La persuasione non è un artificioso discorsetto pubblicitario o una promessa di un campagna: è inerente al contenuto, allo stile e al modo in cui vengono inviati i nostri messaggi, nel bene e nel male. Qualunque cosa diciamo, facciamo e progettiamo ha un impatto sul modo in cui viene percepito il nostro messaggio, quindi perché non mettiamo al lavoro tale potere per noi sul web? Victor Yocco ci mostra in che modo incorporare una comprensione approfondita delle basi psicologiche della persuasione nei nostri design, permettendoci di raggiungere meglio – e conquistare – i cuori dei nostri utenti.
Argomento: Design
L’email può essere responsive?
Che le si ami o le si odi, non si può certo negare la popolarità delle email HTML. Inoltre, come il web prima di lei, la inbox è ufficialmente diventata mobile, con oltre il 50% delle email aperte sui device mobile. Tuttavia, il design delle email è una pratica scandalosamente datata. (Vi ricordate com’era scrivere codice prima che i web standard diventassero… standard?). Ma la programmazione di email non emdeve/em essere una lezione di frustrazione. Sebbene i designer di email debbano ancora creare i layout usando le tabelle e assegnargli stili tramite attributi HTML e (o mamma!) stili inline, un certo numero di intrepidi designer sta prendendo le moderne tecniche pionieristiche per il web e le sta applicando all’arcaica pratica dell’email design. Jason Rodriguez ci mostra come applicare i principi del responsive web design al regno, frustrante ma essenziale, dell’email design.
Essere all’altezza dei propri ideali di business
Tutti noi vogliamo fare un lavoro che rispecchi i nostri valori, che ci permetta di essere all’altezza dei nostri ideali, ma vogliamo anche poter tenere accese le luci, retribuire il personale e possibilmente anche espanderci. Come possiamo progettare le nostre agenzie, i nostri studi o il nostro business come freelancer per perseguire entrambe gli obiettivi? Geoff DiMasi afferma che la risposta a questa domanda risiede nello stabilire una vision per il nostro lavoro e collegare direttamente tale vision al modo in cui valutiamo i possibili clienti e i potenziali lavori. È qui per aiutarci a cominciare.
Asse z: design per il futuro
Per anni abbiamo visto il web come uno spazio bidimensionale pieno di pagine messe le une accanto alle altre su un piano infinito e piatto. Tuttavia, man mano che i device per cui progettiamo assumono una serie di forme e dimensioni diverse, dobbiamo adottare nuovi modi di progettare. Progettare per l’asse z significa incorporare la fisica tridimensionale nel design di un’interfaccia. Wren Lanier ci spiega come, usando l’asse z per sistemare gli elementi dell’interfaccia uno sopra o sotto l’altro, possiamo realizzare sistemi di design migliori, più flessibili e più intuitivi da usare e creare nuovi pattern che preparano la strada per quelle che saranno le interazioni del futuro.
Creare style guide
Una style guide, nota anche come pattern library, è un documento sempre in evoluzione che descrive in dettaglio il codice front-end per tutti gli elementi e per tutti i moduli che compongono un sito web o un’applicazione. Inoltre, documenta il linguaggio visuale del sito, dagli stili per l’header alla palette di colori. In breve, una style guide ben fatta è una guida onnicomprensiva a cui può far riferimento l’intero team quando deve decidere sui cambiamenti e sulle iterazioni da fare su un sito. Susan Robertson ci mostra come creare e mantenere una style guide che aiuti tutti, dai product owners e product producers ai designer e agli sviluppatori a mantenere il brand e gli obiettivi di un sito in continuo mutamento.
Layout content out
Le griglie vanno più che bene per dividere una tela predefinita e guidare il modo in cui il contenuto rientra in una pagina, ma quando si progetta per la natura fluida del web, si ha bisogno di qualcosa di più responsive. Entrano quindi in gioco le proporzioni, che gli architetti, gli scultori e i book designer hanno tutti usato nel loro lavoro come aiuto per impostare il tono delle loro composizioni e per riportare le dimensioni del proprio materiale dallo schizzo al prodotto finale. I designer possono applicare un processo simile al web concentrandosi sul tono e sulla forma del nostro content first, per poi lavorare verso l’esterno per progettare dei sistemi di griglie fluide basate sui rapporti che consentono di creare armonia tra il contenuto, il layout e lo schermo. Nathan Ford fa un passo avanti verso layout web più sofisticati e incentrati sul contenuto.
UI Animation e UX: un’amicizia malcelata
Le parole animazioni web fanno correre molti di noi alla frenetica ricerca del pulsante skip intro, ma aggiungere movimento al nostro lavoro può avere un significato ed essere funzionale, se troviamo le giuste circostanze. Le animazioni possono dare degli indizi, guidare l’occhio e smussare gli angoli altrimenti troppo spigolosi di alcune interazioni web. Val Head ci mostra in che modo ciò sia possibile con CSS.
Animazioni Web all’opera
Usiamo HTML per raccontare storie e comunicare grandi quantità di informazioni e le animazioni possono aiutarci a migliorare entrambe questi aspetti. Proprio come la gerarchia guida gli utenti attraverso il contenuto, l’animazione li guida attraverso le interazioni, aiutandoli a comprendere relazioni, struttura, causa ed effetto. Rachel Nabors ci racconta la sua passione per le animazioni CSS3, Canvas, SVG, la web audio API, webGL e tutto il resto, spiegandoci perché abbiamo bisogno di animazioni web e web animators.
Progettare Web App Offline-first
Pensiamo sempre che i nostri utenti siano come noi: con gli ultimi device, con il software più recente e con le connessioni più veloci. E mentre noi manteniamo un autentico zoo di vecchi device e browser per i nostri test, passiamo la maggior parte del tempo a creare partendo dalla comodità dei nostri moderni e sempre connessi device desktop. Ma cosa succede quando i nostri utenti scendono nella metropolitana, si imbarcano su un aereo, vanno online in campagna o semplicemente si trovano nell’angolo sbagliato della stanza, quello in cui non arriva internet? La verità è che l’essere offline è un fatto della vita, ma ci sono dei modi per progettare per quando non si è collegati. Alex Feyerke ci racconta tutto.
Consideriamo anche gli schermi grandi
Da più di tre anni ormai stiamo creando design responsive e abbiamo a nostra disposizione delle librerie di pattern per il piccolo schermo e dei portfolio che provano le nostre abilità. Ma per quel che riguarda gli schermi più grandi? Mentre siamo abituati ad usare un design liquido per i breakpoint più piccoli, permettendo al nostro contenuto di espandersi e di contrarsi al bisogno, pochi di noi considerano quello che succede oltre la larghezza massima di circa 960 pixel, che può lasciare molti pixel inutilizzati sugli odierni display desktop. Mike Pick esplora il modo in cui si usa lo spazio negativo, la dimensione, la densità e gli strumenti di layout come le griglie, i moduli e le colonne per andare oltre la barriera del layout da 1024 pixel.
