Quando un architetto progetta una struttura, è discretamente sicuro che il suo lavoro durerà per decenni, forse anche secoli. Qui sul web, non siamo così fortunati. Sapendo quanto possano essere provvisorie le nostre creazioni digitali, come possiamo garantire importanza al nostro lavoro? Definendo la visione dell’azienda. Non riguarda solo il consolidamento di una mission però. Russ Starke ci mostra come possiamo aiutare le aziende a creare una storia dettagliata dei loro futuri successi e come tale storia possa fungere da bussola sia per l’azienda che per i suoi clienti.
Argomento: Design
Rapporti con i clienti e il web multi-device
Quando si entra in una stanza con un cliente, si è un visitatore dal futuro. Voi, professionisti del web, passate le vostre giornate immersi nei nuovi paradigmi del web multi-device, ma anche per voi il cambiamento e gli aggiustamenti continui derivanti dal vivere su internet possono sembrare travolgenti. Quindi, come pensate possano sentirsi i vostri clienti? Matt Griffin dice che è ora di toglierci di dosso l’atteggiamento mentale ancora presente che abbiamo ereditato dal mondo della pubblicità, le comunicazioni chiuse e il dramma della grande rivelazione, e creare nuovi sistemi basati sull’onestà, l’inclusione e la comunicazione autentica. In questo modo, i nostri clienti diventeranno dei veri partner, piuttosto che persone che aspettano, confuse e ansiose, man mano che impariamo a navigare meglio insieme questo strano universo digitale in continua evoluzione.
Letture Estive
Presentiamo la seconda Summer Reading List di ALA, un insieme di letture scelte dagli editori, tratte dagli archivi recenti di A List Apart, con l’aggiunta di alcuni dei nostri link preferiti al di fuori di ALA. Le scelte di questa estate sono organizzate in gruppi che riflettono il processo di design e come tutte le buone letture estive, sono leggere così da poter essere facilmente portate in viaggio con noi. Tuffatevi!
Progettare per i breakpoint
Testo, navigazione e tabelle… Oh cielo! Cosa deve fare un responsive web designer? Come potete vincolare il vostro design al minimo numero possibile di breakpoint importanti? Dove e quando farete gli sketch per i breakpoint minori? In che modo si deve pensare al contenuto mentre fate gli schizzi? È possibile fare degli schizzi sui device reali e che implicazioni di accessibilità ci sono nel fare questo? Potete trovare le risposte a queste e ad altre profonde domande in questo esclusivo estratto dal Capitolo 7 di Responsive Design Workflow, il nuovo libro di Stephen Hay, disponibile presso New Riders.
Hack your map
Le mappe web hanno fatto molta strada ormai: componenti onnipresenti di molte app, sono diventate anche uno dei trapianti di maggior successo dello spazio mobile. Lo stesso paradigma centrale della UI delle web map – una superficie continua, esplorabile e zoomabile – si è diffuso in tutte le interfacce, ben oltre le mappe. Eppure, a quasi cinque anni dallo storico articolo di Paul Smith, Take Control of Your Maps, le mappe web sono ancora un angolo oscuro per la maggior parte dei web designer. È ora di integrare le mappe nei nostri design in maniera potente, creativa e in nuovi modi progressivamente migliorati. Young Hahn ci inizia al viaggio nei misteri della mappa.
L’onestà materica sul web
L’onestà materica, ossia l’idea che una sostanza debba essere sé stessa, piuttosto che imitare qualcosa d’altro, ha guidato tutti da Ruskin a Charles e Ray Eames. C’è un modo in cui noi possiamo applicare l’onestà materica nei nostri immateriali progetti (digitali)? I suoi principi possono in qualche modo portare un po’ di chiarezza nei dibattiti estetici come quello del web design flat vs. quello scheomorfico? E come può un approccio di questo tipo cambiare il modo in cui concepiamo e vendiamo i nostri progetti? Kevin Goldman prevede un aumento della longevità del nostro lavoro e anche della nostra carriera se applichiamo i principi dell’onestà materica al nostro mondo digitale.
L’era dei symbol font
Benvenuti nella terza era dell’ottimizzazione della performance web: i symbol font. Qualsiasi cosa, i punti elenco e le frecce, le icone per i feed per i social media, possono ora essere raggruppate in un singolo piccolo file di font che può essere messo in cache e reso a diverse dimensioni senza la necessità di avere più immagini o colori. Si tratta di un file con gli stessi benefici di caching e di dimensioni di una sprite CSS, con in più i vantaggi che stiamo solo cominciando a realizzare con i display ad alta risoluzione. Scopriamo i vantaggi ed esploriamo le sfide che si incontrano quando si usano i symbol font.
Environmental design con la Device API
Alcuni fattori del mondo reale come le batterie scariche e il segnale scarso possono far diventare un incubo anche un’eccellente esperienza digitale. Questi fattori esulano dal nostro controllo e, fino a poco tempo fa, non c’era nulla che potessimo fare, mentre adesso potrebbe esserci. Tim Wright ci spiega in che modo migliorare le esperienze utente in condizioni che cambiano costantemente (e che a volta sono orribili), riflettendo sull’environmental design e sulle Device API.
Viewport irritanti
Ogni settimana, fanno la loro comparsa dei nuovi device che si differenziano tra loro per dimensione dello schermo e densità di pixel, per metodi di input e molto altro ancora. Noi developer e designer concordiamo sull’utilizzo di standard per il markup, per lo stile e per i programmi che creiamo. I produttori di browser, a loro volta, accettano di supportare quegli standard e impostano i comportamenti di default in maniera appropriata, così che noi possiamo rispettare la nostra parte dell’accordo. Questo accordo non ha mai avuto così tanta importanza: questo è il motivo per cui fa male quando un device o un browser fa qualcosa che va contro il nostro accordo, specialmente quando si tratta di noti e fidati amici del web, come Apple. Peter-Paul Koch, Lyza Danger Gardner, Luke Wroblewski e Stephanie Rieger spiegano perché l’ultimo tablet di casa Apple, l’iPad Mini, crea una situazione esasperante per le persone che cercano di fare la cosa giusta creando delle esperienze flessibili e multi-device.
Il vostro contenuto, d’ora in poi mobile
Non è facile rendere mobile-ready il contenuto, ma se vi prendete del tempo per esaminare il contenuto e per strutturarlo per la massima flessibilità e per il massimo riutilizzo, avrete tolto tutti i pezzi irrilevanti e sarete meglio preparati per quando arriverà sul mercato il prossimo gadget. Questo estratto dal nuovo libro di Karen McGrane, citeContent Strategy for Mobile/cite, vi aiuterà a cominciare.
