A List Together

A List Apart ritorna alle sue radici: creare una community, dare una piattaforma alle nuove voci e riportare l’entusiasmo per il web tra le persone. Stiamo operando dei cambiamenti al modo in cui lavoriamo, partendo dalla nostra decisione di mettere come open source il codice stesso che fa girare alistapart.com e vorremmo che voi partecipaste. Il nostro Mat Marquis vi invita a contribuire con del codice e con delle idee via GitHub, vi presenta i nostri acquisition scout e vi sprona ad usare ALA e i suoi editor per condividere le vostre idee e i vostri insight con l’intera community del web design e development.

Contenuto “Like”-abile: diffondete il vostro messaggio con i metadati di terze parti

Non si condivide solo tramite link. Sebbene la formattazione del contenuto mediante markup strutturale lo renda accessibile su una moltitudine di piattaforme, lo standard HTML da solo non offre alcun mezzo per controllare il modo in cui il nostro messaggio apparirà quando verrà condiviso sui social network più popolari. Facciano il loro ingresso gli schemi di metadati di terze parti! Il protocollo Open Graph di Facebook (OG) e le Twitter Cards sono dei protocolli di metadati progettati per fornire una migliore esperienza utente attorno al contenuto condiviso su queste piattaforme social. Clinton Forry ci spiega una volta per tutte come usare questi strumenti.

Cosa abbiamo imparato nel 2012

Un nuovo citeA List Apart/cite vuol dire un nuovo design, nuove feature e un rinnovato entusiasmo per il futuro. Ma prima di arare a piena potenza il terreno per il domani, abbiamo chiesto ai nostri amichevoli autori e lettori di condividere alcune delle lezioni imparate lo scorso anno e in che modo tali lezioni possono aiutare tutti noi a lavorare meglio nel 2013.

Diciamo No a SOPA

A List Apart si oppone strenuamente al disegno di legge degli Stati Uniti d’America H.R.3261 noto anche come lo Stop Online Piracy Act (SOPA), un progetto di legge nato male e guidato da interessi lobbistici che è tecnicamente impossibile da far rispettare, estremamente oneroso da sostenere e, senza esagerare, potrebbe distruggere internet così come lo conosciamo. SOPA affronta il problema della pirateria dei contenuti con un approccio generico: getta benzina su internet e poi accende la miccia. Se passasse, SOPA permetterebbe alle aziende di bloccare i domini dei siti web che sono “in grado” o “sembra che incoraggino” la violazione di copyright. Una volta che un dominio viene bloccato, nessuno ci può accedere, a meno che non si sia memorizzato il corrispondente indirizzo IP. Con SOPA, tutto a partire dal blog sui lavori a maglia di vostra nonna fino al potentissimo Google risulteranno colpevoli fino a che non si proverà che sono innocenti. Vediamo perché SOPA non deve passare e scopriamo insieme cosa potete fare per fermarlo.