare per noi stessi e per quello che riteniamo giusto.<\/p>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Bisogno di Dire No<\/h2>\n<p>Come user experience designer, mi sono creata una carriera dovendo dire &#8220;No&#8221;. E&#8217; il mio lavoro mettere fine alle pratiche di cattiva progettazione all&#8217;interno di un&#8217;organizzazione prima di poter fare qualunque progresso nel miglioramento delle vite dei nostri clienti. Ed \u00e8 molto facile.<\/p>\n<p>Il mio cliente dice: \u201cVoglio costruire una navicella spaziale!\u201d Io dico: \u201cNo, dobbiamo fare un acquilone.\u201d<\/p>\n<p>Il mio cliente dice: \u201cDobbiamo lasciare quello spazio vuoto per la mia prossima idea geniale!\u201d Io dico: \u201cNo, troveremo una spazio per la tua idea quando ne avrai una.\u201d<\/p>\n<p>Il mio cliente dice: \u201cVoglio che sia fatto entro domani!\u201d Io dico: \u201cNo, ci vorr\u00e0 un mese.\u201d<\/p>\n<p>Sono un freno umano!<\/p>\n<p>Ciascuno di noi porta all&#8217;interno dei propri progetti un&#8217;area di specializzazione ed \u00e8 nostra responsabilit\u00e0 esibire tale conoscenza. Se non sapete nulla che gli altri componenti del vostro team conoscono gi\u00e0, allora probabilmente \u00e8 il momento di andarsene. Ma se invece ne sapete, allora \u00e8 vostra responsabilit\u00e0 affermare quella capacit\u00e0 e condividere le vostre conoscenze per il miglioramento del prodotto finale.<\/p>\n<p>Il Mahatma Gandhi disse: \u201cUn \u2018no\u2019 detto con la pi\u00f9 grande convinzione \u00e8 migliore e ha pi\u00f9 valore di un \u2018s\u00ec\u2019 pronunciato solamente per compiacere, o, cosa peggiore, per evitare dei problemi.\u201d In quanto persone che creano cose con la speranza che altre persone le usino, \u00e8 completamente da codardi proteggerci prima di difendere i bisogni dei nostri utenti.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Quando dire di no<\/h2>\n<p>Quando mi appassiono incredibilmente a qualcosa, tendo ad essere testarda. E quando riconosco un problema, non sono il tipo da tenerselo dentro. Come risultato, mi sono trovata in alcune situazioni con i miei compagni di team e con i clienti nelle quali sono stata piuttosto irritante nel pronunciare i miei no. Temendo di non essere stata compresa, enfatizzo oltremodo la mia posizione, al punto che le persone non sentono <em>cosa<\/em> ho detto, ma <em>come<\/em> l&#8217;ho detto.<\/p>\n<p>Avendomi fatto notare la situazione ed essendomi stata data l&#8217;opportunit\u00e0 di sistemarla, posso liberamente ammettere adesso che stava intralciando il raggiungimento del mio obiettivo ultimo: aiutare le persone. In qualit\u00e0 di professionisti del design e dello sviluppo, veniamo spesso a trovarci in ricorrenti situazioni difficili, ma ci sono dei modi avveduti per gestirle. Forse ne riconoscerete alcuni tra i seguenti.<\/p>\n<h3>Citare le \u201cbest practices\u201d<\/h3>\n<p>Quando venite assunti per svolgere uno specifico compito nel vostro team, ma vi viene chiesto di fare qualcosa che non vi va gi\u00f9, spesso il miglior modo per dire di no \u00e8 semplicemente quello di educare le altre persone alle best practices.<\/p>\n<p>Kelly Andrews, proprietario di <a href=\"http:\/\/www.1618design.com\/\">1618design<\/a> ha recentemente ricevuto la richiesta di una cliente di rimuovere un sistema di registrazione rapido alla mailing list del loro sito che utilizza la sola email in favore di un&#8217;intera pagina contenente una form di registrazione.<\/p>\n<p>Temendo che ci\u00f2 avrebbe significativamente diminuito il loro numero di iscritti, Andrews inform\u00f2 la cliente che \u00e8 pratica comune per i siti web includere una rapida procedura di subscribe dal momento che la maggior parte delle persone non vuole sprecare troppo tempo riempendo un form. Un semplice ma efficace business case: Andrews le spieg\u00f2 che l&#8217;opzione pi\u00f9 rapida \u201cpermetterebbe di catturare immediatamente l&#8217;attenzione delle persone interessate\u201d. E questa si convinse. Non aveva considerato questo aspetto prima, ma una volta venuta a conoscenza dell&#8217;informazione, ebbe il potere di prendere la decisione migliore. \u201cLa cliente era felice per la decisione\u201d disse Andrew. \u201cMi ringrazi\u00f2 perch\u00e9 ero un esperto e le stavo spiegando come funzionano le cose invece che semplicemente fare quello che mi aveva chiesto.