User Testing collaborativo: meno preconcetti, migliore ricerca

Desideriamo tutti una user research che fornisca una guida affidabile per i nostri team. Ma il pregiudizio è subdolo: spesso viene introdotto inconsapevolmente. Come possiamo assicurare che i risultati delle sessioni di guerrilla user research siano il più imparziali possibile? Alla Kholmatova ha la risposta: diventando più collaborativi nel modo di pianificare, condurre, valutare e analizzare la user research.

Bambini dai 4 ai 6 anni: l’oscura età di mezzo

Pieni di conoscenza e creatività, ma a malapena in grado di leggere, i bambini tra i quattro e i sei anni occupano una zona oscura per i designer: troppo grandi per i giochi della prima infanzia, ma troppo piccoli per la maggior parte delle app e dei giochi creati per i bambini grandi. Impariamo a conoscere questo gruppo in un estratto dal libro di Deb Gelman, Design for Kids, disponibile presso Rosenfeld Media.

Persuasione: applicare il Modello della Probabilità di Elaborazione

La persuasione non è un artificioso discorsetto pubblicitario o una promessa di un campagna: è inerente al contenuto, allo stile e al modo in cui vengono inviati i nostri messaggi, nel bene e nel male. Qualunque cosa diciamo, facciamo e progettiamo ha un impatto sul modo in cui viene percepito il nostro messaggio, quindi perché non mettiamo al lavoro tale potere per noi sul web? Victor Yocco ci mostra in che modo incorporare una comprensione approfondita delle basi psicologiche della persuasione nei nostri design, permettendoci di raggiungere meglio – e conquistare – i cuori dei nostri utenti.

Design per interazioni semplici

Che contribuiate alla user experience, allo sviluppo o alla strategia per un sito web, avete il dovere verso il vostro lavoro, la responsabilità etica e (in molti casi) legale di rendere il sito accessibile e un dovere altrettanto pressante verso gli stakeholder, la vostra creatività e la vostra carriera di rendere un sito accessibile emsenza/em sacrificare un briciolo di design o di innovazione. Cosa deve fare, quindi, un creatore di siti o applicazioni? Tanto per cominciare, deve leggere questo libro! Siamo entusiasti di presentarvi in esclusiva un estratto dal Capitolo 5 di A Web for Everyone: Designing Accessible User Experiences di Sarah Horton e Whitney Quesenbery, disponibile presso Rosenfeld Media, con uno sconto del 20% per i lettori di ALA.

Flat UI e form

Sebbene alcuni sostengano che le interfacce utente flat siano solamente una moda o l’ovvia risposta ai trend scheumorfici, molti designer hanno adottato l’approccio flat perché la riduzione degli stili visuali (come i gradienti, le drop shadow e i bordi) crea interfacce che sembrano più semplici e più pulite. Il problema è che molte flat UI sono create ponendo l’attenzione sulla distribuzione di contenuto, ma prestandone pochissima ai componenti transazionali e interattivi (cioè, le form). Cosa accade allora quando le flat UI e le form si scontrano? La user experience potrebbe soffrirne e spesso è così. Evitate che le vostre form falliscano usando una ridondanza controllata per comunicare la differenza.

Intervistare le persone

L’umile intervista a tu-per-tu è l’unità base della ricerca etnografica. Il prezzo è giusto anche per il team più a corto di soldi e con la pratica (unita ad alcuni principi), potete diventare molto bravi, anche se ricercatore non è il titolo sul vostro biglietto da visita. Bisogna sfatare il grande mito per cui è necessario essere dei bravi oratori. In realtà, condurre una buona intervista consiste principalmente nel tacere. Impariamo come ottenere dei dati validi dalle persone nel nostro estratto del nuovo libro di Erika Hall Just Enough Research.

Vedere l’elefante: deframmentare la user research

Silos: vanno bene per il grano, ma sono terribili per comprendere il comportamento dei clienti [silos è in USA sinonimo di dipartimento chiuso, ndr]. Proprio come preferiamo i tool di ricerca che troviamo familiari e comodi, così le grandi aziende usano spesso dei metodi di ricerca che riflettono le proprie preferenze di selezione interna. Come risultato, si lasciano sfuggire la rilevazione (e la conferma) di pattern interessanti che emergono contemporaneamente da diversi silos di ricerca, e probabilmente non verranno a sapere cose nuove ed importanti. Il leader e maestro della IA Lou Rosenfeld spiega come equilibrio, cadenza, conversazione e prospettiva forniscano un framework che permette ai team di ricerca di pensare in maniera trasversale rispetto ai silos e di realizzare intuizioni potenti che possono essere comprese anche dai senior leader.

UX connesse

La vostra inbox trabocca di email che suggeriscono feature e miglioramenti. Invece di trarne beneficio, vi sentite sopraffatti da una valanga ingestibile. Fate test di usabilità, interviste agli utenti e analisi sui competitor, create e condividete degli insight cruciali, tuttavia, nel giro di qualche mese, quello che avrete imparato sarà andato perso, dimenticato o verrà ignorato da qualcuno in un altro dipartimento. E se poteste vagliare, memorizzare e condividere tutto quello che avete imparato riguardo ai vostri clienti in un modo che vada oltre i confini dei vari dipartimenti, che preservi ed amplifichi gli insight e che faccia diventare ogni membro della vostra azienda un ricercatore? Il direttore della user experience di MailChimp Aarron Walter ci spiega quello che ha fatto il suo team. Potete farlo anche voi.

Progettare servizi oltre lo schermo

State facendo il redesign del sito web di una compagnia aerea, ma chi sta progettando le macchine per il check-in, i sistemi CRM usati dallo staff del call center, il materiale cartaceo o le policy a cui deve aderire il personale di bordo? Che vi piaccia o meno, questi canali fanno parte della user experience generale. Di per sé, il vostro sito web o la vostra app per mobile potrebbero essere grandiosi, ma i clienti fanno esperienza dei servizi nella loro totalità e i loro giudizi si basano su quanto tutto funzioni bene insieme. Imparate a progettare oltre lo schermo, creando degli artefatti visuali e tangibili che possono essere esperiti e testati, così da poter creare un ponte tra business e design.

Migliorare la UX con la performance front-end

Uno studio di Google afferma che aggiungere mezzo secondo alla pagina dei risultati di una ricerca può far diminuire il traffico e le entrate pubblicitarie del 20%. Amazon ha scoperto che per ogni 100 millisecondi in più sul tempo di caricamento, le vendite diminuiscono del 1%. Gli utenti si aspettano che le pagine si carichino in due secondi e dopo tre secondi il 40% di loro semplicemente se ne va. Il messaggio è chiaro: dobbiamo fare in modo che l’ottimizzazione della performance sia una parte fondamentale del modo in cui progettiamo, realizziamo e testiamo ogni sito che creiamo, per ogni dispositivo. Progettare per la performance, misurare i risultati.