Prototipi di workflow

Atomic design. Wireframe HTML. Style tiles. Tutti noi stiamo cercando di adattare i nostri processi, deliverable e tecniche per andare incontro alle sfide poste dal web multi-device in rapida evoluzione. Tuttavia, è probabilmente impossibile sostituire il nostro workflow tutto d’un colpo e poi, comunque, chi può dire che le linee guida di qualcun altro funzioneranno con il nostro team? Vediamo come il team di Mark Llobrera ha lasciato perdere l’idea del workflow perfetto e come, al contrario, ha adottato un approccio più iterativo per processare il cambiamento.

Essere all’altezza dei propri ideali di business

Tutti noi vogliamo fare un lavoro che rispecchi i nostri valori, che ci permetta di essere all’altezza dei nostri ideali, ma vogliamo anche poter tenere accese le luci, retribuire il personale e possibilmente anche espanderci. Come possiamo progettare le nostre agenzie, i nostri studi o il nostro business come freelancer per perseguire entrambe gli obiettivi? Geoff DiMasi afferma che la risposta a questa domanda risiede nello stabilire una vision per il nostro lavoro e collegare direttamente tale vision al modo in cui valutiamo i possibili clienti e i potenziali lavori. È qui per aiutarci a cominciare.

Capacità relazionali per i lavoratori del Web

Il web tocca tutti gli aspetti dell’attività di un’azienda, dal marketing al customer service, dal product development al branding, dalle comunicazioni interne al recruiting. Questa è l’era dei servizi digitali cross-platform, delle reti veloci e dei dispositivi mobile. Sembra il momento giusto per essere una persona che crea siti web. Allora perché ci sentiamo frustrati così spesso? Perché abbiamo il burnout o la depressione? Cos’è che rende difficile fare un lavoro che abbia significato, che ci soddisfi? Tre parole: capacità di comunicazione. Jonathan Kahn, che scrive spesso per ALA, ci spiega perché è importante e come migliorare la nostra capacità di comunicare ci dia degli strumenti che facilitano la collaborazione e che creano le opportunità per migliorare il nostro lavoro, la nostra azienda e magari addirittura il nostro mondo.

Gestire la quantità di moto di un progetto digitale

Si cominciano i progetti digitali di buon umore ma si scade rapidamente in cattiva comunicazione e crisi. Tuttavia non è necessario che vada proprio in questo modo. Estendete l’armonia di un kickoff iniziale per tutta la vita dei vostri progetti: comprendendo le guide organizzative del cliente e i giocatori chiave prima ancora che comincino le sessioni con i post-it, potrete stabilire lo slancio necessario per tenere concentrato sugli obiettivi il team allargato. E gestendo le comunicazioni con gli stakeholder durante il lavoro, potrete evitare problemi, risparmiare tempo e sforzi a lungo termine e consegnare un progetto che soddisfi gli stakeholder, l’agenzia e perfino gli utenti.

Raggiungere il flusso

Quando le culture di design e cliente si uniscono veramente, emergono dei progetti magici e memorabili. Tuttavia, questi progetti magici non sono casuali: accadono quando raggiungete lo stato di flusso. Il bello è che voi e il vostro cliente potete entrare in uno stato di flusso più spesso facendo tre cose: permettendo il feedback immediato, trovando un equilibrio tra sfida e capacità e impostando dei chiari obiettivi i cui progressi visibili. Breandán Knowlton ci mostra come.

Rapporti con i clienti e il web multi-device

Quando si entra in una stanza con un cliente, si è un visitatore dal futuro. Voi, professionisti del web, passate le vostre giornate immersi nei nuovi paradigmi del web multi-device, ma anche per voi il cambiamento e gli aggiustamenti continui derivanti dal vivere su internet possono sembrare travolgenti. Quindi, come pensate possano sentirsi i vostri clienti? Matt Griffin dice che è ora di toglierci di dosso l’atteggiamento mentale ancora presente che abbiamo ereditato dal mondo della pubblicità, le comunicazioni chiuse e il dramma della grande rivelazione, e creare nuovi sistemi basati sull’onestà, l’inclusione e la comunicazione autentica. In questo modo, i nostri clienti diventeranno dei veri partner, piuttosto che persone che aspettano, confuse e ansiose, man mano che impariamo a navigare meglio insieme questo strano universo digitale in continua evoluzione.

Portare a termine il lavoro con una strategia post-rilascio

Gli studi di design hanno tradizionalmente lavorato con il modello lancia e scappa: si studia il problema riguardante gli affari di un cliente, gli si trova una soluzione composta da design, UX e content strategy, si inseriscono dei template in un CMS, si prendono i soldi e si scappa. Nonostante abbiamo passato anni a rifinire le nostra capacità in ambito web e UX, non abbiamo mai dato troppo peso a cosa succede qualche mese dopo la consegna di un sito. Se vogliamo davvero aiutare il cliente le cui conversion stanno scendendo, è ora di adottare una strategia post-rilascio e smetterla di pensare a questa come a un insieme di trucchi SEO vergognosi staccati dal nostro lavoro. Aaron Mentele condivide con noi il modo in cui il suo piccolo boutique studio ha assunto un digital strategist e quali benefici ne hanno ricavato sia lo studio sia i suoi clienti.

Come far crescere il proprio studio creativo

E così avete lanciato il vostro business creativo e state cominciando a crescere. Ottimo! Ma una buona crescita non succede e basta. Proprio come un junior designer comincia con dei piccoli progetti e lentamente aumentano le sue competenze, così un nuovo business ha bisogno di tempo per maturare, per testare nuove idee e anche per prepararsi. Se volete crescere in maniera sostenibile e soddisfacente, allora dovete prestare attenzione al modo in cui state crescendo, non solo a quanto state crescendo. Jason Blumer ci mostra quattro insidie comuni nell’industria del design e come evitarle.

Creare contratti per il XXI secolo

Un contratto nel mondo del design è come un biglietto da visita: proviene dalla stessa scrivania e porta lo stesso marchio creativo. Ma è anche un biglietto da visita che non fa piacere distribuire: una cartella con del materiale legale in un linguaggio incomprensibile, con una formattazione terribile che fa venire in mente al cliente qualsiasi cosa che può andare storto senza nemmeno aver cominciato il lavoro. Se vogliamo gestire i problemi di leggibilità peculiari della nostra era e migliorare la comunicazione con i nostri clienti, allora è tempo di sistemare il linguaggio, il layout e la composizione dei nostri contratti. E chi può farlo meglio di un designer? Veronica Picciafuoco ci mostra come aggiornare i nostri contratti per far sì che siano al pari del brand che abbiamo accuratamente creato possa anche aiutare il raggiungimento di un accordo in tempi rapidi e perfino rafforzare la propria posizione durante la negoziazione.

Come comunicare meglio

In qualità di designer, sappiamo già come comunicare con gli utenti in un linguaggio che sia loro comprensibile. Tuttavia, non lo facciamo spesso quando comunichiamo con quelli con cui dobbiamo parlare quotidianamente per lavoro: i nostri colleghi. Inayaili de León ci mostra perché e come costruire relazioni umane utilizzando un gergo comune per migliorare in quest’area.