\u201d<\/p>\n<h3>I dati dominano<\/h3>\n<p>Quando <a href=\"http:\/\/www.perfecttuna.com\/\">Samantha LeVan<\/a> lavorava come user experience designer in <a href=\"http:\/\/www.corel.com\">Corel<\/a>, era circondata da un grande team di ingegneri, i quali erano anche abituati a fare design. Per la maggior parte del tempo, avevano idee veramente interessanti da cui LeVan traeva liberamente ispirazione, ma ogni tanto si bloccavano su alcuni dettagli e LeVan avrebbe dovuto fornire le sue tesi.<\/p>\n<p>In un particolare progetto, uno degli ingegneri sosteneva insistentemente che un componente drop-down fosse necessario per la selezione di tre opzioni. LeVan insisteva che tre radio button sarebbero stati pi\u00f9 appropriati, ma gli ingegneri non ne erano convinti. Il disaccordo and\u00f2 avanti per qualche giorno, prima che LeVan realizzasse che aveva bisogno di dati per avvalorare la sua tesi.<\/p>\n<p>Fece ricorso a <a href=\"http:\/\/cogtool.hcii.cs.cmu.edu\">CogTool<\/a>\u2014un tool di UI prototyping che valuta automaticamente l&#8217;efficacia di un design basandosi su un \u201cmodello predittivo della performance umana\u201d\u2014sviluppato alla Carnagie Mellon University. I risultati mostrarono che <a href=\"http:\/\/www.perfecttuna.com\/2008\/07\/predict-expert-task-time-with-cogtool.html\">l&#8217;expert use task time<\/a> era drammaticamente ridotto dai radio button invece che dai drop-down. Gli ingegneri cedettero all&#8217;evidenza dei fatti.<\/p>\n<p>\u201cLa vostra opinione non ha importanza\u201d sostiene LeVan. \u201cE&#8217; importante che possiate sostenere la vostra tesi con dei numeri.\u201d<\/p>\n<h3>Aumentate il vostro prezzo<\/h3>\n<p>A volte, il modo migliore per dire di no ad un pessimo design \u00e8 non prendere il progetto in prima battuta. Quando a <a href=\"http:\/\/kickstartstrategy.com\">Charlene Jaszewski<\/a>, una content strategist freelancer, \u00e8 stato chiesto recentemente di aiutare il fratello di un amico con il sito web per la sua azienda di produzione di cemento, sapeva che egli aveva un budget limitato, ma si aspettava di poterlo aiutare a limitare il proprio raggio d&#8217;azione.<\/p>\n<p>\u201cOltre a volere \u2018menu volanti\u2019 su ogni singola pagina, in uno stile diverso per ciascuna pagina,\u201d racconta Jaszewski, \u201cvoleva un diamante arancio gigante per i menu sulla pagina iniziale e, come tocco finale, voleva un&#8217;animazione creata ad hoc di un camion per il cemento sulla homepage e nella barra laterale di tutte le altre pagine\u2014con la betoniera che gira con sopra il logo della sua azienda.\u201d Ora, una cosa del genere mi d\u00e0 subito i brividi.<\/p>\n<p>Jaszewski sugger\u00ec che i suoi clienti sarebbero stati pi\u00f9 interessati a dei contenuti rilevanti, come un portfolio con i suoi lavori precedenti, ma quello era convinto di aver bisogno di tonnellate di extra appariscenti per impressionare i suoi visitatori. E non era intenzionato a cedere.<\/p>\n<p>Non volendo rifiutare il lavoro apertamente, Jaszewski contatt\u00f2 gli animatori e i designer Flash e torn\u00f2 con un prezzo che era cinque volte il budget del proprietario dell&#8217;azienda di cemento. Questi chiese un prezzo pi\u00f9 basso, ma Jaszewski semplicemente si scus\u00f2 e disse che quella era la cifra che avrebbe dovuto pagare alle persone appropriate a svolgere il lavoro. Senza sorprese, il cliente rifiut\u00f2 e Jaszewski scopr\u00ec pi\u00f9 tardi che aveva cercato di farsi fare il sito dei suoi sogni per gli otto anni precedenti. Fortunatamente, non sarebbe stata lei a realizzarlo.