Trucchi e suggerimenti per il debugging moderno

Essere sicuri che il nostro sito funzioni come ci si aspetta nei diversi browser e sui vari dispositivi può essere una sfida anche per il più esperto web developer. Seguite Tiffany B. Brown mentre spiega l’error thowing and handling, il code injection ed il mobile debugging utilizzando JavaScript.

Rapid prototyping con Sinatra

Se siete web designer o web developer, conoscerete sicuramente il “prototyping”. Dai semplici wireframe alla creazione delle interfacce in Photoshop, i designer mappano il modo in cui siti funzioneranno prima di crearli. Negli ultimi anni, il processo di prototipazione è cambiato in maniera significativa. Con i produttori di browser che in generale aderiscono agli standard web e con l’avvento di tool come Firebug e web inspector di WebKit, possiamo a volte saltare Photoshop e andare direttamente nel browser. Inoltre, i framework JavaScript come jQuery ci permettono di giocare con gli eventi del browser usando solo qualche riga di codice. E se dovessimo fare qualcosa di più? Man mano che aumenta il numero di siti web che diventa web app, abbiamo ora bisogno di fare prototipi anche della funzionalità del back-end. Vi mostriamo come Sinatra, un cosiddetto “micro framework web”, vi può aiutare a creare delle web app reali (sebbene semplici) in maniera estremamente rapida, facendovi creare il prototipo dei flussi e del comportamento che integrerete nel prodotto finale.

Testare il contenuto

Sia che lo scopo del vostro sito sia di convincere le persone a fare qualcosa, a comprare qualcosa o semplicemente di informare, testare solo se gli utenti possono trovare le informazioni o completare le transazioni è un’opportunità persa. Il contenuto è appropriato per il pubblico? Riescono a leggere e capire quello che avete scritto? Angela Colter ci mostra come predire se il nostro contenuto funzionerà (senza gli utenti) e a testare se effettivamente funziona (con gli utenti). Sebbene non possiamo testare ogni singola frase del nostro sito, non ce n’è un vero bisogno. Concentriamoci sui task critici per i nostri utenti e per il nostro business. Impariamo come testare il contenuto per capire se e dove il nostro sito non è all’altezza.

Primi passi con Git

Controllo di versione: non è più solo per i programmatori. Se siete un autore, redattore o designer che lavora iterativamente sul web e volete rimaneggiare o combinare rapidamente ed efficacemente i pezzi del proprio lavoro, il version control fa anche al caso vostro. Al Shaw ci mostra quanto è facile installare, configurare e lavorare con il software open-source di controllo di versione Git, che offre tanto, molto di più di un semplice “undo”.

Riduzione ai minimi termini di JavaScript, Parte II

I nomi da assegnare alle variabili possono essere una fonte di angoscia legata alla programmazione per le persone che devo cercare di comprendere il codice. Una volta che siete sicuri che nessun essere umano abbia bisogno di interpretare il vostro codice JavaScript, le variabili diventano semplici segnaposto per i valori. Nicholas C. Zakas ci mostra come ridurre ulteriormente JavaScript sostituendo i nomi delle variabili locali con lo YUI Compressor.

Basta fork con CSS3

Forse vi ricordate di quando JavaScript era un’arte oscura. Si era guadagnato quella reputazione perché, per fare una qualsiasi cosa che avesse la minima consistenza cross-browser, dovevate fare fork del vostro codice per le varie versioni di Netscape e di IE. Oggi, grazie al sostegno dato agli standard web e grazie ai diligenti autori di librerie JavaScript, il nostro codice è relativamente fork-free. Ahimé, per la nostra smania di usare alcune delle feature disponibili in CSS3, siamo ricaduti in errore. Annotatevi eCSStender, la libreria JavaScript di Aaron Gustafson che vi permette di usare le proprietà ed i selettori di CSS3 mantenendo il vostro codice fork-free e hack-free.

Una migliore riduzione al minimo di JavaScript

Come per i CSS, JavaScript funziona al meglio e più efficacemente quando è memorizzato in un file esterno che possa essere scaricato e messo in cache separatamente dalle singole pagine HTML del nostro sito. Per migliorare la performance, limitiamo il numero di richieste all’esterno e rendiamo il nostro JavaScript il più piccolo possibile. Gli schemi di minimizzazione di JavaScript nacquero nel 2004 con JSMin e sono progrediti fino allo YUI Compressor nel 2007. Ora l’inventore di Extreme JavaScript Compression with YUI Compressor ci rivela quali sono i coding pattern che interferiscono con la compressione e quali sono le tecniche per modificare o evitare questi coding pattern, con l’intento di migliorare la performance dello YUI Compressor. Pensate piccolo e vivete alla grande.