UX orientata agli oggetti

Sappiamo che le pagine web grandi, monolitiche, non soddisfano i bisogni dei siti responsive e degli schermi senza fine. Ma spesso ci ritroviamo ancora a cucire assieme dei pattern di design e dei moduli di contenuto piuttosto che pensare veramente in termini di sistemi. Sophia Voychehovski ci mostra come definire gli oggetti con cui interagiscono i nostri utenti e in che modo le relazioni tra loro aprano le porte a user experience più interconnesse e di maggior successo.

La privacy è UX

Alex Schmidt sostiene che in un mondo pieno di falle di sicurezza, spionaggio e aggregatori di dati di terze parti, dovreste sapere dove vanno i dati dei vostri utenti. In questo articolo, spiega il motivo per cui è ora di rendere la privacy parte del nostro processo di design del prodotto e ci aiuta a capire in che modo debba essere inserito nei nostri requisiti e tra le nostre skill.

Progettare animazioni web sicure per la sensibilità al movimento

Le animazioni web su larga scala possono causare nausea, mal di testa a vertigini a milioni di persone che soffrono di vertigini o che hanno problemi all’orecchio interno. Per rendere i siti accessibili a tutti, non dobbiamo eliminare l’animazione, ma applicarla in maniera oculata. Val Head ci guida attraverso alcune delle sfide poste dai disordini vestibolari e ci fornisce delle linee guida per progettare tenendo a mente la sensibilità al movimento.

Ciao, mi chiamo errore!

Una parte significativa della nostra vita passa per le web form: iscriversi a scuola, pagare le bollette, aggiornare i propri documenti. Quindi, quando il semplice inserimento del proprio nome provoca il malfunzionamento di una form, beh, user experience, abbiamo un problema. Aimee Gonzalez ci mostra come le presupposizioni culturali influenzino quello che realizziamo sul web e in che modo incoraggiare la consapevolezza e ridefinire i nostri processi possa essere la leva per cambiare.

Percezione multimodale: quando il multitasking funziona

Non credete a tutto quello che si sente in questi giorni sul multitaking: non è necessariamente cattivo. In effetti, gli umani hanno fiuto per la percezione che impegna più sensi. Graham Herrli spacchetta le teorie sulla comunicazione multi-modale e suggerisce di rendere le cose più semplici da capire, a volte, rendendole più complesse da percepire.

Il rischioso mestiere dell’onboarding

Attrarre – e trattenere – nuovi utenti è una danza delicata. Con troppi ostacoli le persone non si registrano, con troppa poca interazione non ritornano. Il processo ideale di onboarding fa passare da potenziali utenti ad utenti leali identificando premurosamente i nuovi utenti, insegnandogli a usare il prodotto e a dare loro una ragione per ritornare. Rick Pastoor condivide il suo framework di onboarding e quello che ha imparato sulla differenza che c’è tra un buon processo di onboarding e uno grandioso.

L’eccezione dell’homepage

I sistemi strutturati, automatici, sono eccellenti per gestire il contenuto in maniera efficiente ma non sono così grandiosi nell’accomodare i cambiamenti umani di tali contenuti. D’altro canto, WYSIWYG liberi per tutti portano a inconsistenze e rotture. Gli stakeholder e gli amministratori di contenuto hanno bisogno di flessibilità e controllo, specialmente quando si tratta della super-importante homepage. Cosa deve fare un sito Web? Johanna Bates suggerisce di abbracciare una soluzione per una homepage people-friendly all’interno delle nostre architetture guidate dai robot.

Creazione di una design persona

Ogni prodotto ha una personalità, ma il vostro è progettato deliberatamente? Meg Dickey-Kurdziolek ci mostra in che modo Wheather Underground ha risolto i suoi problemi di personalità creando una design persona e ci insegna dei metodi collaborativi per dare inizio a un aggiustamento di personalità all’interno della vostra azienda.

Meta-momenti: riflessioni di design

Vi è mai capitato che internet vi obbligasse a fermarvi di colpo? Capita che a volte vi faccia fermare e riflettere su quello che state facendo? Andrew Grimes chiama questi istanti meta-momenti e ci guida attraverso le ragioni per cui i meta-momenti a volte sono necessari e compo possiamo inserirli nelle esperienze che progettiamo.

Gli androidi sognano in versi liberi?

Dai Bancomat a Siri fino al testo del pulsante nell’interfaccia utente di un’applicazione, “parliamo” alla nostra tecnologia e questa ci parla. Spesso questo scambio è puramente transazionale, ma le tecnologie più nuove hanno negoziato questa relazione. Joscelin Cooper riflette sul modo in cui possiamo progettare conversazioni uomo-macchina di successo che non siano né stucchevoli né super meccaniche.