<\/p>\n<h3>Spostare l&#8217;attenzione dal Cosa al Chi<\/h3>\n<p>Nell&#8217;aprile del 2009, <a href=\"http:\/\/twitter.com\/lynneux\">Lynne Polischuik<\/a>, user experience designer indipendente, venne assunta da una startup allo stage iniziale\u2014facevano un&#8217;applicazione web per photo-sharing privato\u2014con funzione di project manager fino al momento del lancio. Il prodotto era pensato come un&#8217;alternativa a Facebook per i genitori che volevano dei gruppi privati di amici con cui condividere tranquillamente le foto dei propri bambini.<\/p>\n<p>Dal momento che il team aveva immaginato il prodotto come attraente per tutti i membri della famiglia, volevano che le persone di tutte le et\u00e0 fossero in grado di usare l&#8217;applicazione, inclusi i bambini e i nonni senza un indirizzo e-mail. Per permettere ci\u00f2, svilupparono un sistema di login che faceva un uso esteso di cookies e di trucchi tecnologici per fornire un accesso sicuro senza richiedere all&#8217;utente l&#8217;inserimento delle sue credenziali. Costantemente, le cose non funzionavano e, come risultato, nessuno poteva effettuare il login.<\/p>\n<p>Polischuik sent\u00ec la necessit\u00e0 di intervenire. \u201cArrivai alla conclusione che avevano bisogno di progettare non per i casi estremi, ma per i pi\u00f9 probabili e che generano profitti.\u201d spiega. \u201cSe una persona non ha un indirizzo e-mail avr\u00e0 abbastanza conoscenze per condividere immagini e foto sul web? Probabilmente no.\u201d<\/p>\n<p>Per portare il team dalla sua parte, Polischuik fece un passo indietro e facendo delle ricerche sugli utenti per sviluppare delle persone che guidassero le loro decisioni. Non appena il team si concentr\u00f2 di nuovo sul \u201cChi\u201d per cui stavano progettando, furono capaci di muoversi pi\u00f9 strategicamente. Quando venivano a galla dei disaccordi sull&#8217;esecuzione durante la progettazione, avrebbe fatto dei rapidi test di usabilit\u00e0 per l&#8217;idea proposta e avrebbe fatto constatare con i loro occhi al team gli sforzi dei loro potenziali clienti. Reinquadrando la questione, allontanandola dalle loro opinioni e dimostrando l&#8217;impatto negativo sull&#8217;utente, l&#8217;opposizione veniva sconfitta rapidamente.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Come dire di no<\/h2>\n<p>Lo scorso ottobre, mentre ero al telefono con  <a href=\"http:\/\/www.metamax.com\">Harry Max<\/a>\u2014un pioniere nel campo dell&#8217;Architettura dell&#8217;Informazioni, co-fondatore di <a href=\"http:\/\/www.wine.com\/\">Virtual Vineyards\/Wine.com<\/a>, (il primo sistema di shopping sicuro sul web), ed ora executive coach\u2014 mi sono lamentata perch\u00e9 avevo troppa carne al fuoco e avevo disperatamente bisogno che qualcuno mi concedesse un break.<\/p>\n<p>Mi fece realizzare che in realt\u00e0 io ero quella da biasimare, perch\u00e9 avevo accettato pi\u00f9 lavori di quanti ne potessi gestire senza proteggere il mio tempo e mi raccomand\u00f2 di leggere <a href=\"http:\/\/www.amazon.com\/Power-Positive-No-How-Still\/dp\/0553804987\"><em>The Power of a Positive No<\/em><\/a> [&#8220;Il potere di un no positivo&#8221;, <em>ndr<\/em>] di William Ury.<\/p>\n<p>Quel libro cambi\u00f2 la mia vita.<\/p>\n<p>Ury propone una metodologia che faccia dire di no \u201cper giungere al S\u00ec.\u201d Sostiene che il nostro desiderio di dire no non deve essere contraddittorio, ma piuttosto sostenere un s\u00ec pi\u00f9 profondo\u2014quello che riteniamo essere vero, giusto, virtuoso e necessario. E che invece che rendere la nostra difesa negativa, possiamo inquadrarla in una luce positiva che \u00e8 pi\u00f9 probabile che ci conduca ad un risultato pi\u00f9 favorevole.<\/p>\n<p>Quello che segue potrebbe suonare molto sentimentale, ma abbiate pazienza. Ha completamente trasformato il mio modo di gestire i conflitti e di prendere le decisioni.<\/p>\n<p>La struttura di un no positivo \u00e8 \u201cS\u00ec! No. S\u00ec? affermazione.