L’interazione è un enhancement

Il web ha una scorta infinita di storie dell’orrore sui “single point of failure”, in cui i siti appaiono come pagine vuote o bloccate a utenti increduli. La colpa non è né di JavaScript né di altre tecnologie, ma del modo in cui le usiamo, facendo completamente affidamento su di esse invece che diversificare il modo in cui inviamo le esperienze che realizziamo. In questo estratto dal Capitolo 5 di Adaptive Web Design, Second Edition, Aaron Gustafson spiega perché comprendere alcuni limiti e lavorare entro questi vincoli sia la chiave per costruire siti web flessibili.