\u201d Per dirla con le parole di Ury: Il primo S\u00ec! esprime il vostro interesse; il No asserisce il vostro potere; il secondo S\u00ec? incoraggia la vostra relazione. Ad esempio, potreste dire \u201cAnche io voglio che i clienti potenziali vedano la nostra azienda come attuale e accessibile, ma non credo che una dozzina di badge di social media in alto nella pagina mi aiuteranno a raggiungere il mio scopo. E se trovassimo alcuni approcci alternativi e scegliessimo il pi\u00f9 efficace insieme?\u201d<\/p>\n<p>Sostiene che non si debba solo dire di no in tale modo, ma anche di preparare ad esso e portarlo avanti su questa scia.\tSenza un piano e senza un&#8217;azione continuativa, la vostra affermazione \u00e8 molto meno credibile\u2014ed \u00e8 molto meno probabile che funzioni.<\/p>\n<p>Alcune delle tecniche pronte all&#8217;uso descritte nel libro vi aiuteranno quando verr\u00e0 il momento di combattere per la vostra giusta causa.<\/p>\n<ul>\n<li><strong>Non dite subito di no.<\/strong> Non reagite a caldo alle situazioni, o potreste dire cose che non avevate intenzione di dire. Le cose sono raramente cos\u00ec urgenti come crediamo che siano, quindi aspettate un attimo, riflettete con calma in un posto tranquillo e pensate veramente alla questione che avete tra le mani. Non solo le vostre argomentazioni vi sembreranno pi\u00f9 chiare quando avrete avuto la possibilit\u00e0 di provarle, ma \u00e8 pi\u00f9 probabile che la controparte sar\u00e0 pronta per ascoltarle.<\/li>\n<li><strong>Siate precisi nel descrivere i vantaggi che offrite.<\/strong> Quando dite di no, \u00e8 meglio descrivere quello <em>che sostenete<\/em> piuttosto che quello <em>a cui vi opponete<\/em>. Invece di mantenere solamente una posizione, aiutate l&#8217;altra persona a capire perch\u00e9 siete preoccupati e cosa state cercando di proteggere. Potreste perfino accorgervi che condividete lo stesso scopo e che potete lavorare assieme per trovare la soluzione giusta.<\/li>\n<li><strong>Preparatevi un piano B.<\/strong> Ci saranno occasioni in cui la vostra controparte non accetter\u00e0 un No come risposta. Quindi, avrete bisogno di un piano B come ultima risorsa. Agirete scavalcando l&#8217;altra persona? Impedirete che il progetto vada avanti? Lascerete il posto? Esplorando in anticipo quello a cui siete veramente preparati, avrete considerevolmente maggiore confidenza per non cedere e non avrete paura di quello che potrebbe succedere dopo.<\/li>\n<li><strong>Esprimete i vostri bisogni senza mostrarli.<\/strong> La disperazione non \u00e8 mai attraente e non vi porter\u00e0 da nessuna parte. Presentate la vostra tesi con convinzione e dicendo la verit\u00e0. La vostra asserzione cessa di essere vera se l&#8217;altra persona si rifiuta di essere d&#8217;accordo? No. Quindi, non comportatevi come se fosse cos\u00ec. Avere bisogno che l&#8217;altra persona aderisca alle vostre idee vi fa apparire insicuri e dipendenti, sminuendovi e mettendo loro in una posizione di potere.<\/li>\n<li><strong>Presentate i fatti e lasciate che siano gli altri a tirare le conclusioni.<\/strong> Azzardo una supposizione: la maggior parte del tempo lavorate con persone piuttosto intelligenti, logiche e abbastanza ben intenzionate. Forse, non hanno per\u00f2 tutte le informazioni che avete voi. Invece di dire loro cosa pensate, \u00e8 pi\u00f9 utile fornire i fatti necessari su cui possano poi trarre le loro conclusioni. A volte, lasciare che le altre persone si sentano come se la decisione fosse parzialmente loro vi aiuter\u00e0 a percorrere la strada verso il vostro obiettivo.<\/li>\n<li><strong>Pi\u00f9 \u00e8 breve, pi\u00f9 \u00e8 efficace.<\/strong> Pascal una volta disse: \u201cTi ho scritto una lunga lettera perch\u00e9 non avevo tempo per scriverla pi\u00f9 breve.\u201d Pi\u00f9 \u00e8 lunga un&#8217;argomentazione pi\u00f9 appare poco chiara e pensata male. Non avete bisogno di cinque motivi per cui qualcosa non funziona, una buona ragione funziona meglio.<\/li>\n<li><strong>Appena chiudete una porta, apritene un&#8217;altra.<\/strong> Non siate dei guastafeste. Se credete veramente che qualcosa non dovrebbe essere fatto, producete un&#8217;alternativa che possa essere appoggiata dal team. Non aiuterete nessuno\u2014n\u00e9 tanto meno voi stessi\u2014 se farete semplicemente deragliare il progetto con le vostre obiezioni. Essere un giocatore in una squadra piuttosto che un &#8220;bastian contrario&#8221; vi far\u00e0 guadagnare fiducia e rispetto per le vostre idee.<\/li>\n<li><strong>Siate educati.<\/strong> Novantanove volte su cento, parliamo di questioni di leggero disagio per i nostri utenti, non di questioni di vita o di morte. Non c&#8217;\u00e8 motivo per alzare la voce, usare un linguaggio non appropriato o di far abbassare la cresta a qualcuno. Quando lo fate, impedite alle persone di sentire l&#8217;essenza di quello che state cercando di comunicare. Quindi, state calmi, siate gentili e date ai vostri compagni di team e clienti il rispetto che si meritano. Solo perch\u00e9 capite qualcosa che loro non comprendono, non siete persone migliori di loro.<\/li>\n<\/ul>\n<\/div>\n<div class=\"paragrafo\">\n<h2>Buono a sapersi<\/h2>\n<p>Essendo orgogliosi del proprio lavoro e affermando il proprio ruolo all&#8217;interno di un team, sarete d&#8217;aiuto per la creazione di una ambiente positivo per tutte le persone coinvolte. Non ci sono dubbi sul fatto che le persone seguiranno le vostre orme e ogni persona diventer\u00e0 maggiormente responsabile di s\u00e9 stessa e per il bene pi\u00f9 grande del progetto. Sarete visti come pi\u00f9 professionali, pi\u00f9 autoritari e molto affidabili.<\/p>\n<p>Considerate anche la possibilit\u00e0 che stiate annientando le idee delle altre persone e che queste siano troppo spaventate per farsi sentire. Uno dei miei detti preferiti \u00e8: \u201cDio ci ha dato due orecchie ed una bocca e vanno usate in proporzione.\u201d Facciamo in modo che questo ci ricordi non solo di <em>dire<\/em> di no, ma di avere la volont\u00e0 di <em>ascoltare<\/em> dei no e di incoraggiare gli altri a fare lo stesso.<\/p>\n<p>Illustrazioni: {carlok}<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non potete creare quello di cui i clienti hanno bisogno quando siete troppo impegnati a dire di s\u00ec a tutto quello che vogliono. Come user experience designer, \u00e8 compito vostro dire di no alle cattive idee e alle pratiche senza senso. Ma dire di no non \u00e8 mai semplice. Alcune tecniche provate che possono far mutare un no pronunciato in un&#8217;esperienza positiva per voi, per il cliente e, molto pi\u00f9 importante, per l&#8217;utente finale, includono citare le best practices e dei semplici ma potenti business case, provare la vostra tesi con i numeri, spostare l&#8217;attenzione dal cosa al chi, usare il no positivo e, quando necessario, alzare il vostro prezzo per chiamarvi fuori da un progetto.<\/p>\n","protected":false},"author":818,"featured_media":7000587,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","categories":[263,25,276],"tags":[],"coauthors":[307],"class_list":["post-93","article","type-article","status-publish","has-post-thumbnail","hentry","category-business","category-numero-12-13-agosto-2010","category-project-management"],"jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article\/93","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/article"}],"about":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/article"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/818"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=93"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7000587"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=93"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=93"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=93"},{"taxonomy":"author","embeddable":true,"href":"https:\/\/alistapart.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/coauthors?post=93"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}